Daisypath Happy Birthday tickers

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Daisypath - Happy Birthday

domenica 21 giugno 2015

Vita, di cui essere grati

Se c'è una cosa che il Dolore mi ha insegnato è che gli imprevisti della quotidianità, anche i più fastidiosi, sono Vita di cui essere grati, quando non addirittura balsamo e terapia... Così accolgo questi giorni densi di impegni e di incastri tra turni e prove d'Esame, di malanni imprevisti ma pure di primi dentini che dondolano, di esperienze nuove di indipendenza (il centro estivo dell'oratorio, la prima volta di Letizia in piscina da sola, la sottoscritta che per l'emozione prepara tutto, ma proprio tutto... e dimentica i braccioli!), di struggenti corrispondenze d'amorosi sensi: la voce di Letizia che legge le filastrocche che mio padre leggeva a me quando avevo quattro anni, con pazienza e abilità infinite, tanto che ancora ne ricordo a memoria quasi ogni verso... 


E se una giornata è particolarmente dura, un pranzo salta, il buon umore scarseggia... cosa c'è di meglio di un gelato? 


Non fatevi ingannare dalla confezione riciclata, quello che vedete è un gelato fatto in casa, senza gelatiera e realizzabile con un minimo di due ingredienti e poco più di due ore in freezer! L'ho scoperto attraverso un video e ho sperimentato fino a trovare l'equilibrio perfetto nelle dosi tra gli ingredienti, che ora condivido con voi: basteranno 

200 gr di panna da montare e 
80 gr di latte condensato già zuccherato; 

si monta la panna con le fruste e si aggiunge il latte condensato e ogni ingrediente che vi venga in mente; noi abbiamo sperimentato, in alternativa: 

due cucchiaini di caffè istantaneo (per il gusto caffè); 
due cucchiaini di cacao amaro (per il cioccolato); 
bacche di vaniglia (per il fiordilatte vanigliato o la base per la stracciatella);

dopo aver rimescolato tutto con le fruste aggiungo pezzetti di cioccolato e metto in freezer per due/tre ore... il gelato così ottenuto è il migliore che io abbia mai fatto, cremoso e più corposo di quello ottenuto con la gelatiera; ha un'unica controindicazione: dà dipendenza!



mercoledì 10 giugno 2015

Il canto dei tigli

E' arrivato giugno, col profumo dei tigli che sfonda le finestre aperte e si insinua nel cuore, come una litania dolcissima, più intensa quando la luce tace e la notte copre tutto di silenzio.
E' arrivato giugno con gli adempimenti di fine anno, gli scrutini, le ultime interrogazioni, i compiti delle vacanze, il tempo ostinatamente rubato per le lezioni più belle, quelle fuori programma; è arrivato giugno con le incombenze fiscali, il tanto da fare, il poco tempo per farlo. E' arrivato giugno e sono arrivate le nomine a commissario agli esami di maturità; e mentre pensavo alla conclusione di un percorso, un altro si apre all'orizzonte più prossimo.

C'è da sentirsi sopraffatti.

E così mi sento, spesso, mentre la quotidianità si dipana veloce tra le mani, gli incastri di impegni si susseguono senza respiro, il lavoro a maglia giace abbandonato in un angolo per giorni, i piumoni invernali sono ancora sui letti e gli armadi sono ridotti ad ammassi informi di vestiti di tutte le stagioni.

Eppure. 

Eppure c'è il profumo dei tigli, ci sono i pomeriggi rubati con gli amici che valgono una vita, ci sono i frutti caldi di sole sugli alberi e quelli, rossi, del nostro balcone; c'è il canto delle spighe nei campi e quello dei merli sui tetti; ci sono gli istanti che restano nel cuore a dare forza, per conclusioni e nuovi inizi, per mettere ordine negli armadi e per sfrattare, finalmente, i piumoni dai letti; ci sono le ultime ore del giorno, le prime della notte, quando, con le finestre aperte, tutto, tranne la voce dei tigli, tace; e c'è ancora tempo per qualche giro di maglia.






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