Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath - Happy Birthday

lunedì 31 gennaio 2011

Blog... o Grande Fratello?

Questo post nasce sull'onda della riflessione inaugurata da Mammainverde, Stima di danno e da Mamma F... 
Quando ho iniziato a scrivere il blog, la pensavo così: 

"come racchiudere in qualche pagina, anche se in fieri, la complessità che ognuno di noi, credo, sente propria? Un blog è diverso: è raccontarsi giorno per giorno, senza pretese di esaustività… è come la vita, una ricerca di senso che prende le strade più strane, non necessariamente coerente, mai conclusa perché le tue carte appartengono anche alla storia, alla vita di altri… Sarà in questi destini incrociati la nostra immortalità? Anche, senza dubbio. Anche per questo un blog, per incrociare o continuare a farlo, etiam per questa via, la mia vita con quella di altri."

Da allora, lo spirito con cui scrivo non è mai cambiato: il blog racchiude la mia ricerca, la mia curiosità, le mie riflessioni, le scoperte, le nuove dimensioni della mia esistenza, da Prof. a moglie a mamma... e anche qualche momento di crisi, certo, ma raccontato dopo che ne ho preso le distanze e sono riuscita a vederne il positivo... Il blog mi rispecchia? Sì. Rispecchia, fedelmente, il mio atteggiamento nei confronti della vita fatto di Amore, Fede, curiosità, ottimismo, fiducia... E' questa l'anima di ogni blog, a mio avviso, e in questo nessuno mente nè potrebbe mentire...
Il blog non è un Grande Fratello, non nasce per svelare i più intimi segreti della nostra quotidianità, non è meno autentico se non contiene polemiche, sfoghi, litigi o... stanze disordinate... Il blog non nasce per veicolare un'immagine di sè... questo è un effetto collaterale, non lo scopo... 
Dietro ogni blog c'è una personalissima motivazione: combattere una o più battaglie, fissare i momenti belli della propria esistenza, sfogarsi come non si può fare nella vita reale, dare e darsi coraggio... Dietro ogni blog c'è un modo di guardare alla vita e agli altri...
Per questo amo il blog di Claudia, sempre luminoso, costruttivo... e amo quella sua casa che ci ha aperto con fiducia, la amo così, ordinata e pulita, con i divani bianchi che parlano di una mamma coraggiosa :-), ma che non fatico ad immaginare anche coperti di teli di stoffa  e gomitoli quando i suoi bimbi giocano o sporchi di pittura a dita e marmellata... Quell'ordine mi ricarica come mi ricarica l'ordine di casa mia, mi riscuote dalla mia pigrizia, mi spinge  a migliorarmi, senza ansie da prestazione... perchè ognuno ha da fare i conti, poi, con la propria quotidianità, con un marito che colleziona di tutto, nel mio caso, e con la mia personale e patologica incapacità di buttare qualsiasi ricordo :-)...
E amo i blog di chi ama ridere di sè, di chi si confida, si sconforta, si rialza, e morde con coraggio le sfide quotidiane, di chi cucina, di chi crea, di chi cerca la via migliore, di chi lavora, di chi polemizza, di chi un blog non voleva scriverlo ed è finita nella tela di un non-blog che le riesce proprio bene...
E' questa varietà che produce ricchezza, una ricchezza che faccio mia, grazie a voi, giorno per giorno, una ricchezza che lascia spazio all'immaginazione ma che non mi fa mai sentire sola... anzi, l'avete notata quella "corrispondenza d'amorosi sensi", sorta di telepatia tra blogger, che fa intrecciare post e ispirazioni senza che ci siano accordi o mode particolari? Un "respiro comune" che ci trova tutte dedite allo sferruzzamento nello stesso periodo, senza essercelo raccontato prima... e un linguaggio comune, che ci fa parlare di pedagogia e di giocattoli... magari con delle "etichette", sì, ma etichette che mi hanno spronato ad informarmi, a leggere, a capire, ad acquisire consapevolezza... 
E ogni volta che tutto questo si fa incontro è una certezza che trova conferma, una affinità nota e stupendamente reale, una naturalissima intesa..

domenica 30 gennaio 2011

La sindrome del nido...

...dopo la casa ha colpito anche il blog! L'operazione, senza automatismi, ha comportato una fatica notevole ma ora tutta la storia del mio blog, quasi cinque anni, dal primo all'ultimo post, dopo traslochi su varie piattaforme, è racchiusa qui, tra queste pagine... Buona lettura :-)!

sabato 29 gennaio 2011

Questione di prospettive

Tempo di scelte, di crescita, di grandi passi... di iscrizione alla Scuola dell'Infanzia... Ma quando è cresciuta la mia bambina? Perchè nessuno mi ha avvisato :-))?
Lunedì scorso sono andata alle riunioni di presentazione di due scuole... e sono tornata con un guazzabuglio di sentimenti che mi si agitavano dentro... 28 bambini e una maestra... e la mia bambina abituata al nostro rapporto esclusivo come farà? Come si troverà? E il pisolino?  E poi, cosa c'è che non potrei insegnarle io? (Per esempio l'ubiquità con due figlie e un lavoro da riprendere... ma spiegatelo alla "mammaprof", l'essere mitologico più temibile e contraddittorio che esista :-D)...
Per di più, l'istinto mi attirava in una scuola, la ragione nell'altra... 
Da brava blogger-webnauta/dipendente mi lancio nell'esplorazione dei siti... e coinvolgo il paziente maritino, già avvezzo a sentirmi fare interminabili disquisizioni a suon di  post, link, nick, e a vedersi arrivare sms di egual natura... sondiamo i Pof (che anche nella professione docente le sigle non mancano), guardiamo le foto... 

E poi arriva. Quella sua frase che fuga tutte le paure, i dubbi, le ansie; quella sua frase che ribalta la prospettiva e mi ricorda una volta di più, se ce ne fosse bisogno, perchè lo amo tanto: "Amore, ma pensi a quando Leti tornerà a casa e ci racconterà la sua giornata? E tutto quello che ha fatto a scuola?"...

Ecco, no, presa da tutte le mie paure non ci avevo proprio pensato... non mi ero fermata a riflettere su questa nuova forma di condivisione, di dialogo, su quei racconti che avrò tanta voglia di ascoltare, che mi rapiranno e di cui non sarò mai sazia...


E giovedì c'è stato l'open day... e lo spirito era un altro! L'istinto ha avuto la meglio... nel momento in cui Letizia mi ha chiesto perchè non ci fosse già un posto per lei nell'aula dei bimbi, nel momento in cui ha preso  senza esitazione la mano che la maestra le porgeva, quando ha spiegato che aveva le lacrime perchè fuori faceva freddo... quando ho visto la maestra rivolgersi a lei per prima e i bambini porgerle la sedia e preparare braccialetti per i visitatori... Una scuola più lontana di altre da casa ma che mi è sembrata centrata sui bambini... un ambiente sereno e costruttivo... 
E... indovinate? All'uscita ero io che consolavo il maritino che continuava a ripetere: "La nostra bambina... già a scuola!" :-D



venerdì 28 gennaio 2011

This moment

 Mattinata all'open day della scuola dell'infanzia: che dite, ci piace :-)?


A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember. 

giovedì 27 gennaio 2011

Tutto per gioco

I bimbi hanno il loro linguaggio fatto di giochi, sorrisi e immaginazione... a volte mi ostino ad usare con Letizia la lingua dei grandi... 
In cortile: 
"Leti, corri, siamo in ritardo, papà ci aspetta al cancello!"... Indovinate? Nulla! 
"Voglio guardare l'erba, mamma!"... 
Poi l'illuminazione: "Leti, scommetto che non mi prendi!!!!"... E via le corse... arriva la lupacchiotta Letizia!! 
Ancora... sera: 
"Letizia, il pipì-libro adesso no, dobbiamo tornare a cena!" "No, mamma, dai, libroooooo!!!"
... 
 "Senti, la verità è che, tu lo sai, Piccopè è un birbo, va a finire che torniamo di là e lui si è mangiato tutte le polpette!"
...
"E anche il pane, mamma?
"Eh, temo di sì..."
...
"Mamma, corriamo, Piccopè vuole mangiarmi la pappa!!"

Davvero, con i bimbi, a volte basta... giocare :-)!

Smantellamento addobbi e sistemazione ripostiglio: che divertimento!

martedì 25 gennaio 2011

#10 Il diritto alle sfumature

 "a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle"

"La città ci abitua alla luce, anche quando in natura luce non c’è. Nelle nostre case l’elettricità ha permesso e permette di vivere di notte come di fosse giorno. E così spesso non si percepisce il passaggio dall’una all’altra situazione. Quel che più è grave è che pochi riescono a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto. Non si percepiscono più le sfumature. Anche quando con i bambini usiamo i colori non ci ricordiamo più delle sfumature. Il pericolo è quello di vedere solo nero o bianco. Si rischia l’integralismo. In una società in cui le diversità aumentano anziché diminuire, quest’atteggiamento può essere realmente pericoloso." 19 novembre 2009 - Gianfranco Zavalloni

Ed eccoci arrivati all'ultimo diritto, al nostro ultimo appuntamento... ma la sfida continua ogni giorno, vero?? 
La sfida a condividere con i nostri bambini la capacità e la bellezza di camminare col naso all'insù, la gioia di salutare alberi e uccellini, e il sole che va a dormire... e i dettagli fuori posto, un oggetto insolito sul cammino... quelle osservazioni, quei ditini puntati, quelle soste a cui troppo spesso reagiamo incitando alla fretta...


Grazie a tutte voi, a tutte coloro che hanno reso bella e ricca di spunti, di suggerimenti, di intuizioni, di dibattiti, di originali riletture questa iniziativa, grazie a tutte coloro che hanno partecipato con post e commenti, grazie a tutte coloro che ci hanno seguito in silenzio, grazie a tutte le mamme e i papà e gli adulti che quotidianamente si mettono in gioco per mettere i bimbi, e i loro diritti e bisogni, al centro... e riscoprire così i fanciullini nascosti in loro :-)!

P.S. La possibilità di inserire link rimarrà  attiva per qualche mese in tutti i post: qualunque intuizione, riflessione, esperienza vorrete aggiungere, in qualsiasi momento, sarà graditissima!!

Partecipano: 


lunedì 24 gennaio 2011

Domenica creativa!

Se ho ripreso a scrivere il blog con una certa assiduità, dopo essere diventata mamma, lo devo a lei, alla sua "Casa nella prateria" scoperta per caso, in cui amavo perdermi e in cui, mamma alle prime armi, ho familiarizzato con tanti spunti, dalla maglia alla cucina, dalla pedagogia ai lavoretti che, con una bimba di pochi mesi, già sognavo di poter realizzare... Se mi sono fatta regalare la macchina da cucire dal maritino, un anno fa, è stato perchè queste pensavo che avrei potuto proprio realizzarle anch'io... e poi, chissà, usufruire dell'abilità della mia mamma per imparare tutto il resto...
Poi, in questa splendida avventura che è il web, ho conosciuto tante altre mamme creative, tra cui Linda, che con il suo "Aspettando insieme Natale" mi ha indotto a rompere gli indugi, a passare dai sogni ai... pasticci :-), che con le nostre chiacchierate notturne mi ha fatto venire una voglia matta di cucire, che mi ha sorpreso con un regalo davvero confezionato con il cuore e con le mani...
Bene, dopo i lavoretti di Natale, dopo gli acquisti compulsivi di materiale per fare... ehm, tutto, dal decoupage alla pittura; accanto alla magliamania che tuttora mi possiede... anche la macchina da cucire è sdoganata!! Occupa trionfalmente il tavolo del salotto dalla notte dell'Epifania, durante la quale (il lavoro è lavoro!) ha con (mia) grande emozione collaborato alla nascita di calze e calzette di varie forme (?!) e materiali... 



e ieri, complice un pomeriggio di Letizia con i nonni, ha visto il confezionamento del regalo di compleanno per... la nonna Maria! Ve la ricordate?
Accanto alla cornice vinta al concorso di Faccioquasituttoio dalla sua fotografia e meravigliosamente confezionata su misura, nel modello e nei colori da noi preferiti, da Chichi:

Non è bellissima? Grazie Chichi!

la mia suocerina riceverà questa bouillotte/scaldacollo, frutto della mia domenica creativa:



L'ho riempita, seguendo i consigli di Claudia, di riso e camomilla (ehm, non avendo i fiori... ho sacrificato e tagliuzzato qualche bustina di infuso ;-P), la forma l'ho ricavata, come potete vedere, usando una carta di recupero, ho cucito i bordi esterni e poi rivoltato il lavoro, rifinendolo con la realizzazione di tante piccole tasche che non permettano al ripieno di distribuirsi in maniera non uniforme, infine ho cucito, un po' a macchina e un po' a mano, il bordo interno, coprendo con un'elegante fettuccia le imperfezioni :-):


A fine lavoro ero stremata dalla concentrazione di un intero pomeriggio ma... felicissima!!! Grazie allora a Claudia, a Mammafelice che ha aperto le danze della creatività con la caccia al tesoro dell'estate (ricordate i nostri gufetti vittoriosi?), grazie  a Linda, grazie anche a Salvietta Jr che, con una sorta di "telepatia familiare", mi è stata inconsapevole "socia" di esperimenti (e guardate che creatività, la ragazza! Tutta la sua mamma :-))... Grazie a tutte voi che mi accompagnate quotidianamente con i vostri incoraggiamenti, con le vostre creazioni, con i pensieri dei vostri blog e l'affetto dei commenti che mi lasciate!

venerdì 21 gennaio 2011

This moment

Le prime casette di Letizia

Il nostro antidoto alla nebbia

Il regalo di compleanno a sorpresa di una dolcissima amica: grazie Linda!!

A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember. 

martedì 18 gennaio 2011

#9 Il diritto al silenzio

"ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell'acqua."

"I nostri occhi possono socchiudersi e così riposare, ma l’apparato auricolare è sempre aperto. Così l’orecchio umano è sottoposto continuamente alle sollecitazioni esterne. Mi sembra ci sia l’abitudine al rumore, alla situazione rumorosa al punto da temere il silenzio. Sempre più spesso è facile partecipare a feste di compleanno di bimbi e bimbe accompagnate da musiche assordanti. E così è anche a scuola. L’emblema di tutto ciò è dato da coloro che si spostano alle periferie delle città e a piedi o in bicicletta si portano nella natura per una bella passeggiata con le cuffie dell’Ipod ben inserite nelle orecchie. Perdiamo occasioni uniche: il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua. Il diritto al silenzio è educazione all’ascolto silenzioso." 19 novembre 2009 - Gianfranco Zavalloni


Per noi silenzio è tendere l'orecchio, un ditino alla bocca e un sorriso birichino, mentre aspettiamo papà, di ritorno dal lavoro con la sua moto rombante...
E, ancora, silenzio è pausa in musica: suonare e improvvisamente fermarsi, per gioco, una pausa più o meno lunga... shhhhh... per poi ricominciare!
Silenzio è avventura, mentre "ascoltiamo la casa": "C'è un signore, mamma, aiuto!!!!"...  
Silenzio è ascolto, carezza, gesto... 
Silenzio è, infine, sonno... Il diritto vale anche per le mamme, vero Seavessi ;-)?




In silenzio con noi:


lunedì 17 gennaio 2011

Maglia per principianti

Ragazze, vi voglio bene!! Avete valorizzato i miei pasticci ai ferri con i vostri complimenti... e siete addirittura arrivate a chiedermi le istruzioni... prendendomi alla sprovvista, vi confesso... mi sono sentita come un eschimese invitato a tenere una lezione di surf :-))...
Poi, però, ho pensato che magari la mia esperienza di super principiante poteva dar coraggio a qualcuno che vorrebbe avvicinarsi ai ferri... e così eccomi qui, a dirvi come ho iniziato, con i link ai filmati che mi hanno guidato... sì, perchè ho una mamma bravissima, sia con i ferri che con la macchina da cucire; ha realizzato il maglioncino che Leti indossa in questa foto e quello che vedete qui... anni fa avevo iniziato con lei... però ora i nostri incontri sono molto più frenetici, tra girotondi e corse con Letizia... e poi mi sembrava di delegare il controllo di quello che facevo che, alla fine, non mi apparteneva del tutto...  senza considerare che, per le insegnanti di maglia, bisogna sempre iniziare con delle prove non finalizzate a realizzare nulla, solo a far pratica... e io lo trovavo così demotivante! A maggior ragione ora, con pochissimo tempo a disposizione! Così ho comprato della lana, ho rubato due ferri  alla mamma e mi sono attaccata a youtube :-)... Tralasciamo il fatto che sono partita con l'ambizioso progetto di realizzare un poncho e ho realizzato uno scaldacollo... il tempo libero è quello che è :-D!

Per lo scaldacollo, ho semplicemente montato 50 maglie (lana grossa e ferri n°7) e poi le ho lavorate sempre a dritto per un'altezza di 18 cm circa, ho chiuso il lavoro così, tagliando il filo e facendolo passare per l'ultimo anellino, a formare un piccolo, invisibile nodo per poi usarlo per cucire i due lati della striscia così ottenuta... se poi sapete lavorare con i ferri circolari ancora meglio... ma se lo sapete fare non sarete arrivate a leggere fin qui :-)...
L'idea del cappellino è nata per caso, proprio infilando lo scaldacollo a Leti... gliel'ho lasciato a mo' di cuffia e l'effetto non mi dispiaceva per nulla! Così ho rifatto l'identica cosa, solo cucita su due lati e decorata con i pon pon... per quelli ho usato il metodo appreso all'oratorio da bambina... ma, visto che non ho realizzato foto, vi ho trovato un video-tutorial anche per questi :-)...
Per le scarpine che avete visto qui sto raffinando la tecnica... appena mi riesce seguiranno istruzioni :-)!

sabato 15 gennaio 2011

Diletta

Amata. Da subito. 
Sarà una sorellina, sarà Diletta... perchè grazie a lei, con lei, ho immediatamente capito che l'Amore, l'Amore di una mamma, non si divide ma si moltiplica... perchè l'ho fortissimamente amata, da subito, da quel sacco vitellino, dal ditino ciucciato nella seconda ecografia, dallo sbadiglio e dal sorriso dell'ultima... amata come non credevo fosse possibile, di nuovo... E non posso pensare a Letizia senza pensare anche a lei, non posso non pensarle insieme, mentre si parlano a suon di calcetti e carezze attraverso la barriera sottile del mio corpo... e di nuovo quel desiderio di incontrare, finalmente, il suo sguardo... nonostante le paure ("E quando mi vorranno entrambe? Ognuna per sè?"), nonostante la fatica che, lo so, ci sarà... nonostante tutto, è Diletta, infinitamente amata, da noi, dal mondo che l'accoglie...


venerdì 14 gennaio 2011

This moment

Quattro chiacchiere con la sorellina e poi... a testa in giù! 


Il dinosauro Dodò



Il mio regalo di compleanno... da parte dei miei Amori: chiedetemi se sono felice!

A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember. 

giovedì 13 gennaio 2011

Una stagione: l'inverno

Eccoci all'appuntamento con Ester, anche in questa stagione, la mia, la nostra: Letizia ed io siamo figlie dell'inverno, della neve, del caldo del focolare, delle giornate brevi, delle coccole domestiche...


mercoledì 12 gennaio 2011

martedì 11 gennaio 2011

#8 Il diritto al selvaggio

"a costruire un rifugio-gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi..."

"Anche nel cosidetto tempo libero tutto è preorganizzato. Siamo nell’epoca dei “divertimento”. I parchi gioco sono programmati nei dettagli. Così accade anche nel piccolo, nei parchi delle scuole o nelle aree verdi delle città, compreso l’arredo urbano. Ma dov’è la possibilità di costruire un luogo di rifugio-gioco, dove sono i canneti e i boschetti in cui nascoondersi, dove sono gli alberi su cui arrampicarsi? Il mondo è fatto di luoghi modificati dall’uomo, ma è importante che questi si compenetrino con luoghi selvaggi, lasciati al naturale. Anche per l’infanzia." 19 novembre 2009 - Gianfranco Zavalloni

Quanto mi piaceva, da bambina, costruire capanne, rifugi, casette, arrampicarmi sugli alberi e nasconderci Excalibur col mio papà! 
Ma anche quando gli spazi urbani o il meteo non lo consentono... siamo  proprio sicuri che i bimbi non sappiano trovare comunque il modo di essere selvaggi? 
E' proprio questo il senso della nostra sfida: mentre ci adoperiamo per cambiare una realtà non sempre o non necessariamente a misura di bimbi e bimbe, possiamo comunque tutelare i loro diritti? 
Io dico di sì:


Partecipano:

lunedì 10 gennaio 2011

La nostra giornata: un bilancio

Eccoci qui: vi ho raccontato la nostra giornata, com'era un anno fa e com'è oggi, mattina, pomeriggio e sera... 
Mi rendo conto di vivere un periodo privilegiato, molte mamme fanno fatica a ritagliarsi un po' di tempo per stare con i propri cuccioli, altre arrivano addirittura ad averne paura e a riempirli di impegni, temendo di non essere "abbastanza", per i propri figli... 
Di questi momenti cerco perciò di fare tesoro, delle 24 ore su 24, dei giochi, dei lavoretti, dei pasticci... non è sempre facile: quando siamo nervose ci "carichiamo" a vicenda e a giornate idilliache ne seguono altre da dimenticare... e ho dovuto accettare dei compromessi: un po' di televisione, alla mattina e alla sera, per potermi lavare, per poter sbrigare qualche faccenda che mi faccia star bene nella mia casa, per riuscire a preparare da mangiare; poche uscite, soprattutto ora che il pancione di sette mesi si fa sentire e spesso "la vestizione" diventa una lotta... 
Ma vivo anche, quotidianamente, momenti splendidi, dai disegni "insieme, dai, tutte e due", alle carezze sulla testa prima della nanna, ai "mamma, ti conto una (s)toria"... e ho scoperto che basta non avere fretta per star bene insieme e non è necessario inventarsi mille attività perchè, incredibilmente, bastiamo noi... 
E penso con timore ai giorni che verranno, a quelli in cui non sarò più il centro del suo mondo, a quelli in cui dovrò accettare una porta chiusa (la stessa porta dietro cui mi chiudevo io da ragazza!) o un "mamma, corro in cortile a giocare con gli amici!" e a quella libertà, ora sospirata e ritagliata nelle ore di sonno e di cui un giorno scoprirò  di non sapere che fare...

venerdì 7 gennaio 2011

This moment

Istruzioni qui






A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember. 

mercoledì 5 gennaio 2011

La nostra giornata oggi: la nanna e...

La nostra cena inizia più o meno intorno alle 20.00, mai prima, spesso un po' dopo! Poi, tra esperimenti, miscugli, chiacchiere, giochi e contrattazioni, non è mai conclusa prima delle 21.30... A quel punto pipì (e pipì-libro), pigiamino (con ghette, calzamaglia... e chi più ne ha più ne metta, visto che Leti è insofferente alle coperte!), dentini... e inizia "il rito della nanna" che può durare anche un'ora e mezza!
Fino a quando non ho avuto problemi con la seconda gravidanza ho allattato Letizia e l'addormentamento era al seno, spesso per entrambe... Poi, anche se non eravamo pronte nè io nè lei, ho dovuto spiegarle che la mamma aveva "la bua" e non si poteva più ciucciare... Leti, come sempre, mi ha capito... ha voluto vedere, mi chiede, ogni volta che vado "dal dottore", se sono guarita... e le ho spiegato che guarirò quando nascerà la sorellina... però, ovviamente, i primi giorni ha accusato il colpo, sembrava quasi che non volesse addormentarsi per paura di perdermi di vista... abbiamo provato così, come ho già scritto, ad eliminare il pisolino pomeridiano ma alla fine la transizione è durata poco e abbiamo instaurato "nuove coccole":  una fiaba (spesso con il papà, quando non è a lavorare), i "ghirighiri" sulla schiena, le mille richieste d'acqua per lei e coniglietto :-) e piano piano si scivola nel sonno... Intorno alle 23.30 sono finalmente tutta mia... beh, mia e della cucina da risistemare, del bucato da programmare e altre amenità... ma è questo il momento in cui infilo, compressa, la mia vita "di prima": letture, sul web e su carta, chiacchierate, nuovi post (che spesso programmo per più giorni)...  Me lo posso permettere relativamente spesso, quando aspetto il maritino che torna dal turno pomeridiano e magari si ferma al bar a salutare gli amici o quando Alberto va a fare il turno di notte... quando è a casa, se non è troppo tardi e la stanchezza non è eccessiva ci regaliamo un film accoccolati sul divano... abbiamo un bel po' di proiezioni cinematografiche degli ultimi due anni da recuperare! Oppure lui lavora alle sue foto, la sua passione, e io mi dedico al blog, ai ferri o, nell'ultimo periodo, agli addobbi e ai lavoretti natalizi! 

martedì 4 gennaio 2011

# Il diritto alla strada

"a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade"

video

"La strada è il luogo per mettere in contatto le persone, per farle incontrare. La strada e la piazza dovrebbero permettere l’incontro. Oggi sempre più le piazze sono dei parcheggi e le strade sono invivibili per chi non ha un mezzo motorizzato. Piazze e strade sono divenute paradossalmente luoghi di allontanamneto. É praticamente impossibile vedere bambini giocare in piazza. Gli anziani sono continuamente in pericolo in questi luoghi. Dobbiamo ribadire che, come ogni luogo della comunità, la strada e la piazza sono di tutti... così come ancora è in qualche paesino di montagna o in molte città del Sud del mondo." 19 novembre 2009 - Gianfranco Zavalloni

Letizia non ama camminare mano nella mano con noi... e come darle torto? Basta provare a fare qualche passo col braccio alzato per capirne la ragione, sembra di stare appesi! Di buon grado la assecondo, quando non c'è folla, cercando di insegnarle a guardarsi intorno... sul marciapiede la passeggiata si trasforma in gioco: "STOP, c'è un cancello! Controlla: è aperto o chiuso? Ok, possiamo passare!"; "Finisce il marciapiede, cosa si fa? Manina a mamma!"... 
E poi... viva i portici, le zone pedonali... e viva anche l'Ikea, e tutti i luoghi dove si può correre e scorrazzare in libertà ;-)!

Passeggiano con noi:

lunedì 3 gennaio 2011

Continuità d'Amore

...in questo giorno così normale e così speciale, in cui abbiamo cucinato insieme, col cuore che mi si colmava di gioia a sentire le tue risate scoppiettanti, mentre i semini ti scappavano da tutte le parti...


....in questo giorno in cui abbiamo ascoltato musica e ballato, corso e disegnato, in cui abbiamo letto nuovi libri, imparato a distinguere il cerchio, il quadrato, il triangolo e il rettangolo, collaudato nuovi giochi...


...in questo giorno in cui abbiamo guardato insieme Peppa Pig, scoprendo inquietanti somiglianze con la nostra quotidianità... e abbiamo fatto yoga con gli yoghini di cui ignoro il nome ma che ti piacciono tanto...

... in questo giorno in cui abbiamo cenato col minestrone profumato ai topinambur, per me passato e per te no, almeno fino a quando non hai voluto che ci scambiassimo i piatti... salvo mangiarti poi dal mio i bruchi (fagiolini) e le uova di bruco (piselli) e le carotine e la zucca... E i nostri panini... com'erano buoni!

...in questo giorno in cui: "Mamma, dormi con me? Ti stendi vicino a me?" e mi cerchi, mi vuoi sui tuoi piedi, ti accoccoli tra le mie braccia e mi accarezzi i capelli... e quando ti spiego che la mamma ti è sempre vicina, perchè tu sei scritta in me e io in te, sorridi, perchè già lo sai... 

Continuità d'Amore che non conosce fine...

domenica 2 gennaio 2011

La fine e l'inizio

Poichè era l'ultimo dell'anno, abbiamo cenato in sala, con la tovaglia natalizia e le candele accese nonostante le risate e gli attentati di Leti al grido di "Soffio??"...
Poichè era l'ultimo dell'anno ho improvvisato un cenone sobrio (tipo che quando ho tirato fuori il mini-cotechino dalla maxi-confezione ho esordito: "Amore, ci facciamo un thè con questo?"), impegnandomi a sporcare il meno possibile...
Poichè era l'ultimo dell'anno abbiamo sparecchiato in fretta, tutti insieme, e riordinato la cucina, i piatti subito in lavastoviglie...
Poichè era l'ultimo dell'anno abbiamo visto tutti insieme "Canto di Natale" di Topolino...
Poichè era l'ultimo dell'anno abbiamo messo a nanna una stravolta Letizia e aspettato la mezzanotte chiacchierando, ridendo e giocando a carte (n.d.r. Mai lasciare il maritino con il mazzo di carte incustodito)...
Poichè era l'ultimo dell'anno col pancione, abbiamo brindato con il bitter, mangiato una micro-fetta di panettone e guardato abbracciati i fuochi d'artificio mentre Leti non faceva una piega ronfandosela cullata dai botti...


Poichè era il primo dell'anno ci siamo svegliati con calma, abbiamo fatto colazione in sala, abbiamo lasciato tutto così com'era e ci siamo preparati per la Messa...
Poichè era il primo dell'anno abbiamo cotto il roast-beef in crosta di sale e raggiunto i nonni per il pranzo, non senza scordarci della zia "in esilio", di turno alla clinica veterinaria...
Poichè era il primo dell'anno abbiamo giocato fino alle 16.00 a nascondino con nonno e nonna per poi essere trascinati via di peso da mamma e papà per almeno un'oretta di pisolino...
Poichè era il primo dell'anno siamo andati a trovare l'amichetto del cuore con cui correre, leggere, ballare...
Poichè era il primo dell'anno abbiamo fatto tappa anche dagli altri nonni per gli auguri, due mandarini e tanti baci...
Poichè era il primo dell'anno abbiamo cenato tardi con qualche avanzo e tanta allegria, abbiamo ritirato tutto (tazze della colazione comprese) e ci siamo infilati sotto le coperte...

La fine e l'inizio dovrebbero arrivare più spesso :-)!


sabato 1 gennaio 2011

Buon anno!

E’ una personale tradizione, da qualche anno, rileggere durante queste feste, accoccolata nell’angolo preferito della casa, i “Racconti di Natale” di Dickens... 
Scritti con l’intenzione di “risvegliare pensieri di amore e perdono […] mai fuori stagione, in una terra cristiana”, realizzano l’intento con una poesia resa ancora più struggente dalla sottile malinconia che, qua e là, li pervade e che si materializza nella nebbia avvolgente degli inverni inglesi… e anche dei nostri.
Canto di Natale” è noto, purtroppo più nelle riduzioni cinematografiche che in originale; il mio invito è di riappropriarsi degli autentici odori, dei sapori, dei suoni che scaturiscono dalle pagine del libro; in Scrooge e nel suo “Sciocchezze!” ognuno avrà modo di rivedere una più o meno piccola parte, inaridita dalla frenesia di ogni giorno, di se stesso; con i fantasmi del Natale, potrà ripercorrere il proprio passato, vedere il presente, con uno sguardo sul futuro riacquistare consapevolezza di sé e riordinare le proprie priorità, scombussolate dalle urgenze di ogni giorno: “poco importa se la mano diventata rigida e pesante cade quand’è rilasciata; poco importa se cuore e polso si fermano. L’importante è che la mano sia stata aperta, generosa e sincera, che il cuore sia stato caldo, tenero, coraggioso, che il polso sia stato fermo. Colpisci, ombra, colpisci! Vedrai le buone azioni sgorgare dalla ferita e disseminare il mondo di vita immortale!”.

A tratti disperante è invece la lettura di “Rintocchi” … il finale richiama tuttavia alla fiducia negli uomini e, nella tacita memoria di un bambino che nasce, di un Dio che si fa uomo, invita a riscoprire il senso della parola “umanità” nel filo invisibile, operante, che tutti ci lega:  “Cerca di tenere a mente le dure realtà da cui ebbero origine questi fantasmi; e nella tua sfera d’azione – nessuna sfera è troppo ampia, nessuna è troppo limitata per tale fine- cerca di correggerle, migliorarle, addolcirle.


Così il nuovo anno sia per te benigno, per te e per tutti coloro la cui felicità è nelle tue mani! Così ogni anno possa essere più lieto del precedente, così non sia privato il più umile dei nostri fratelli della sua parte di bene, quale gli fu destinata dal Creatore”.

BUON ANNO!

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