Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath - Happy Birthday

mercoledì 31 ottobre 2012

Grazie

A volte i grazie ci sembrano scontati, a volte così evidenti da non aver bisogno di essere detti... Mi rendo conto che è passato tanto, troppo tempo da quando mi sono fermata a dirvi grazie. A voi che mi leggete e che magari mi scrivete in privato: mi capita di pensarvi spesso, come a cari amici di famiglia. A voi che leggete e mi mostrate il vostro apprezzamento su facebook, un apprezzamento che magari mi appare solo da un numerino qui, sotto il post, ma che serve a farmi capire che non scrivo per me stessa soltanto e che, forse, non soltanto di me stessa racconto... e grazie, doppiamente grazie, a chi si ferma qui un attimo, a chi commenta con il cuore o anche con poche parole rubate alla fretta di ogni giorno: non sempre vi rispondo, a volte mi intimidisce quasi leggere il vostro apprezzamento... ma mi rende felice, tanto, anche quando e se non è apprezzamento, anche e soprattutto quando è racconto di voi, condivisione, riflessione a voce alta, critica costruttiva.
Non mi interessa l'audience, non devo rendere conto a sponsor, ma non sopporterei l'autoreferenzialità, il parlarmi o lo scrivermi addosso, senza confronto: senza commenti continuerei a scrivere, certamente, ma non qui; amo la condivisione profonda che va oltre il clik distratto e quasi automatico, oltre la citazione trasformata in post-it virtuale a veloce uso e consumo... amo sapere di voi, chi siete e cosa pensate, perciò grazie per i vostri commenti, per le tracce di voi che vorrete lasciarmi...

martedì 30 ottobre 2012

SOLO 18 ORE?

Del relativo vantaggio degli insegnanti di potersi autogestire da e in casa buona parte del lavoro ho già scritto in precedenza. Si tratta della parte sotterranea ma più consistente del lavoro: programmazione, calendarizzazione, preparazione delle lezioni e delle verifiche, relazioni, correzioni, aggiornamento: non intendo parlare qui di stipendi, di media europea, di eccezioni, non intendo parlare di ore buche, ricevimenti, riunioni, collegi e consigli che fanno lievitare il tempo di permanenza a scuola; parlo di e in coscienza: il lavoro degli insegnanti, di tutti gli insegnanti, richiede almeno il triplo di quelle dichiarate 18 ore.







lunedì 29 ottobre 2012

Un paio di vecchie calze

L'ora solare è arrivata scortata da un vento gelido, cielo bizzarro di sole e pioggia e un'indefinibile allegria dentro: amo la luce del mattino, il buio presto, la sera... amo i buoni propositi di mettere le bimbe a letto presto e l'illusione di una serata più lunga da assaporare. 



Il calore dei termosifoni sembra più acceso nell'aria fredda, il vento sussurra brividi sotto le finestre ai miei piedi che ancora resistono in infradito... nel bel mezzo delle correzioni afferro un paio di vecchie calze (confesso: amo il brio segreto delle righe multicolori sotto i pantaloni e dentro gli stivali, un buongiorno solo mio :-)), faccio rientrare la parte del piede fino alla caviglia, la imbottisco con vecchi ritagli di stoffa, la sigillo con una cucitura...e procedo ad imbottire le gambe; si amplifica la gioia nel dare nuova vita all'irrimediabilmente vecchio: strofinacci, magliette ridotte a brandelli - non butto quasi nulla, convinta che per ogni cosa basti tempo e speranza a dare nuova vita- tutto torna utile a dar peso e forma a questo paraspifferi improvvisato; unite le due estremità con il metodo già sperimentato nella circle scarf il gioco è fatto: 



Arginare il freddo, trattenere il calore con i vecchi ricordi, con i molteplici passi racchiusi in un paio di vecchie calze... non è una bellissima premessa per questo inverno che avanza?


venerdì 26 ottobre 2012

This moment



Il sacchetto per l'asilo è pronto...

Il grande giorno è arrivato!
In braccio all'educatrice!
A casa tante coccole da tutti
Piccole donne crescono!

giovedì 25 ottobre 2012

Casa #3

In questi cinque anni ho ri-arredato casa col pensiero almeno una decina di volte: sono passata dal desiderio di spensieratezza effimera di un arredamento Ikea a quello della sobria lentezza di una casa che si fa pian piano, con pezzi antichi ritrovati qua e là per mercatini dell'usato; ho rimpianto un letto a tre piazze e riflettuto sul cambiamento radicale di prospettiva all'arrivo di bimbi in casa...

La verità è che questa casa, così com'è, è il nostro "noi": siam partiti, fidanzati, con idee e gusti diametralmente opposti, rustico e modernissimo, abbiamo cercato e, piano piano, ci siamo trovati; è iniziata con un litigio sotto la pioggia, è finita con le considerazioni su quella cucina bella e impossibile nella vetrina del negozio davanti al quale avevamo trovato riparo... 
Ed è arrivata la libreria grande quanto una parete, il divano comodo, la camera da letto, il legno chiaro e solido, le pareti calde e uniformi, contro le tendenze di design, quel nostro sole intorno e dentro... ci sono stati i giorni dei pranzi sul balcone e delle stanze ancora vuote, delle riproduzioni di Klimt e delle stampe comprate a Positano in viaggio di nozze... 





E' rimasta la mia camera da ragazza, la stanza "musica-e-studio" è cambiata più volte con noi, con i tuoi modellini e le mie stoffe e libri e pastelli delle bimbe in ogni angolo... 






Questa casa, troppo piena per alcuni, spesso disordinata, il nostro noi: ancora tanto resta da scoprire, bastano piccoli  tocchi per ricordarlo anche a noi stessi:

Nuove cornici da riempire...

Amore da guardare...
E voi? Quante volte avete immaginato di ri-arredare casa :-)?


martedì 23 ottobre 2012

Mattina - la vita da fuori

Pensieri evanescenti 
nella foschia ottobrina
si sfaldano
come foglie croccanti
sul viale;

tra i volti di oggi
che paiono quelli
di ieri
fantasmi adolescenti
di carta e sorrisi.


Ci sono momenti in cui mi pare di guardare la vita da fuori: quando arrivo tra i ragazzi in attesa di entrare a scuola, alle 8.00 del mattino, i discorsi, i volti, le emozioni, i quaderni aperti, le risate - oh, le risate degli adolescenti!-; i ricordi mi prendono vita davanti: io tra loro, adolescente, in quella stessa cornice, in quelle stesse emozioni... e penso alla vita che torna e ritorna, sempre uguale a sé stessa, meravigliosamente unica per ciascuno: mi rassicura come un abbraccio pensare a quante volte verrà rivissuta, davvero eterna, lei, la nostra esistenza nell'umanità... ed è una vertigine spaventosa, insieme, accorgersi di quanto nessuno le sia indispensabile, ciascuno -pure- unico e irripetibile.



lunedì 22 ottobre 2012

Giorni di luce e di buio

Amo, di questi giorni di luce e di buio:

:: pedalare incontro al sole che sorge, respirando il respiro del mondo::
:: osservare il primo fumo alzarsi dai tetti per giocare col sole e disegnare l'alba, i contorni delle case diventar concreti da evanescenti profili, in un momento prender forma e colore::
::sentire l'aria fredda sul viso, dispensare calore in bianchi respiri::
:: ascoltare il pulsare delle stagioni, assecondare il loro ritmo, sui pedali::

::Amo il buio precoce, il mondo raggomitolato su un divano di stelle o di nuvole, nell'abbraccio rassicurante della notte; i disegni sospesi nell'aria, giochi di grandi e piccini, i pomeriggi pigri di un cinema domestico che profuma di pop-corn e famiglia::






::Amo il cielo mai uguale, incostante, e i risvegli silenziosi e furtivi, i ritmi lenti della mattina, il profumo del barattolo di caffè, il calore di uno scialle addosso... la tenerezza di un giocattolo che fa capolino in borsa, tra i plichi dei compiti in classe::

sabato 20 ottobre 2012

This moment




A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember. 


mercoledì 17 ottobre 2012

Il mistero dei gusci di noce in cortile

A volte, qui in città, mi manca l'aria: mi mancano le montagne, il verde di prati e pinete in cui far correre le figlie, mi mancano destinazioni attraenti per le uscite pomeridiane tra parchetti troppo affollati di bimbi stanchi...  Mi salva la bicicletta, spesso; mi stupisce, oggi, la natura che mi viene a trovare sulla strada di casa: una cornacchia, un toc secco sull'asfalto, un volo planato... e anche se siamo di corsa, Letizia ed io di ritorno da scuola, ci fermiamo a rispettosa distanza; l'uccello esita e poi recupera la sua noce: una noce, sì, fatta cadere con sapienza istintiva dall'alto, sul dorso indurito di queste strade di città; una noce conquistata, aperta e gustata così... e i miei occhi si aprono e notano finalmente gli innumerevoli gusci di noce sul cemento del cortile di casa. 
La natura che c'è, ovunque, nonostante tutto; la natura che vince, si adatta, prepotentemente si afferma. 
"Mamma, ho avuto un'idea, possiamo rompere una noce in tre e metterla sul nostro balcone".
La natura che insegna e conquista i cuori.
La natura che parla di Dio:

Il genio dell’uomo è foggiare
rotonde balle di fieno
immote in una laguna
d’erba disseccata.
La perfezione di dio
è disporre sopra due corvi.
                (Fosca Massucco)


E mi sento felice e grata, di nuovo. Di nuovo in sintonia con la terra, anche sotto questa scorza dura di cemento che fa da grigio specchio al cielo d'autunno. 
Voglio essere come l'amica cornacchia, cogliere queste piccole, rare noci di natura e gustarmele, fino in fondo, mai più cieca di fronte ai misteri meravigliosi... come quello dei gusci di noce in cortile.


martedì 16 ottobre 2012

Intorno ad un tavolo


Domenica senza papà, domenica faticosa, casa anarchica, compiti da correggere abbandonati, infilo velocemente un bucato in lavatrice, vesto in qualche modo (ok, confesso, nella fretta ho indossato la maglia sottosopra, io) me e le figlie e scappo fuori... un parco vicino casa, raccogliamo foglie, raccogliamo fotografie, raccogliamo sole, corse, acrobazie... eppure ancora non riesco a scrollarmi di dosso quella pesantezza, quel malumore che mi rende antipatica perfino a me stessa (ok, la maglia al rovescio più o meno camuffata dal poncho contribuisce)... provo a impastare, una volta a casa: la pizza funziona sempre... e infatti. Funziona. In un modo tutto suo, ogni volta nuovo: nello sguardo al tavolo dopo pranzo, bimbe a nanna, ho visto tutto quello che desideravo, tutto quello che avrei voluto vedere, ho visto il nostro amore, il tanto che in questa vita, che a volte mi pare imperfetta e caotica, riusciamo nonostante tutto a mettere, a tenere insieme, quotidianamente... intorno ad un tavolo.


lunedì 15 ottobre 2012

A raccogliere il sole




A raccogliere il sole, che fa crescere e sorridere, in una domenica di ottobre: il sole sul prato,





facendo acrobazie



insieme



il sole sulle foglie,


per crear forme e disegni (grazie a Mammagiramondo per l'ispirazione!), 





per portarselo dietro... e dentro.





domenica 14 ottobre 2012

Beautiful Sunday



Ikea hacker: cucce improvvisate :-)

Auguri a quattro mani ♥

Che sia una bellissima domenica per tutti voi!


venerdì 12 ottobre 2012

This moment




A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember. 

giovedì 11 ottobre 2012

I Promessi Sposi - la digressione sui bravi

Tanti titoli roboanti e un vuoto di potere...


Questa specie, ora del tutto perduta, era allora floridissima in Lombardia, e già molto antica. Chi non ne avesse idea, ecco alcuni squarci autentici, che potranno darne una bastante de' suoi caratteri principali, degli sforzi fatti per ispegnerla, e della sua dura e rigogliosa vitalità.
Fino dall'otto aprile dell'anno 1583, l'Illustrissimo ed Eccellentissimo signor don Carlo d'Aragon, Principe di Castelvetrano, Duca di Terranuova, Marchese d'Avola, Conte di Burgeto, grande Ammiraglio, e gran Contestabile di Sicilia, Governatore di Milano e Capitan Generale di Sua Maestà Cattolica in Italia, pienamente informato della intollerabile miseria in che è vivuta e vive questa città di Milano, per cagione dei bravi e vagabondi, pubblica un bando contro di essi. Dichiara e diffinisce tutti coloro essere compresi in questo bando, e doversi ritenere bravi e vagabondi... i quali, essendo forestieri o del paese, non hanno esercizio alcuno, od avendolo, non lo fanno... ma, senza salario, o pur con esso, s'appoggiano a qualche cavaliere o gentiluomo, officiale o mercante... per fargli spalle e favore, o veramente, come si può presumere, per tendere insidie ad altri... A tutti costoro ordina che, nel termine di giorni sei, abbiano a sgomberare il paese, intima la galera a' renitenti, e dà a tutti gli ufiziali della giustizia le più stranamente ampie e indefinite facoltà, per l'esecuzione dell'ordine. Ma, nell'anno seguente, il 12 aprile, scorgendo il detto signore, che questa Città è tuttavia piena di detti bravi... tornati a vivere come prima vivevano, non punto mutato il costume loro, né scemato il numero, dà fuori un'altra grida, ancor più vigorosa e notabile, nella quale, tra l'altre ordinazioni, prescrive:
Che qualsivoglia persona, così di questa Città, come forestiera, che per due testimonj consterà esser tenuto, e comunemente riputato per bravo, et aver tal nome, ancorché non si verifichi aver fatto delitto alcuno... per questa sola riputazione di bravo, senza altri indizj, possa dai detti giudici e da ognuno di loro esser posto alla corda et al tormento, per processo informativo... et ancorché non confessi delitto alcuno, tuttavia sia mandato alla galea, per detto triennio, per la sola opinione e nome di bravo, come di sopra. Tutto ciò, e il di più che si tralascia, perché Sua Eccellenza è risoluta di voler essere obbedita da ognuno.
All'udir parole d'un tanto signore, così gagliarde e sicure, e accompagnate da tali ordini, viene una gran voglia di credere che, al solo rimbombo di esse, tutti i bravi siano scomparsi per sempre. Ma la testimonianza d'un signore non meno autorevole, né meno dotato di nomi, ci obbliga a credere tutto il contrario. È questi l'Illustrissimo ed Eccellentissimo Signor Juan Fernandez de Velasco, Contestabile di Castiglia, Cameriero maggiore di Sua Maestà, Duca della Città di Frias, Conte di Haro e Castelnovo, Signore della Casa di Velasco, e di quella delli sette Infanti di Lara, Governatore dello Stato di Milano, etc. Il 5 giugno dell'anno 1593, pienamente informato anche lui di quanto danno e rovine sieno... i bravi e vagabondi, e del pessimo effetto che tal sorta di gente, fa contra il ben pubblico, et in delusione della giustizia, intima loro di nuovo che, nel termine di giorni sei, abbiano a sbrattare il paese, ripetendo a un dipresso le prescrizioni e le minacce medesime del suo predecessore. Il 23 maggio poi dell'anno 1598, informato, con non poco dispiacere dell'animo suo, che... ogni dì più in questa Città e Stato va crescendo il numero di questi tali(bravi e vagabondi), né di loro, giorno e notte, altro si sente che ferite appostatamente date, omicidii e ruberie et ogni altra qualità di delitti, ai quali si rendono più facili, confidati essi bravi d'essere aiutati dai capi e fautori loro... prescrive di nuovo gli stessi rimedi, accrescendo la dose, come s'usa nelle malattie ostinate. Ognuno dunque,conchiude poi, onninamente si guardi di contravvenire in parte alcuna alla grida presente, perché, in luogo di provare la clemenza di Sua Eccellenza, proverà il rigore, e l'ira sua... essendo risoluta e determinata che questa sia l'ultima e perentoria monizione.
Non fu però di questo parere l'Illustrissimo ed Eccellentissimo Signore, il Signor Don Pietro Enriquez de Acevedo, Conte di Fuentes, Capitano, e Governatore dello Stato di Milano; non fu di questo parere, e per buone ragioni. Pienamente informato della miseria in che vive questa Città e Stato per cagione del gran numero di bravi che in esso abbonda... e risoluto di totalmente estirpare seme tanto pernizioso, dà fuori, il 5 decembre 1600, una nuova grida piena anch'essa di severissime comminazioni, con fermo proponimento che, con ogni rigore, e senza speranza di remissione, siano onninamente eseguite.
Convien credere però che non ci si mettesse con tutta quella buona voglia che sapeva impiegare nell'ordir cabale, e nel suscitar nemici al suo gran nemico Enrico IV; giacché, per questa parte, la storia attesta come riuscisse ad armare contro quel re il duca di Savoia, a cui fece perder più d'una città; come riuscisse a far congiurare il duca di Biron, a cui fece perder la testa; ma, per ciò che riguarda quel seme tanto pernizioso de' bravi, certo è che esso continuava a germogliare, il 22 settembre dell'anno 1612. In quel giorno l'Illustrissimo ed Eccellentissimo Signore, il Signor Don Giovanni de Mendozza, Marchese de la Hynojosa, Gentiluomo etc., Governatore etc., pensò seriamente ad estirparlo. A quest'effetto, spedì a Pandolfo e Marco Tullio Malatesti, stampatori regii camerali, la solita grida, corretta ed accresciuta, perché la stampassero ad esterminio de' bravi. Ma questi vissero ancora per ricevere, il 24 decembre dell'anno 1618, gli stessi e più forti colpi dall'Illustrissimo ed Eccellentissimo Signore, il Signor Don Gomez Suarez de Figueroa, Duca di Feria, etc., Governatore etc. Però, non essendo essi morti neppur di quelli, l'Illustrissimo ed Eccellentissimo Signore, il Signor Gonzalo Fernandez di Cordova, sotto il cui governo accadde la passeggiata di don Abbondio, s'era trovato costretto a ricorreggere e ripubblicare la solita grida contro i bravi, il giorno 5 ottobre del 1627, cioè un anno, un mese e due giorni prima di quel memorabile avvenimento.
Né fu questa l'ultima pubblicazione; ma noi delle posteriori non crediamo dover far menzione, come di cosa che esce dal periodo della nostra storia. Ne accenneremo soltanto una del 13 febbraio dell'anno 1632, nella quale l'Illustrissimo ed Eccellentissimo Signore, el Duque de Feria, per la seconda volta governatore, ci avvisa che le maggiori sceleraggini procedono da quelli che chiamano bravi. Questo basta ad assicurarci che, nel tempo di cui noi trattiamo, c'era de' bravi tuttavia.


La storia non si delega, fare il bene non si delega, rendere il mondo migliore è un compito che spetta ad ognuno; perché non c'è legge più forte, più efficace, della coscienza individuale...


mercoledì 10 ottobre 2012

Il mago di Oz - ovvero la magia di un libro

Ci sono state le iniziali proteste, le insistenze: "Ancora un capitolo!"... Ci sono state le lacrime per Dorothy e i  suoi amici, lo spaventapasseri perso in mezzo al fiume, il boscaiolo di latta ammaccato dalle scimmie alate... è arrivata la stanchezza dei giorni di scuola che serrava gli occhi dopo poche righe... ci sono state le domande: "Ma perchè Dorothy non è partita col pallone?"... "E Toto?"... "Mamma, vero che questo non c'è nel film?"; è arrivato il finale, accompagnato dal sorriso più bello: "E oh, zia Em! Come sono contenta di essere di nuovo a casa mia!"...

E poi, inaspettatamente, improvvisamente, i giochi tra sorelle si sono arricchiti di immaginazione: "Didi, dobbiamo ritrovare la strada di casa! Dobbiamo attraversare il bosco!"... E la mamma chiusa in cucina a preparare la cena ha recitato a dovere la sua parte di strega, sorridendo di nascosto nelle sue calze a righe, quasi incredula -nonostante tutto- di fronte alla magia scaturita da un libro, la magia insostituibile dell'immaginazione, non delegabile a nessun cartone animato o film... 









Leggere fa davvero crescere, viaggiare, sognare come niente altro al mondo...





martedì 9 ottobre 2012

Flashback: ispirazioni da una lavastoviglie

Era appena ieri, una giornata di corsa, in corsa: mattina a scuola, rientro, addormento Diletta, di nuovo a scuola per il Collegio docenti... torno nel tardo pomeriggio, la trovo un po' imbronciata; ci regaliamo una poppata senza fretta, abbracciate, approfittando dell'assenza di Letizia, siamo sole noi due; poi sceglie lei: "Ciappe ciappe mamma, ok? E papelli!"... Doccia con shampoo, sì, una delle attività preferite della mia bimba piccina; mi lascio guidare, assaporo la lentezza, scegliamo il pigiamino e giochiamo un po': macchinine, disegni... "Vuoi disegnare mentre preparo la cena?" Ed eccoci in cucina, tra pastelli ciucciati e qualche protesta... E' come un flash: queste foto, quei momenti, la rivelazione felice che portavano con sè, quei pensieri, così lontani e così, ancora, vicini... ma ora è tutto più frenetico e non riescono spesso ad affiorare; ora sono due, le mie bimbe, ed hanno una sorella come reciproca risorsa... Ma c'è una cosa, sì, che con la mia bimba piccina ho condiviso assai poco finora: le attività utili, quotidiane, con il loro carico di responsabilità e soddisfazione grande... e allora...



A volte è così semplice, stare insieme, a volte la vivacità è solo richiesta di un salto di qualità nella relazione, nella fiducia; ieri ero io quella goffa, davanti alla lavastoviglie, non stavo dietro alla sua efficienza certosina, e anche, un po', alla mia commozione...

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails