Daisypath Happy Birthday tickers

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Daisypath - Happy Birthday

sabato 28 febbraio 2015

Arriverà la primavera

Siamo alle soglie di marzo ma ancora non vedo i segni della primavera intorno a me: gli alberi sono ancora spogli, spenti i colori del paesaggio dormiente, sullo sfondo la catena luminosa di neve del Monte Rosa; certo, c'è stato qualche giorno più caldo - forse dovrei fidarmi più della mia pelle che dei miei occhi-, la luce mi saluta al mattino, dove prima c'era ancora l'oscurità della notte; ma i colori appartengono per ora solo al cielo: a quello arrossato da albe e tramonti, alle mattine nitide d'azzurro, e ancora attendono di scendere.

Eppure so che improvvisamente, inaspettatamente, ingiustificatamente esploderanno le gemme, torneranno il verde tenero delle prime foglie, il giallo delle forsizie e con loro comincerà il risveglio.

E toccherà anche il mio cuore questa bellezza che già mi circonda ma si ferma agli occhi, si fa strada nei pensieri... e ancora non scende nella mia anima stropicciata.
Perché anche il mio cuore è un po' spento e ogni ritorno, nel ciclo dei giorni e delle stagioni, sottolinea l'assenza. 

Aspetto la primavera, fuori e dentro, e con la gioia del canto degli uccelli risuonerà l'eco della voce e dell'Amore di mio padre, che mi ha insegnato ad ascoltarla.



venerdì 20 febbraio 2015

Offro i miei dubbi

Guido attraverso la campagna grigia e bianca di brina, mentre vado a scuola, la testa e il cuore pieni di domande. Cerco risposte: in questi rami spogli che fanno ala al mio passaggio e che, nel loro sonno, già contengono promesse di risveglio e nuova vita; in questa terra che tace, mostrandomi quanto sarebbe orribile se nulla cambiasse, se tutto restasse fermo, immobile, sempre; nei libri che mi capitano tra le mani (questo - una storia delicatissima letta con le bimbe prima di dormire), in quelli che ritornano, al momento giusto: 


"Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!" E rise ancora"E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere... E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: "Si, le stelle mi fanno sempre ridere!" e ti crederanno pazzo. "T'avrò fatto un brutto scherzo..." E rise ancora. "Sarà come se t'avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere..." ( Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe).

"Il primo sogno intero che Michael non poté dimenticare (...) fu quello su una macchina che arrestava il tempo, inventata giustappunto dal nonno. Questi accendeva la macchina e tutti erano felici e  contenti, tanto da incoronarlo imperatore. Se non che a poco a poco l'entusiasmo generale si spegneva, dato che gli anni passavano e non succedeva niente di nuovo. (...) Michael non seppe spiegare con le parole quel pianto. Il problema era che non sapeva più che cosa voleva: se crescere e diventare forte, guidare una macchina sportiva e non aver più paura dei mostri la notte, o invece restare sempre un undicenne per non far mai morire il suo nonno." (Uri Orlev, L'aggiustasogni)


Mi sento divisa tra raziocinio e cuore, tra fede e ragione.

Il raziocinio incalza, toglie sicurezze, fa risaltare contraddizioni, ha una risposta per tutto, pare, ma una è una risposta che non accontenta mai, che disillude, distrugge; nulla pare avere più senso. Ma se mi rivolgo al cuore vedo, di nuovo, segni e fili sottili che attraversano la mia vita, vedo risposte in ogni cosa, in ogni cosa Amore, nell'Amore il senso, l'unica risposta possibile, l'unica che mi appaga pienamente. 

Inizio così la mia Quaresima. Offro i miei dubbi, la mia paura, le mie lacrime; li sublimo in Amore: Amo in tutto e per tutto, esercito l'Amore che è, qui e ora, la più irrazionale, irragionevole, appagante esperienza di infinito data all'uomo.   
Lauretta, Il bosco dei lillà


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