Daisypath Happy Birthday tickers

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Daisypath - Happy Birthday

mercoledì 31 dicembre 2014

2014

Sei stato l'anno più brutto della mia vita e una parte di me - per la prima volta- prova gioia e impazienza nell'attesa di questa mezzanotte, mentre ingurgito antibiotici per l'ennesimo malanno. 
Ma sei anche l'anno dei ricordi più dolci, di quelli più preziosi, perchè erano gli ultimi, e non lo sapevamo; lasciarti andare, perciò, in questo è difficile, più difficile di quanto lo sia mai stato.
Mi lasci tante domande, di quelle grandi, essenziali.
Ti lascio la mia inconsapevolezza, quella di quando ancora pensavo che tutto sarebbe stato com'era, per sempre.
Mi tengo tutti i ricordi e la dolcezza, che, nonostante tutto non sono mancati. 
Mi tengo, salda, la certezza che la vita è fragile, l'Amore no.
Sferruzzo maglioncini per le mie bambine, valorizzo gesti e momenti, lacrime e sorrisi; giochiamo a tombola, anche se manca chi teneva il banco meglio di tutti, stasera bruceremo con le bucce di arancia ciò che vogliamo lasciare indietro e le buone intenzioni per il prossimo anno; qualche difetto me lo tengo, però, perchè so come anche quelli, come proprio quelli, possano risultare cari alla memoria.

Addio, 2014 e grazie, per questi: 

GENNAIO:


FEBBRAIO:




MARZO:




APRILE:




MAGGIO:





GIUGNO:





LUGLIO:


AGOSTO:


SETTEMBRE: 


OTTOBRE: 




NOVEMBRE:


DICEMBRE: 







giovedì 25 dicembre 2014

Natale...

"...è il Signore che seguita a nascere, ogni giorno: e non finisce mai di nascere, e non finisce mai di morire, e non finisce mai di risorgere, nella carne e nel mondo. Nasce non tanto «nell'anima», come un'ascesi tutta spiritualistica ci ha insegnato a ripetere: nasce nella vita; nasce dal nostro ascolto, dalla nostra attesa, dal nostro umile e docile accordarci con i ritmi profondi delle cose. E noi gli siamo utero, cesto, nido. L'incarnazione non è una storia privata: è la storia del mondo e Cristo non nasce solo nella greppia. Il Verbo sposa la terra e e si fa terra, carne, tempo, storia, finitezza, condizionamento, situazione umana nella sua complessità, e nella sua povertà, vita del mondo, con la sua concretezza e i suoi limiti. E la vita – questa vita assunta da Dio – è fatta di me, di voi, di storie e destini innumerevoli, di vicende cosmiche e piccoli accadimenti quotidiani. Anche di neve è fatta, la vita, e di germogli che dormono, di gatti che ronfano, di stufe che borbottano e di polente che inondano le tavole come lune d'inverno." (ADRIANA ZARRI, Un eremo non è un guscio di lumaca)

Buon Natale, amici cari, a voi tutti.


domenica 21 dicembre 2014

Piccole cose grandi

::La cioccolata calda, anche quando mi viene troppo liquida::



::i calzini a fine giornata, in posti improbabili... ed esilaranti::



::i giochi perfetti quando è ora di dormire, anche se la giornata è stata un litigio continuo::



::i libri belli, che ti parlano e ti salvano un po' ogni giorno::

ADRIANA ZARRI, Un eremo non è un guscio di lumaca

::i desideri delle figlie, che ridonano entusiasmo e slancio e fanno tornare lana e Amore tra le mani::




:: le conversazioni con le mie bambine:

Diletta: "Mamma, avrei voluto essere tra gli azzurri (la sezione parallela, quella cui apparteneva Letizia alla scuola materna)..."
"Perché, Amore?"
Diletta: "Perché è il colore del cielo!"
"Ma tu sei tra i gialli, il colore del sole!"
Diletta "E' vero, mamma! E' bello il sole! E tu di che colore sei?"
"Io di tanti colori, Diletta, come l'arcobaleno!"
Diletta: "Allora Babbo Natale mi ha ascoltato, mi ha dato una mamma arcobaleno!"

***

Diletta: "Mamma, ma quando saremo in cielo, sarà quella la nostra casa?"
"Sì, Amore."
Diletta: "E non ci saranno chiavi, nessuno si chiuderà a chiave!"
"Già."
Letizia: "Ma ci saranno i libri, mamma? A me mancheranno i miei libri!"
"Ci saranno, Gesù ha tutti i libri che siano mai stati scritti!"
Letizia: "Mi manca tanto il nonno, vorrei giocare a lupaccio."
Diletta: "Leti, potremo giocare tantissimo, perchè saremo in un'unica casa!"

:: Insegnarle a giocare a dama, come mio padre ha fatto con me::



:: i momenti perfetti::











E io, come Maria, faccio tesoro di tutto nel mio cuore, di tutto faccio cura, e Amore.


lunedì 8 dicembre 2014

Sei anni

Sei anni, bimba mia dalle grandi emozioni e dal cuore tenero, sei anni di noi, sei anni che danno senso e luce al tempo, alle generazioni, alle vite di molti, soprattutto alla mia. Grazie, Amore mio, per ogni giorno, per ogni capriccio, per ogni sorriso, per ogni slancio, per la cura e l'impegno nel farmi felice, per la determinazione nel far valere il tuo punto di vista, per la felicità nel tuo sguardo, quando mi vedi all'uscita da scuola; grazie perchè mi ami quando sono seria, ma ancora di più quando ti faccio ridere e rido con te; grazie per l'insistenza con cui mi vuoi presente, sempre e totalmente, a prescindere dall'opportunità, dal momento, a prescindere da tutto, grazie per l'Amore ostinato con cui mi pretendi al tuo fianco, nei momenti cruciali e in quelli che paiono inessenziali, ma resisteranno al tempo e saranno per sempre,per noi, fatti di noi. 

  Auguri tesoro mio, Auguri mia Letizia.










lunedì 1 dicembre 2014

Sono vivo se mi parli

Ci sono giorni come sale sulle ferite, giorni in cui vorrei essere lontano anche e soprattutto da me stessa.
Ci sono giorni di sollievo e di speranza, giorni in cui più autenticamente mi immergo nella vita, con il mio carico di dolore che dà più consapevolezza al tempo.
In questa altalena, è già finito novembre ed ero convinta si fosse appena a metà ottobre, presentassente alla vita, su e giù, sempre in bilico.
Mi rendo conto di aver bisogno di tempo per tornare a vedere e a sentire, come fossi neonata, ancora e ancora. Mi rendo conto di aver bisogno di ancora più tempo per lasciar andare la paura che tutto, da un momento all'altro, possa precipitare, per tornare a fidarmi e ad affidarmi.
Provo a distogliere la mente, sono diventata brava a schivare i pensieri disperanti, quelli che parlano di un vuoto troppo profondo, quelli che guardano avanti e vedono l'assenza. Ma salvo e custodisco preziosi i ricordi, e parlo, con mio padre. Mi risponde sempre. Per ora nella mia mente, come un'eco di me, di noi. Spero di tornare a sentirlo presto anche fuori di me, parte di una Presenza più grande che adesso ancora colgo ogni giorno, nelle parole di un libro o di una poesia, nei piccoli grandi eventi della vita, ma con il cuore ovattato dal dolore, come da lontano.

mercoledì 12 novembre 2014

Accoccolata nella bellezza

Devo far pace con tante cose. 
Devo far pace con le mie montagne, che sono le ultime cose che mio padre ha abbracciato con lo sguardo, con il suo passo calmo e regolare, con i suoi gesti - li immagino, li conosco tutti; devo far pace con il sole che sorge, nonostante tutto, ogni mattina, con la natura che è bella, nonostante tutto, ogni giorno intorno, con la vita che continua, infinitamente più povera, e tuttavia ogni giorno un po' più ricca, sempre piena, sempre vita.

Per la prima volta non mi turba la pioggia, non ne aspetto la fine*; mi piacciono questi giorni che non mi chiedono altro che di sentirmi come mi sento, che sospendono le ansie da prestazione e le pretese del mondo; giorni fatti per stare, semplicemente, per abituarsi al suono che le gocce producono sul tetto nuovo del caseggiato di fonte alle mie finestre, per osservarle colpire i vetri e scivolare giù, per stare a casa, senza corse, senza cercare di stipare di impegni la giornata già frenetica, per sedere alla scrivania, tra una partita di jenga e l'altra con le figlie, e rubare il tempo di qualche correzione ai loro disegni, col sottofondo delle fiabe sonore, per fare il pane o i biscotti, per stendere un bucato, per leggere. 

Mai come ora ho amato il mio lavoro. 
In questi due mesi mi sono sentita una frana quasi in tutto: come madre, che avrebbe dovuto capire il valore prezioso di ogni istante e invece scivolava via, con gli occhi pieni di lacrime e la mente piena di pensieri tristi; come moglie, altrettanto sfuggente; come amica... solo nel mio lavoro non è successo, anzi.
Guardo con affetto, come promesse realizzate e riconquistate, i pacchi di compiti in mia attesa sulla scrivania - pazienza se son deludenti, a volte, c'è solo ancora tanto da fare e da costruire; entro sorridente, come sempre, a scuola e in aula, mi piace stare con i ragazzi, li amo come li ho sempre amati, mi entusiasmo come sempre, nuove idee, nuovi progetti, ogni volta gli stessi contenuti, ogni volta diversi.
Dico ai ragazzi che la scuola è la loro isola felice, la loro grande occasione, che tutti i pesi possono restare fuori e lì si è soli, completamente padroni di sé e della propria vita, a fare i conti con la bellezza della scoperta di sé e del mondo.
Ed è così anche per me. 

Lascio fuori la tristezza, o meglio, ne porto con me solo l'aspetto più prezioso, quello che rende più acuto lo sguardo, più sensibile il cuore. Riscopro ogni poesia, ogni passo de I Promessi sposi, sotto una luce nuova; tutti parlano più a lungo e più profondamente alla mia anima; amo le mie materie ancora di più, perchè davvero salvano ciò che ci rende umani, Amore e dolore, sublimati in bellezza.
Così, ogni giorno, accoccolata in questa bellezza, lentamente faccio pace con la vita, sollevo la mia Croce e mi metto in cammino.



***

*Ovviamente qui parlo di percezione del tutto soggettiva e personale. Per tutti coloro che il maltempo sta mettendo a dura prova spero e prego che finisca presto.

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