Daisypath Happy Birthday tickers

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Daisypath - Happy Birthday

mercoledì 20 novembre 2013

Re-fashion: un pantalone per due gonne - tutorial

Ci ho preso gusto. Non passa giorno che non mi sieda alla macchina da cucire, che non progetti, in alternativa, accostando stoffe, girando tra i banchi del mercato alla ricerca di scampoli, che non rovisti tra i vestiti vecchi, accantonati nel "trolley degli abiti da riutilizzare", che non sfogli a caccia di ispirazione i miei appunti su pinterest. Un pantalone del marito, ancora -in sei anni di matrimonio ne ho salvati parecchi dal bidone- un pantalone per realizzare due gonne, questa volta non ne è avanzato neanche un pezzettino; gonna n°1:




Ho tagliato il fondo delle due gambe, a 60 cm, e scucito le cuciture interne; ho deciso di mantenere l'orlo e unito così i due pannelli, completamente su un lato e  parzialmente dall'altro lato, lasciando l'apertura per un piccolo spacco vezzoso;  ottenuto così il tubino ho realizzato l'orlo passante sul lato del taglio vivo, inserendo un elastico per il girovita; in corrispondenza dello spacco ho invece applicato un triangolo di stoffa, precedentemente orlato; e mi sono concessa, infine, un bordo di pizzo, un fiocco e due bottoni di cui mi ero innamorata. Che ve ne pare?

Ed ecco la gonna n°2, realizzata invece con la parte superiore del pantalone: 




ho scucito il cavallo e ridimensionato la taglia - dalla vita al fondo- a mia misura eliminando l'eccesso dalla parte posteriore, al centro. 




A questo punto ho scucito anche sui due lati, fatto in modo che le aperture fossero, su tutti i quattro lati (al centro davanti e dietro e a destra e sinistra), di 30 cm, applicato, in corrispondenza delle aperture, triangoli di stoffa, abbastanza ampi da consentire agli spacchi di richiudersi con una piega, decorato con bottoncini in corrispondenza di ogni apertura, et voilà! 





Originali, giovanili, simpatiche senza eccessi...  Cosa ne pensate?


martedì 19 novembre 2013

L'acchiappasole

Ho trovato i cristalli ad un mercatino dell'antiquariato, 0,50 centesimi al pezzo... e non ho resistito; in questi giorni, in cui il sole si fa desiderare, facciamo come Pollyanna, lo catturiamo e ne facciamo arcobaleni... perché basta poco, per essere felici, per colorare la vita.



(Abbiamo realizzato l'acchiappasole con lo stesso metodo del carillon a vento da uno xilofono rotto.)


lunedì 18 novembre 2013

Mi hai insegnato

Mi hai insegnato a mettermi al volante ogni mattina, con una sicurezza che non avevo mai avuto e che grazie al nostro incontro ho finalmente maturato. Mi hai insegnato quanto sconfinata può essere la mia pazienza, quanto grande il potere di un libro, di una storia letta insieme; mi hai insegnato quanto importanti possano essere le piccole conquiste di ogni giorno, quanto valgano più le soddisfazioni e le gratificazioni dei castighi, quanto siano fondamentali le regole e i limiti, quanto sia ancora più importante la coerenza; quanto sia urgente il desiderio di amare ed essere amati, quanto sia più urgente, imparare prima ad amare se stessi; mi hai insegnato che nessun limite è dato una volta per tutte, né i confini delle nostre possibilità sono prevedibili; che ai problemi non c'è un'unica soluzione, che nessun metodo è più efficace di una buona motivazione, che non conta il quanto, ma il come, il cosa, il perché; che ognuno, soprattutto chi è diverso e più vulnerabile, è una risorsa e una ricchezza per tutti.
Piccola grande ragazza dagli occhi a mandorla, dalla testa dura e dal cuore grande, insieme sfidiamo ogni giorno i "non ce la farà mai", insieme ogni giorno affrontiamo la sfida che crescere comporta. I mesi di scuola alle spalle sono appena due e già mi hai insegnato così tanto...


giovedì 14 novembre 2013

Orto sul balcone... fuori stagione!

È lì, il mio orto sul balcone, ignorato come non mai; solo, ogni tanto, esco a svuotare il secchio nei vasi, perché quando lavo l'insalata o le verdure mi piange il cuore a buttar via tanta acqua buona e così la rovescio in un secchio, aspetto le ore più calde della giornata ed esco a regalarla a quel che resiste all'autunno. Ed eccola lì, la seconda generazione di pomodorini, nonostante il vento, il freddo, ostinatamente ancorati con il loro verde in attesa di un raggio di sole appena un po' più caldo, fiori gialli per una di quelle vespe ubriache che svolazzano in questi giorni... 



Ecco la rucola che ha completato già un intero ciclo vitale, da fiore, seme, da seme, ricaduto in terra, nuove piantine e germogli, come fosse primavera, perché la natura sa cogliere le occasioni, sa che la vita é ora, sa che il sole c'é sempre, anche se dietro le nuvole o dentro le foglie morenti degli alberi. 


E poi la zucca, quella nata da un seme messo per curiosità in terra, quella che aveva resistito tutta l'estate, quella che "in vaso non tirerà mai fuori un fiore"; ce ne sono tre, di fiori, due già a terra e uno lì, che mi sorride nel suo giallovestito più bello. 



Basterebbe osservare un mandarino, scrivevo, o anche il sorriso fiorito di una zucca in vaso, la voglia di vita della rucola, la bellezza delle bocche di leone tra le crepe di un tombino, in un autolavaggio abbandonato; basterebbe vedere tutto questo, per capire quanto Amore ci accompagna. 



martedì 12 novembre 2013

Riciclo creativo: da uno xilofono rotto un carillon a vento- tutorial

Da così:



A così:



E sarà sufficiente: 
- un telaio da ricamo
- filo di nylon
- scotch per fermare - magari appoggiati al pavimento, come noi- i fili ad altezze diverse
-cordoncino per sospendere il carillon...

E... ovviamente, un po' di magia!





lunedì 11 novembre 2013

I nostri fine settimana

Fino allo scorso anno vivevo con timore l'arrivo del fine settimana, soprattutto quando sapevo che sarei stata da sola con le bambine. Si impadroniva di me, spesso, una sorta di ansia da prestazione nei loro confronti ("devo offrire loro belle esperienze, dobbiamo stare insieme, dobbiamo conoscere gente, dobbiamo uscire") ma anche nei confronti di me stessa, perché   in fondo, erano le uniche giornate in cui staccavo dal lavoro e avrei voluto ritagliarmi momenti per me. L'effetto -inutile dirlo- era spesso di "cortocircuito".

Quest'anno è diverso. 


Sarà che le giornate in settimana sono ancora più intense per tutti, sarà che ci siamo date già un appuntamento extrascolastico che, con la sua regolarità, è rassicurante e mi obbliga a priori a vincere la pigrizia, sarà che arriviamo tutti desiderosi di riposo al fine settimana, sarà una diversa, nuova consapevolezza... sarà quel che sarà, i nostri weekend sono proprio belli, intimi, riposti, di quelli i cui non si guarda l'orologio, non si cerca di strafare, di far nulla di speciale se non godersi la reciproca compagnia, di quelli scanditi solo dai tempi di lievitazione, dal film tutti insieme quando piove, di quelli in cui senza vergogna si resta in pigiama fino ad ora di pranzo. Gioco con loro, ma non necessariamente,  con più serenità ed equilibrio (almeno, ci provo!) da quando ho letto questo: 



"Mi sembra che molti genitori di bambini piccoli, nell'ansia di non essere negligenti né irrispettosi, abbiano esagerato nel verso opposto. Come martiri ingrati della fase in braccio, si sono concentrati sui loro figli invece di dedicarsi alle proprie occupazioni da adulti, che i bambini potrebbero osservare, seguire, imitare e assistere com'è nella loro tendenza naturale.

In altre parole, poiché un bambino piccolo vuole imparare ciò che fa la sua gente, si aspetta di poter concentrare la propria attenzione su un adulto che è intento alle proprie attività. Un adulto che interrompa qualsiasi cosa stia facendo e cerchi di capire ciò che il figlio desidera che lui faccia, manda in cortocircuito una tale aspettativa. Per non menzionare il fatto che l’adulto apparirà al bambino incapace di comportarsi, insicuro e, cosa ancor più allarmante, in cerca di una guida da un piccolo di due o tre anni che si affida al genitore per la propria calma, competenza e sicurezza." (Traduzione dall’inglese da Michela Orazzini tratto da www.continuum-concept.org)

Un passo più ampio potete leggerlo qui, un articolo che ho trovato davvero illuminante e mi ha offerto una nuova prospettiva sul mio stare con le mie figlie. Così, a volte, semplicemente faccio quello che desidero e lascio che loro mi seguano o si organizzino per loro conto... e sempre più spesso ci ritroviamo nella stessa stanza, ognuno impegnato nel proprio passatempo, passatempo che si incrociano, si intersecano e arrivano a diventare "tempo insieme", autentico, perché non programmato, e piacevole per tutti.








sabato 9 novembre 2013

Il Senso lo conoscono

Il Senso lo conoscono 
le rondini che s'incontrano senza 
appuntamento né dubbio sui fili 
del telefono pronte 
a partire in una sola direzione;
lo capiscono i piccioni quando 
fuggono tutti insieme 
da un tetto a una grondaia;
lo intendono le tortore sempre 
fedeli l'una all'altra senza 
bisogno di promesse.
A noi non resta
che aspettare il cielo.


giovedì 7 novembre 2013

Del cucire, del guidare e della parte migliore (e peggiore) di noi

Non ho mai preso una lezione di cucito eppure stento a definirmi autodidatta; perché me la ricordo, la mia mamma che cuciva quando ero piccina, è un ricordo vago, filtrato dalle polaroid in cui sono vestita da carnevale con gli abiti che mi confezionava lei e che mi sembravano, ed erano, i più belli del mondo; è il ricordo del completino di mia sorella alla mia Prima Comunione, anche quello l'ho visto nascere tra le mani di mia madre; ricordo i suoi gesti, il rumore del pedale... ed evidentemente quei gesti mi sono rimasti "scritti dentro" fino a quando non ho trovato la prima macchina in offerta al supermercato, e ho deciso di prenderla - "Mamma, però mi dai qualche lezione?"- e quella lezione non c'è mai stata perché di fronte alla complicazione dell'elettronica, con due bambine intorno e una testa di mamma e di nonna a confronto, non si possono dare e ricevere lezioni di cucito. Eppure so che tutto quello che faccio, che ho trovato il coraggio di sperimentare -impugnando il libretto di istruzioni e avvolgendo col fiato sospeso la prima spoletta- lo devo a lei, a quei gesti contemplati da bambina, con ammirazione, a quei vestiti che erano i più belli del mondo. Adesso alla mia mamma non vedo l'ora di mostrare i miei lavori, e lei mi incoraggia sempre, anche -soprattutto- se non son perfetti, e mi fa sentire ammirata come lo era lei ai miei occhi, in questa continuità di gesti tra noi, in questa rinnovata complicità che si fa scambio di pareri che, già per se stesso, mi fa sentire "brava", perché le mie mani si muovono come le sue, perché il nostro linguaggio è lo stesso, è di intesa.

Generiamo i figli una volta ma generiamo i figli ogni giorno, attraverso le nostre passioni, i nostri gesti, i nostri sorrisi, il nostro agire... le nostre debolezze, anche. Perché me la ricordo, allo stesso modo, la paura di mia madre al volante e ho dovuto diventare madre a mia volta per vincerla, come aveva fatto lei, prima di me.
Generiamo figli ogni giorno, e ogni nostra passione, è un invito a vivere appassionatamente, ogni nostra debolezza, una sfida da superare, insieme, ogni nostro sorriso, una promessa di intesa, di presenza, un respiro d'eternità.




martedì 5 novembre 2013

Re-fashion: allungare i pantaloni - tutorial

Quanto crescono in fretta i bambini? Capita anche a voi di trovarvi da un giorno all'altro con le figlie troppo lunghe per i pantaloni in guardaroba?
Aggiungete che il marito ed io non abbiamo evidentemente la stessa concezione di "pantaloni corti"; per lui è corto se non tocca terra, per me, se non tocca terra (ma copre la caviglia) è perfetto e non si bagna. 
Poiché al mattino è alle prese con i vestiti delle figlie più spesso lui - io esco quando ancora tutti dormono - lo trovo spesso a sindacare sui capi che ho inserito nel nostro mobiletto del guardaroba settimanale. Così questo week end è stato dedicato ad "esperimenti di allungamento" ed ecco qui i risultati, con un piccolo tutorial fotografico: 



Un risvolto sul fondo copre la cucitura dell'aggiunta che rimaneva in evidenza e permette di adattare la lunghezza alle nostre... diverse visioni del mondo :-).


lunedì 4 novembre 2013

La mia prima lezione di Hatha yoga

Accettare i propri limiti, non competere con se stessi, mettere da parte il proprio ego e le sue aspettative, concentrarsi sul proprio corpo, ascoltarlo, fare lentamente, respirare profondamente, sospendere il tempo, le mille attività contemporanee, fare spazio, recuperare spazio. Il qui e ora come occasione di felicità. Felicità dentro, felicità come unione, yoga come preghiera. 
Questo mondo mi si è spalancato davanti, alla mia prima lezione di yoga. Finalmente. 
Spazio per me, non fuori da me, come pensavo, ma fuori dai mille pensieri che mi distoglievano da me, a radicarmi nel mio corpo, io che ho sempre dato molto spazio alla mente, che però a volte corre così veloce che stento a starle dietro. Vivere con delicatezza. Te lo raccontano ma finché non sei distesa nella penombra, il mondo fuori, non ci credi, non capisci fino in fondo. 



venerdì 1 novembre 2013

Basterebbe osservare l'intima

Basterebbe osservare l'intima
armonia del mandarino
gli spicchi combaciare in un palmo
di mano senza crepe, senza 
incertezze disegnare 
fiori, volti, animali in giochi
di bimbi -memori sempre 
dell'originaria perfezione.


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