Daisypath Happy Birthday tickers

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Daisypath - Happy Birthday

lunedì 30 settembre 2013

Grazie, Settembre

Settembre è stato il mese dei frutti più dolci e noi li abbiamo festeggiati tutti, di sagra in sagra, collezionando foto e ricordi, sapori e profumi.

Festa dell'uva, a Gattinara:

giovedì 26 settembre 2013

Bandana dress


Perché realizzare un vestitino con due bandane sovrapposte?
  1. Perché non c'è bisogno di fare orli e finiture;
  2. perché il tempo di realizzazione è di circa 15 minuti, la soddisfazione immensa;
  3. perché queste bandane arcobaleno comprate in un negozietto "tutto ad un euro" al mare erano troppo belle!
Sarà sufficiente:
  1. praticare 6 o più strisce di arricciatura su ciascuna delle bandane (filo elastico nella bobina inferiore della macchina da cucire, filo normale per la cucitura superiore);
  2. unire le due bandane dritto contro dritto, sui due lati;
  3. con un nastro, realizzare un'asola centrale posteriore
  4. con lo stesso nastro, fissare due bretelle sul davanti, in questo modo i due nastri delle bretelle si potranno far passare nell'asola posteriore regolando le bretelle e fissandole con un bel fiocco;
15 minuti, 2 euro, felicità garantita! 




lunedì 23 settembre 2013

E ho ritrovato me stessa

Mi mancava far lezione ad una classe, parlar loro di bellezza, di letteratura, di poesia, ridere insieme con la grammatica, leggere e scavare nei testi; mi mancava pedalare nella città addormentata, ascoltare le parole nascermi dentro, annusare il profumo del caffè e delle brioches dalle porte ancora aperte dei bar; mi pesava scontrarmi quotidianamente con l'ostinazione dei no, "rientriamo in aula-no", "facciamo un lavoro-no", "ritorniamo al posto-no". 

In questi primi giorni ho sperimentato le lacrime, l'impotenza, la nostalgia, a tratti anche la disperazione. 
In questi primi giorni di scuola come insegnante di sostegno avevo smarrito me stessa: nonostante la specializzazione, nonostante l'esperienza, nonostante i molti progetti già in testa, nonostante gli ottimi colleghi, nonostante la scuola ideale, con cucine e laboratori e ben 40 colleghi di sostegno, io mi sentivo persa.
Mi sentivo persa per l'urgenza di fare, di far bene, di insegnare; per la necessità di arginare, di vietare, di inseguire.

Poi, oggi, ho acceso per la prima volta la radio in auto, in quell'auto con cui, in questi giorni, ho percorso più chilometri che in tutta la mia "carriera" automobilistica; ho acceso la radio, ho inserito il cd di una delle tante compilation preparate da mio marito... e l'ho amato, se possibile, ancora di più. Perché in pochi minuti stavo ridendo da sola e cantando a squarciagola, con il volume sfacciatamente alto... e ho continuato a canticchiare per tutta la mattina, non più da sola, però, ma con una ragazza che ama Vasco e i Queen e che, con me, preparava per la classe un cartellone sulla raccolta differenziata, imparando a distinguere i rifiuti, cercando su internet la regola delle 4R, ritagliando volantini del supermercato, scrivendo etichette e riciclando tappi di bottiglia. Un primo passo per diventare una risorsa per gli altri, per i suo compagni, sviluppando risorse per se stessa.

Ed io? Io ho imparato l'umiltà e la pazienza, l'attesa e la perseveranza; ho imparato che non si può fare - e non è giusto voler fare- tutto da soli; ho imparato che non è unica la strada verso una meta; ho imparato che Roma non è stata costruita in un giorno e soltanto a Dio ne sono bastati sette per la Creazione; ho imparato a riscoprire in me passioni e abilità che la vita credevo avesse relegato nei ricordi; ho imparato che ho ancora tantissimo da imparare; ho imparato che la volontà e il senso del dovere sono fondamentali nella mia vita, ma altrettanto lo è non dimenticarsi di accendere la radio a tutto volume... e cantare.


sabato 21 settembre 2013

This moment



A single photo - no words - capturing a moment from the week. 

A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember. 
 

 


giovedì 19 settembre 2013

Una casacca per me - tutorial

Ho approfittato dell'agosto in città per fare tanto. Giorno per giorno, un angolo alla volta, allora come adesso, mi sono riappropriata della mia casa e del mio tempo, facendo spazio tra le cose e nelle mie giornate, inaugurando routine e buone abitudini che rendono tutto più semplice. Ho liberato il mio armadio dall'eccesso, riscoprendo così il gusto di aprirlo senza il temuto effetto valanga, di studiare accostamenti, ora che tutto è sott'occhio, di cercare un mio stile, giovanile ma non (più) trasandato o approssimativo, fresco ma con un tocco di eleganza. E sogno un guardaroba sempre più autoprodotto, un sogno ambizioso, visto che sono solo un'autodidatta della maglia e del cucito, un sogno che mi mette però allegria, mi dà nuovo slancio creativo, la voglia di prendere serena consapevolezza del mio corpo dopo le maternità, mentre valuto modelli e stili con occhio nuovo.
Ho iniziato con un progetto semplicissimo, quattro facili step, un progetto come sempre improvvisato in un momento inaspettatamente propizio (e questo spiega la mancanza di foto dei diversi passaggi), una casacca con un tessuto che adoro, adesso ancora di più.
Se volete cimentarvi sarà sufficiente:

  1. Tagliare due rettangoli di stoffa identici, rispettivamente davanti e dietro della vostra casacca, le misure della mia prevedono 86cm di larghezza e 72 di altezza ma le potrete adattare facilmente appoggiando gli scampoli a vostra disposizione alla vostra figura;
  2. orlare entrambi i rettangoli su tutti il lati (i miei si sono così ridimensionati a 80cmx66cm); per mantenere le misure dei due rettangoli  identiche mi è stato molto utile aiutarmi con il ferro da stiro nel realizzare pieghe simmetriche per gli orli prima di procedere alle cuciture;
  3. dritto contro dritto unire davanti e dietro lungo il lato superiore, lasciando un'apertura centrale di 30 cm per la testa;


  1. sui due lati ora sovrapposti sul diritto, a 25 cm dalla cucitura superiore, realizzare due cuciture orizzontali di 10 cm per definire la manica.

E voilà!



Una striscia del medesimo tessuto come cintura, un paio di jeans, una collana tono su tono... sono partita per  il primo giorno di scuola! 
Che ve ne pare?

lunedì 16 settembre 2013

Angoli di casa


Questi sono i giorni più duri, quelli che a sera mi lasciano svuotata, quelli dei nuovi orari per tutti, dei nuovi ritmi, degli incastri e degli sms con la dolce metà perché non ci si incontra per un giorno intero, della strada verso scuola senza più bicicletta, di un lavoro che é nuovo ogni volta e questa volta un po' di più. Ogni anno scolastico che inizia é come una maternità, assorbe completamente i miei pensieri e le mie energie e spesso non mi riesce di staccare neppure quando sono a casa, in mille faccende affaccendata. Così faccio ordine tra i pensieri facendo ordine tra le cose, un angolo alla volta, piccoli passi perché quest'anno ci vuole più pazienza, più organizzazione ancora; rallento al ritmo della macchina da cucire, mentre le bimbe compongono puzzle ai miei piedi o giocano con i ritagli di stoffa: un sacco richiudibile per tutte le costruzioni, un mobiletto per il guardaroba settimanale... 






Ritorna la fiducia, quando i pensieri si trasformano in cose. E ci ritroviamo tutte intorno al tavolo, deposta ognuna la sua agitazione, a confezionare polpette,


ad impastare colazioni per la settimana che inizia...





lunedì 9 settembre 2013

Giorni sospesi

Sono giorni strani, questi, giorni sospesi, giorni di nuovo pieni di scuola: riunioni, collegi, esami, scrutini; giorni sospesi tra passato e presente: le ultime operazioni per chiudere il vecchio anno e i volti noti, ritrovarsi per dirsi arrivederci, "quest'anno no, non più", saluti venati di malinconia, le lacrime che affiorano e che ricacci giù, perchè non c'è motivo di piangere, lo sai bene, sei fortunata e sarai presto ricca di nuove esperienze, nuovi luoghi, volti, nomi, legami, emozioni. Ma è comunque difficile lasciarsi andare, lasciar andare, affidarsi. 
Eppure so che sono esattamente dove devo essere. So che non c'é viaggio senza partenza, accolgo il guazzabuglio del mio cuore e ne faccio offerta, affronto l'ignoto con la voglia di sempre, voglia di scoprire e di imparare, di conoscere e di amare.
Vento in poppa, sorriso a prua, scarpe scintillanti ai piedi, sono pronta per l'emozione di un nuovo primo giorno di scuola.


lunedì 2 settembre 2013

Abitino con le balze (e un ricordo grato) - tutorial

Questo post é dedicato a Verena, con la quale ho trascorso piacevolmente intervalli e ore buche parlando di ricette ed esperimenti di maglia e cucito, di abiti di carnevale fatti in casa, di scuola e famiglia, di figli e vacanze; a lei, collaboratrice attenta e sorridente, mamma di tre figli, che mi ha regalato pastelli e pennarelli per le mie bambine, mollette per i capelli e gomitoli avanzati dai suoi lavori a maglia da cui sono nate le nostre sirenette, a lei che mi ha regalato la striscia di stoffa  che orlava un suo copriletto, immaginando che ne avrei saputo ricavare qualcosa; da quella striscia è nato ora un abitino con le balze per la mia Diletta e qui, una volta di più, io ringrazio Verena per i sorrisi, i consigli e le parole scambiate, che, adesso che una nuova avventura é alle porte, so che, con tutto il resto, mi mancheranno molto.




(Per l'abitino ho seguito gli stessi criteri che ho illustrato nel post sulla gonna con le balze, le dimensioni della striscia superiore le ho stabilite misurando il torace di Diletta e aumentando di qualche centimetro la lunghezza per fissare con agio la cerniera posteriore; ogni striscia ulteriore è più lunga della precedente di 20 cm.)

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