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venerdì 1 giugno 2012

"Ciò che il tempo fisicamente consuma, la memoria conserva"

In questi giorni di lutto e di dolore in cui la terra sembra rinfacciarci la nostra fragilità, rilancio con la speranza in chi erediterà questo nostro mondo e saprà renderlo, ne sono certa, migliore. La parola -con il mio commosso grazie- a Federica, I Liceo Linguistico, 15 anni, ultimo tema di questo anno scolastico ormai agli sgoccioli:

Traccia: Vivere ogni giorno come fosse l'ultimo, rispondere al dolore con la compassione: il messaggio dell'epica omerica è ancora attuale?

Come sarebbe la nostra vita se non dovessimo mai morire? Guardando agli dei greci, privi di morale, etica, immortali, abbiamo la risposta: "Non molto diversa da com'è oggi". Se paragoniamo la nostra vita a quella degli eroi epici, ci accorgiamo che abbiamo molto più in comune con gli dei che con gli uomini: ci crogioliamo nell'ignavia assoluta, come se avessimo tutto il tempo di questo mondo. Molti di noi passano la loro vita aspettando qualcosa che non arriverà mai: è come se la società moderna ci avesse tolto la consapevolezza che il tempo è limitato, che si può giungere ad un risultato solo se ci si impegna.
Per gli eroi greci lo scopo della vita era essere ricordati. Avevano una visione genuina della morte e proprio per questo avevano trovato il modo di imbrogliarla, vincerla: tramandare il proprio ricordo, perché ciò che il tempo fisicamente consuma, la memoria conserva.
E allora io mi chiedo: quando è iniziato il processo che ci ha trasformato in dei? Come abbiamo fatto a illuderci tanto da crederci?
Forse è iniziato quando abbiamo anche deciso di allontanare il dolore. Achille, nel suo dialogo con Priamo, dice che nella vita degli eroi ci sono in egual parte gioie e dolori; come si farebbe ad apprezzare i bei momenti senza aver prima sofferto? E' il dolore che ci spinge ad alzare la testa e lottare alla ricerca di un momento di pace; forse quello stesso momento è l'attimo preciso in cui qualcosa di noi rimane impresso nella storia, come una figura su carta fotografica.
Le più grandi opere nascono dal dolore, anzi, la presenza stessa del dolore ci dà  la consapevolezza di essere vivi.
Noi non abbiamo la consapevolezza né della vita né della morte. Ci limitiamo ad esistere: "introiettare" ossigeno, emettere anidride carbonica.
Spesso si sentono persone dire di voler godere tutto della vita e poi ci si riduce ad invecchiare con mille rimpianti perché ci si è detti di avere tempo e non era vero, oppure non si ha avuto il coraggio di uscire dallo schema per prendersi ciò che si voleva.
Gli eroi dell'epica avevano un obiettivo fin dalla nascita e la battaglia ne era la coronazione, il momento in cui erano più vicini a raggiungerlo. Provavano il dolore ma lo combattevano col rispetto e la compassione e, in tutto ciò, avevano la consapevolezza sempre presente di essere vivi, ma che non lo sarebbero stati per sempre. E, inoltre, non potevano permettersi un solo errore, perché, altrimenti, non sarebbero stati più accettati dalla loro comunità né rispettati dai loro compagni. 
Noi abbiamo il permesso di fare errori: nella nostra società una cosa rotta si butta via per comprare qualcosa di nuovo. 
Abbiamo perso l'abitudine all'impegno, l'ambizione alla perfezione; come, allo stesso modo, non siamo più capaci di rialzarci, forse perché non siamo mai caduti o forse perché siamo sprofondati troppo in basso.
Forse possiamo cambiare, possiamo correggerci: smettere di sopprimere il dolore con pillole di antidolorifici ma combatterlo con compassione e forza di volontà. E vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo, perché sapremo di poter vincere la morte con qualcosa che non è la chirurgia plastica ma la consapevolezza che ciò che il tempo fisicamente consuma, la memoria conserva.




9 commenti:

  1. Lacrime di felicità, per una ragazza di 15 anni che tanto ha da dare e sicuramente riceverà con il cuore. Speranza per un cuore e una mente diversa... Grazie per aver condiviso!

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  2. No ma anche venti con lode!Che bei ragazzi, Anna. Ma secondo me è anche merito tuo <3

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  3. Un'analisi davvero splendida del mondo odierno. Tanto di cappello a questa giovane mente, Patty

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  4. Che bello poter leggere un tema così, eppure qualche volta anche alle medie c'è come il barlume, l'alba di una scrittura così significativa...

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  5. un bellissimo tema! incredibile pensare che pensieri così profondi appartengano al giovane cuore di una ragazza di 15 anni!.. e si, sicuramente è anche merito tuo: hai trasmesso molto a questa ragazza!
    brave!

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  6. Che soddisfazione... per chi il voto lo riceve, ma anche per chi lo scrive. Credo però che la soddisfazione più grande stia in quello che c'è "dietro" al voto: la consapevolezza di aver trasmesso tanto e che qualcuno è stato pronto a recepire, trasformare, rielaborare ed esprimere... perchè sono sempre più convinta che... quanto sarebbe più bella una scuola senza voti!

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  7. ringrazia Federica, che a 15 anni ha già molto da insegnare a tutti noi.. e grazie a te: i buoni frutti nascono perchè c'è chi ci ha messo impegno, cura, motivazione... l'insegnante è il piu' bel lavoro del mondo!

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  8. Decisamente stupita: 15 anni e tanta maturità, tanta capacità di analisi, di andare a fondo delle cose... che Bellezza!

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  9. una quindicenne di talento!
    (e di cuore, cervello e pancia....)
    complimenti

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