Daisypath Happy Birthday tickers

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Daisypath - Happy Birthday

venerdì 9 novembre 2012

E i social network uccisero i blog

I commenti sono sempre meno. E non parlo (solo) del mio blog. Leggo i blog amici ed è una situazione generalizzata. Il confronto, il racconto di sé si è spostato. Sui social network fioriscono quotidianamente gruppi promossi da blogger. Mi piacciono, cerco di aderire e di restare aggiornata, di partecipare nei limiti del possibile. Hanno il grande merito di essere "democratici", di offrire spazio e parola anche  a chi non ha dimestichezza con il mondo blogger. Però. 
Però a me manca il fare-blog di un tempo. 
Il dibattito nei commenti. Il confronto, il racconto. Leggo i blog americani con centinaia di commenti. Bei commenti, racconti di vita, di sè. 
Da noi, ho l'impressione, i social network stanno rubando tempo e risorse ai blog. Ci si autopromuove tramite gruppi, ci si inventa moderatori e animatori, ma i post sui blog restano sempre più deserti e autoreferenziali... E, cosa che mi spaventa ancor di più, questo non dispiace a nessuno. Si punta ai click, alle condivisioni, ai "mi piace", alla notorietà, non più -o sempre meno- alle persone. Si punta a diventare tutti o quasi "professionisti", a passare tanto tempo in rete, perennemente collegati a un gruppo, perennemente attivi.
E i social, alla fine, ahimè, fagocitano tutto: i post in un attimo finiscono in fondo ad un'interminabile lista di link. Mentre l'altro ieri, per dire, ho rifatto la mia zuppa di cipolle in pentola a pressione con la variante che mi aveva suggerito Cecilia nei commenti, quasi un anno fa, e -come e più di un anno fa- le sono stata grata.
E la democrazia dei gruppi mi pare alla fine una falsa democrazia perché se non stai perennemente collegato sei tagliato fuori o comunque il tuo piccolo contributo, quello che scrivevi dopo cena in un post sul blog, è assolutamente insufficiente a fronte della marea di link che ti sommerge. E allora magari ti passa la voglia di condividere o pensi che non sia più necessario, che non importi poi molto.
Sia chiaro: non c'è alcuna volontà polemica in questo post. E' solo una riflessione nata da una zuppa di cipolle. E' solo un pensiero, un'impressione. E' solo mia?




44 commenti:

  1. Io i gruppi li frequento poco, mi fanno "disperdere" energie.
    Magari leggo ma partecipare partecipo a uno o due al massimo.
    Invece leggo sempre i blog, commento quando ho qualcosa di intelligente da dire e sul mio di blog i commenti sono perfino aumentati.
    Non so perchè ci sia questa avversione per chi cerca di essere "professionale" come se fosse una parolaccia, ma io seguo tanti bellissimi blog seguiti e commentati, ma so perfettamente che il nostro mondo non è quello americano dove proprio i blog professionali sono i più commentati, dove anzi la professionalità dei blogger è vista come normale.
    I social a me hanno permesso di conoscere tanti bellissimi blog nuovi, interessanti e che amo seguire. E quando leggo un bel post la cosa che mi viene più immediata è di farlo conoscere ad altri e quindi sì, diffondo sui social.
    I gruppi proliferano tutti uguali e autoreferenziali? Vero! O almeno lo è molto spesso. Ma anche qui il problema non sono i social (in USA li usano eccome) ma il nostro egocentrismo. Se un gruppo non è creato da noi allora bisogna farne uno con un nome leggermente diverso per essere differenti.
    Ecco, io mi sono cancellata da molti gruppi proprio per questo motivo.
    Certo io noto che anche se posto qualcosa a cui tengo, un progetto in cui ho messo tutta me stessa e che racconto con il cuore prima che con la tecnica...comunque è meno commentato come se fosse "sporcato" dalla professionalità.
    Ma anche un progetto creativo è un racconto di sè, e mi dispiace che non sia capito.

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    1. Ecco, dispersione di energie, hai colto appieno. Dispersione in un senso solo, perché, come scrivevo, tutto alla lunga si perde, ogni contributo o quasi, nei gruppi. Diverso è il discorso delle condivisioni, anche per me il modo più rapido per far conoscere un contributo interessante, per, appunto, condividerlo. Nessuna avversione per chi sceglie di fare un lavoro del blog ma in alcuni casi (non è la regola) ho l'impressione che questo sia fatto a discapito della natura stessa del blog come luogo di confronto e l'obiettivo diventino i numeri raggiunti e non il confronto con le persone. Poi, aggiungo, è anche una scelta che va fatta con consapevolezza, in molti casi si colgono occasioni di sponsorizzazione senza che ci sia un progetto dietro e questo, come lettrice, mi destabilizza (il discorso della chiarezza che si faceva su Mommit, per intenderci).

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    2. Hai ragionissima, ma per me la chiarezza non basta. Non basta mettere "post sponsorizzato", ci deve essere un progetto.
      Io lavoro solo a progetti che mi piacciono e che trovo affini a quello che faccio (proprio ieri ho detto a un'agenzia che se vogliono che metta post sponsorizzati sul mio blog ci sono ben precise condizioni, prima fra tutte che non parlo di ciò che non ho provato e che gli sponsor voglio scegliermeli).
      Per me la differenza è sulla domanda che ci spinge a partire: ami quello che fai così tanto da farne il tuo lavoro? Vai e fallo! Perchè l'amore è la base di tutto il sacrificio (ed è tanto) che ci sta dietro a questo lavoro (dietro ad ogni lavoro).
      Lo fai perchè vuoi guadagnare in modo "semplice e da casa"? Lascia perdere perchè se la molla è quella allora non andrai da nessuna parte.

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  2. sono una fan dei social network, spesso commento anche lì, ma se posso dirla tutta i commenti su facebook soprattutto sono molto qualunquisti e mediamente di bassissimo livello. proprio perchè "democratici" e proprio perchè arrivano a tutti, le cavolate e i "mi piace" si sprecano. comunque dipende molto anche dagli argomenti, forse sono un'assidua da meno anni di te, ma spesso e volentieri mi cimento in discussioni molto molto interessanti. purtroppo però non tutti quelli che partecipano hanno una mentalità aperta, così come certi blog non ammettono il contributo di chi ha una visione completamente diversa. forse non a tutti piace far lavorare il cervello, preferiscono autocelebrarsi.

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    1. Anch'io sono una fan dei social network sotto altri punti di vista: per l'immediatezza del confronto, la velocità nella diffusione di modelli positivi e nella comunicazione quotidiana, per la solidarietà di una pacca sulla spalla almeno virtuale e l'annullamento parziale delle distanze fisiche negli affetti e nelle amicizie... Però resto vigile e se i social network rischiano di uccidere il confronto più duraturo, più pensato e costruttivo, sento il dovere di dirlo. Non giudico di basso livello nessun commento, ognuno scrive in relazione al tempo che ha e la natura dei social network è quella del "mi piace"... ma le discussioni interessanti perché non farle a commento del post che le ha suscitate? Perché spostarle su fb e lasciare così che il tempo le cancelli?

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  3. Hai ragione, ultimamente le cose sono cambiate. Per quanto mi riguarda, comunque seguo una decina di blog ai quali sono affezionata e con questi mantengo un buon rapporto anche tramite i commenti. E cerco di non stare troppo tempo online, perché la vita vera é "qui fuori".

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    1. Hai ragione, mai perdere di vista la vita vera! A me piace scoprire nuovi blog, non disdegno i "mi piace" ma cerco di essere anche presente con commenti significativi, compatibilmente con la vita vera :-)!

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  4. Hai mille volte ragione, ma permettimi di sottolineare ancora una volta che FB ammazza i commenti solo nelle società qualunquiste in cui il commento di basso livello (come dice CosmicMummy) è comodo, veloce e spesso scemo.
    Dai, un "mi piace" non lo si rifiuta a nessuno, ormai è quasi un atto di misericordia per molti.
    Su NxD riceviamo mediamente 20-30 richieste AL GIORNO di adesione a gruppi o richieste di like a pagine (e forse sottostimo) in cui ci si nomina autoreferenziali moderatori di una pletora di personcine che già condividono e commentanto normalmente nel blog.
    Ha ragione Sara, si dispedere solo un fiume di energia a voler star dietro a cose simili (io manco ci provo).

    Altro discorso è quello dei blog sponsorizzati, la maggior parte dei quali è gestita così male da non trovarsi nessun commento ai post sponsorizzati e 5-6 commenti agli altri.
    E addirittura sui blog sponsorizzati famosi, la gente inizia a lasciare commenti un po' piccati quando, tra una torta, un magliocino fatto a mano e una visione bucolica del mondo, spuntano sponsor eticamente spiacevoli.

    Ultima cosa, sempre che riguarda gli sponsor: ma se chi commenta i post sponsorizzati è a sua volta blogger sponsor del medesimo prodotto, la diffusione 'ndo sta? L'investimento dov'è? Trovare spesso come unici commenti a post sponsorizzati quelli di chi sponsorizza il medesimo prodotto è il massimo della tristezza (un po' un do ut des di bassa lega).
    Ma Anna, come abbiamo già dibatutto in privato, secondo me questa moda furbetta e mal gestita si sgonfierà come un sufflè non appena ci si accorgerà che costa più di quanto rende (in termini di tempo e - eventuali - tasse).
    Alla fine vinceranno i "buoni": chi sponsorizza in modo pulito e ha un progetto dietro (lasciami citare per l'n-esima volta la Damiano), oppure chi ha scelto di avere un progetto dietro al blog (come te o noi) e non venderselo a nessuno.

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    1. A volte non è solo questione di società qualunquiste ma, ahimè, di circolo vizioso... le tendenze si diffondono a velocità impressionante e se è passata "la moda" di commentare i blog e nessuno lo denuncia o per nessuno sembra essere un problema, perché investire tempo in commenti e non leggere il doppio lasciando solo un "mi piace"? Paradossalmente non ci si vergogna di linkare ovunque i propri post per farsi pubblicità ma si ha pudore di dire: "Ehi, vi piace? Mi dite anche perché e cosa vi piace? Perché non commentate più?" Insomma, a noi blogger piace scrivere, impegniamoci a tenere viva la scrittura, a stimolarla, a non accontentarci dei click (Ok, sono Prof. inside, lo so :-D)!

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    2. ecco, dire COME e PERCHE', al posto di dire chi.
      il PARERE.
      concordo su tutto.
      sei troppo prof-inside, ma anche un po' outside.

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    3. Volete ridere? Mi ero fatta coinvolgere in una iniziativa fra blogger che avrebbe portato molte visite in più al mio blog, e ho partecipato credo tre volte. Poi mi sono resa conto che era di un autoreferenziale pauroso, che non c'era dietro un vero interesse per la scrittura ma solo la voglia di quella visita in più (non per tutti ma per la maggior parte). Così ho mollato e ne sono stata molto felice.
      Il blog ("di mestiere" o no che sia) deve nascere dall'amore per la scrittura e per le persone, se no perde completamente di senso.

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  5. Ti dirò, amica mia: sono perfettamente d'accordo con te - cosa alla quale, forse, non sei troppo abituata :-)!
    Scherzi a parte, tendo ad essere infastidito, ad esempio, da chi, se pubblico su facebook il link di un mio post, commenta su facebook e non sul blog.
    Poi ognuno faccia come preferisce: ma, dal mio punto di vista, è un fenomeno simile a quello di chi ti manda un messaggio su facebook o so twitter anziché scriverti un'email. Sarò "tradizionalista", almeno in questo, ma a brevi e frequenti battute su facebook continuo a preferire i nostri sproloqui via email, (troppo) rari ma ben più di soddisfazione...

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    1. Verissimo. Sai che qualche giorno fa mi sono ricapitate tra le mani le tue lettere e mi sono sentita un po' nostalgica? Quanto tempo sapevamo e potevamo trovare e che bello era vedere una lettera nella posta!
      P.S. Ok, niente messaggi fb, promesso :-D!

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  6. Purtroppo di corsa, non riesco a leggere i commenti precedenti, che sono di certo approfonditi.
    Io conncordo pienamente con te, ma continuo a essere convinta che la qualità dei post di un blog sentito e vissuto non potrà mai essere spodestata dalla velocità dei social. Che a mio parere non sono da demonizzare, anzi sono oramai necessari per un certo tipo di rapporto web; io preferisco leggere qualcosa in più di 140 caratteri o di uno stato in un gruppo, ma anche quello può darmi un buon feeling.
    E quelli che credono di diventare professionisti perchè stanno dentro un gruppo non hanno capito un tubo.
    Bellissimo post!

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    1. La qualità no, però magari vien meno il desiderio di scrivere, senza un riscontro. Concordo, nulla è da demonizzare, ma di ogni strumento va fatto un uso consapevole. Grazie!

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  7. io sono d'acordo con te e soprattutto con questa frase "E la democrazia dei gruppi mi pare alla fine una falsa democrazia perché se non stai perennemente collegato sei tagliato fuori o comunque il tuo piccolo contributo, quello che scrivevi dopo cena in un post sul blog, è assolutamente insufficiente a fronte della marea di link che ti sommerge. E allora magari ti passa la voglia di condividere o pensi che non sia più necessario, che non importi poi molto.". E poi d'accordissimo con Fosca, anche se comunque ormai i commenti non riflettono il numero delle visite, però il commento è vita partecipativa., I gruppi sono..gruppi. Ormai mi arrivano talmente tante notifiche al profilo che non le guardo più e un giorno sì e l'altro pure penso di chiudere baracca. L'ultimo evento a cui ho partecipato mi ha scioccato.Non c'è e non ci può essere dialogo tra le multinazionali e le persone che hanno una testa. E che ci sia gente che pubblicizzerebbe il cibo spazzatura e poi pubblica ricette di macrobiotica ne esiste, parecchia. Non sono d'accordo con sara sui "progetti", progetto vuol dire coinvolgere in tutto quello che scrivi verso una direzione e secondo me, smettere anche di divertirti. Odio i blog di gente dal nome altisonante che oggi pubblica di allattamento vendo come consulente un pediatra pagato da mellin, domani parla di parto avendo il ginecologo della catena si cliniche private, dopodomani il nutrizionista pagato dalla coca cola. L'informazione s'è persa, non la vedo più.E pur accettando io post sponsorizzati non mi piace quel modo di fare blog. Lo Aborrisco.Preferisco gironzolare tra le marchette dei blog di giallozafferano e purificarle dalle marche nelle ricette che leggere notizie date solo da gente di parte. sono stufa.

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    1. Un progetto può anche essere un progetto onesto.
      Io ne ho uno e mi diverto un sacco a portarlo avanti.
      Poi sull'impossibilità del dialogo io non sono mai d'accordo ma questo è un vecchio discorso e non voglio riaprirlo.

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    2. Su questo concordo con Sara, si può pensare ad un progetto chiaro e bel esplicitato che si segue per un po' (mi viene in mente ACTIONAID della Damiano o NATURINO sempre suo, o il tuo, Sara, di WWF).
      Ahò, ma qualcuno mi dice qualche altro progetto bello e trasparente, senza retorica e senza fare a cazzotti tra etica (ambientale ed umana) e sponsor? Non me ne vengono in mente altri...

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    3. non me ne vengono.E comunque pure su quelli vorrei capire poi il rientro effettivo, perché io action aid (post unico ) l'ho rifiutato perché so per certo che quello che mi era stato offerto non avrebbe avuto ritorno dal mio blog. E le persone danno soldi alle onlus pensando che vengano spesi bene.

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    4. Io per progetto intendo un progetto personale di chi scrive un blog.
      Poi sapete benissimo che non mi vedrete mai su una barricata a inneggiare contro le aziende o a promuovere uno stile di vita completamente no-brand che non mi appartiene.
      Poi per invece i progetti editoriali singoli legati a uno sponsor si deve anche dire che ci vuole tempo a diventare Barbara Damiano. Tempo e lavoro. Tempo e lavori magari corti.
      Io spero, se tutto va bene, di iniziare un progetto di quelli belli da qui a fine anno, ma non so quanto durerà. Per ora è uno spot e poi vedremo.
      Ma qui mi sembra che si stia uscendo dal discorso che aveva iniziato Anna.
      Io penso che i social si debbano usare con molto criterio o si svuotano di contenuto.
      I gruppi di FB per esempio per me più sono grandi e meno sono fruibili e utili.
      Twitter lo amo molto perchè meno invasivo e più immediato oltre che meno condito di "ciappini".
      Ah, e posso sfogarmi qui su una cosa? Io detesto ma proprio DETESTO le frasi stucchevoli sulla maternità corredate di foto "di repertorio" che girano su FB. Ho cancellato delle perosne dalle amicizie perchè non facevano altro che mettere 'sta roba! Oh lè! L'ho detto e mo' sto meglio :-D

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  8. Dirò la mia piccola verità, per quel che può contare. Mi son spostata su FB per esigenze 'tecniche' di gruppo, da qualche mese a questa parte.
    E navigo tra gruppi, 'piaccio' quel che davvero mi piace, commento, anche.

    Però il mio blog mi sta mancando. Quello che certo non è un lavoro. Quello che mi ha permesso di stabilire rapporti che non avrei mai pensato di poter stabilire. Quello che è partito come punto di scambio delle mie idee con quelle degli altri.
    Il progetto, ancora vago, che ci stava dietro sta già cominciando a richiamarmi all'ordine e credo che entro la fine dell'anno toglierò nuovamente tempo ai social per tornare al fare-blog.
    Anche se il mio non prevede per ora alcun spazio per gli sponsor, a meno che non si tratti del semplice racconto di un'esperienza vera, fatta in prima persona, che tengo davvero a far arrivare a qualcuno. E poi, essendo io 'di nicchia', uno sponsor da me avrebbe davvero poco senso, no? :)

    Di tante delle cose che leggo qui nei commenti mi devo ancora fare un'idea, onestamente. E magari devo cominciare anche a partecipare a Mommit, forse.

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    1. "Però il mio blog mi sta mancando. Quello che certo non è un lavoro. Quello che mi ha permesso di stabilire rapporti che non avrei mai pensato di poter stabilire. Quello che è partito come punto di scambio delle mie idee con quelle degli altri." Ecco, Polepole, hai colto lo spirito con cui ho scritto, la motivazione affettiva... attraverso questo post, questi commenti, io sento che ci stiamo conoscendo, confrontando davvero e di più... ed è quello che nella velocità dei social network spesso viene a mancare.

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  9. Bel post. Credo che il problema principale sia il sapersi dosare. Vale in tutto e vale anche in rete. Sento alcune blogger che dicono di sentirsi 'sommerse' dal mondo virtuale. Ok piace bloggare ma basta solo ridurre la presenza per riprendersi i propri spazi.
    Non 'demonizzo' mai gli strumenti ma l'uso che se ne fa. E condivido soprattutto l'autoreferenzialità del mondo blogger e l'essere chiuso su se stesso. Preferisco la mail in pvt della mamma che mi segue per interesse che la 'pisciatina' (commento poco sensato) che leggo su molti blog fatto con l'aspettativa della visita di cortesia.
    Buon we. E con una zuppa di cipolle lo sarà di certo.

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    1. E' che ridurre la presenza può far venire l'ansia di perdere chissà quali occasioni, in questo senso parlo di corsa a diventare professionisti, piovono offerte, a volte vengono accettate ingenuamente e indiscriminatamente, senza valutarne del tutto la portata, temo; e si perde il valore delle persone che possono essere anche tre o quattro ma sentono il bisogno di scriverti quali emozioni/riflessioni hai suscitato in loro con quello che hai scritto.

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  10. Un bel post e un bel ragionamento. Sara ha colto in pieno: è una perdita di energie e di tempo.
    Io però gironzolo ancora per blog e spesso lascio un mio commento: se ho qualcosa da dire, un apprezzamento da fare, un modo per dire "ti leggo e ti sono -virtualmente- vicina".
    Quello che ho notato io è da un parte una perdita di spontaneità. Non di tutti i blog, di quelli che "vogliono farsi notare" a tutti i costi. Dall’altra una sorta di chiusura da chi ormai si conosce e si frequenta solo tra di loro e, a volte, lo ammetto, anche una sorta di snobismo. Tutto questo però lo dico senza vena polemica. Sono solo delle considerazioni.
    Per quanto riguarda il tema dei post sponsorizzati, io non li disdegno a priori ma devo dire che, in 4 anni di blog, ne ho fatti solo 2. Uno nato per caso e comunque si trattava di parlare di un’azienda da cui mi rifornisco e che apprezzo e l’altro mi sono pentita di averlo fatto.
    Però è un esercizio anche quello e anche quello mi ha fatto crescere e capire meglio come funziona questo “mondo”.

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    1. Grazie Silvia, tantissimi spunti! Chiusura o perdita di spontaneità: se dovessi farti un'impressione di questo tipo, ti prego, dimmelo senza mezzi termini! Se è vero che dai blog sono nate bellissime amicizie, è altrettanto vero che non si scrive solo per pochi amici; e se un giorno manca l'ispirazione, non si è tenuti a scrivere a tutti i costi! E' bellissima la tua spontaneità a proposito dei post sponsorizzati: "mi son pentita"; non credo che tu sia l'unica, altri dovrebbero avere il coraggio, come te, di ammetterlo, prima di tutto a se stessi... senza negare il valore dell'esperienza. Ti va di scrivere perché ti sei pentita?

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  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  12. Mi inserisco in punta di piedi in questa interessante discussione con una piccola considerazione: blog e social network appartengono alla stessa famiglia ed entrambi hanno contribuito alla epocale transizione della rete verso quello che conosciamo come web 2.0. Grazie ai "social media" i concetti di partecipazione, condivisione e democratizzazione della comunicazione sono stati completamente stravolti dando la parola e un ruolo attivo ai cittadini e ai consumatori. Diverse sono le funzioni del blog e di Facebook/Twitter/Youtube/Pinterest.... Pensa solo che senza questo tuo intervento su FB nn avrei conosciuto il tuo blog. Grazie per la tua riflessione, comunque

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    1. E doppiamente grazie, Ivan :-)! Ruolo attivo ai cittadini e consumatori, verissimo, con tutta la responsabilità che comporta! E ruoli distinti, sempre: lasciamo correre le idee, veloci, per tutti, sui social network, ma non rinunciamo ad approfondirle e alle relazioni, sui blog :-).

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  13. Io sono lenta, come dice mia madre, e ancora non sono approdata sui social network. Pensa che per i miei standard di lettura sono troppo veloci anche i blog e che spesso mi trovo a leggere post "vecchi". Magari non commento perché non faccio in tempo ma ri-leggo e rifletto. Quello che mi piacerebbe è trovare più spesso post con discussioni come questo tuo. E' anche vero che non si può fare una discussione sulle istruzioni per un maglioncino...Forse dovrei selezionare meglio i blog da seguire... ;-)

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    1. Uh, i post vecchi piacciono tanto anche a me, sono contenta di non essere l'unica :-). Più discussioni, più confronto, più racconto di sé, esatto... anche su un maglioncino, perché no ;-)?

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  14. Molto interessante la tua riflessione e che bello che questo post abbia ricevuto così tanti commenti! Mi piace e lo inserisco nella mia lista di Post Che Meritano. Io non lo so se i social network influiscono sul calo di commenti sui blog... Sono iscritta a Facebook, (gruppi però pochissimi!!!!!), Pinterest e poco altro ma preferisco scrivere e leggere post! Sui social net la maggior parte delle persone si aspetta una risposta immediata, si crea un dialogo botta e risposta. Un post sul blog invece lo si può leggere con calma, tornare a leggere, (come ho fatto io in questo caso), pensare e poi commentare. Penso che spesso la gente che legge i blog non commenta perchè non ha molto da dire; (questo non vuol dire che non legge i post, da me passano tantissime persone ogni giorno). Su facebook invece si lascia scappare un breve commento frivolo.

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    1. Sì sì, concordo, non si tratta di calo di visite ma è proprio questo che mi spiace: che non si trovi nulla da dire o che - peggio- si pensi che quello che si ha da dire non importi... a me importa, ecco. E mi piace pensare che i blog aiutino le persone a pensare e a mettere in parole i loro pensieri. Grazie, Claudia!

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    2. Lo so che a te importa :-)
      Ed è verissimo: i blog aiutano a pensare, capire se stessi, mettersi in discussione!

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  15. A quanto pare...la tua impressione ha generato moooolti commenti!!!Sono Silvia.E non sono iscritta a nessun social net, malgrado molti mi dicano che dovrei farlo per far conoscere di più il mio blog...C'è sempre il retro della medaglia:voglio farmi conoscere, ma non "per forza" inserirmi in un qualcosa che non è nelle mie corde...
    Internet è una sfera magica che da a tutti la possibilità di trovare ciò che si vuole e spesso ci si dimentica (o non si ha il tempo)di ringraziare: ecco allora che si visitano i blogs preferiti, si leggono gli ultimi post, ma non si lasciano tracce del nostro passaggio... E questo è un vero peccato... perchè un grazie sarebbe importante quanto un sorriso!
    Un abbraccio
    Silvia

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    1. Benvenuta Silvia e grazie! E' proprio così: anche solo un saluto, un riscontro per una ricetta eseguita con successo sono "importanti quanto un sorriso"... lo terrò a mente io per prima!

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  16. Ciao Piccolalory,
    io non sono mai andata a vedere quante visite ha il mio blog ma credo che su dieci visite nove siano mie.
    Mi piace leggere e rileggere post vecchi come se stessi sfogliando un diario cartaceo. Rivedere le vecchie fotografie mi emoziona. Non ho chiuso i commenti perchè è bello leggerli e scambiare idee e pensieri, ma quando un mio post ne ha una decina per me è un vero successo.
    Non ho un profilo facebook, non so che cosa sia Twitter e soci... Per ora non mi interessano e non avrei nianche il tempo per "gestirli".
    Credo che tutto dipenda dall'obiettivo che ci poniamo. Al momento io non ho quello di dare più visibilità al mio blog, o guadagnare qualcosa dalla sua gestione, quindi non cerco sponsor et similia.
    Questo è, per ora, il mio equilibrio!

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    1. Ciao Catia, benvenuta! Anche per me era così, un tempo, poi il web mi ha dato tanto in termini di amicizie, ho aperto il mio cuore e di cuori ne ho conosciuti molti -e bellissimi- e, ora che le cose sembrano cambiare, non voglio rinunciare a questo scambio, non mi accontento di rileggermi, mi piace leggere cosa gli altri sanno aggiungere -ed è tanto- a quello che penso io... non è neppure per me una questione di sponsor o di visibilità ma proprio di persone :-)

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  17. Ho trovato il tuo blog per caso. Guarda le tue sono le mie stesse parole, tanto che io sono tornata a scrivere un blog dopo anni, ripartendo da zero. Non so Fb e i social li trovo freddi, liquidi come si suol dire oggi della nostra società e più li conosco meno riesco ad apprezzarli, per non contare della litigiosità che spesso mi capita di leggere.

    Continua a scrivere il tuo blog, fosse anche che nessuno commenti perchè almeno per come la vedo io, il blog è prima di tutto per noi stessi.

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    1. Vero, prima di tutto per noi, ma non solo. Lo scrivere autoreferenziale si inaridirebbe, ne sono convinta... nelle parole e nei pensieri altrui invece fiorisce infinite volte, in infinite prospettive. Grazie e benvenuta, Moira!

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    2. Più che uno scrivere autoreferenziale per me è un raccontarmi, un angolino dove lasciare che le parole descrivano quello che ho dentro, lo stesso che forse un tempo si faceva con il classino diario di carta. Poi ovvio è aperto al pubblico e se ho modo di confrontarmi con altri è sempre un arricchimento in ogni senso, ma personalmente scrivo prima di tutto per me stessa perchè sento che ne ho bisogno. Grazie per il benvenuto :)

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  18. Hai perfettamente ragione e sai, che non ci ho pensato a questo prima? Ora mi rendo conto che è così. Prima di essere così attiva su facebook, scrivevo più post e leggevo/commentavo più blog.

    Bisogna correre ai ripari!

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    1. "Prima di essere così attiva su facebook, scrivevo più post e leggevo/commentavo più blog." Sintesi perfetta, rimbocchiamoci le maniche :-D

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  19. quanto hai ragione!!!! ti ho "trovata" nel mio giretto tra i blog amici, perchè io questa abitudine cerco di conservarla nonostante l'imperiare dei social network. complimenti per il blog :-)
    buona fortuna
    Sara

    ps: a questo post i commenti non mancano!!! :-)

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