Daisypath Happy Birthday tickers

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Daisypath - Happy Birthday

mercoledì 23 ottobre 2013

Attività extrascolastiche - gioco o impegno?

Qualche settimana fa ero pronta a scrivere un post che avrebbe recitato più o meno così: "le mie figlie non fanno danza... ma non perdiamo occasione per ballare; non studiano musica... ma suoniamo e cantiamo insieme; non fanno nuoto, ma i nostri bagni al mare, tutti e quattro in acqua, sono tra le esperienze belle e memorabili che ricorrono nei loro disegni e nei loro racconti". 

Qualche settimana fa, dicevo. E le cose stanno ancora così, se non che, poi è arrivata la passione per i giocolieri e i "mamma, mi esercito a camminare con le mani", sono arrivate capriole e i salti sul divano... e ho scoperto che nella nostra città c'è una scuola di circo. La lezione di prova è stata un successo; "primi rudimenti di acrobatica" per Letizia e "gioco in movimento" per Diletta, stesso orario, stessa sede, bimbe entusiaste; contemporaneamente, mi si è palesata all'improvviso la prospettiva di un'ora per me, a leggere un libro, a sferruzzare o a contemplarle semplicemente di nascosto; la possibilità di uscire fuori da me, di incontrare altre mamme, di offrire alle mie bimbe occasioni di confronto e crescita prima dell'inizio della primaria per Letizia, prima dei compiti al pomeriggio e del distacco da compagni e maestre note. 
Dopo una settimana di febbrile attesa (loro) e di riflessione (nostra) le abbiamo iscritte entrambe ai rispettivi corsi.

Ma. Sono arrivati i "ma". 

Diletta è entusiasta: travestimenti, rotolamenti, capriole e balli; la dimensione del suo corso è ludica e lei, la più piccina del gruppo, ha trovato il contesto ideale per incanalare la sua vivacità e... una maestra molto affettuosa.
Letizia dalla seconda lezione ha iniziato a recalcitrare. Ha visto giocare la sorella e, contemporaneamente, ha sperimentato la fatica di un allenamento atletico vero e proprio, con maestro severo e salti, arrampicate, trampolino... "Non mi piace, voglio andare con Diletta!".

Sono combattuta e chiedo consiglio a voi. 

Da un lato mi rendo conto che, cinque anni a dicembre prossimo, Letizia è ancora piccolina, desiderosa di una dimensione spensierata di gioco e divertimento che le dia gratificazione immediata e magari anche la soddisfazione di una piccola regressione a fianco della sorellina; dall'altro so che questa prima sfida - sperimentare la fatica, l'impegno, il superamento dei limiti- può offrirle una gratificazione più grande, a lungo termine, farle vincere le paure, rinforzare la sua autostima prima che i suoi muscoli, insegnarle la tenacia e darle una preparazione fisica in grado di renderla sicura di sé. Ho provato a indagare le ragioni del suo rifiuto e sono la fatica, la stanchezza (l'orario - lunedì dalle 18 alle 19- è in effetti infelice), il fatto che non riesce a fare tutto subito, il desiderio di andare con Diletta a  giocare. 

Ora, voi, nei nostri panni, cosa fareste? Ascoltiamo le sue proteste e la spostiamo nel corso della sorellina, dove può divertirsi ma con bimbi più piccoli, o temporeggiamo, forzandola un po', aspettando che prenda il ritmo e che sperimenti le prime soddisfazioni? 







12 commenti:

  1. Mio figlio ha la stessa età di Letizia, 5 anni a dicembre, e abbiamo attraversato la stessa fase con il nuoto. E' rimasto entusiasta alla lezione di prova. Lo abbiamo iscritto e alla prima lezione ufficiale sono cominciati i pianti. Abbiamo provato a capire il motivo dei suoi lamenti e la spiegazione è stata che gli facevano fare cose che non sapeva fare ed è per questo che non voleva andare e preferiva restare a casa. Noi non abbiamo mollato. Federico con il tempo ha preso coraggio e ora va volentieri.

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    1. Oh, grazie, testimonianza preziosissima! Mi stanno arrivando tanti spunti di riflessione anche su fb, è bello vedere la cosa da più prospettive e trarre coraggio dalle altrui esperienze, grazie di cuore, CartaCanta!

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  2. il tuo pensiero iniziale è stato anche il mio per un bel po' di tempo... poi abbiamo deciso che tutto sommato qualcosa si poteva fare... così abbiamo provato col nuoto... ha pianto come un disperato la prima lezione... la domenica è entrato in acqua col papà... si è tranquillizzato... la seconda lezione era decisamente sotto tono... ora va contentissimo! Poi ho saputo di un corso di educazione al movimento in inglese... abbiamo fatto la prova e si è divertito molto... secondo me è importate che si relazioni con diversi bambini in contesti diversi... Considera che esce dall'asilo alle 13 e i corsi sono alle 16 per un impegno settimanale di 2 giorni in tutto... Gabriele fa 5 anni il giorno dopo Letizia... Io sarei titubante soltanto per l'orario 18-19 è un po' tardi... ma per il momento non mollerei...

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    1. Grazie Tatina, le vostre esperienze sono un tesoro per me! Letizia esce da scuola alle 15,30 già abbastanza stanca, quindi in effetti l'orario è infelicissimo, però, purtroppo, per via dei turni del marito mi è difficile pensare ad alternative che non occupino entrambe le figlie o le impegnino in orari diversi tra loro. Penso che, forte di quello che mi scrivi, proveremo ad andare avanti per qualche lezione :-)

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  3. Io con il mio secondo ho deciso che faccio così: lo spingo, perché non vuole iniziare cose nuove e poi vedo com'è, alla fine del basket è felice, sereno? sì! Bene, allora il problema è l'avvio, ha bisogno della spinta.
    Dopo l'ora non è contento quando fa piscina? beh, non è per lui, adesso...

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    1. Ecco, hai colto nel segno. Mi si è stretto il cuore a vederla stanca e a sentirle dire che proprio non si è divertita... però è anche vero che erano le prime lezioni, con mamma e papà presenti e con molte cose in campo che ancora non sapeva fare, spero che temporeggiando un po' possa fare amicizie e soprattutto tradurre i motivi di paura in motivi di fiducia in se stessa.

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  4. Io vorrei che per ora RIcky si divertisse, le ore alla scuola materna sono comunque tante e vorrei che al pomeriggio potesse rilassarsi con attività a lui congeniali.
    Se però alla prima lezione Lety era entusiasta io aspetterei a mollare! Proverei ancora qualche volta, magari una situazione un po' più complicata l'ha messa in difficoltà, ma non è detto che non le piaccia. Proverei ad aspettare un pochino, se dopo qualche lezione dovesse continuare a manifestare un disagio probabilmente, ora come ora, mollerei. Ma la mamma sei tu, e saprai senz'altro prendere la decisione migliore per la tua bimba!
    Un abbraccio!

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    1. Grazie Roby, penso che farò proprio così. Anche la mia idea iniziale era quella del divertimento anche se quella non è certo una cosa che le manca sia a scuola che tutti gli altri giorni della settimana. Speriamo che, superate le paure e consolidatosi il gruppo di compagni, inizi a prenderci gusto. Se no non insisteremo!

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  5. Andrea ha 5 anni e da quando ne ha 3 fa nuoto una volta alla settimana, quest'anno che non c'è più l'amico del cuore ha rognato per entrare in acqua dicendo che la mestra urla e sgrida tutti. Mi sono detta che 1 volta alla settimana per 45 minuti in acqua si può anche fare, che deve farsi piacere anche l'insegnante severa o urlante .... perchè capiterà ancora e non potrà scegliere di non iscriversi, che per carattere deve essere un po' spinto, con comprensione, magari spigandogli le cose, dimostrando il nostro entusiasmo. Dopo la terza lezione "mamma ho 2 amiche a nuoto, una mi ha schizzato e abbiamo riso".
    Ecco 'passata l'uggiosa invernata'.

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    1. Bravissima Wanda, il tasto "amici" è infatti dolente, mi ha detto che vuole andarci se va anche l'amica del cuore. Il fatto è che il gruppo è molto eterogeneo ancora, con bimbi che hanno 5-6 anni e altri che ne hanno 13-14. Ovviamente socializzano poco, anche perché i ritmi sono serrati, e lei è inoltre la più minuta, cosa che già a scuola è spesso fonte di mortificazione. Per fortuna una delle bimbe frequenta il suo asilo, in un'altra classe e questa settimana sono iniziati i primi timidi saluti... speriamo!

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  6. E' un tema molto delicato anche per noi.. non avrei una risposta conclusiva: ti posso solo raccontare la nostra esperienza. Intanto hai ragione l'orario è infelice, ma almeno è di lunedì! meglio evitare il giovedì e venerdì che i miei bimbi sono già stanchi.. io ho cominciato a proporre attività dopo scuola al mio primo bimbo a partire dalla primaria: ci tenevo che imparasse nuoto, per un anno non è andato volentieri, poi abbiamo cambiato maestra e piscina ed adesso è superfelice. Ha anche fatto un'attività di gioco "multisport" un'ora alla settimana, lo scorso anno, dove poteva andare anche suo fratellino piccolo: l'insegnante era dolce e bravissimo, i bambini giocavano in gruppo e imparavano un sacco di giochi (e a rispettare le regole), ma quest'anno non è più voluto andare: era troppo grande e per lui probabilmente era meno stimolante. Gli piacciono i pattini, ha cominciato per un'ora alla settimana, il lunedì, ed è entusiasta. Ma lui ha già quasi otto anni, ora! sente meno la stanchezza dell'ora di cena! Insomma penso che ci si debba adattare alle energie e al carattere del bambino, e alla sua età. I miei bambini tornano dopo le quattro tutti i giorni: se non VOGLIONO davvero fare qualcosa, io evito, per stress, costi eccetera. Bacio!!!!

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    1. Grazie, esperienza e riflessione preziosissime. Vero, l'età fa la differenza e molto. Sto riflettendo ora, leggendovi, sul fatto che Letizia a scuola ha il complesso de "la più piccola della classe", le pesa molto e probabilmente veder replicata questa situazione la scoraggia e, al contrario, la stimola l'idea di trovarsi con bimbi più piccoli. Il mio timore è che possa poi anche lei trovare le altre attività alla lunga poco stimolanti... Vi terrò aggiornate!

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