Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath - Happy Birthday

venerdì 28 giugno 2013

Per dire grazie alle maestre

Un altro anno è passato, un anno per due, questa volta; l'esperienza del nido si è rivelata fantastica per Diletta, educatrici attente, affettuose e propositive, tante attività, spazi e giochi a misura di bimbi, esperimenti che, come speravo, hanno aiutato ad incanalare l'esuberanza della mia piccina  e compensato la divisione domestica di spazi e attività con Letizia; a fine anno Didi torna a casa - ormai senza il pannolino che, in pochi giorni, abbiamo eliminato - raccontandomi stralci dei libri letti ("la rabbia, mamma, e CRACK il comodino, CRACK la lampada! Non ci penso neanche!"), aggiornandomi su quello che fanno gli amichetti, con i quali è affettuosa e protettiva arrivando a "far addormentare di carezze" le compagne più piccine al momento del pisolino pomeridiano. 



Anche Letizia ha iniziato a raccontare di più delle sue giornate, giochi, canzoni e filastrocche... il quaderno di fine anno racconta storie, abilità conquistate, laboratori di pittura, di lettura, di motricità, di musica; per ogni ricorrenza una poesia imparata a memoria, una canzone, un lavoretto realizzato davvero dai bimbi. 



Il nostro grazie pieno di affetto è per le maestre e per le educatrici che, ognuna con il suo carattere e la sua personalità, hanno saputo dare tanto alle mie bimbe, capire e rispettare la timidezza di Letizia, valorizzarne la mitezza, assecondare la "coccolosità" di Diletta, la sua curiosità per tutto ciò che è proibito e "da grandi"... Per loro abbiamo intrecciato a sei mani "collane di magliette": ricavata la fettuccia da t-shirt ormai in disuso ci siamo divertite a inventare soluzioni adatte a ciascuna: perline, fiori, trecce, mentre Diletta cucinava le fettucce in esubero ed entrambe le bimbe mi aiutavano negli intrecci più complessi, selezionavano (e rovesciavano) le perline, prestavano dita, mani e piedini alla causa, disegnavano e decoravano le carte regalo personalizzate.








Ora inizia la nostra estate insieme, senza programmi all'infuori di quello di divertirci, di godere della reciproca compagnia, di tempi non pianificati da riempire e godere tra lavoretti, esperimenti e pazzi pomeriggi al parchetto, in attesa della partenza per il mare!



venerdì 21 giugno 2013

Chi vuol esser lieto, sia

In quest'aria ovunque profumata di tigli, con i ritmi che cambiano e si ridefiniscono -la parte più bella del mio lavoro, quella con i ragazzi, conclusa- mi sento più vulnerabile al trascorrere del tempo: un attimo guardo Letizia che mi corre incontro e la rivedo piccina, con lo zainetto sulle spalle per il primo giorno di scuola, un attimo dopo mi si stringe lo stomaco al pensiero di quando non ci saranno più, così esplicite, le sue richieste di coccole, "in braccio come una principessa, mamma!", di quando le amicizie diventeranno più importanti e il nido familiare troppo angusto... guardo la mia Diletta già così grande e chiacchierina e, ancora una volta, mi stupisco di come tutto ritorni, e nulla uguale. 

Non voglio avere rimpianti, non voglio perdermi nulla, di questi giorni, mesi, anni. 

Così il computer resta spento, anche per diversi giorni di seguito, senza che ne senta la mancanza. Siamo troppo impegnate a contemplare il miracolo della vita, i primi pomodorini verdi sul balcone, il primo raccolto di ribes e di insalata, il glicine - regalo della festa della mamma- che si allunga, a vista d'occhio, e prende possesso del graticcio; impegnate a disegnare storie in cortile, a correre in bicicletta, a inaugurare i pattini nuovi. Impegnate nei primi pomeriggi di Diletta senza pannolino, in cui puntiamo il timer del forno per ricordarci che bisogna pensare anche a fermarsi per fare la pipì, ogni tanto. 





Mi riapproprio della mia casa: chiuso sottovuoto l'inverno, sento bisogno di fare spazio, negli armadi, nel garage, mentre alle pareti compaiono nuovi quadri,  i lavori realizzati da Letizia in quest'anno di scuola. 




Mi riapproprio di antichi sapori e tradizioni della terra che custodisce le mie radici: impasto e sforno friselle, e sono di nuovo buone, buone come quelle mangiate in riva al mare, non come quelle comprate dall'altra pare d'Italia e portate a casa, che sanno sempre di malinconia...





Faccio spazio, dentro e fuori, spazio intorno, per far posto alla vita, per accoglierla tutta, interamente, e custodirla, giorno per giorno, come tesoro prezioso.


martedì 18 giugno 2013

Matrimonio di passioni

Nella vita di coppia mi considererò, penso, sempre una dilettante... Però di una cosa sono sicura: le passioni fanno bene: mantenerle, coltivarle -con quella perseveranza che solo ciò che piace produce-, conservare la curiosità di scoprire, la gratuità dell'investire tempo in attività inutili, oltre la logica del guadagno, oltre la morsa del dovere, rende felici... Felici insieme quando poi le passioni si incontrano e si condividono!
Ecco così come, dalla mia attività di fornarina con la pasta madre e dall'amore del marito per la fotografia, è nata una serata di scatti improbabili, divertimento e risate, ispirata alla moda del baguetting che imperversa in rete e da cui è nato un contest nel gruppo fb la Pasta madre: che ve ne pare?
(La ricetta della baguette? Eccola qui!)














giovedì 13 giugno 2013

"Un presente... per il passato, per il futuro"

Me lo avete annunciato così, consegnato in una busta profumata dei vostri sorrisi... 
E così, mentre quest'anno io leggevo i vostri temi, voi avete letto nel mio cuore... 
Vi voglio bene, ragazzi. 
GRAZIE.





lunedì 10 giugno 2013

Quest'anno

Quest'anno proprio non sono pronta, no, a lasciarvi andare; sarà che fino a qualche giorno fa era novembre, sarà che volevo fare lezione almeno una volta in un prato, sarà che volevo prepararvi i muffin e insegnarvi a sporcarvi le mani non solo di gesso. Sarà che mai come quest'anno vi ho visti fragili e vi ho presi per mano e quelle mani non le vorrei lasciare. Ma è tempo di affidarsi, questo. 
Mai come quest'anno le mie lezioni hanno cercato di essere risposte, mai come quest'anno le nostre letture hanno cercato di fare breccia, di darvi parole... e scudi e corazze... e carezze. 
Vi lascio una manciata di versi e la capacità di ridere in rima, vi lascio con Renzo e Lucia, ancora lunga è la strada da compiere, ancora tante le prove da affrontare, le domande da farsi, da fare; vi lascio con il coraggio delle sfide vinte, anche se all'ultimo, anche se in corsa; vi lascio un anno più grandi, vi sembra nulla ed è moltissimo. 
Vi lascio ma resto, resto nei periodi di pensieri che vi ho fatto analizzare "Anche se sono un cespuglio sparti-traffico ho la possibilità di profumare il mondo", nelle notizie del telegiornale, nei temi, nei fogli, tra le righe di un articolo, nelle imposte dirette e indirette e negli scontrini fiscali, nell'Europa Unita e negli ingredienti di quel che mangiate, resto nelle capitali europee e nelle Province italiane, nel "non si dice cartina ma carta" e nelle razze che non esistono, resto quando vi chiederete cosa è giusto, quando cercherete la voce dell'Adda nel silenzio di un bosco che vi terrorizza, quando tirerete calci ai sassi per strada e vi scapperà un sorriso. 
Resto qui, custode dei vostri quindici anni, per quando ci incontreremo ancora e voi sarete brizzolati ma per un attimo vi sentirete di nuovo esattamente come adesso in quel banco di scuola, e in quei volti adulti - o in quelli dei vostri figli- io ritroverò i vostri sorrisi di oggi.
E poi, fino ad allora, ogni giorno resto qui, oltre i banchi, oltre i voti, dove smetto di dire per ascoltare, ogni volta che lo vorrete.



domenica 9 giugno 2013

This moment



A single photo - no words - capturing a moment from the week. 

A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember. 


venerdì 7 giugno 2013

Un libro per te

Molti bimbi ancora allattati al seno a due anni pare abbiano un ritorno di fiamma per le poppate e Diletta non fa eccezione: ogni volta che è stanca, annoiata, ogni volta che vuole le coccole o che si sente trascurata nella dinamica a tre con Letizia, lei cerca "tetetta". 
Sono convinta della mia scelta di allattare a lungo, ma, insieme, sentivo il bisogno di far evolvere la nostra relazione, di instaurare anche con la mia bimba piccina un rapporto più  "da grandi", fatto anche di parole, di intesa non solo fisica... e ci siamo riuscite attraverso i libri. 




Prima in biblioteca, dove la novità dell'ambiente rappresentava un allettante diversivo, poi, piano piano, a casa, circoscrivendo i momenti delle poppate a pisolino e nanna notturna, riempiendo tutti gli altri con i libri: "Mamma, mi leggi 'toria?"... Il libro preferito di Diletta è "Brava, coccinella!" con le belle illustrazioni di Altan: lo conosce a memoria, io inizio e frasi e lei le finisce, poi ci invertiamo i ruoli: "brava mamma!" ritornella lei ad ogni pagina, tutta garrula. E il mio cuore sorride. 
Poi tocca a Letizia, che prende il mio posto o che sorprendo a leggere con e alla sorella libri che ormai conosce a memoria: "Che lettera è, questa, mamma?"... E così piano piano si cresce, in tre, e un bel giorno i libri abbiamo iniziato anche a scriverceli, a sei mani: le mie che inventano rime e disegnano, quelle di Letizia che colorano e scoprono e copiano lettere, quelle di Diletta che non si stancano di sfogliare.




mercoledì 5 giugno 2013

Eppure

Sono tanto stanca, in questi giorni: alle 21 già fatico a leggere le ultime avventure di Mary Poppins a Letizia, mi si chiudono gli occhi... e dissuado il marito dal noleggiare un film perchè già so che in un battito di ciglia, addormentata anche Diletta, finirò io pure tra le braccia di Morfeo... i ferri restano nel loro cesto, a pochi cm dalla fine il caponcho è in letargo, anche se il freddo ancora persistente inviterebbe quasi quasi a ultimarlo e a usarlo in questa coda di falsa, invernale primavera... ma niente, alla sera non son più padrona di me, il letto mi reclama.

Eppure, per una volta, non recalcitro. Anche se quello serale è l'unico tempo libero, per una volta lo investo dormendo. Perchè questa stanchezza è sinonimo di vita piena, la coda dell'anno scolastico, tante correzioni che affollano il tavolo, 




tanti ragazzi, nel cuore e intorno; pomeriggi di bolle di sapone e gessetti, 



di feste della Parrocchia e gonfiabili e palloncini, 




di festa della scuola, fotografie della prima gita, "mamma, ho fatto il formaggio!", 


colloqui, belli, con le maestre, canzoni, poesie imparate a memoria e poi insegnate da sorella a sorella, tra un litigio e un piatto conteso, a cena, giorni di pane nuovo e bello, impastato prima di andare a  scuola, al mattino; vita piena di vita, vita intorno, vita addosso... questa stanchezza, è la cosa più bella che potesse capitarmi.






martedì 4 giugno 2013

Come due amiche hanno decorato una maglietta con i pastelli a cera

Un pomeriggio inaspettatamente sole, tu e io, "mamma, vado da nonna ad accarezzare il gatto" ha deciso Diletta... proprio in questi giorni, in cui mi rammarico delle corse, della stanchezza che diventa insofferenza, di quei baci che riesco a dedicarti in esclusiva solo quando sei ormai addormentata, Letizia mia. Quanto desideravo - e non osavo chiederlo- questo pomeriggio tutto per noi! E credo lo desiderassi tanto anche tu, che non fai che disegnarmi bellissima, in pagine e pagine di quaderno piene di "mamma". 



E la vita ci ha risposto, con un pomeriggio di pioggia e vento, di disegni, acconciature, esperimenti e perline, di "con un poco di zucchero la pillola va giùùùùùùùù", di leccatine sulla faccia e risate e "bleah, che schifooooooo" e risate ancora più forti... 




Pastelli a cera su carta vetrata, mamma e papà come soggetti, "Che bello che oggi siete venuti a prendermi tutti e due... e Diletta no!", il ferro da stiro per trasferire il disegno sulla stoffa, 20 minuti di asciugatrice per fissare il colore, nel mio cuore il ricordo indelebile della nostra complicità di amiche, di quel riuscire a farmi, dopo tanto tempo, tutta tua.


E le perline, una sagoma di mamma, un cuore con le vostre iniziali per il portachiavi dell'auto... "Questo l'ha fatto mamma con una sua amica, vero, mamma?" Hai detto a Diletta rivolgendomi uno sguardo d'intesa, la sera, per non farla rattristare... e io ho pensato che mai bugia è stata più vera, e più bella... Grazie bimba mia, mia amica!


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