Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath - Happy Birthday

venerdì 31 ottobre 2014

Le noci del nonno

C'è un parco, vicino al cimitero, dove giocavo spesso con mio padre da bambina. E in questa stagione andavamo lì insieme a raccogliere noci. Non ricordo quando abbiamo perso quell'abitudine, quanto sia rimasta Excalibur ad aspettarmi, nascosta tra i rami del grande abete all'ingresso. Il parco è diventato per qualche tempo malfamato e mal frequentato e non ci sono tornata più. Fino ad ora. Prima da sola, per nascondere di nuovo la nostra spada magica; oggi con Diletta. Mentre la nonna andava al cimitero, l'ho portata sotto i grandi noci, gli stessi dove mi piaceva tanto andare con mio padre, bambina. Abbiamo iniziato a cercare noci, ne abbiamo trovata qualcuna - non credevo, non speravo, dopo tanti anni- Diletta ha iniziato a ripulirle dal mallo con le mani e io mi sono trovata a insegnare a lei come farlo con i piedi, ripetendo i gesti che mio padre aveva tanto tempo prima insegnato a me. E lui era lì, di nuovo, nei nostri movimenti, nei nostri giochi con i bastoni, nel suo orologio, al mio polso.






mercoledì 22 ottobre 2014

Pandora

Consapevolezza. 
Dolorosa come il restringersi 
della pupilla alla fine del tunnel. 
Di Pandora giace il vaso, 
scoperchiato, vuoto
guscio attraversato dal male.
Lieve 
si libra in volo la speranza.

venerdì 10 ottobre 2014

La storia infinita

Ci sono ricordi che mi assalgono all'improvviso, altri dai quali mi lascio coccolare nei rari momenti di pausa. Mi aggrappo ai ricordi, mi spaventa la distanza, quel tempo che dovrebbe lenire ma che non voglio cancelli o allontani. Mi cullo nei ricordi e qualche volta non piango, perchè li ritrovo lì, presenti e vivi, nei gesti di ora, nella felicità negli occhi delle mie figlie quando mi scorgono all'uscita da scuola, nelle chiacchierate sulla via del ritorno, nei saltelli gioiosi, incontenibili, con l'ombrellino in mano, negli occhi che ridono, nella mano nella mano. E mi rendo conto che la vita non puoi comunque limitarti a leggerla; la devi scrivere, allo stesso tempo, e come in ogni buona storia, dalla lettura la scrittura nasce arricchita, più intensa, più bella.

Leggo i miei ricordi, vivo il mio presente, scrivo quelli che saranno i ricordi delle mie figlie, le letture su cui innesteranno le loro storie.























venerdì 3 ottobre 2014

L'Amore non muore mai

Ho impastato terra, in questi giorni, la terra della tomba di mio padre, su cui ho piantato l'erica di montagna... "che nel gusto ci guadagna" - avrebbe detto lui. Ho impastato cene per i miei cari, le polpette con la menta del suo giardino che mio padre amava tanto... gli sarebbero piaciute, molto. Ho impastato lacrime e ricordi, ma ho cercato di condirle sempre con il sorriso, perchè "è inutile piangere, Anna Maria"... anche se a volte fa tanto bene, babbo mio. Non sono più lacrime di struggimento, però. Chissà se un giorno smetteranno di scendere lasciando solo il sorriso sui tanti, bei ricordi. E' che mi aspettavo che fosse qualcosa di solenne, il saluto, non un vederti semplicemente salire in ascensore, e poi non vederti più. 
Ma la tua voce la sento, quasi in ogni momento, un controcanto alla mia, ed è tenera e affettuosa, come quando mi mettevi la mano sulla spalla e mi dicevi: "Beh, è ora di andare, Anna Maria, si sta facendo buio". 
Cerco di fare le cose come le avresti fatte tu, mi trovo a pensare come pensavi tu, a far tesoro di ogni discorso fatto. Anche se poi il nostro rapporto non aveva bisogno di parole, anzi, ti rintronavo con i miei discorsi. Ora rintrono i miei ragazzi, incuriositi, chissà, da questa prof. un po' matta innamorata di tutto.
Oggi era la festa dei nonni ed è stata un po' più dura, quando sono arrivata e non c'eri tu, sulle scale, ad accogliere le "polpacchiotte", pronto a sfinirti di giochi. Però è arrivata subito una farfalla, a consolarmi. Come quell'uccellino dal canto insistente al cimitero... Osservo e amo la natura come mi hai insegnato a contemplarla e ad amarla tu: "Guarda che tavolozza meravigliosa di colori, Anna Maria"; e la guardo ogni giorno, guidando tra i gialli delle risaie e dei campi di granturco,  tornando a casa quando la nebbia ha ceduto il posto al sole e all'azzurro.
Mi impegno e tu continui ad insegnarmi, anche ora; ho smesso di delegare tante cose e sto imparando, piano piano. 

Si diventa improvvisamente adulti, perchè "è nell'ordine delle cose" -dicono- e anche se non c'è più chi c'era da sempre, dal tuo sempre, nessuno vede la bimba smarrita che ti porti dentro. E tuttavia si diventa improvvisamente adulti anche perchè ci si sente d'un tratto più forti, di una forza nuova che non è più soltanto la tua. E nasce una nuova fratellanza con chi ti offre il suo affetto e il suo dolore tanto simile al tuo e che solo ora comprendi, mentre lo rivivete insieme.

E poi c'è chi, stasera, mentre scrivevo queste parole, ha pasticciato con le prime lettere e ha scritto, chissà come, il tuo soprannome, quello che ti avevo dato io. 



E chi non è voluta andare a dormire finché non ha finito di scrivere, disegnare e colorare questo biglietto per te - "Mamma, poi lo leghiamo ad un palloncino e lo facciamo volare in cielo": 



Siete voi che giocate a nascondino. Ha detto così Letizia, ha usato il presente. 
E io ho capito. L'Amore non muore, mai.





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