Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath - Happy Birthday

mercoledì 30 ottobre 2013

Re-fashion: da pantalone a gonna jeans - tutorial

"Donna con la gonna" non lo sono mai stata: da ciclista impenitente ho sempre trovato  più pratici i pantaloni. Ora però che, per ragioni di distanza e tragitto, la bicicletta per andare al lavoro è improponibile, ho deciso di fare qualche concessione in più alla femminilità e... quale migliore occasione per mettersi alla macchina da cucire? 
Da un vecchio jeans del marito, tagliato appena sopra il cavallo in modo da salvare abbottonatura e cerniera,  ho ricavato il girovita della mia gonna, poi ridimensionato a mia misura sul retro. Dalle gambe ho tagliato delle strisce trapezoidali della lunghezza di 40 cm. Unite le strisce tra loro e queste ultime al girovita, ecco il risultato, ingentilito poi con una passamaneria:



E adesso? Chi mi ferma più? Il mio sogno di guardaroba autoprodotto ha fatto un altro passettino avanti!

lunedì 28 ottobre 2013

Per sempre

La tenerezza delle domande difficili di Letizia, che sondano e contengono tutto il mistero della vita, paure non solo bambine:
"Mamma, non voglio diventare grande come te."
"Perchè, Amore?"
"Perchè non voglio rimanere senza mamma."
"Beh, non necessariamente sarai senza di me..."
"Sì, magari ancora per un po' ci sarai, ma se poi vai in cielo e io non ho ancora imparato qualche cosa?"
Cercare insieme le risposte, cercarle nel proprio cuore, dove l'Amore non muore mai e i legami sono per sempre, trovarle in un abbraccio, nelle coccole prima della nanna, nei "Mamma, voglio solo stare con te" di Diletta; lasciar stare tutto, le luci accese e la tavola ancora ingombra, per stendersi vicine, a darsi bacini leggeri, a indovinare il profilo nella penombra, "mamma, sei stupenda, anche i tuoi baci sono stupendi"...
Sarà l'autunno, questo trascolorare e addormentarsi, sarà vederle improvvisamente grandi, mentre giocano insieme, sarà una nuova consapevolezza del tempo che corre, rivedere le foto dei loro volti tanto bambini in queste pagine, sarà questo accoccolarsi in casa con il freddo fuori, i pensieri della scuola primaria per Letizia, il prossimo anno, di quella dell'infanzia per Diletta, due nuovi capitoli per entrambe, nuovi ritmi e impegni che ci rincorreranno: tutto questo mi rende sensibile al tempo che scorre, golosa dei pomeriggi a cucinare insieme, a condividere passioni, tesori di coccole che dureranno nei cuori per sempre.







sabato 26 ottobre 2013

Profumo croccante di brace e castagne

Profumo croccante di brace e castagne,
resta con me, nel freddo
di un'alba di nebbia
in cui tela di ragno si fanno
i pensieri, distillati in gocce
di rugiada nitida
sullo sfondo -sfocato- della vita.



mercoledì 23 ottobre 2013

Attività extrascolastiche - gioco o impegno?

Qualche settimana fa ero pronta a scrivere un post che avrebbe recitato più o meno così: "le mie figlie non fanno danza... ma non perdiamo occasione per ballare; non studiano musica... ma suoniamo e cantiamo insieme; non fanno nuoto, ma i nostri bagni al mare, tutti e quattro in acqua, sono tra le esperienze belle e memorabili che ricorrono nei loro disegni e nei loro racconti". 

Qualche settimana fa, dicevo. E le cose stanno ancora così, se non che, poi è arrivata la passione per i giocolieri e i "mamma, mi esercito a camminare con le mani", sono arrivate capriole e i salti sul divano... e ho scoperto che nella nostra città c'è una scuola di circo. La lezione di prova è stata un successo; "primi rudimenti di acrobatica" per Letizia e "gioco in movimento" per Diletta, stesso orario, stessa sede, bimbe entusiaste; contemporaneamente, mi si è palesata all'improvviso la prospettiva di un'ora per me, a leggere un libro, a sferruzzare o a contemplarle semplicemente di nascosto; la possibilità di uscire fuori da me, di incontrare altre mamme, di offrire alle mie bimbe occasioni di confronto e crescita prima dell'inizio della primaria per Letizia, prima dei compiti al pomeriggio e del distacco da compagni e maestre note. 
Dopo una settimana di febbrile attesa (loro) e di riflessione (nostra) le abbiamo iscritte entrambe ai rispettivi corsi.

Ma. Sono arrivati i "ma". 

Diletta è entusiasta: travestimenti, rotolamenti, capriole e balli; la dimensione del suo corso è ludica e lei, la più piccina del gruppo, ha trovato il contesto ideale per incanalare la sua vivacità e... una maestra molto affettuosa.
Letizia dalla seconda lezione ha iniziato a recalcitrare. Ha visto giocare la sorella e, contemporaneamente, ha sperimentato la fatica di un allenamento atletico vero e proprio, con maestro severo e salti, arrampicate, trampolino... "Non mi piace, voglio andare con Diletta!".

Sono combattuta e chiedo consiglio a voi. 

Da un lato mi rendo conto che, cinque anni a dicembre prossimo, Letizia è ancora piccolina, desiderosa di una dimensione spensierata di gioco e divertimento che le dia gratificazione immediata e magari anche la soddisfazione di una piccola regressione a fianco della sorellina; dall'altro so che questa prima sfida - sperimentare la fatica, l'impegno, il superamento dei limiti- può offrirle una gratificazione più grande, a lungo termine, farle vincere le paure, rinforzare la sua autostima prima che i suoi muscoli, insegnarle la tenacia e darle una preparazione fisica in grado di renderla sicura di sé. Ho provato a indagare le ragioni del suo rifiuto e sono la fatica, la stanchezza (l'orario - lunedì dalle 18 alle 19- è in effetti infelice), il fatto che non riesce a fare tutto subito, il desiderio di andare con Diletta a  giocare. 

Ora, voi, nei nostri panni, cosa fareste? Ascoltiamo le sue proteste e la spostiamo nel corso della sorellina, dove può divertirsi ma con bimbi più piccoli, o temporeggiamo, forzandola un po', aspettando che prenda il ritmo e che sperimenti le prime soddisfazioni? 







lunedì 21 ottobre 2013

Un diario segreto

C'è che a quindici anni desideri disperatamente essere amato. C'è che il cuore non conosce handicap e se tutti cercano l'amore lo stesso capita a te. Quel cromosoma in più, in questo, non fa la differenza, anzi, rende forse il desiderio più struggente e urgente, quasi disperato, da chiudersi in bagno e urlare "nessuno mi vuole!". C'è che se il ragazzo che ti piace è fidanzato, tu "quella" non la puoi vedere, perché non lo merita come lo meriti tu, non lo vuole come lo vuoi tu. E' possessivo, l'amore dei quindici anni. C'è che pensi e forse scrivi alla migliore amica le cose peggiori del mondo su "quella" che ti ha "rubato" il ragazzo. In questo quel cromosoma in più fa la differenza. Perché non avverti subito che di certi sentimenti non si può fare aperta denuncia, che un insulto non è automaticamente una dichiarazione d'amore. 
Così ti prendi sgridate che vogliono essere censure, perché non si fa, non si scrive, non si decide della vita degli altri. E però quell'amarezza ti resta dentro e lavora come un tarlo e piuttosto neghi la realtà, perché fa troppo male, o te ne inventi una diversa. 

Come si cura il mal d'amore? Spesso pretendiamo che i sentimenti che ci fanno paura negli altri, nei ragazzi, nei figli, vengano censurati, semplicemente spariscano, come per magia, perché non fanno bene, perché non stanno bene, a noi, agli altri: quante volte chiediamo ai nostri figli di smettere di piangere, di smettere di urlare, di smettere di essere tristi o arrabbiati? 
Ma, chiunque li abbia vissuti, quei sentimenti, sa che negarli o censurarli non è la soluzione.

La risposta -forse- una risposta -forse- mi è arrivata così, proprio non censurando quel segreto, inconfessabile fastidio di vedere violati, sgridati, sentimenti così intimi, ingenuamente manifestati e , in fondo, tanto umanamente naturali. 
La risposta: un diario segreto. Di quelli con il lucchetto, di quelli in cui puoi leggere solo tu, di quelli in cui molti di noi possono adesso recuperare gli inconfessabili ricordi di amori non corrisposti, a quindici anni, e sorriderne, senza censure. Domani, a scuola, porterò e regalerò un diario segreto... in fondo, ho sempre (anche) insegnato a scrivere, no?


venerdì 18 ottobre 2013

Oz

Grigio ovunque. 
Nel cielo solo 
scheletri di rami 
spogli, a terra 
strada di mattoni gialli.
Nessun posto,
più dolce di casa.


mercoledì 16 ottobre 2013

Il cuore non conosce handicap

Se mi chiedessero qual è l'ingrediente fondamentale dell'umanità non avrei dubbi: il bisogno di amare, il desiderio di essere amati. Uguale in tutti, prepotente in tutti. Oltre quello che sappiamo e non sappiamo fare e capire, tutti, allo stesso modo, con la stessa struggente intensità, amiamo e desideriamo essere amati. 
La sfida educativa (e non solo), quest'anno: insegnare a una classe di adolescenti ad uscire -ciascuno- da sé  a partire dall'Amore per guardare agli altri, a riconoscere questo desiderio comune, a rispettarlo con tenera attenzione nei gesti e nelle parole; affermare l'identità del cuore, che ci rende tutti uguali nella diversità, perché il cuore non conosce handicap. 









lunedì 14 ottobre 2013

Parlare con te

Ti amo (anche) perchè parlare con te mi fa fare chiarezza. A volte parlo da sola in macchina, ad alta voce, illudendomi di capire meglio. Invece i pensieri si avvolgono in cerchio, girano girano estenuanti lasciandomi esausta e confusa; triste senza capire la ragione della mia tristezza, triste perchè non capisco la ragione della mia tristezza. 
Parlare con te, marito, mi fa uscire fuori da me e tra una risata e mille discorsi iniziati e interrotti io ritrovo il centro, ritrovo la complicità del noi, ritrovo me stessa. 

Ero triste perché sperimento in questa nuova dimensione lavorativa una solitudine nuova. Il lavoro fino allo scorso anno era una valvola di sfogo potente, mi tuffava in mezzo ai ragazzi a parlar loro di letteratura, storia, storie e poesia. Quest'anno prevale il rapporto uno ad uno, che mi dà moltissimo ma mi lascia spesso senza energie, nella continua ricerca di equilibrio e compromessi: è così al lavoro, di mattina, è così a casa, di pomeriggio; mi mancano i ragazzi, mi mancano le pause spensierate tra un'ora e l'altra, mi mancano gli intervalli di confronto con i colleghi, mi mancano i caffè alla macchinetta e la possibilità di fare silenzio per dieci minuti; mi mancavano le chiacchierate più e meno futili tra adulti. 

Finalmente l'ho capito. E, come per magia, la tristezza è passata. Il cielo oggi è di un azzurro che abbaglia e io non mi sento più sola, so di non esserlo mai stata.






giovedì 3 ottobre 2013

La mia sedia




Questa è la sedia su cui ho preparato tutti gli esami della mia vita, su cui ho imparato il latino e il greco, ho studiato filosofi e poeti, ho risolto problemi ed equazioni, ho preparato le mie prime lezioni, ho scritto le mie prime lettere, ho pianto parecchie lacrime e riso risate sincere, ho trascorso le mie notti specchiandomi nei vetri e sfogliando dizionari, ho suonato le mie prime note... Ancora ricordo quando mia madre me la regalò, credo durante gli anni delle medie, una fantasia bianca e nera, prontamente rivestita, insieme, con un ritaglio di raso azzurro, in tinta con le pareti della mia stanza... Poi, ormai traballante, è toccato a mio marito riportarla a nuova vita, incollare quella spalliera che nessuno era riuscito fino ad allora a sistemare... 
Ora tocca a me: una nuova stoffa e nuove storie da vivere, da leggere, da scrivere: la vita continua, giorno per giorno.






LinkWithin

Related Posts with Thumbnails