Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath - Happy Birthday

lunedì 26 agosto 2013

Senza rotelle


Ci sono cose che semplicemente succedono, quasi per caso; cose per le quali non valgono progetti o tentativi altrui, non ci sono ricette o insegnamenti, cose che, per avverarsi, richiedono solo desiderio, serenitá e fiducia.
Letizia sta imparando ad andare in bicicletta senza rotelle, sta imparando con una tenacia e una determinazione che mi riempiono il cuore di tenerezza e orgoglio, che le riempiono le gambe di lividi e sbucciature. 
La mamma di Letizia sta imparando che ci sono cose che non si insegnano e paure che non vanno negate; che, a volte, é necessario fare un passo indietro e per Amore tacere, lasciare che un figlio cada e si rialzi, accogliere tutto semplicemente con un sorriso, un po' di disinfettante e qualche cerotto.
La mamma di Letizia ha capito che le cose non vanno sempre come ce le aspettiamo, come le abbiamo programmate e decise e che questa é la piu grande fortuna: ci verrebbero negate la meraviglia... e la gratitudine. E, a ben vedere, sarebbe una responsabilità così grande per chi, come noi, non vede oltre il proprio ieri...
La mamma di Letizia é pronta per una nuova avventura, per una nuova scuola, un incarico sul sostegno, quest'anno; la mamma di Letizia ha imparato a fidarsi, una volta di più, di ciò che attesa e meraviglia sanno donare: una vita sui pedali, senza rotelle.

giovedì 22 agosto 2013

L'odore del vento

L'odore del vento cambia, negli ultimi giorni di agosto, in questi giorni; cambia lentamente, impercettibilmente: é odore di risaia esausta, di menta in fiore, di fine e principio imminenti; il canto del grillo, ora che è notte inoltrata, si é fatto meno sfacciato, non é più un coro, é più un'eco di annunci, di richiami; talvolta si interrompe, perplesso, mentre il fresco della sera si fa più pungente e io mi tiro istintivamente addosso il lenzuolo, mi ci raggomitolo e penso. 

Sento una specie di frenesia addosso, in questi ultimi giorni di agosto, una frenesia che non mi fa fermare: le mie mani hanno bisogno di fare, di cucire, impastare, incollare; 



tengo a bada i pensieri, le incertezze sull'inizio di un anno ancora pieno di incognite, in attesa ogni mattina di conoscere la mia destinazione... Eppure é un fare bello, con le bimbe come assistenti, i progetti che si affacciano alla mente, quelli che trovano finalmente una conclusione; 


ad alcuni, mi accorgo, mancavano solo un nome e una destinazione, per altri, un po' di coraggio... La casa diventa più "mia" ogni giorno, un angolo alla volta, dal guardaroba finalmente in ordine, alla camera delle bimbe rinnovata con i tessuti Ikea, 



dal nuovo copridivano, all'euforia di cuscini che mi sono messa a rivestire; 



ed ecco che tra le mille stoffe accumulate si crea il cromatismo perfetto, e mi rendo conto, una volta di più, che nessuna attesa é vana, e che anche per i preparativi ciechi, tanti acquisti fatti qui e là, senza un disegno definito, c'é un'armonia, l'armonia.

 Così continuo con questo mio fare, che la sera si fa pensiero, lettura e scrittura, si fa sensi tesi nel buio delle finestre ancora spalancate, ad annusare il vento che cambia, che porta nuovi odori, nuovi giorni, nuove voci. Come una dinamo mi ricarico nel movimento degli ingranaggi che ruotano, mi accendo di nuovi entusiasmi, nell'attesa di tornare a pedalare.


giovedì 15 agosto 2013

Agosto in città

Lavo il pavimento mentre le mie figlie improvvisano uno spettacolo trasformando le sedie ammassate nell'ingresso in tunnel e trampolini; lavo il pavimento e recito la parte del presentatore e del pubblico, "Signore e signori, accorrete numerosi!"; lavo il pavimento e sorrido: chi l'avrebbe detto, quando temevo tanto questi giorni di agosto in città? Lavo i pavimenti e mi diverto, suggerisco acrobazie e accompagnamenti musicali; chi avrebbe detto che in questi giorni Letizia avrebbe imparato a fischiare, e Diletta avrebbe tolto il pannolino definitivamente, anche di notte, avrebbe imparato a comporre puzzle in autonomia e a disegnare occhi ai suoi palloncini? 



Chi avrebbe detto che saremmo saltati in auto con i panini ancora caldi di forno negli zaini, per goderci una pioggia di stelle per qualche ora improvvisando fiabe e arrangiando poppate ad alta quota? 







E che saremmo riusciti finalmente a goderci una giornata con gli amici, dopo che un anno di corse e incastri maldestri ci aveva tenuti lontani? 



E che ci fossero tante sagre, nei dintorni, con fontane danzanti e lo zio e il suo gruppo ad animare la festa? 
E i parchetti tutti per noi, nelle mattine d'agosto, per dare e ricevere lezioni d'altalena,





 la vasca da bagno che diventa palestra di immersioni subacquee, 




la pozione delle bolle giganti, la mia cucina ( e la mia pasta madre!) ritrovate per nuovi pasticci ed esperimenti, 













le biglie che sostituiscono egregiamente le piste di palline in spiaggia, 



le perline e la pasta di sale per creare gioielli per grandi e piccini;







la generositá del nostro orto sul balcone...







E non importa se il destino scolastico é ancora incerto, se ho dimenticato quella crocetta che mi ha fatto scivolare in basso negli elenchi, se ogni anno, ogni estate é come una roulette russa l'assegnazione dei posti... La Provvidenza c'é, ogni giorno lo sperimento, io, che per questi giorni di agosto avevo poche idee confuse e tante paure; finirò dove ci sarà bisogno di me, e arriverò, lavorerò con Amore e passione, proverò a fare Bene, perché ne ricevo tanto, ogni giorno. 


giovedì 8 agosto 2013

Le nostre vacanze



Ho respirato il sole, il mare, il sale, il vento; li ho respirati anche con gli occhi, anche con la pelle; li ho respirati nell'euforia piena di ebbrezza dei primi giorni, quelli in cui ti sembra di avere davanti un tempo infinito; li ho respirati, più intensamente ancora, con ogni mia fibra, in ogni granello di sabbia, nella malinconia degli ultimi giorni, quelli venati di consapevolezza della fine imminente, quelli i cui i sensi si acuiscono e tutto è più dolce ed intenso...  Ho scoperto un'isola brulla e secca con un mare che é una perla nell'oro rosso della terra intorno, fiori bianchi che sbocciano dalla sabbia ; ho scoperto la Sardegna e la tenacia , una forma d'amore e di orgogliosa appartenenza, di chi sa produrvi addirittura il riso; ho viaggiato per la prima volta su una nave, e, per la prima volta, il viaggio stesso é stato una festa;


 ho assaporato cibi cotti tutti insieme intorno al fuoco, conditi di sorrisi  e di tempo non misurato, 




ho impresso nel mio cuore le risate delle mie bimbe davanti al teatro dei burattini, il loro stupore davanti al mangiafuoco, l'imitazione esilarante del giocoliere con vestiti che volavano in aria, tubi di carta come microfoni e le mutande in testa; mi sono abbandonata all'abbraccio avvolgente del mare, quello accompagnato dal brivido del primo contatto con le onde sulla pancia, sulla schiena; mi sono abbandonata all'abbraccio della mia bimba piccina, alle coccole in riva al mare, 




ho giocato con la mia bimba grande, instancabile pesciolina sempre in acqua; 


sono stata ammaliata dal canto delle sirene che dopo una giornata in spiaggia ti lascia improvvisamente stordito e svuotato al ritorno a casa, la testa che gira e le gambe che cedono; ho raccolto conchiglie, quelle piccine che per uno dei misteri del mare hanno un buchino che le rende pendenti perfetti, ho costruito un carillon a vento, intrecciando i ricordi di questa vacanza, giorno per giorno. 




Perché ancora una volta ho sperimentato come tutto ciò che sembra non avere fine, in un battito di ciglia é già ricordo, perché ancora una volta ho capito quanto sia importante vivere pienamente ogni giornata, cogliere ogni occasione, anche quella dell'ultimo giorno di viaggio che si trasforma in un congedo speciale dal mare, 




perché ho deciso che i momenti felici vanno celebrati ogni giorno, a portata di sguardo, perché ancora una volta ho sentito il desiderio di fermare qui i miei pensieri e ricordi, giorno per giorno.




LinkWithin

Related Posts with Thumbnails