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Daisypath - Happy Birthday

lunedì 23 settembre 2013

E ho ritrovato me stessa

Mi mancava far lezione ad una classe, parlar loro di bellezza, di letteratura, di poesia, ridere insieme con la grammatica, leggere e scavare nei testi; mi mancava pedalare nella città addormentata, ascoltare le parole nascermi dentro, annusare il profumo del caffè e delle brioches dalle porte ancora aperte dei bar; mi pesava scontrarmi quotidianamente con l'ostinazione dei no, "rientriamo in aula-no", "facciamo un lavoro-no", "ritorniamo al posto-no". 

In questi primi giorni ho sperimentato le lacrime, l'impotenza, la nostalgia, a tratti anche la disperazione. 
In questi primi giorni di scuola come insegnante di sostegno avevo smarrito me stessa: nonostante la specializzazione, nonostante l'esperienza, nonostante i molti progetti già in testa, nonostante gli ottimi colleghi, nonostante la scuola ideale, con cucine e laboratori e ben 40 colleghi di sostegno, io mi sentivo persa.
Mi sentivo persa per l'urgenza di fare, di far bene, di insegnare; per la necessità di arginare, di vietare, di inseguire.

Poi, oggi, ho acceso per la prima volta la radio in auto, in quell'auto con cui, in questi giorni, ho percorso più chilometri che in tutta la mia "carriera" automobilistica; ho acceso la radio, ho inserito il cd di una delle tante compilation preparate da mio marito... e l'ho amato, se possibile, ancora di più. Perché in pochi minuti stavo ridendo da sola e cantando a squarciagola, con il volume sfacciatamente alto... e ho continuato a canticchiare per tutta la mattina, non più da sola, però, ma con una ragazza che ama Vasco e i Queen e che, con me, preparava per la classe un cartellone sulla raccolta differenziata, imparando a distinguere i rifiuti, cercando su internet la regola delle 4R, ritagliando volantini del supermercato, scrivendo etichette e riciclando tappi di bottiglia. Un primo passo per diventare una risorsa per gli altri, per i suo compagni, sviluppando risorse per se stessa.

Ed io? Io ho imparato l'umiltà e la pazienza, l'attesa e la perseveranza; ho imparato che non si può fare - e non è giusto voler fare- tutto da soli; ho imparato che non è unica la strada verso una meta; ho imparato che Roma non è stata costruita in un giorno e soltanto a Dio ne sono bastati sette per la Creazione; ho imparato a riscoprire in me passioni e abilità che la vita credevo avesse relegato nei ricordi; ho imparato che ho ancora tantissimo da imparare; ho imparato che la volontà e il senso del dovere sono fondamentali nella mia vita, ma altrettanto lo è non dimenticarsi di accendere la radio a tutto volume... e cantare.


3 commenti:

  1. Sono contenta...vedrai che ogni giorno andrà meglio.
    E se non dovesse andare...beh, si può sempre cantare!
    Un abbraccio

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  2. Lavorare sul sostegno è molto difficile e stancante, capisco bene la tua frustrazione , il senso di isolamento dalla classe. A poco a poco, con molta pazienza, imparerete a conoscervi e allora sarà un lavoro bellissimo e intenso, perché dedicato a stare con chi è più piccolo e con chi ha più bisogno! In bocca al lupo!!

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  3. Che intensità... credo sia davvero complesso come lavoro, il sostegno... In bocca al lupo!

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