Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath - Happy Birthday

mercoledì 28 gennaio 2015

Questione di scelta

Scivolano via veloci questi giorni di inverno, come la lana che scorre tra le dita, nelle ore - ore belle e solo mie- rubate al sonno, quando le bimbe sono a dormire e la giornata dimentica gli impegni. Allora intreccio fili, scelgo progetti che si susseguono e accavallano senza sosta, sul mio divano con i miei gomitoli e i miei pensieri. Rido di me, della mia inesperienza, della mia ostinazione nel non far campioni, nel procedere sempre un po' alla cieca, nel seguire il brivido impulsivo dell'istinto, nel fare errori, che trasformano un abitino per Letizia in un gilet della mia misura. Rido di me, di quanto ho ancora da imparare, di quanto mi ostino a voler scoprire, sbagliando, provando, non poi tanto diversa dalle mie bimbe che amano i pasticci e mangiare con le mani. 








Scorrono quasi in sordina, questi giorni di gennaio, dai quali esco con un anno in più, definitivamente adulta ma sempre la stessa negli entusiasmi; e se la malinconia é grande, altrettanto lo é la gioia di vedere di nuovo di miei anni descritti, nelle cifre, da quelli delle mie figlie; la gioia di aggiungere un anno ad amicizie belle e preziose, cresciute con me attraverso la vita, sempre presenti e attente, al di lá delle distanze; la gioia di una famiglia intorno, piena d'amore, ricca delle diversità di ognuno. 


Volano leggeri, questi giorni racchiusi, raccolti nell'intimità della casa, giorni che scandiscono la vita a piccoli passi, giorni che mi vedono attenta a custodire nel cuore ogni conversazione rubata tra le mie bimbe, i loro giochi multiformi che in autonomia si accavallano, con me che rincorro e invito all'ordine, sorridendo, in realtà, di questa confusione creativa e gioiosa. 
A volte mi sovrasta la tristezza, ma ho imparato a trasformarla, ogni giorno, concentrandomi sulla presenza, sulla bellezza intorno. Perché la felicità é una questione di scelta, ogni giorno.

















mercoledì 7 gennaio 2015

Il Natale dentro

"Nel mio prato io ci cammino sopra, come se camminassi sulla vita; e la vita mi abbraccia da ogni parte" (A. ZARRI, Un eremo non è un guscio di lumaca)

Oggi sono felice. 

Il dolore, quello vero e grande, vela lo sguardo, incrina certezze, sprofonda il cuore nella paura; ma pian piano il velo diventa lente e lo sguardo si fa più acuto, la ricerca di risposte più intensa, la paura viene messa a tacere dalla bellezza e dall'Amore. 

Oggi sono partita per il primo giorno di scuola del nuovo anno nell'aria azzurra che precedeva l'alba; mi sono sentita capita e abbracciata da questo mondo che sembrava come me faticare a svegliarsi, mi sono sentita in anticipo sul mondo, con la cascina che guarda il sole - uno dei miei punti di riferimento preferiti sulla strada- ancora sprofondata nel sonno. 
Oggi ho fatto una cosa per volta; tante cose, ma senza fretta, assaporandone ognuna. 
Voglio portarmi il Natale dentro, la bellezza tanto attesa e pian piano raggiunta in questi giorni, la consapevolezza di quanto sia importante essere immersi totalmente in ciò che si vive, nel nostro prato, nel nostro stare insieme, nel nostro fare quotidiano.

"Aprirsi e lasciar entrare l'altro, chiunque e qualunque cosa esso sia: lasciarsi impastare di cose, di mondo, di reale, fatti parte noi stessi di questo fiume di vita che ci convoglia. Se non esiste questa disposizione all'accoglienza universale, è poi difficile aprire una finestra per far entrare Dio. Tutto, invece, il nostro essere deve farsi finestra, apertura, accoglienza (...)". "Ciò che importa è raggiungere una pienezza esistenziale che ci consenta di vivere intensamente, in ogni situazione; e che ogni situazione sia così densa e piena da comunicare e quasi comprendere le altre". (Ibid.)

































giovedì 1 gennaio 2015

2015

A mezzanotte la mia casa era un po' pulita e un po' no, un po' ordinata e un po' no, abbiamo brindato in tre, mentre Diletta già dormiva e i primi minuti del nuovo anno mi hanno vista leggere la storia della buonanotte a Letizia; poi ho brindato nuovamente col marito, abbiamo ballato e salutato i nostri cari al telefono, ne ho approfittato per chiedere a mia suocera la ricetta dei suoi buonissimi dolcetti e promesso che li faremo insieme, una di queste mattine; il risveglio, il primo giorno dell'anno nuovo, è iniziato con il sorriso e i piedini gelati delle mie bimbe, ci siamo assicurate di aver lasciato quello che ci eravamo ripromesse all'anno vecchio: mamma "l'urlite", Letizia i dispetti, Diletta i calci e le scenate, abbiamo fatto colazione, telefonato al papà al lavoro, e trascorso la mattina come ognuna preferiva, tra disegni, giochi, e anche pulizie, perchè mi piaceva farlo anche se so che da questo non dipenderà tutto l'anno.
Ho lasciato indietro la dipendenza da tante sciocche superstizioni che pure riguardo con un sorriso, ora so che il futuro non mi appartiene, ma è completamente mio e di chi amo il presente, posso renderlo felice, un nuovo inizio, un capodanno ogni giorno. Questo è il mio augurio anche per voi, con affetto!

"Buon anno, amici, buon anno!" Più di trecento giorni pieni di sole, di luna, di nuvole, di neve: più di trecento giorni, pieni di solidarietà e di gioia: e, se verrà anche il dolore, che sia vissuto con amore. "Buon anno, amici, buona vita!" (Adriana Zarri, Quasi una preghiera)

Adriana Zarri, Quasi una preghiera



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