Daisypath Happy Birthday tickers

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Daisypath - Happy Birthday

sabato 29 settembre 2012

This moment




A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember. 

venerdì 28 settembre 2012

Tarda mattinata

Tarda mattinata
di piccioni addormentati
anziani immobili
sulle panchine del parco:
sonnolenta
avanzo
nelle pieghe del tempo;
mi chiedo dov'è,
quando la cerco,
questa quiete?
Mi sveglia una lucertola
che attraversa la strada,
in fondo, di corsa 
preferisco la vita.


giovedì 27 settembre 2012

I Promessi Sposi - l'inizio

Vi ho detto: segnatelo, questo giorno, quest'ora; oggi viviamo quello che hanno vissuto generazioni di vostri coetanei prima di voi, quello che rivivranno i vostri figli o chiunque erediterà quel vostro libro; oggi "Quel ramo del lago di Como...": è come una nascita, perché dall'alto veniamo, da quel cielo dalla cui prospettiva tutto è chiaro, il Disegno, tutto è armonico...




"Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. "


 Atterriamo quaggiù, dentro un orizzonte, un confine che ci diventa amico, che ci piace riconoscere e chiamare per nome... 

"La costiera, formata dal deposito di tre grossi torrenti, scende appoggiata a due monti contigui, l'uno detto di san Martino, l'altro, con voce lombarda, il Resegone, dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega: talché non è chi, al primo vederlo, purché sia di fronte, come per esempio di su le mura di Milano che guardano a settentrione, non lo discerna tosto, a un tal contrassegno, in quella lunga e vasta giogaia, dagli altri monti di nome più oscuro e di forma più comune. Per un buon pezzo, la costa sale con un pendìo lento e continuo; poi si rompe in poggi e in valloncelli, in erte e in ispianate, secondo l'ossatura de' due monti, e il lavoro dell'acque. Il lembo estremo, tagliato dalle foci de' torrenti, è quasi tutto ghiaia e ciottoloni; il resto, campi e vigne, sparse di terre, di ville, di casali; in qualche parte boschi, che si prolungano su per la montagna. "

Entriamo anche nella storia, caotica e violenta, noi e la nostra responsabilità, un ruolo da giocare e da scoprire. 

"Lecco, la principale di quelle terre, e che dà nome al territorio, giace poco discosto dal ponte, alla riva del lago, anzi viene in parte a trovarsi nel lago stesso, quando questo ingrossa: un gran borgo al giorno d'oggi, e che s'incammina a diventar città. Ai tempi in cui accaddero i fatti che prendiamo a raccontare, quel borgo, già considerabile, era anche un castello, e aveva perciò l'onore d'alloggiare un comandante, e il vantaggio di possedere una stabile guarnigione di soldati spagnoli, che insegnavan la modestia alle fanciulle e alle donne del paese, accarezzavan di tempo in tempo le spalle a qualche marito, a qualche padre; e, sul finir dell'estate, non mancavan mai di spandersi nelle vigne, per diradar l'uve, e alleggerire a' contadini le fatiche della vendemmia."

Inizia un cammino, una passeggiata: non dimentichiamo di guardarci intorno, non dimentichiamo di cercare quel "pezzo di cielo", siamo circondati da una natura che si fa "spettacolo da ogni parte"... 

Dall'una all'altra di quelle terre, dall'alture alla riva, da un poggio all'altro, correvano, e corrono tuttavia, strade e stradette, più o men ripide, o piane; ogni tanto affondate, sepolte tra due muri, donde, alzando lo sguardo, non iscoprite che un pezzo di cielo e qualche vetta di monte; ogni tanto elevate su terrapieni aperti: e da qui la vista spazia per prospetti più o meno estesi, ma ricchi sempre e sempre qualcosa nuovi, secondo che i diversi punti piglian più o meno della vasta scena circostante, e secondo che questa o quella parte campeggia o si scorcia, spunta o sparisce a vicenda. Dove un pezzo, dove un altro, dove una lunga distesa di quel vasto e variato specchio dell'acqua; di qua lago, chiuso all'estremità o piùttosto smarrito in un gruppo, in un andirivieni di montagne, e di mano in mano più allargato tra altri monti che si spiegano, a uno a uno, allo sguardo, e che l'acqua riflette capovolti, co' paesetti posti sulle rive; di là braccio di fiume, poi lago, poi fiume ancora, che va a perdersi in lucido serpeggiamento pur tra' monti che l'accompagnano, degradando via via, e perdendosi quasi anch'essi nell'orizzonte. Il luogo stesso da dove contemplate que' vari spettacoli, vi fa spettacolo da ogni parte: il monte di cui passeggiate le falde, vi svolge, al di sopra, d'intorno, le sue cime e le balze, distinte, rilevate, mutabili quasi a ogni passo, aprendosi e contornandosi in gioghi ciò che v'era sembrato prima un sol giogo, e comparendo in vetta ciò che poco innanzi vi si rappresentava sulla costa: e l'ameno, il domestico di quelle falde tempera gradevolmente il selvaggio, e orna vie più il magnifico dell'altre vedute.

Eppure, quante volte siamo tanti Don Abbondio, immersi nelle nostre abitudini quotidiane, itinerari consueti, con gli occhi a terra, a dare calci ai sassi?

Per una di queste stradicciole, tornava bel bello dalla passeggiata verso casa, sulla sera del giorno 7 novembre dell'anno 1628, don Abbondio, curato d'una delle terre accennate di sopra: il nome di questa, né il casato del personaggio, non si trovan nel manoscritto, né a questo luogo né altrove. Diceva tranquillamente il suo ufizio, e talvolta, tra un salmo e l'altro, chiudeva il breviario, tenendovi dentro, per segno, l'indice della mano destra, e, messa poi questa nell'altra dietro la schiena, proseguiva il suo cammino, guardando a terra, e buttando con un piede verso il muro i ciottoli che facevano inciampo nel sentiero: poi alzava il viso, e, girati oziosamente gli occhi all'intorno, li fissava alla parte d'un monte, dove la luce del sole già scomparso, scappando per i fessi del monte opposto, si dipingeva qua e là sui massi sporgenti, come a larghe e inuguali pezze di porpora. Aperto poi di nuovo il breviario, e recitato un altro squarcio, giunse a una voltata della stradetta, dov'era solito d'alzar sempre gli occhi dal libro, e di guardarsi dinanzi: e così fece anche quel giorno.


mercoledì 26 settembre 2012

Produrre da sé, quel che conta davvero

Yogurt, pane, pizza, dolci, gelato...


Ci vuole tempo... e a volte viene da chiedersi se non sia una bella illusione - con le materie prime dal supermercato- questa di "produrre da sè"...

Ma come nei viaggi in cui viaggiare val più della meta, quello che conta davvero è quel senso di cura attenta che il fare da sè si porta dietro: lasciar pronta la colazione al mattino anche se si sveglieranno quando sarai già in aula, una meringhetta come bacio del buongiorno; 

La ricetta è quella di Linda!
impastare insieme il pane, un pane buono, diverso ogni volta: 


condividere il fare e l'attesa, il progetto e la realizzazione, la meraviglia per il latte che si trasforma in yogurt nel caldo di una notte, del gelato che si rapprende lentamente e subito si scioglie nella cialda, che un po' lo mangi e un po' lo bevi, 


della pizza che "le olive non ve le mangiate tutte prima!", dei grissini che diventano cena con un po' di formaggio, del prima  e del dopo, della trasformazione che ci fa sentire tutti un po' maghi...  capaci artefici.
Fare del cibo genuino -genuino comunque, almeno dalla materia prima in avanti- qualcosa di dolce... per le emozioni che contiene, proprio per quel tempo - condiviso - che richiede.


martedì 25 settembre 2012

Vorrei vivere in bicicletta

La bicicletta è semplice: due pedali, due ruote e una catena; la bicicletta semplifica: muoversi veloci nel traffico, agili e leggeri; nelle giornate difficili il mio segreto è uscire in bicicletta, una figlia davanti e l'altra dietro: in bicicletta si riesce a cantare, a chiacchierare, in bicicletta si rasserenano gli animi, sarà il ritmo dei pedali, sarà l'aria sulla faccia e quella sensazione inesprimibile di essere dentro la vita, di non limitarsi a guardarla nella cornice di uno schermo/finestrino... La bicicletta è come l'estate: vivi, ti vesti, ti nutri con poco e con gusto. 
Ci sono giorni in cui vorrei vivere in bicicletta.


lunedì 24 settembre 2012

La vita che cammina

Una camicia da notte che prima è stata di mia zia, poi della mia mamma, infine mia; che è venuta con me in ospedale quando è nata Letizia e quando è nata Diletta... che sembrava aver finito di assolvere al suo compito, in più punti consumata dai lavaggi e dal tempo... e che, invece, in una notte di fine estate è tornata a nuova vita (modello e tutorial gratuito qui):




La vita che cammina, che rinasce nelle generazioni che si abbracciano, nelle cose che raccontano: di nascite, morti, balli, sorrisi...







venerdì 21 settembre 2012

This moment



A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember. 


giovedì 20 settembre 2012

Come nasce una lezione

Un'ispirazione 
in fondo allo stomaco
come il formicolio
del piede,
il sobbollire del caffè
che affiora saltellando 
nella Moka;
l'idea che si moltiplica 
come bolle dal sapone 
fuggono via
portate dal vento.
Bisogna esser veloci
ad afferrare l'arcobaleno.


mercoledì 19 settembre 2012

Ridere

Ti amo perché sai ridere, con quella risata soffocata e contagiosa, irrefrenabile e adorabilmente buffa dei bambini, quella di chi ama vivere e gioire, divertirsi nel senso più pulito e sincero del termine... ti amo perchè mi vieni a cercare, alla sera, per dedicarmi le barzellette sul nostro futuro:

-Gioia mia, mi porti un caffè?
-Che tenero, a 90 anni la chiami ancora "gioia mia"!
...
-E' perché non mi ricordo come si chiama!

Ti amo per le vignette buffe che mi mostri ridendo come un matto... Ti amo perché oggi, pedalando per andare a scuola, ho visto una signora con la maglietta "Domani faccio la brava" e mi sono ricordata che: "Forse è meglio fare la dieta!"... 

Ti amo perché mi fai vivere con il sorriso!



martedì 18 settembre 2012

L'inizio

Non avere il libro, ma cercarla lo stesso, una poesia per il giorno dopo, nei libri di mamma e papà, in internet; cercarla e leggerla, sentirla, spiegare agli altri e a se stessi perché proprio quella, chiedere di appenderla al muro, la poesia... riconoscere dopo un anno un ossimoro, stare attenti, partecipi, provarci almeno, per quattro ore consecutive di lezione... star bene insieme, in fondo, prenderci anche un po' gusto, senza il ricatto della campanella... 
E poi il saluto di chi è rimasto indietro ma ti viene lo stesso a cercare per un augurio: un altro anno, un anno nuovo.
Basta poco a rendere felice una prof.
Quest'anno comincia con il sorriso... e con un grazie, ragazzi: è bello ritrovarvi, ritrovarvi cresciuti.


lunedì 17 settembre 2012

Il primo giorno

E' destino di una mamma&insegnante non assistere all'ingresso a scuola dei figli, il primo giorno... ma nel nuovo corredo, cucito il pomeriggio prima -portabavagliolo, bavagliolo, fodera per lo schedario e sacchetto per il cambio... cuciture un po' più dritte dello scorso anno, identico Amore- nei vestiti scelti insieme, nel nostro zainetto, nella buonanotte e nel buongiorno con un bacio in punta di labbra eravamo insieme...




E anche le mie bimbe, sì, erano con me, nel mio primo giorno di scuola:



E con me era la mia mamma, quest'anno in cui hanno spostato le mie classi nel distaccamento, l'edificio in cui lei insegnava quando io ero bambina; spesso la seguivo per quelle scale e il colore delle pareti mi ha colpito con una girandola di ricordi...

E' strano e bello, l'intrecciarsi nel tempo dei primi giorni di scuola di una mamma&insegnante... E per fortuna ci sono i papà, che non dimenticano di immortalare, un anno dopo, il nuovo primo giorno di scuola:



domenica 16 settembre 2012

Piccole gioie di fine estate

Il nostro gelato homemade:



Il dolce succoso dei fichi d'India:



Il rito del travaso dell'olio che ci hanno portato i nonni dal Salento, aroma, sapore antico e buono d'estate che ci accompagnerà per tutto l'anno:


Una merenda fuori città, una partita a calcio Balilla, uno scivolo alto alto e palline rimbalzine per tutti.
Nuove lezioni da preparare:


Buona settimana di gioie semplici a tutti!

venerdì 14 settembre 2012

Per il giovane pirata Barbagrigia

Cinque anni, ci vuol tutta una mano, è tutta una vita, tre vite ridisegnate da capo... un pirata speciale ha festeggiato i suoi primi cinque anni... e, si sa, come recita il messaggio in bottiglia, ogni pirata che si rispetti deve poter tracciare mappe per ritrovare i suoi tesori...






Che la vita te ne riservi tanti, pirata Simone, mamma e papà ti stanno già insegnando come scoprirli tutti e gustarli fino in fondo!

giovedì 13 settembre 2012

E mi innamoro sempre più

Per una mamma è possibile? Eppure è così:
vedendoti così cresciuta, con le tue scarpette nuove e le tue facce buffe,



imparando a parlarti e spiegarti e non solo a fermarti prima che tu faccia qualcosa di proibito; 
stupita di quanto tu capisca le sfumature dei nostri discorsi, dei nostri pensieri,
ammirata da come tu sappia stare seduta composta a tavola, così buffa e impegnata a mangiare, così delicata nell’usare il bicchiere;



ora che finalmente non provi più ad assaggiare tutto (anche se i sassolini bianchi continuano ad esercitare su di te un irresistibile fascino),
ora che ti avventuri lontano da me nel prato e giochi assorta con la tua palla,



eppure mi cerchi ed indugi coccolosa al mio seno,
ora che ami anche stare seduta a sfogliare riviste o a riempire di colori un foglio canticchiando,
e gorgheggi in bicicletta e in macchina mentre viaggiamo
e a modo tuo cominci a parlare, e al ricordo delle prime parole di Letizia si aggiunge il presente delle tue, nel nostro lessico familiare;
la mia bimba d'acqua 



bimba di sole,



tu che ogni giorno mi ricordi che, anche se resterai sempre piccina ai miei occhi, stai diventando grande in fretta… 


Un anno e mezzo: auguri, Amore mio!


mercoledì 12 settembre 2012

Vorrei spiegarvi

Vorrei spiegarvi
la potenza della parola che trafigge l'anima,
che dice di uno e di tutti,
che ridisegna un'alba,
che racchiude il mondo in una cipolla,
la parola sonora, insolita o comune,
la parola ritmica o dissonante
la parola che osa, che scientemente sbaglia,
la parola che è cosa
la parola che taglia

vorrei spiegarvi
che non è scontata la poesia
che non va recitata come l'Avemaria
che non basta un cuore sole amore
o del sentimentalismo scialbo

la poesia è nuova ogni volta
è gioco e sfida
è sentirsi creatori
illuminati redentori
ma solo di se stessi
privi di possessi
che non siano foglio e penna
e uno sguardo trasversale che fa ogni volta
la realtà
ma mai uguale

la poesia è adolescente
per elezione
una lotta, perenne tenzone
fa e disfa regole
avanza e torna indietro
accosta l'impensabile,
provoca, non dà tregue

gli uccelli son pensieri
scrivere fotografia
ingegnarsi a trovare
l'inquadratura impensabile
di una trombetta o del mare

vorrei spiegarvi
travaglio e parto della parola
che non c'è analisi che faccia provare
l'intenso potere di procreare

Vorrei spiegarvi e vertigine mi coglie
e le paure
diventano doglie.


In questi giorni le mie mani hanno lavorato come sempre: cucire, cucinare, giocare... ma la mia mente indugiava, tornava sempre lì: un nuovo primo giorno di scuola, che sia come ogni ragazzo merita; un nuovo anno, la sfida di spiegare la poesia, di farla capire e amare, l'entusiasmo per questo progetto cui aderisco con gioia... 
Oggi si aprono le danze... e i canti; oggi è il nostro Capodanno denso di propositi e speranze, timori e progetti: buon inizio!





martedì 11 settembre 2012

Abbandonarsi alla vita

Abbandonarsi alla vita.
Null'altro.
Eppure niente è tanto difficile
come assecondare il dolore
partorendo
come non urlare
ma ascoltare,
tacere,
abbracciare
raccontare una storia, studiare
insieme.



 Quando esiste solo la mamma e non c'è ragione che tenga e sono pianti per nulla e richieste di coccole, quando comincia tutto alle 2 del mattino con una bimba che si intrufola nel lettone, 
quando ti svegli con tutte le ossa rotte perché avete dormito in quattro in due piazze,
quando il pisolino salta, a turno, e arriva il momento in cui vorresti scappare...


Abbandonarsi alla vita. 
Null'altro.
Farsi prendere per mano, 
nella gioia di un abbraccio
di un disegno
di una poesia letta accanto ad una fiaba.
Una passeggiata,
un gelato,
un respiro,
in un soffio.




lunedì 10 settembre 2012

Cucire insieme


Si sta insinuando (durerà, vero?) come piccolo rito pomeridiano, complici questi giorni di pioggia: le bimbe intorno, intente a giocare ed io -tra mille interruzioni, emergenze, litigi, matite contese- alla macchina da cucire, la mia "valigia degli abiti da riciclare" accanto: peschiamo, insieme, e mi metto al lavoro;  dei boxer dalla fantasia improbabile, mai usati, diventano pantaloncini per Diletta, leggins divertenti (presto il tutorial!):








"Mamma, mi dai le forbici che voglio tagliare anch'io?"

I pantaloni di papà danno luogo ad una produzione in serie: pantaloni per Letizia




E per Diletta, due gonnelline decorate con fiori arricciati dello stesso tessuto:


"Sei grande, papà!"

Una vecchia federa e un asciugamano per un nuovo bavagliolo:




"Voglio anch'io un filooooooo!"

Due gonnelline estive e una camicetta per mamma, nella speranza che le temperature autunnali non siano ancora definitive:



"Diletta, vuoi una gonnellina anche  tu?" "Sììììì, Biba!!!!!!" (="Sìììì, evviva!!")
"Mamma, le possiamo mettere? Dai dai, solo per stare in casa!"



Come dire di no? Adoro l'entusiasmo delle mie figlie... e le nostre movimentate sessioni di cucito a tre!


giovedì 6 settembre 2012

Casa #2


Sono tornata aliena in casa mia: ho visto con nuovi occhi gli spazi noti, troppo spesso lasciati a se stessi, sospesi e provvisori, pieni di oggetti e progetti accumulati... 



Ho desiderio di spazio e ordine ma cerco di non farmi sopraffare, un angolo alla volta: un nuovo arrivo, dal mercatino dell'usato la nostra bambola porta-bavaglioli:



Mi riapproprio dei miei spazi: impastare, accendere il forno... profumo di pane.



Pochi minuti alla macchina da cucire ed ecco un sacchetto di cotone pesante per conservarlo:


Ritrovo le nostre abitudini, le tradizioni golose: il cornetto al mattino, quando il papà rientra dal turno di notte.



Rendo quotidiani nuovi riti vacanzieri: dalle fiabe ai libri, prima della nanna, un capitolo ogni sera; dopo il Piccolo Principe è ora la volta del Mago di Oz!



Ricordare e raccontarsi le vacanze: l'accoglienza speciale dopo la prima mattina di esami a scuola...
E poi lei, la mia macchina da cucire: quanto mi è mancata?



Oh sì, questa è casa: disordinata, provvisoria, ma con piccoli tocchi ogni giorno sempre più mia, sempre più dolce casa...


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