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Daisypath - Happy Birthday

lunedì 11 novembre 2013

I nostri fine settimana

Fino allo scorso anno vivevo con timore l'arrivo del fine settimana, soprattutto quando sapevo che sarei stata da sola con le bambine. Si impadroniva di me, spesso, una sorta di ansia da prestazione nei loro confronti ("devo offrire loro belle esperienze, dobbiamo stare insieme, dobbiamo conoscere gente, dobbiamo uscire") ma anche nei confronti di me stessa, perché   in fondo, erano le uniche giornate in cui staccavo dal lavoro e avrei voluto ritagliarmi momenti per me. L'effetto -inutile dirlo- era spesso di "cortocircuito".

Quest'anno è diverso. 


Sarà che le giornate in settimana sono ancora più intense per tutti, sarà che ci siamo date già un appuntamento extrascolastico che, con la sua regolarità, è rassicurante e mi obbliga a priori a vincere la pigrizia, sarà che arriviamo tutti desiderosi di riposo al fine settimana, sarà una diversa, nuova consapevolezza... sarà quel che sarà, i nostri weekend sono proprio belli, intimi, riposti, di quelli i cui non si guarda l'orologio, non si cerca di strafare, di far nulla di speciale se non godersi la reciproca compagnia, di quelli scanditi solo dai tempi di lievitazione, dal film tutti insieme quando piove, di quelli in cui senza vergogna si resta in pigiama fino ad ora di pranzo. Gioco con loro, ma non necessariamente,  con più serenità ed equilibrio (almeno, ci provo!) da quando ho letto questo: 



"Mi sembra che molti genitori di bambini piccoli, nell'ansia di non essere negligenti né irrispettosi, abbiano esagerato nel verso opposto. Come martiri ingrati della fase in braccio, si sono concentrati sui loro figli invece di dedicarsi alle proprie occupazioni da adulti, che i bambini potrebbero osservare, seguire, imitare e assistere com'è nella loro tendenza naturale.

In altre parole, poiché un bambino piccolo vuole imparare ciò che fa la sua gente, si aspetta di poter concentrare la propria attenzione su un adulto che è intento alle proprie attività. Un adulto che interrompa qualsiasi cosa stia facendo e cerchi di capire ciò che il figlio desidera che lui faccia, manda in cortocircuito una tale aspettativa. Per non menzionare il fatto che l’adulto apparirà al bambino incapace di comportarsi, insicuro e, cosa ancor più allarmante, in cerca di una guida da un piccolo di due o tre anni che si affida al genitore per la propria calma, competenza e sicurezza." (Traduzione dall’inglese da Michela Orazzini tratto da www.continuum-concept.org)

Un passo più ampio potete leggerlo qui, un articolo che ho trovato davvero illuminante e mi ha offerto una nuova prospettiva sul mio stare con le mie figlie. Così, a volte, semplicemente faccio quello che desidero e lascio che loro mi seguano o si organizzino per loro conto... e sempre più spesso ci ritroviamo nella stessa stanza, ognuno impegnato nel proprio passatempo, passatempo che si incrociano, si intersecano e arrivano a diventare "tempo insieme", autentico, perché non programmato, e piacevole per tutti.








6 commenti:

  1. Davvero interessante l'articolo che hai segnalato. Mi ci ritrovo! Quante ore io e la mia bimba abbiamo trascorso ognuna intenta nelle proprie attività, ma felici. Ieri mattina intanto che cucinavo lei ha disegnato, ritagliato, incollato, ballato, cantato. E per me è stata una gioia essere lì, nella stanza accanto, anche se insieme non abbiamo fatto nulla. Oggi invece andiamo insieme in piscina, intanto che lei è col maestro, io mi dedico alle mie vasche. Ti seguo e ti apprezzo. Anna

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  2. anch'io avevo (ed ho tutti i giorni!!) la tua stessa "ansia da prestazione" quando so che starò il pomeriggio sola con la mia piccola.... spesso ho quasi "paura" di andarla a prendere a scuola, tanta è l'aspettativa che ripongo nel nostro pomeriggio... tante cose penso che vorrei/dovrei/potrei fare... un tris che mi porta ad un'ansia incredibile, ingestibile...
    il tuo articolo, la tua "illuminazione" è stata rivelatrice anche per me... perchè mi ha dato conforto sapere che non penso solo io queste cose, sia che bisogna che cambi prospettiva, non sentendomi in colpa se non ho voglia di fare le cose che vorrebbe lei...
    grazie... grazie mille... come sempre, perchè oltre alla bellezza dell'essere mamma, condividi con noi anche i dubbi, le paure di questo ruolo...
    grazie...

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    1. Grazie a te che in questi dubbi e paure (e nelle gioie dell'essere mamma) non mi lasci sola :-)!

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  3. Eh eh.... è vero... è un bellissimo passo... in realtà io punto spesso a questo, sarà che sono cresciuta in una simile dimensione domestica, nella mia famiglia ci si rilassava proprio così: in casa, sereni tranquilli, nei nostri pigiami ognuno a svolgere ciò che più amava ma insieme, nella stessa stanza.... spesso intereagendo e scambiandosi pareri, leggendo una frase di un libro ... però io non sempre ci riesco, a volte si e ne sono felice, a volte no perché mio figlio richiama ancora moltissimo la mia attenzione desiderando coinvolgermi nei suoi "passtempi" :)

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    1. Eh sì, non sempre si riesce, ma è già bello tentare di intraprendere un'attività piacevole per noi... senza sentirsi in colpa!

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