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sabato 5 gennaio 2013

Regali fai-da-te - Albero di... bancale!

Un bancale è rimasto per due anni buoni sul nostro balcone; non ricordo più dove l'avevo recuperato sotto lo sguardo scettico del marito (era anche un po' rotto), so che, ai tempi, doveva diventare una fioriera... poi, ogni anno, ne guardavo gli spazi angusti: solo piccoli vasetti vi potevano dimorare... così ogni anno ripiegavo su soluzioni alternative lasciandolo lì, in attesa...
Finché non mi sono imbattuta in questo post di Eniko: ho pensato subito al mio bancale... e alla mia mamma, che, poiché le mette malinconia disfarlo, non fa l'albero di Natale in casa; ho pensato a quella ficus benjamina che avevamo quando ero adolescente: ormai secca, si era trasformata nel più bell'albero di Natale di luci che avessimo mai fatto... una vista così rasserenante che lo avevamo tenuto per un anno intero in salotto. Ho pensato alla resistenza della mia mamma agli addobbi, resistenza di una bambina cui la morte del papà, quando aveva solo quattro anni, ha negato troppo presto il Natale in quel presepe portato via dai parenti in visita, in quella mamma - mia nonna- che lavorava sempre, anche e soprattutto nelle Feste, per crescere quattro figli... ho ricordato quel presepe nato dalle mie mani e da quelle di mia sorella nei pomeriggi annoiati in montagna, sassolino su sassolino, le lacrime di gioia che aveva fatto rinascere sul volto di mia madre, un nostro, un suo Natale ritrovato senza forzature... E ho capito che da un lavoro simile doveva rinascere il suo albero di Natale, il mio regalo per lei: il bello di non cedere alla consuetudine di scambiarsi doni tra noi a Natale fa sì che il dono resti qualcosa di non pianificato e spontaneo, come sempre dovrebbe essere. 
Mi sono armata di seghetto, metro e matita; 




ho imparato che la forza del legno non si vince con la forza del braccio ma con la costanza sicura e lieve, ritmica, del movimento; 




ho imparato che il freddo di un mezzogiorno di Dicembre sul balcone quasi non si sente, quando l'entusiasmo ti accende; ho imparato che un lavoro del genere, riuscito contro ogni speranza e aspettativa, può far sentire finalmente in vacanza, finalmente rilassata e in pace, finalmente e nuovamente disponibile e giocosa con le mie figlie. Ho scoperto che non importa quanto sia vecchio, il legno tagliato resta vivo e ad ogni taglio profuma di nuovo, memoria di resina e boschi impressa: è sacro e prezioso il legno...



Di notte, in casa, ho dipinto con lo smalto bianco ad acqua il neonato alberello; il giorno dopo, con le bimbe, abbiamo creato addobbi di lana e stoffa. Anche la nonna ha il suo albero, adesso, e, se vorrà, sarà ancora un albero per tutto l'anno, perchè tutto l'anno sia anche il Natale.




5 commenti:

  1. Questa storia familiare condivisa è meravigliosa, un caleidoscopio di emozioni, e tu oltre che mamma sei anche una figlia eccezionale!

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  2. anna è bellissimo!
    è proprio vero che i regali fatti a mano hanno tutto un altro spirito, un'altra storia. un cuore :)
    anchee io quest'anno mi sono data alle mani per i regali e ne sono motlo felice.
    ti abbraccio

    sara- a caccia di vento

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  3. Sei incredibile... ma adesso mi dici come fai... capisco fare a maglia la notte, ma questa non mi sembra proprio un'attività notturna e se mi immagino a fare una cosa del genere con i bimbi intorno, mi vedo anche con i capelli dritti a urlare "Molla la sega, attento che con il martello ti fai male, ecc." Allora dimmi: come e quando trovi il tempo? Un abbraccio

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