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martedì 10 giugno 2014

I miei frutti

Negli ultimi mesi tutte le mie energie sono state assorbite dal lavoro a scuola. A casa lasciavo che le cose procedessero più o meno per inerzia; non che non abbia fatto nulla - ho prodotto addirittura marmellate- ma mi mancava lo slancio creativo: fermo il lavoro a maglia, ferma la macchina da cucire, ho rinfrescato la pasta madre solo per qualche pizza, dietro pressante insistenza delle bimbe... 

Eppure. 

Eppure il mio balcone si è riempito di doni, come ogni anno, più degli altri anni. Una sola pianta di pomodorini ciliegino, comprata a inizio stagione, è carica di frutti: ne abbiamo contati più di quaranta! Accanto, sei piante (sempre di pomodoro) che mi ha regalato Letizia, seminate a scuola, stanno spiccando in altezza. Piccoli vasetti di un basilico salvato dalle cucine dell'alberghiero, tra i pomodori, spero terranno lontani gli afidi mentre già abbiamo assaporato il secondo pesto della stagione. Le piante di fragole, nelle fioriere sul davanzale, ce ne regalano in media una a testa al giorno. La lavanda è in boccio, e il nostro ribes, che sopravvive da anni all'inverno, è carico di grappoli rossi che già hanno rallegrato le nostre merende. La rucola dello scorso anno è andata in semenza per la terza volta e sto aspettando che i baccelli secchino per poterli ripiantare; l'insalata, sempre dell'anno scorso, ha rifatto capolino in uno dei vasi, accanto ad una pianta grassa che nel frattempo vi si era installata.









Il miracolo della vita mi stupisce ogni anno, la gratuità di questo miracolo mi rende infinitamente grata. 

Silenziosa e discreta la vita verde ha accompagnato la mia, ha lavorato in silenzio, sotto terra, ha fatto tesoro dei giorni di pioggia che parevano di una tristezza infinita, ha custodito gelosamente ogni raggio di sole, è tornata a germogliare, a donare, a sacrificarsi e a rinascere. 
Giorno per giorno sono stata spettatrice di questo piccolo miracolo, giorno per giorno  ho cercato di imparare, di fare lo stesso. Non solo sul balcone sono arrivati i frutti.





Ora, a lezioni finite, piano piano mi riapproprio di spazi e tempi, coccolo queste piante che mi danno e mi insegnano tanto; il pane sta di nuovo lievitando nel forno, nell'armadio e sui letti è tornata l'estate, fatta è la periodica rotazione dei libri nelle librerie delle bimbe... Piano piano l'inerzia torna voglia di fare. Nel cuore si sedimentano ricordi, pensieri, prospettive, stati d'animo come sempre agrodolci in questo periodo, nella consapevolezza che, nonostante l'incertezza, anche se sarò per chissà quanti anni ancora una prof. itinerante, avrò sempre un balcone da cui imparare, giorno per giorno, a rinascere e a donare me stessa.


2 commenti:

  1. Sei sempre così leggera e profonda al tempo stesso... Le tue parole regalano serenità, offrono spunti di riflessione, insegnano a dare significato a ogni prezioso momento. Grazie perchè, dopo una giornata faticosa per tanti motivi, mi hai allargato il cuore.

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  2. Un vero risveglio primaverile anche il tuo!
    Che meraviglia il miracolo della natura, vero?! Io quest'anno ho provato per la prima volta a fare l'orto sul terrazzo: che emozione quando abbiamo assaggiato le prime zucchine!

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