Daisypath Happy Birthday tickers

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Daisypath - Happy Birthday

mercoledì 27 febbraio 2013

Piccole mani per cuori piccini




L'ho finito qualche giorno fa, il mio primo cappellino per Cuore di maglia (qui le mie note Ravelry con le istruzioni); sono stata privilegiata, io, a poter vivere l'emozione di una consegna prima ancora di produrre qualcosa che non mi vergognassi di donare :-)... ma non sono stata la prima, qui, a realizzare un berretto piccolo piccolo... Mi ha battuta Letizia con il suo regalo di Natale, la "macchina da cucire", come la chiama lei, una piccola "maglieria magica" per soddisfare il suo desiderio di lavorare "con i fili" come la mamma, ora che è ancora presto per imbracciare ferri o uncinetto: "Mamma, facciamo un cappellino per i bimbi piccoli piccoli?"...
Eccoli qui, allora, il suo e il mio, piccole mani per cuori piccini:



lunedì 25 febbraio 2013

Caro marito, perché l'ho portata in biblioteca vestita da Biancaneve

Caro marito, 
te lo scrivo qui, visto che la faccenda ci ha visto qualche giorno fa in disaccordo e così mi riesce più facile spiegarti. 
Non credere che io non abbia capito che la tua ferma opposizione al costume di Biancaneve nasceva dalla volontà di proteggere Letizia, perché temevi che qualcuno potesse prenderla in giro o farla sentire inadeguata. 
Però, vedi, so anche che una bambina, soprattutto una bimba a volte così timida da vergognarsi di salutare le sue stesse maestre o i propri compagni, può aver desiderio di un piccolo guscio in cui sentirsi più forte... sai che vestita da Biancaneve ha salutato il bibliotecario e si è messa a chiacchierare con tutti gli adulti presenti? 
E so che può desiderare -lo sai bene anche tu, che sei l'unico capace di farmi sentire tale- di sentirsi una principessa... e il regno dei libri e della fantasia non è forse il contesto più adatto?
E so che, soprattutto, ha bisogno di trovare conferme alle sue ricerche di indipendenza e alle sue manifestazioni di autonomia, ha bisogno di sentirsi accettata nelle sue scelte prima di tutto da noi, perché solo così potrà crescere come un'adulta sicura di sé  E questo non significa permetterle di fare tutto, ma lasciarla libera di sperimentare, di esprimersi, nei limiti del giusto e del lecito, nei limiti dei suoi desideri di bimba, anche se questo significa lasciare che per un giorno vada in giro vestita da Biancaneve. 
Perché  sai, io ascolto i miei alunni adolescenti parlare dei loro genitori e prendo appunti, e quello che chiedono più di tutto è di essere ascoltati, accettati per ciò che sono, o che non si sentono di essere, amati incondizionatamente. 
Quindi ecco, forse tutto si è un po' rimescolato, le emozioni della mattina con quelle del pomeriggio, quelle della prof. e quelle della mamma, ma il mio cuore mi imponeva di rispettare la sua scelta.
Diletta ha pensato a prendere in prestito un libro anche per te:


                                                                Con Amore
                                                                         tua moglie

venerdì 22 febbraio 2013

Non solo a San Valentino


C'è la bellezza sconvolgente di un cielo al tramonto, c'è la bellezza che brilla dentro dopo una giornata a trovarsi e ritrovarsi con chi si Ama, per un giorno a tu per tu: vedersi con gli occhi dell'altro, stupirsi. E' una bellezza, quella dell'Amore, che sprigiona bellezza, perché tornata a casa, raggiante d'Amore, trovi finalmente e inspiegabilmente la voglia di pulire quegli angoli in alto e quelli un po' trascurati e magari scendi in cantina a recuperare quell'espositore per i vestiti della settimana e  per quelli nuovi, comprati insieme. 



E ancora mi porto dentro, cara, l'immagine del cuoco del ristorante che allineava i gamberi sulla griglia canticchiando. 
C'è chi fa perché deve e chi fa perché Ama. 
La bellezza sprigiona Amore, l'Amore bellezza.



Che i vostri siano giorni belli!


mercoledì 20 febbraio 2013

La lezione di una tazzina da caffè

Regalo di un'amica carissima e troppo lontana, ricordo dei bei momenti passati insieme, ha sopportato tanti caffè e i primi yogurt delle mie figlie, e adesso, quando mi sento inutile e fallita come una tazza rotta, mi sorride dalla parete e mi restituisce il sorriso... mi rammenta che ogni rottura, imprevisto  o incidente, può rappresentare l'occasione per un nuovo inizio e nulla, proprio nulla, a chi sa ben guardare, è inutile... questo mi insegna, come e più di prima, la mia tazzina da caffè:



E voi che cosa fate, con le tazzine rotte :-)?

lunedì 18 febbraio 2013

La scuola siamo noi


La sfiducia nella scuola fa la scuola cattiva. 

Sono convinta di non essere l'unica insegnante ad amare la scuola e i ragazzi. Ma la scuola siamo noi, tutti noi: genitori, alunni, insegnanti. 
Fate, facciamo agli insegnanti le domande giuste: "Mia figlia è timida? Come possiamo fare, insieme, per aiutarla?" "Ha preso un'insufficienza? Può coinvolgerla di più, parlarle, verificare il suo metodo di studio?". 
Non vi accontentate dei numeri. Non vi preoccupate solo dei numeri. E del debitochenoncideverovinarelevacanze.
E non fate fare ai vostri figli mille attività integrative "perchè la scuola non basta": perderanno di vista le priorità, o, almeno, difficilmente lo studio sarà la loro priorità. Non serve imparare l'inglese dal secondo anno di vita, serve che quando studieranno inglese a scuola abbiano il tempo e la possibilità di lasciar sedimentare i contenuti, serve che abbiano imparato a comunicare, a costruire discorsi. Serve che abbiano cose da dire e da dirvi, anche in inglese.
Abituate i vostri figli ad entrare in relazione adulta con l'insegnante: insegnate loro come si chiede con educazione, come si manifesta rispettosamente la propria opinione, come si solleva un'obiezione, come ci si giustifica responsabilmente. Come ci si veste, a scuola.
Affidate i vostri figli a ciascun insegnante, che sia chiaro che chiedete loro di crescerli con voi, di renderli con voi adulti consapevoli, autonomi e realizzati. 
Sono convinta che queste richieste siano in grado di spazzare via il disincanto di molti docenti e possano, più e prima di qualsiasi riforma, rendere davvero la scuola migliore.


venerdì 15 febbraio 2013

Bellezza

Si insinua piano sotto la soglia 
della quotidianità, per imporsi prepotente 
anche allo sguardo distratto, totalizzante
eco d'infinito in un cielo 
di rosazzurri acquerelli - sfumature 
di un momento - sospeso,
eterno.




mercoledì 13 febbraio 2013

I nostri giorni speciali

Sono iniziati sfidando la neve che fioccava e ha continuato a fioccare turbinando per tutto il giorno. La tentazione di restare in casa, di tenere a casa anche Diletta è stata grande... ma no, via, si parte!
E con la neve abbiamo giocato, in un parco ovattato e fragrante, ci siamo gelate le mani perchè mi ero dimenticata i guanti di entrambe;  abbiamo saltato nelle pozzanghere e lasciato impronte e ammirato arcobaleni sull'asfalto. E ho deposto per qualche ora i pensieri sulla complessità degli incastri settimanali, dei bucati, delle correzioni, dei pavimenti. Io per lei e lei per me. Noi. E tutto il mondo fuori.



E siamo andati a trovare i nonni e al calduccio di casa abbiamo disegnato, disegnato e ancora disegnato a quattro mani.




"Mamma, se c'era Diletta era bellissimo!"
"Mamma, ma è Natale? Perchè a Natale c'è sempre la neve!"

E, finalmente tutti riuniti, abbiamo letto a lume di neve, e dato nuova vita a magliette e pantaloni macchiati o con qualche buchino al ginocchio per le troppe scivolate, e disastrato casa tra pic-nic, balli e corse in macchina.



"Mamma, è stata bella questa mattina di neve noi due da sole, vero?"

Oh, sì, Amore mio, meravigliosa.




lunedì 11 febbraio 2013

Carnevale 2013

L'ho già detto: sono il Grinch del Carnevale! Confusione, ressa, scherzi non fanno per me... così il nostro è per lo più un Carnevale reinterpretato in chiave domestica:

:: Una merenda speciale: lecca lecca di banana ricoperta di cioccolata fondente e coriandoli di zucchero, il successo assicurato della torta perfetta alla nocciola ::



:: Una principessa ::


:: Due gattine... ::



:: ... in altalena! ::



:: Un pomeriggio in famiglia ::


:: Un nuovo libro sul comodino ::


Due giorni senza scuola solo per me e Letizia, due mattine da trascorrere insieme e da rendere speciali: iniziamo oggi con una colazione insieme al bar dopo aver accompagnato Diletta al nido! 

Buona settimana e buon Carnevale a voi tutti!


venerdì 8 febbraio 2013

Profumi e sapori di questi giorni

Profumo di giacinti alla finestra, i miei fiori preferiti in questa gradazione inebriante di lilla:



Noci e mandarini all'intervallo, una sferzata di energia e freschezza... profumo d'inverno intorno e... in borsa!
Dopo cena, mele cotte con uvetta e "Mamma, sulle mele metti anche la polverina che piace alle renne?" Sì, ci metto anche la cannella.



Un pane dell'ultimo momento, senza lievitazione e con la crosta croccante



mercoledì 6 febbraio 2013

Bisogno di creare

Non posso prevedere quale direzione prenderà; qualche volta è maglia, altre cucito, altre ancora chiamata ai fornelli. Inizia a bussare piano, con l'idea di una cena improvvisata fuori dall'ordinario, magari. E diventa all'improvviso un bisogno irrinunciabile.
E menomale, perché mi riappacifica con me stessa. Proprio come accordare uno strumento, ricreare un equilibrio, ritrovare un'armonia: do forma a qualcosa e mi sento bene, di nuovo.

Per fortuna gennaio è stato un mese ricco di compleanni: ecco un porta-torte per la nonna Maria!


Ma, in fondo, le occasioni basta crearle... da uno scampolo di velluto dal colore un po' triste, due vecchi centrini comprati qualche estate fa al mercato di Gallipoli, da una sfrenata passione per le gonne, ecco una "gonnellina con fiocchi di neve":


E dei resti di tessuto che fare, se non un'altra ardita gonnellina? Tanta fatica ma tanta soddisfazione!


E intanto Carnevale è alle porte e dopo un po' di indecisione che ci è fruttata una gonna da Cenerentola al ballo, ricavata da una gonna di mamma... 


...pare abbia vinto Biancaneve:






E voi? Cosa state creando?


lunedì 4 febbraio 2013

Il colloquio con gli insegnanti

Non è un parlare di voti ma di volti. Di volti e persone. E' rassicurare chi ti ha affidato i propri figli sul fatto che sì, hai capito come sono fatti, come reagiscono, se e quando e perchè si irrigidiscono, sul fatto che hai compreso il loro carattere, la loro unicità, che vuoi e fai per il loro bene, che hai un progetto di autonomia e crescita e consapevolezza su di loro... Perché gli adolescenti per i genitori diventano inafferrabili, indecifrabili a  volte, bisogna lasciarli andare, accettarne le ombre, le incongruenze e i silenzi e quando li si vede in difficoltà cosa non si farebbe per aiutarli? E arrivano queste mamme con le lacrime in punta di palpebra, sconvolte dal brutto voto... ma escono rassicurate quando sentono che non parli di voti ma della fragilità di una ragazza che ancora fatica a gestire l'imprevisto, che ancora non è consapevole di quel che può fare e dare da sola, che vuoi aiutare a sbocciare, anche col brutto voto, se serve. Mi raccontano aneddoti, mi confidano timori. E da quel momento sanno, sappiamo che stiamo lavorando insieme. Escono più tranquilli, i genitori, perché sanno che hanno affidato un figlio a chi lo vuole far crescere, non valutare o frustrare. Esco arricchita io, che scopro qualcosa di nuovo ogni volta
Bastano poche parole per far capire che hai letto nel cuore di un ragazzo. 
Presunzione? Non so. So che questo è quello che cerco di fare (e non esiste che al colloquio debbano venire solo i genitori dei ragazzi che hanno difficoltà: perchè? Quelli che vanno bene non sono altrettanti universi da scoprire e far sbocciare?). So che questo è quello che vorrei dagli insegnanti di mia figlia.


venerdì 1 febbraio 2013

Come chi ha solo da imparare

Ho letto questo post di Daniela, l'ho letto di sera tardi, ed è stato per me un'illuminazione... Negli ultimi tempi trovo spesso faticoso stare con le mie bimbe: contese, dispetti, aspettative diverse, attività da coordinare, noia da gestire... "Forse devo programmare meglio cosa fare", mi sono detta, e sicuramente la programmazione, dal punto di vista logistico, funziona: energie meglio incanalate, acquerelli appesi al filo... 



Però... perché quel peso, quel guardare l'orologio, quella fretta di spedirle a nanna per avere un po' di tempo libero? Non mi divertivo più con loro, mi sentivo distratta, assente, possibile che fosse diventato solo dovere? Dove era finita la mia spensieratezza? 
Gli acquerelli appesi al filo non bastavano a tranquillizzarmi. Neppure dipingere con loro, no. Diventava una gran fatica anche quello, perché finivo per scambiare il mezzo con il fine, per innervosirmi perché non potevo tra mille interruzioni creare in pace. 

Poi il post di Daniela. E ho capito cosa ho dimenticato, cosa ho troppo trascurato: l'umiltà di dire alle mie figlie: "Eccomi, cosa hai da insegnarmi? Cosa vuoi farmi scoprire oggi?" Senza l'ansia di insegnare, educare, dettare regole, mediare... giocare semplicemente. Abbandonare, invertire i ruoli. "Facciamo che?"... quanta saggezza in questo gioco di bimbi. Lasciarsi andare, con il solo scopo di divertirsi. Curiosa di scoprire, di imparare da loro, di scoprire loro, con loro, di ascoltarle davvero.




Mi sono messa ad imparare a disegnare, ne è uscito un bellissimo pomeriggio di scuola di disegno: sapete che su pinterest si trovano tutorial anche per imparare a disegnare? E sapete che i disegni fatti da mamma sono più belli di qualunque album da colorare :-)?


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