Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath - Happy Birthday

domenica 31 marzo 2013

Buona Pasqua

Vi chiedo scusa per la tristezza che avete letto qui negli ultimi giorni: la scrittura è l'unica via terapeutica che io conosca contro la malinconia; nelle parole ritrovo me stessa e spesso un senso anche al dolore... A voi grazie, per avermi ascoltata. 

A maggior ragione consapevoli di quanto ogni istante insieme sia dono, non abbiamo smesso, però, di cercare il sorriso nelle piccole cose: tra la pioggia fuori e le costruzioni in casa,


nei lavoretti improvvisati per decorare la casa a festa,


nelle acconciature


nelle coccole


nel profumo del pane appena sfornato


e nelle piccole sorprese con cui abbiamo inaugurato questo giorno di Festa: ovetto sodo a colazione? Non proprio!



Nei prossimi giorni vi spiegherò come ho realizzato queste uova di cioccolato con sorpresa, intanto, a tutti voi, giungano i miei più affettuosi auguri per una Pasqua che sia davvero di Resurrezione.


venerdì 29 marzo 2013

E' ai piedi di una croce

E' ai piedi di una croce che ci si ritrova uniti,
 insieme da tante strade, destini diversi
ci si riguarda negli occhi, ci si vede di nuovo.

E' ai piedi di una croce che il velo delle lacrime
consente di scorgere quanto insignificanti
fossero le divisioni, le recriminazioni,
le antipatie, le accuse, le persecuzioni.

E' ai piedi di una croce che ci si prende per mano, fratelli; 
è ai piedi di una croce che si ritrova la pace:
è il dono dei morti per chi rimane, 
è la consegna per chi torna alla vita.


giovedì 28 marzo 2013

Sembra ieri

Sembra ieri che ero io quella che metteva la cravatta, 
per prendere al lazo la luna e trovarci me stessa
sembra ieri che rosa rosae rosae
e le rivendicazioni e l'okkupazione
e il rappresentante carino che suonava la chitarra
nei corridoi della scuola, e l'autogestione
che era vera, non di quelle programmate di ora;
sembra ieri e  sembrava tutto così maledettamente vero
e serio e faticoso
le versioni fino a tarda notte e le ansie e le domande che 
- pensavi- chissà se avrebbero mai trovato risposta.
Sembra ieri che i sogni i progetti e i cosa farò da grande
sembrano ieri le amicizie belle, le lettere e le speranze, 
le gonne lunghe e i mi vesto tutta di nero
i quanto sono lontani tutti e io quanto diversa.
Sembra ieri. 
E già siamo noi -ora- gli insegnanti, i medici, 
gli avvocati, siamo i genitori, le mogli e i mariti, siamo già grandi
e sembra tutto così maledettamente vero, 
e serio e faticoso.
Se non fosse per chi resta indietro a sbiadire in una foto, in un ricordo
se non fosse per i saluti, per quegli addio che significano crescere,
per quei piedini che diventano lunghi
e quella corsa che improvvisamente - ma non era ieri?- 
non è più goffa ma di un'acerba eleganza bambina;
se non fosse per quel perdersi e poi rivedersi adulti;
e i noi di ieri ancora dentro 
e i sogni, i progetti, i cosa farò da grande
le amicizie belle, le lettere e le speranze, 
le poesie fino a tarda notte, 
e ancora Foscolo e Manzoni e Leopardi, 
che non sbiadiscono in un ricordo, in un saluto, 
e i quanto sono vicini tutti e io, sì, quanto diversa, 
e tocca ad altri indossare la cravatta
mentre io ho trovato la luna e scoperto me stessa
se non fosse per il dolore 
degli addio - arrivederci- per quei saluti che significano crescere.

mercoledì 27 marzo 2013

Ciao, Prof.

Avrei voluto dirtelo più spesso, grazie. Grazie per tutto quello che mi hai insegnato, per avermi fatto capire e amare la Matematica e la Fisica, per quella nostra promessa prima della Maturità: "Se ti iscrivi a fisica, mi iscrivo con te"... poi non l'ho fatto, ma, da come me lo dicevi, non ho mai dubitato che avrei potuto e quella fiducia in me stessa, maturata anche grazie a te, me la porto dietro come risorsa preziosa, ancora oggi. E sarebbe stato proprio bello farlo, insieme, iscriverci a Fisica o solo continuare a scherzarci, ancora per tanto tempo. 
Grazie per il sorriso con cui affrontavi tutto e che ho ritrovato ad accogliermi qui, quando sono tornata, come collega, questa volta, e insistevi perchè ti dessi del tu e ce l'avrei fatta,  credo, prima o poi. 
Grazie per quella leggerezza e quell'ironia che facevano apparire tutto più semplice; anche quando combattevi già la tua battaglia e pure non dimenticavi mai di chiedere agli altri come stessero e di ascoltare, davvero, e di consigliare. E io avevo ancora tanto da imparare da te, come insegnante e come mamma.
Ma di quanto mi hai insegnato, ecco, nulla è andato perduto: dalla legge dell'entropia all'amore per questo lavoro che è un po' sempre una scommessa, un seme lanciato, un atto di fiducia. E così questa strada la continuiamo insieme, nonostante tutto, e ogni volta che aprirò il registro, così come un libro di Fisica, lo farò con una tenerezza speciale, grazie a te. Te lo scrivo così:

                                9x - 7i > 3 (3x - 7u)

Ti voglio bene, Prof.


lunedì 25 marzo 2013

Raccogliendo primavera

Assaporare ciò che resta dell'inverno: la pasta con le cime di rape o con le lenticchie, la lana tra le mani... e tra i piedi :-D, 



il pane appena sfornato (la mia fida macchina del pane mi ha abbandonato all'ultimo impasto della festa di Diletta ma, con il pane senza impasto, chi mi ferma?)


Godere il primo sole caldo, ma anche la pioggia che non è più tanto grigia, che domani, o forse solo dopo qualche ora, lascerà posto a squarci d'azzurro, a folate di vento e semi e vita nell'aria...




Stupirsi dell'ultima neve che racconta la storia di due innamorati - il Principe Inverno e la Principessa Primavera -destinati per l'eternità a sfiorarsi, solo per qualche giorno:



Comprare e trapiantare i primi fiori e salutare le prime api che vi si affollano intorno:




Lavare via l'inverno dai vetri, far posto alla luce


Gustare primizie: 


Raccogliere indizi, ovunque, e sorridere:





giovedì 21 marzo 2013

Il fenomeno spotted e la responsabilità degli adulti

Capita che nelle mie classi abbia anche tre ore di seguito di lezione, capita che in mezzo ci sia l'intervallo ed è un momento bello, si depongono - relativamente- i ruoli, ci si trova a sorridere insieme, a proporre alla lavagna la disequazione dell'amore, a parlare di tutto, di loro. E' così che sono venuta a conoscenza del fenomeno spotted nella sua manifestazione più pericolosa e deteriore. Tre mie allieve infamate, insultate e derise pubblicamente, nomi e cognomi resi pubblici sulla pagina spotted delle scuole superiori della città: dalle insinuazioni sulla moralità ai commenti cattivi sull'aspetto fisico.
Ecco il nuovo volto del cyber-bullismo: pagine con amministratori anonimi e commenti anonimi -nessun responsabile- e quello che trovava posto sul muro dei bagni della scuola è libero di circolare in rete sotto milioni di sguardi. Qui, nella nostra città, un'adolescente, neanche due mesi fa, si è tolta la vita per gli attacchi di cui era vittima in rete. E nulla è cambiato, anzi. E non se ne sa mai abbastanza.

Che fare? Me lo sto chiedendo ossessivamente. Lo chiedo a voi. Ho segnalato la pagina e fatto capo al Centro per la sicurezza delle famiglie. La pagina, tuttavia, è stata già chiusa una volta... e prontamente riaperta. Se ne sono moltiplicate le versioni, prolifera con nomi diversi. In uno dei casi era riscontrabile un vero e proprio reato di diffamazione, ma la maggior parte delle offese sono cattiverie amplificate, in effetti e portata, dalla rete. 

Il mondo del web sancisce irrimediabilmente l'insufficienza della sanzione come deterrente: troppo veloce, la rete, volatile, eludibile. E allora?

Allora vigiliamo. Noi adulti, insegnanti, genitori. Non avrebbe senso tenere i ragazzi, i figli, forzatamente lontano dal web, nè sarebbe possibile. Navigherebbero di nascosto, sarebbero davvero soli e ancora più esposti. E' doveroso affiancarli, con discrezione, dare tempi e misure perchè la vita, le relazioni, siano soprattutto fuori dalla rete. Ascoltiamoli, anche all'intervallo. Una presenza discreta ma che sia presenza davvero. Interessiamoci al loro mondo, alle loro sfide, al loro linguaggio. Parliamo con loro ma soprattutto facciamoli parlare.

Ed educhiamo, facciamoli ragionare sui pericoli della rete, facciamo scrivere loro articoli per il giornalino della scuola, che trasformino in riflessione le brutte esperienza, che siano tesoro per tutti. Non è lo strumento buono o cattivo, lo è l'uso che se ne fa. Insegniamo loro a sfruttare le potenzialità della rete senza farsi sopraffare, senza farsi fagocitare il pomeriggio, senza perdersi una passeggiata nella natura. Insegniamo loro a denunciare, a difendersi, ad essere solidali e rispettosi, a dare parola alle emozioni che -censurate- diventano pettegolezzo e cattiveria, ad essere sinceri, a manifestare costruttivamente il disappunto, a valorizzare la propria unicità.

Insegniamo il potere della bellezza: bombardiamo di bellezza e cultura queste pagine, perchè la cattiveria e la pochezza umana non vi trovino più posto, vi si sentano a disagio, fuori luogo. La bellezza può vincere, vince, sempre.

Lo insegna Manzoni: salvaguardiamo la fragile bellezza dell'adolescenza.


P.S. Nei prossimi giorni intendo informare il Dirigente del fenomeno e prendere contatto con un'associazione che, in collaborazione con l'Università e in memoria di un altro ragazzo vittima del cyber-bullismo, sensibilizza gli studenti delle scuole su rischi e potenzialità della rete. Avete ulteriori suggerimenti?


mercoledì 20 marzo 2013

Yarn along

L'ultima neve... 


alternata a quei giorni in cui la primavera sorride fuori e dentro il cuore 



e tu sei colta da una specie di frenesia febbrile: per tutti i progetti di maglia che non hai realizzato, per quella matassa che profuma d'amicizia e porta il nome e cognome della donna che l'ha tinta e filata dall'altra parte del mondo e te la vuoi stringere addosso e questo tempo imprevedibile è la tua ultima occasione. Inizia la ricerca affannosa su Ravelry, i timori, i "sarò in grado?", gli incoraggiamenti tra amiche. Poi il lavoro comincia, comincia dall'arcolaio, con l'emozione del primo gomitolo che prende forma tra le mani... 



poi è la volta dei ferri 


e ti accorgi che le tue mani hanno una memoria, che ricordano gli aumenti, i gettati, che certe cose tanto difficili da immaginare per loro vengono naturali e ti diverti, con due progetti perfetti, di quelli che scorrono veloci ma non noiosi e prevedibili, di quel movimento che è ritmo che coinvolge nonostante la stanchezza, che avanza, nonostante la stanchezza. Ancora stento a crederci ma, ecco, in poco più di dieci giorni ho un nuovo scialle/bandana scalda-collo e un basco bellissimo, quest'ultimo realizzato in un giorno soltanto. 







 Già mille nuove idee affollano la mia mente... il caldo è alle porte, bisogna affrettarsi!


lunedì 18 marzo 2013

La festa di compleanno di Diletta






E' stata una sfida: niente giorni di festa, niente domeniche... un bel mercoledì pomeriggio, dopo una mattinata intensa, nel periodo più impegnativo dell'anno scolastico... fino a quando non ho iniziato non credevo che avrei combinato qualcosa... e invece piano piano piccole idee si sono fatte strada e con quelle il divertimento e la voglia di sperimentare, all'insegna della semplicità, pensando alla mia bimba e ai suoi gusti già così definiti.
Qualche giorno prima ho preparato e surgelato i cornetti da farcire con gli affettati, 



il giorno prima la focaccia senza impasto, guarnitissima di olive, questa volta, di cui Diletta è ghiotta, 


e poi le palline di "formaggio sciolto" (spalmabile frullato con altre varietà di formaggio) e ricoperte di semini, 



pizzette di pasta sfoglia e la torta, bicolore e decorata con le caramelle


focaccine alle cipolle 


e fragole-lecca lecca- ricoperte di cioccolato fondente e zuccherini... 




e poi, soprattutto, la famiglia riunita: nonni, zie, vere e d'elezione, una nuova piccola amichetta tanto attesa e coccolata e un regalo speciale: il nuovo Papa, un Papa semplice, che ci ha conquistato subito con il suo "Buonasera!", che comincia e ri-comincia dal Padre Nostro e dall'Ave Maria: perché siamo tutti Fratelli, tutti figli... e, in fondo, questa è davvero la sola cosa che conta.


giovedì 14 marzo 2013

Caramelle autoprodotte

Diletta non è particolarmente golosa ma ha un debole per le caramelle... e una mamma che gliele nega sistematicamente :-)! Quale migliore occasione del compleanno, allora, per fare un'eccezione e regalarle goloserie confezionate apposta per lei? 
Tenevo a farle una festa speciale, che non fosse una replica di quella di Letizia ma tenesse conto dei suoi particolarissimi gusti e così mi sono cimentata con due ricette semplicissime che, viste le pressanti richieste su Fb, mi affretto a  condividere con voi :-): 

CARAMELLE ALLO ZUCCHERO:

Ingredienti: 

  • un albume, 
  • 340 gr di zucchero a velo, 
  • qualche goccia di succo d'arancia/mandarino/limone 

Procedimento:

  • montate a neve l'albume
  • incorporate lo zucchero a velo setacciato
  • mescolate fino ad ottenere una pasta modellabile
  • dividete l'impasto e aromatizzatelo (attenzione, basteranno poche gocce di succo di troppo a renderlo eccessivamente morbido, ma niente panico! Basterà aggiungere zucchero a velo per asciugare il composto.)
  • sbizzarritevi a modellare - soli o in compagnia- le caramelle (sarà un'operazione da svolgere abbastanza velocemente, tenete presente che il composto tende a seccarsi e indurirsi se le operazioni si prolungano eccessivamente)
  • lasciate asciugare le caramelle per una notte, (incartatele) e... gustatele!


 GELATINE ALLA FRUTTA:

Ingredienti: 
  • succo di mandarino + succo di almeno un limone: 300 ml
  • 200 gr di zucchero
  • 12 gr di colla di pesce (4 gr ogni 100 ml)
  • zucchero per guarnire
Procedimento:
  • Unire succo (filtrato) e zucchero in un pentolino, portare ad ebollizione e far sobbollire per 5 minuti
  • mettere a bagno la colla di pesce in acqua tiepida per 10 minuti
  • Togliere il composto dal fuoco, far riposare per due minuti e unirvi la colla di pesce strizzata; girare per amalgamare.
  • Versare in una teglia rivestita di carta forno, lasciar raffreddare (io l'ho messa sul balcone) e poi mettere in frigo per 24 h
  • Trascorsa una giornata, tagliate a cubetti, rotolate le caramelle nello zucchero e conservatele in frigorifero.
Quest'ultima ricetta tuttavia è migliorabile, a mio avviso, poiché le caramelle, una volta tagliate, anche se conservate in frigo tendono a rilasciare liquido e ad ammorbidirsi... suppongo che basti aggiungere colla di pesce per risolvere (in effetti io non sono stata precisissima nel rispettare la proporzione di succo-colla che vi ho indicato) quindi apritevi alla sperimentazione e fatemi sapere se e come riuscite a eludere il problema... sono certa che i vostri bimbi saranno felici di sacrificarsi per amor della scienza :-D!


mercoledì 13 marzo 2013

Due




Oh, Diletta, mio piccolo sole... quest'aria di marzo frizzante e profumata, quest'aria che sveglia, che sa essere azzurra e fresca, piena di sole e di colori, quest'aria, nel cuore di mamma, avrà sempre il tuo profumo, il ritmo delle ninne nanne che ti hanno accompagnata al mondo, il sapore del pane e del lievito, la pasta madre che stavo rinfrescando quando hai deciso che era ora di guardarci negli occhi; il rosa dei fiori di pesco che ritorna ogni volta nel tuo sorriso; tu, che sei la mia piccina, attesa con consapevolezza, accolta da mani già di mamma, spiazzante come la luce che ogni giorno ritorna e non è mai la stessa; tu, profondamente tu, unica e diversa; tu, che ci fai ridere con quel precocissimo senso dell'umorismo che hai ereditato dal tuo papà, tu, con le tue faccette buffe, tu con la tua testa dura, tu, che stai prendendo le misure del mondo e sei divisa tra diventar grande ed essere la piccina di casa. 





E divisa sono anche io, con questi due anni di noi che mi colgono impreparata -come, di già?-, con la consapevolezza che diventi grande anche tu, proprio tu, la mia bimba piccina,  che fasciavo al mio petto in quei primi giorni di marzo, tu che sei arrivata in punta di piedi e mi hai fatto sentire brava e capace e hai spazzato via tante paure con le tue dita serrate alle mie, tu che mi hai insegnato a fare i conti con la complessità, tu, che ora mi racconti delle tue giornate a scuola e schiocchi la lingua come assorta nei tuoi pensieri e ti arrabbi quando non capisco qualche parola ancora incerta e giri con la tua borsetta per andare a lavorare e non abbandoni mai il tuo telefono, con cui ci chiami tutti, e ti prendi cura di tutte le bambole e imbandisci pranzi e cene nella tua cucina... tu, sì, stai diventando grande. 
E devo allentare la tensione e darti la fiducia che meriti e reclami e dobbiamo trovare un nostro linguaggio, tutto nostro, da grandi, sai? E ci sono cose che non puoi fare, non si cammina per strada senza dar la mano alla mamma quando si attraversa, e ci sono cose che non devo fare, correre sempre o ignorare il tuo bisogno di esplorare e scoprire, e ci sono tante, tante cose che dobbiamo fare insieme, ancora. 


Auguri, mia piccola, grande donnina, 
auguri, mio piccolo, grande sole,
auguri, Amore di mamma.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails