Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath - Happy Birthday

mercoledì 30 gennaio 2013

Ri-scatto

Capita che ci siano giornate storte. Quelle in cui le bimbe sono litigiose e tu sei l'oggetto del contendere, quelle in cui ti trascini per casa con qualcuna attaccata alle gambe, a turno, quelle in cui sono malate, quelle in cui l'unico dente del giudizio superstite decide di far sentire dolorosamente la sua presenza. Quelle che non finiscono mai. Quelle in cui metti in discussione tutto ma soprattutto te stessa.

In queste giornate, la possibilità di fotografare con un semplice click sul telefono è ancora più preziosa.

Per dimostrare a me stessa che c'è stato qualcosa di buono anche in una giornata pessima, che un piccolo angolino sono riuscita a salvarlo, che ne è valsa la pena, anche solo per quel momento lì, che la felicità -talvolta nascosta più del solito- sono riuscita a scovarla, nonostante tutto.







lunedì 28 gennaio 2013

I professori sono dei privilegiati

E' vero, assolutamente. Lo tocco con mano in questi giorni di stanchezza. Sono privilegiata. 
Ma non per gli orari, per le finte 18 ore, per il lavoro nascosto, no. Sono privilegiata perché ho a che fare ogni giorno con la bellezza.

Posso sbagliare l'orario delle lezioni, essere convinta di dover fare tre ore di lezione con una classe quando quel giorno ne ho solo una, posso sbagliare perché sono inverosimilmente stanca, perché ho dormito poco e male, svegliata dalla tosse delle figlie innumerevoli volte. 

Ma poi inizio a parlare di Manzoni, a leggere e svelare la sapiente tessitura nascosta ne I Promessi Sposi, la profonda conoscenza dell'animo umano, a raccontare dell'abilità politica di Augusto, ad accarezzare i versi languidi di D'Annunzio, i suoni ruvidi e aspri di Montale, a viaggiare per l'Italia e l'Europa, a ricordare la Costituzione, a mostrare punti di forza e opportunità del nostro Paese... 
In quei momenti, ecco, la stanchezza se ne va, svanisce. 

A colloquio con la bellezza, vince l'amore, mi infiamma l'entusiasmo. Anche se devo ripetere le stesse cose mille e una volta, non importa. Le amo, quelle cose. Sono ciò che resta dell'Uomo di ogni tempo, ciò che parla dell'uomo, l'eredità di grandezza e speranza del passato, il caleidoscopio di bellezza puntato sul presente. E io ho il privilegio di tramandare tutto questo. Di prestare la mia voce e il mio cuore alla bellezza. Sì, i professori sono dei privilegiati.


venerdì 25 gennaio 2013

This moment





A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember. 

mercoledì 23 gennaio 2013

Letture della buonanotte




Forse è presto, forse Leti è ancora piccola, forse non capisce tutto, certo non ricorderà tutto... ma credo che, più di tutto, resti e valga la dolcezza dello scivolare nel sonno accompagnata dalla voce della mamma, l'appuntamento con "un capitolo al giorno" dei nostri libri, quelli scelti insieme nella libreria... quelli che, spero, avrà voglia di rileggere da sola, un giorno, memore di questa carezza serale...




lunedì 21 gennaio 2013

Di quanto è difficile rallentare

In questi giorni mi sono sentita in una centrifuga: proiettata lontano da me stessa, in attività frenetica, continua, incessante... e inutile, inconcludente. Sono stanca  e invece di fermarmi giro a vuoto, riempio le pause di attività vuote che mi distolgano da me, dalla spossatezza che mi accompagna. Mi stanco di più. Sono insofferente, impaziente. Sono distratta.

Ma ho ripreso a pedalare per andare a scuola e questo mi ossigena corpo e anima. E la mia bimba piccina si è ammalata, anche lei, e si abbandona al mio abbraccio, mi dorme accanto, addosso, cerca il ritmo del mio cuore. E io lo ritrovo con lei. E la mia bimba grande finalmente recupera forze e appetito, recupera il sorriso. E io con lei. Dovrei fare tutto questo per loro, mi trovo a farlo GRAZIE a loro. 

Sono una mamma assai fragile e immatura, a volte. Una mamma nervosa e inaffidabile, proprio quando dovrei essere più paziente. Vedo in me l'origine di tutti gli atteggiamenti che rimprovero alle mie figlie. E quanto è difficile, nonostante la consapevolezza, cambiare, correggersi. Quanto è difficile rallentare.

E tuttavia sono una mamma, e questo mi salva, ogni giorno, anche, soprattutto da me stessa e dalla mia imperfezione. 




venerdì 18 gennaio 2013

This moment

Il mio regalo di compleanno ♥

A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember. 

martedì 15 gennaio 2013

Una casetta di noi

Il compito delle vacanze lasciatoci dalle educatrici del nido di Diletta; e così, in un pomeriggio di carta e cartoncini colorati, i pochi pezzi rimasti di un piccolo puzzle, le figure di un domino ritagliato dalle pagine di un giornalino, colla, forbici, taglierino... ecco il risultato:






lunedì 14 gennaio 2013

Semplici gioie, grandi regali

Il mio compleanno è oggi, ma molti doni sono arrivati in anticipo, nei giorni scorsi:

:: gli esperimenti in cucina intervallati dai giochi a palla con Diletta, arance candite e marmellata, ancora e già profumo di festa::






::rivedere gli amici, le chiacchiere, i giochi e la cioccolata calda::
:: un fine settimana in casa, Letizia con febbre e bronchite, può sembrare assurdo, me ne rendo conto, ma assecondare i tempi lenti della guarigione è stato entrare in quei ritmi, sospendere tutto il resto per stare con lei, tornare a godere del mio passatempo preferito quando ero malata, le fiabe sonore; quelle fiabe, gelosamente custodite, sono ora le stesse che hanno stregato anche lei ::




:: una battaglia di cuscini la domenica mattina, le matte risate con marito e figlie, capire, sentire con ogni fibra del mio essere che in loro è riposta la mia felicità::
:: trovare ritagli di tempo per coltivare una nuova passione... ma di questo vi parlerò nei prossimi giorni!::


Ora vado a spegnere le candeline! Gradite una fetta di torta :-D?


mercoledì 9 gennaio 2013

Ricominciare

Grata a chi per abitudine, per scelta o per intima ribellione ha acceso ancora le lucine sul balcone, anche se era il 7 gennaio.
Grata al marito, che nel ritirare l'auto, la sera prima, ha pensato di dare una gonfiata alle ruote della mia bicicletta.
Grata agli orari vacanzieri, che mi regalano bimbe ronfanti e un inizio mattina nel silenzio della casa addormentata.
Grata alla mia mamma che mi ha regalato un bellissimo e caldissimo cappotto+basco... con cui mi sento anche carina... ma lei lo è di più:



Grata alla mia trousse, tornata in attività, e che ha un po' mascherato la mia aria da "sopravvissuta alle Feste" e soprattutto la faccia di quella che avrebbe dovuto dormire decisamente di più...
Grata per quello che resta, ancora, a ricordare le feste: i dolcetti di mia suocera, gli addobbi almeno fino al mio compleanno (perché l'Epifania porta via tutte le feste... tranne la mia ;-)), la marmellata e le scorzette di arance biologiche da preparare... per i kg di troppo, no, per quelli nessuna gratitudine, non esageriamo :-D.




Stanca, il primo giorno, al punto da appisolarmi sul letto per dieci minuti prima di cena... dal secondo giorno gli equilibri e gli entusiasmi sembrano lentamente tornare... buon inizio ad ognuno di voi!


martedì 8 gennaio 2013

Regali fai-da-te - Paraorecchie all'uncinetto

Quattro dischi lavorati in tondo all'uncinetto, (con uncinetto n° 10: 4 catenelle chiuse in tondo, un giro di maglia bassa lavorata nel cerchio e poi due maglie basse in ogni maglia sottostante, fino a raggiungere il diametro desiderato)
dischetti in pile per imbottire, 
un anonimo cerchietto, 
la passione per il viola,
bimbe raffreddate, forse con mal d'orecchie, più probabilmente desiderose di tante coccole:









domenica 6 gennaio 2013

sabato 5 gennaio 2013

Regali fai-da-te - Albero di... bancale!

Un bancale è rimasto per due anni buoni sul nostro balcone; non ricordo più dove l'avevo recuperato sotto lo sguardo scettico del marito (era anche un po' rotto), so che, ai tempi, doveva diventare una fioriera... poi, ogni anno, ne guardavo gli spazi angusti: solo piccoli vasetti vi potevano dimorare... così ogni anno ripiegavo su soluzioni alternative lasciandolo lì, in attesa...
Finché non mi sono imbattuta in questo post di Eniko: ho pensato subito al mio bancale... e alla mia mamma, che, poiché le mette malinconia disfarlo, non fa l'albero di Natale in casa; ho pensato a quella ficus benjamina che avevamo quando ero adolescente: ormai secca, si era trasformata nel più bell'albero di Natale di luci che avessimo mai fatto... una vista così rasserenante che lo avevamo tenuto per un anno intero in salotto. Ho pensato alla resistenza della mia mamma agli addobbi, resistenza di una bambina cui la morte del papà, quando aveva solo quattro anni, ha negato troppo presto il Natale in quel presepe portato via dai parenti in visita, in quella mamma - mia nonna- che lavorava sempre, anche e soprattutto nelle Feste, per crescere quattro figli... ho ricordato quel presepe nato dalle mie mani e da quelle di mia sorella nei pomeriggi annoiati in montagna, sassolino su sassolino, le lacrime di gioia che aveva fatto rinascere sul volto di mia madre, un nostro, un suo Natale ritrovato senza forzature... E ho capito che da un lavoro simile doveva rinascere il suo albero di Natale, il mio regalo per lei: il bello di non cedere alla consuetudine di scambiarsi doni tra noi a Natale fa sì che il dono resti qualcosa di non pianificato e spontaneo, come sempre dovrebbe essere. 
Mi sono armata di seghetto, metro e matita; 




ho imparato che la forza del legno non si vince con la forza del braccio ma con la costanza sicura e lieve, ritmica, del movimento; 




ho imparato che il freddo di un mezzogiorno di Dicembre sul balcone quasi non si sente, quando l'entusiasmo ti accende; ho imparato che un lavoro del genere, riuscito contro ogni speranza e aspettativa, può far sentire finalmente in vacanza, finalmente rilassata e in pace, finalmente e nuovamente disponibile e giocosa con le mie figlie. Ho scoperto che non importa quanto sia vecchio, il legno tagliato resta vivo e ad ogni taglio profuma di nuovo, memoria di resina e boschi impressa: è sacro e prezioso il legno...



Di notte, in casa, ho dipinto con lo smalto bianco ad acqua il neonato alberello; il giorno dopo, con le bimbe, abbiamo creato addobbi di lana e stoffa. Anche la nonna ha il suo albero, adesso, e, se vorrà, sarà ancora un albero per tutto l'anno, perchè tutto l'anno sia anche il Natale.




venerdì 4 gennaio 2013

Regali fai-da-te: palla di neve

Per essere un duro biker, il maritino ha il cuore tenero e l'animo romantico, le decorazioni natalizie sono una passione ereditata da suo padre e, tra lui e me, difficilmente qualche angolo di casa ne resta sguarnito; tra tutte, le sue preferite sono le palle di vetro con la neve, davanti a quelle davvero torna bambino incantandosi a lungo... quest'anno ho concepito all'ultimo momento l'idea di fargliene una con le mie mani  e la realizzazione non è stata esente da imprevisti (vi dico solo che la prima versione è diventata in breve il primo esemplare al mondo di "palla natalizia con nebbia" grazie ad una pasta decorativa che avevo utilizzato ignorando che fosse solubile in acqua :-D), ma il risultato finale e l'entusiasmo con cui è stata accolta promettono di trasformarla in una tradizione natalizia duratura!

L'occorrente è: 
- un vasetto di vetro trasparente e ben lavato
-acqua distillata (la trovate in tutti i supermercati, io ho usato quella demineralizzata per ferro da stiro)
-brillantini
-glicerolo
-statuine in plastica o porcellana o fimo per realizzarne di vostre (io ho optato per quest'ultima soluzione, modellando un albero di Natale col fimo avanzato dalla realizzazione delle bomboniere di Diletta)
-colla a caldo

Se non dovete modellare e cuocere le statuine il lavoro è molto semplice e veloce: è sufficiente fissare con la colla a caldo i soggetti scelti all'interno del tappo del barattolo, dopo averne decorato l'esterno (io ho optato per una decorazione "alla Penelope" :-), realizzata con un filo di lana avvolto a spirale e fissato sempre con la colla), poi non vi resterà che chiudere il barattolo con forza dopo averlo riempito di acqua distillata con brillantini e una goccia di glicerolo che servirà a rallentare la caduta della "neve". Ho preferito non incollare il tappo del barattolo e non solo perchè non mi è riuscito (la colla a caldo con cui ho provato a sigillare la chiusura creava al contrario uno spessore che impediva la chiusura ermetica del barattolo) ma anche perchè sarà così possibile aggiungere eventualmente acqua, svuotare per conservare in sicurezza, rimediare a eventuali (ehm) pasticci!
Ed ecco il risultato:





giovedì 3 gennaio 2013

Regali fai-da-te - Berretto da nostromo




E' di una lana morbida e vecchia. La prima con cui ho realizzato un cappellino all'uncinetto per me, all'età - credo- di quattordici anni. Da allora è stata custodita con cura da mia madre, sospesa, come il mio desiderio di osare un berretto più complesso di questo
Poi è arrivato l'Avvento, è arrivata la neve. Le mani che a sferruzzare si muovevano lente in un progetto iniziato con l'incoscienza e l'entusiasmo che mi caratterizzano, infatuata di una lana splendida, ma indubbiamente complesso, spesso troppo per i brevi momenti di stanchezza in cui le mie mani cercano il ritmo rilassante dei ferri.
E' arrivato il tempo di Natale e con Natale il desiderio di confezionare qualcosa a mano, una sorpresa, una coccola anche per il marito... che non ha gusti semplici, o forse li ha fin troppo essenziali. Ed è riaffiorata, quasi un segno, questa lana, mentre il suo berretto restava misteriosamente celato in qualche angolo segreto dell'armadio (prima o poi troverò la strada per Narnia, nel nostro armadio, ne sono sicura). Di qui l'idea, dall'idea l'azione, improvvisa, né il tempo né la lana sufficiente per fare un campione, una proporzione azzardata sulla base di questo modello: quattro ore, tre delle quali di matto e disperatissimo lavoro notturno - ma quanto è realizzante veder prendere forma, crescere rapidamente una morbida idea tra le mani? Quanta l'ansia da primo appuntamento nell'incertezza dell'imprevedibile risultato finale?

Infine, il risultato, le prove su di me, i dubbi, il pacchetto, il Natale, il successo, la felicità. Donare non è mai stato così bello.



Non smetterò mai di ritenermi una principiante. Non smetterò mai di chiedere consigli a chi davvero sa lavorare a maglia con metodo. Non smetterò mai di stupirmi di ogni mio successo. Prima o poi inizierò a fare i campioni, spero :-). Però, rudimentali come li improvviso, condivido i miei esperimenti... proprio perché confido nel fatto che possano incoraggiare qualcuno altrettanto inesperto ad osare. 
Di certo so che non mancherà più un "progetto veloce" nel mio cesto di lavoro, nè lana molto grossa tra le mie scorte :-).

Istruzioni per il berretto da nostromo:

80 gr di lana grossa.
Ferri circolari n° 7.
69 maglie che diventano 68 quando si chiude la lavorazione in cerchio (la prima e l'ultima vengono lavorate insieme per chiudere il cerchio)
Lavorare a costa 1:1 per 12 cm
Dividere in 4 parti di 17 maglie ciascuna il lavoro: lavorare insieme le prime due maglie dopo ogni marcapunto.
Raggiunta l'altezza desiderata, lavorare insieme 2 maglie prima e dopo il marcapunto, fino a rimanere con 4 maglie per segmento (16 m. in tutto). Passare il filo nelle 16 maglie rimaste e chiudere l'apertura superiore.




mercoledì 2 gennaio 2013

La lista poco realistica delle piccole inutilità fondamentali

Qui -non potrebbe essere diversamente- i buoni propositi sono "giorno per giorno", a cominciare da questi momenti di Festa e di pausa, con gli scrutini del primo trimestre alle spalle... con il proposito serio nel cuore come una preghiera -impegnarmi ogni giorno ad essere migliore, con la gratitudine e la consapevolezza del tanto che mi è quotidianamente donato- coltivo anche i propositi frivoli, piccole gioie da rubare il più spesso possibile, per ricaricarmi e  ri-centrarmi su ciò che conta davvero:

:: leggere tanto, a cominciare dai miei regali di Natale::
:: finire il mio shalom prima della fine dell'inverno::
:: sperimentare ricette nuove e  sane, come gli gnocchetti last minute di Francesca





martedì 1 gennaio 2013

Equipaggiamento per il 2013

E' stato il primo regalo di questo 2013, la riflessione di un sacerdote, Don Fabio Bartoli, pubblicata da un'amica su Facebook: desidero condividerla con voi, con i miei più cari auguri di un anno felice, di nuove consapevolezze e impegno ad essere migliori e fiduciosi sempre, giorno per giorno!

"Parla poco e ascolta molto. Gesù, prima di parlare per tre anni, ha ascoltato per trenta nel silenzio di Nazareth. Questo significa che il rapporto deve essere di dieci a uno, se parli per un minuto ascolta prima per dieci. Ascolta tutti, ascolta sempre, ascolta con passione e partecipazione, con la mente e con il cuore, immedesimandoti e comprendendo. Una persona ben ascoltata è già per metà aiutata.
Nessuno si allontani da te a mani vuote, se non puoi dare ciò che ti è chiesto puoi sempre dare un sorriso. Il dono dell'amicizia vale più di ogni altro.

Loda, loda sempre, per il sole e per la pioggia, per il buio e per la luce, per la gioia e per l'angoscia, perché “tutto concorre al bene di coloro che amano Dio”. Loda, perché la lode custodisce la gioia e la gioia ti difende dalla tentazione.

Affidati e diffida, affidati a Dio e diffida di te stesso. Ricorda quante volte sei stato imprudente, ciò che ricordi è solo la metà delle tue imprudenze, molte di più sono state quelle in cui sei stato salvato senza nemmeno accorgertene.

Non iniziare mai una battaglia, ma finiscile tutte. Non arretrare mai, avanza per la verità, la mitezza e la giustizia. Combatti con il sorriso sulle labbra e non con il coltello tra i denti, non permettere mai al sole di tramontare sopra la tua ira.

Ricorda quali sono i tuoi veri bisogni e sii sobrio nei tuoi desideri, chi ha Dio non manca di nulla.

Ama le cose buone fatte dagli altri come se le avessi fatte tu, in questo consiste l'umiltà. Ricorda sempre che canti in un coro e non da solista.

Cerca la bellezza in ogni cosa in ogni momento e in ogni persona. La bellezza è un riflesso della Creazione e non esiste nulla che non sia bello a suo modo.

Ama il mondo e la vita appassionatamente perché sono il secondo più bel dono di Dio. Non aver paura di innamorarti perché un cuore senza amore invecchia senza speranza.

Non smettere mai di sperare, perché non c'è niente che tu e Dio non possiate affrontare. Non credere al pessimismo della ragione né all'ottimismo della volontà, ma alla bontà del Padre. Tu vali più di molti passeri. "


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