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giovedì 1 dicembre 2011

Piccoli pagani crescono

Niente Gesù bambino, nelle scuole pubbliche; Natale sì ma senza nascita, si cambiano le parole alle canzoni, ai testi teatrali e, per non lasciare un vuoto imbarazzante, ecco gli idoli: Babbo Natale e i regali, i giochi, le caramelle... 
Davvero non ci sono alternative? Davvero laicità dello Stato può equivalere soltanto a neutralizzazione della religiosità, sostituita da idoli? Non è questo forse e comunque paganesimo? Non è molto più pericoloso di qualunque religione in un'epoca di consumismo, in un'epoca in cui l'avere conta più dell'essere, fino a sostituirsi ad esso?
Dietro ogni festa c'è una storia, perchè non raccontarla? Perchè piuttosto non far conoscere tutte le feste, le tradizioni, in un clima di rispetto, di accoglienza reciproca? Perchè dobbiamo parlare di tolleranza, che poi diventa per lo più sopportazione indifferente, quando la scuola è la culla della conoscenza? Perchè, piuttosto, non optare per il sincretismo, senza voler insegnare a credere ma solo a cercare? A farsi domande che esulano dal mero materialismo? Davvero lasciamo i nostri figli liberi di scegliere in questo clima di censura generalizzata? 

La libertà passa dalla conoscenza che, davvero non lo capisco, in materia religiosa a scuola pare non possa essere alimentata. 

Medito questo post da un po' di tempo, da quando per Letizia abbiamo optato per la scuola pubblica e abbiamo saputo che avremmo avuto Feste senza nulla da festeggiare pubblicamente... Mi piacerebbe conoscere il vostro punto di vista, soprattutto se diverso dal mio.

43 commenti:

  1. Invece alla scuola del mio paese (pubblica) si fa il presepe, si fanno canzoni di Natale...Sicuramente a discrezione delle maestre.
    Io non so bene come pensarla, anche a me dispiace perdere storie e tradizioni!

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  2. "La libertà passa dalla conoscenza". Hai perfettamente ragione, io vorrei che nelle scuole insegnassero tutte le religioni, tutte le tradizioni... è un discorso ampio e complesso, ma concordo assolutamente con te!
    Un abbraccio

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  3. Io concordo in pieno.
    E' come quando si dice che la fede è solo un laccio, che dobbiamo scegliere in libertà e poi però appena c'è una catastrofe naturale (che poi magari tanto naturale non è) e muore qualcuno "Ecco...Dio non esiste perchè fa succedere queste cose".
    Non vogliamo Dio "fra i piedi" poi però quando va male ce la si prende con Lui.
    L'ho sentito dire anche per le alluvioni in Liguria e in Sicilia e mi ha fatto davvero arrabbiare.
    A Natale dello scorso anno alla scuola materna statale del paese scrissero una poesia (l'ho vista in biblioteca) che diceva così "Natale non so cos'è, ma non importa perchè ci vogliamo bene io e te".
    Ecco, quel "non so cos'è ma non importa" mi ha irritato.
    Ok che ci sono tanti bimbi di famiglie musulmane, indù o semplicemente atee, ma non vedo cosa ci sia di male a spiegare ai bambni cos'è il Natale, perchè i cristiani lo festeggiano, e perchè comunque anche chi non crede lo considera una festa importante.
    Così come poi spiegare perchè si fa il Ramadan, Annouka, ecc...
    Io ho scelto per Ida la scuola parrocchiale per mille motivi (tenere unito il gruppo classe, un'ottima insegnante che sarebbe rimasta per minimo due anni mentre alla statale cambiano spesso, un programma didattico con attività alternative molto buono) e devo dire che sono contenta anche perchè ovviamente il discorso delle feste religiose viene portato avanti in un certo modo, con una preparazione spirituale e una "disabitudine al giocattolo" che apprezziamo molto...anche DaddyBear che non è quello che si definisce un "baciapile".

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  4. Grazie per questo post e per le riflessioni che nascono da qui. Per me le tradizioni sono importanti perché fanno parte della cultura, e come dice la tua frase "la libertá parte dalla conoscenza", dipende sempre anche da come si fanno e si propongono le tradizioni (come occasione di conoscenza, di approfondimento di valori condivisi, o come obbligo ecc.). In questo senso approverei tantissimo di far conoscere piú tradizioni possibili, delle varie culture, cosí si scoprono anche i valori condivisi dalle diverse religioni ad esempio. Per fortuna ci sono delle insegnanti che lo stanno facendo. Ora attendo altri commenti, il tema é molto interessante... Ciao e buon primo dicembre! :)

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  5. Ricky va nella scuola materna delle Salesiane (non c'era molta scelta da noi.. o suore.. o suore!) per cui il problema non si è posto, e nonostante una ricca varietà etnica i simboli del Nostro Natale sono tutti presenti.
    Ma concordo pienamente con quello che hai scritto, lo penso ogni anno quando al tg ascolto casi di questo genere.
    E questo tuo pensiero è ciò che mi ripeto sempre: "Perchè piuttosto non far conoscere tutte le feste, le tradizioni, in un clima di rispetto, di accoglienza reciproca? Perchè, piuttosto, non optare per il sincretismo, senza voler insegnare a credere ma solo a cercare?"
    basterebbe davvero poco perchè l'integrazione fosse davvero INTEGRAZIONE e non necessariamente esclusione e oscuramento delle tradizioni e del credo di ognuno di noi.
    Aspetto di leggere gli altri commenti!

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  6. Premetto che non sono praticante e ho molti dubbi in merito alla religione (ma questa è una questione mia personale), ma sono contenta che nella nostra scuola d'infanzia pubblica i bambini partecipino alla creazione del presepe e che la maestra di religione racconti la storia di Gesù bambino e le tradizioni di Natale.
    Fa comunque parte delle nostre radici culturali e non credo sia giusto perderle, i bambini ne hanno bisogno per crescere con dei saldi punti di riferimento.

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  7. Noi abbiamo la scuola pubblica ma i bambini fanno l' albero e il presepe , il calendario dell' avvento scolastico dove ogni giorno leggono un pensiero rivolto alla pace e all'amicizia.....io ho comprato ieri un libro per piccolina in cui spiega la nascita di Gesu' ai bimbi piccoli...... forse con un po' di tolleranza e intelligenza si puo' fare e spiegare tutto ma basta al Natale commercializzato non se ne puo' piu' !

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  8. Essere pagani o atei, o agnostici o qualsiasi altra cosa non vuol dire essere privi di valori per forza e vedere solo il lato commerciale del natale....io credo che ci voglia grande rispetto nei confronti di tutte le religioni e credenze; solo insegnando questo rispetto ai nostri cuccioli potremmo costruire un sistema migliore....personalmente anche a me da fastidio il natale commercializzato, i regali, le grandi spese....preferisco fare pochi e semplici regali magari fatti in casa e voglio insegnare tutto ciò a mio figlio....in casa nostra c'è l'albero di natale (che è un simbolo di tradizione pagana) non c'è ancora il presepe per motivi di spazio ma sono d'accordo che i bambini partecipino a questa tradizione a scuola anche se io non mi sento cristiana e non vado in chiesa....ma mio figlio ha massima libertà su questo, se vorrà andarci lo accompagnerò...
    ti abbraccio!

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  9. Io non sono d'accordo con questa "sterilizzazione" del Natale. Integrazione significa conoscenza e rispetto delle tradizioni altrui (in questo caso poi parliamo delle nostre!) e non "oscuramento" dei rituali ad esse legati. Chi non crede o crede in altro può tranquillamente raccontare (o tollerare) quella di Gesù Bambino come una bella favola. Come dovremmo raccontare ai nostri figli tante belle favole che li aiutino a capire le altre religioni...

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  10. Cara Anna, come sempre le tue parole colgono nel segno... come ti ho scritto anche su FB, il mio commento sarebbe un papiro e forse ci farò un post però in breve:
    - spiegare non vuol dire indottrinare, quindi non bisogna aver timore di offendere toccando certi argomenti
    - "impermeabilizzarsi" per paura di offendere non aiuta il percorso di integrazione, anzi...
    - per quel che ho potuto vedere e sentire nelle scuole, spesso (direi quasi sempre) la resistenza è proprio della scuola, ma in questo caso non si può certo dire che prevenire aiuti a curare.
    - Bisognerebbe avere il coraggio di parlare di Gesù (come di altre religioni o tradizione) con temi, modi e parole adatti all'età dei bambini, senza timore di ferire nessuno (perchè se ci si prepara/informa o se ci si fa aiutare da qualche esperto il rischio è davvero remoto)
    - p.s. avete presente la questione del crocifisso che ogni tanto ritorna ciclicamente sui giornali? se andate a fare una veloce ricerca scoprirete che quasi mai il problema viene sollevato da stranieri (in particolare musulmani) come la maggior parte della gente crede, questo secondo me è molto interessante...
    ma il discorso si fa lungo e anche il commento, come ho detto meglio scrivere un post.

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  11. Anna, ma questa non è laicità. Perchè per collegarmi alla questione del crocifisso, mi sembra veramente ridicolo spiegare il natale attraverso Babbo Natale e lasciare il crocifisso in classe senza spiegare cosa sono entrambi.
    Lascio ad altri la questione sulla "nostra tradizione", perchè non mi appartiene, però penso davvero che la laicità non sia questo.
    Propenderei all'integrazione se non partisse sempre dal "vi racconto cosa fanno gli altri", sottintendendo nuovamente un noi generalistico...
    Lucia

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  12. Anche io, cattolica e credente con un pò di dubbi sulla Chiesa come istituzione, ma questo è un altro discorso.
    Mio figlio va dalle suore, per scelta, perchè in fondo ripongo sempre fiducia nella loro figura e son contenta che viva di presepe, Babbo Natale e canzoncine su Gesù Bambino.
    Anche io sono per la conoscenza e l'accoglienza dell'altro...
    Una volta sono rimasta esterefatta a guardare il rito della messa ortodossa, mi ha incantata ed affascinata... pur non capendo niente di russo e non conoscendo affatto i loro riti... vorrei però che anche mio figlio guardasse l'altro con questi occhi!
    Nicoletta

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  13. piccola lory hai ragione. abbiamo paura delle nostre tradizioni, abbiamo paura di indicare una strada ai figli, e di spiegare quali sono le altre strade. che poi io credo che inevitabilmente ad una certa età si sceglie da sè. e allora io mi chiedo se non vogliamo più che il senso del natale ci appartenga perchè lo festeggiamo, o meglio perchè la tv lo sfrutta, perchè i giornali, perchè i giochi, perchè babbo natale...perchè alimentare il consumismo dietro un natale vuoto. no, come dici tu non va. stiamo perdendo tante cose (come hallowen invece della festa de santi o la commemorazione dei morti) al di là dell'essere ateo o meno stiamo incentivando feste vuote, consumistiche e stiamo perdendo tutto ciò che ci aiutava a leggere dentro noi stessi o semplicemente nell'essenza della vita. grazie per questa riflessione

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  14. Grazie a tutte per questi contributi costruttivi e per le testimonianze! Ho pensato di riportare qui di seguito anche ciò che è emerso su fb, in modo che nessuno resti escluso, poi proverò a rispondere ad ognuno :-)!

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  15. Che riflessione profonda! Esprimo il mio giudizio da non credente: non è giusto. A me non piace. Così non mi è piaciuto il fatto che volessero togliere il crocefisso dalle aule. Non sono credente ma questo non mi impedisce di essere obiettiva. Siamo in Italia e la religione ufficiale è quella cattolica. E' giusto festeggiare il Natale, raccontare la storia di Gesù e onorare le feste: religiose e non. Io vado a braccetto con i compromessi. Ora nelle scuole si offrono piatti etnici, si organizzano corsi di lingue... ma non è giusto dimenticare le tradizioni e la religione. Io ho il "problema" opposto. Topastro frequenta una scuola religiosa e guai a nominare Babbo Natale o Halloween, le maestre girano lo sguardo da un'altra parte, ammutoliscono e poi cambiano argomento. Perchè non possiamo mantenere tradizioni, religione e attività che permettano l'integrazione degli stranieri? Giornate per raccontare la storia di altri popoli e religioni, piatti etnici, Gesù ma anche Babbo Natale. A me la gente con i paraocchi non piace. E nascondersi, fare finta che le feste non esistano evitando di cantare canzoni natalizie sulla Nascita...no, non mi piace!

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  16. Sara M.ha scritto: "Per me Natale è la festa della nascita di Gesù Bambino,togliere lui è come andare ad una festa di compleanno dove non c'è il festeggiato.Perchè togliere ai bambini ciò che ci è rimasto di buono e dargli solo la parte consumistica delle feste."

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  17. Laura V. ha scritto: "Io sono credente quindi "di parte" diciamo! Natale esiste in quanto nascita di Gesù, incarnazione del figlio di Dio nel mondo, inizio della Salvezza. Che poi sia stato contornato da tanti altri elementi (buoni e meno buoni).. Io adoro tutto quello che attornia il Natale: l'albero, i dolci,le candele, il ritrovarsi, il mangiare insieme..ma è un contorno appunto. Io lo vivo così; altri lo vivranno in altri modi, a seconda delle credenze e delle sensibilità."

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  18. @ALCHEMILLA: ecco, forse nei paesi le maestre si sentono meno "sotto pressione" e c'è un'utenza più omogenea che fa sì che questo sia possibile, a me però piacerebbe che si trovasse davvero un punto di incontro, che ovunque le scelte fossero prese consapevolmente nel rispetto di tutti in modo che nessuno possa sentirsi offeso, escluso o deprivato.
    @BRUSKAMENTE FAMIGLIA: approfitto del tuo spunto per trascrivere anche il contributo lasciato da Alessia in un gruppo su fb: " io sono profondamente d'accordo, sarà perché ho le tue stesse credenze, ma soprattutto ho educato i miei figli a conoscere tutte le cose e non solo una religione in particolare (non sono battezzati). A scuola fanno religione proprio per questo spirito di conoscenza ma sono profondamente arrabbiata perché si parla solo di religione cattolica e invece secondo me in uno stato laico il programma dovrebbe essere "storia delle religioni"..."

    A mio avviso l'ideale sarebbe non circoscrivere: sì all'ora di religione cattolica, ma sì anche a una conoscenza a 360° di tutte le tradizioni religiose, proprio nel percorso curricolare.

    Alessia ha scritto aquesto proposito: "invece secondo me l'ora di religione cattolica è proprio da eliminare, per quello c'è il catechismo, a scuola storia delle religioni (inteso come tradizioni) dove ci sta dentro anche la cattolica ma trattata allo stesso modo delle altre..."

    Diciamo che l'ora di religione cattolica dovrebbe comunque avere un approccio ben diverso dal catechismo, non insegnare precetti ma a guardare la realtà in prospettiva religiosa e la religione all'interno della realtà e la storia.

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  19. @MAMMACHETESTA: questa poesia è davvero l’esempio più eclatante di quanto a volte il concetto di laicità dello Stato si interpretato in maniera maldestra e controproducente in ambito scolastico; "Natale non so cos'è, ma non importa perchè ci vogliamo bene io e te" che tristezza :-(!

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  20. @SYBILLE: hai ragione, il modo è spesso quello che fa la differenza e, come sempre nella scuola, al di là di ogni riforma, sono le persone a farla… spero che si diffonda la volontà di trovare soluzioni alternative e che le insegnanti siano, al contempo, lasciate libere di trovare una via di autentica conoscenza.
    @Roby: sì, basterebbe poco, e forse farebbe anche tanto bene alla scuola pubblica che tanti evitano proprio per timore di una maldestra gestione dell'integrazione.
    @Murasaky: "punti di riferimento" esatto! Anche per comprendere semplicemente il valore della diversità che invece queste pratiche tendono a neutralizzare.

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  21. @Elisabetta: ne sono convinta. E non intendo demonizzare neanche i regali, ma che non restino solo quelli! Noi genitori possiamo ovviamente "colmare" le lacune in merito ma questo non esime la scuola dal costruire conoscenza. P.S. Sono contenta che in qualche scuola il Presepe "resista" e vi dirò che anche in tutti i Licei in cui ho insegnato non mancava mai, a maggior ragione mi spiace che ne siano privati i piccoli.

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  22. @Valentina: "Essere pagani o atei, o agnostici o qualsiasi altra cosa non vuol dire essere privi di valori per forza e vedere solo il lato commerciale del natale", hai ragione, il mio titolo ovviamente intendeva essere una provocazione e si riferiva al paganesimo nel senso deteriore e non proprio del termine, come culto di idoli vuoti, privati di un qualunque significato che esuli dal mero materialismo. La tua testimonianza mi incoraggia molto perché dimostra che basta vivere con serenità le proprie scelte per non temere la diversità! Un abbraccio a te

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  23. @Claudia: "sterilizzazione del Natale", non avrei saputo trovare termine migliore... in Francia come funziona? Hanno trovato soluzioni più valide?
    @Linda: grazie Linda, quello che mi scrivi rafforza la convinzione che noi insegnanti (mi ci metto anch'io) dovremmo ricevere una formazione mirata... aspetto con ansia il tuo post!

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  24. @Lucia: hai perfettamente ragione, il "noi" è sempre più differenziato, bisognerebbe semplicemente lasciare la parola alle differenze, ma che siano, tutte, libere di esprimersi, libere di farsi conoscere.

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  25. Sono perplessa anch'io. Ogni anno preparo una storia per la festa "natalizia" della classe di mio figlio, ma non devo assolutamente toccare temi di natura, non dico religiosa, ma nemmeno natalizia, per non offendere la sensibilità di una bimba Testimone di Geova. Faccio i salti mortali per scrivere una storia natalizia ma che non sia natalizia...
    Siccome mi sta a cuore la sensibilità di tutti i bambini, che siano di famiglie atee, musulmane, cattoliche, eccetera eccetera, ci metto qualche piccolo riferimento qua e là e tanti spunti per il rispetto reciproco... infatti sono un po' preoccupata: mi pare che la storia di quest'anno non abbia né capo né coda...
    Intanto buon dicembre a tutti, ma proprio a tutti! :)

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  26. Hai sicuramente toccato un argomento molto delicato, penso che, come per la maggior parte dei problemi di questo tipo, una buona dose di buon senso ci salverebbe da tanti divieti e censure inutili. Quando ero bambina ho frequentato per alcuni anni una scuola gestita da suore, e anche il catechismo in parrocchia era affidato alle suore. Non sempre la questione religione veniva affrontata con il dovuto equilibrio, tanto per intenderci la prima lezione di catechismo a bambine di 6 anni era incentrata su santa maria goretti e in IV elementare venivamo obbligati a confessarci ogni settimana, col pretesto che se lo faceva il papa sicuramente ne avevamo bisogno anche noi. Questo tipo di approccio era sicuramente viziato oltre che controproducente. Credo che, almeno in parte, la tanto auspicata laicita', intesa come piazza pulita di qualsiasi riferimento religioso a scuola etc., si possa spiegare anche come reazione a comportamenti di questo tipo. Perche', ovviamente, e' piu' facile eliminare che cercare un approccio piu' equilibrato. Con la conseguenza che ci rimettiamo tutti, credenti e non, perche' secondo me una censura e' sempre sinonimo di sconfitta. Del resto riflettevo sulla possibilita' che riferimenti religiosi possano offendere la sensibilita' di bambini la cui famiglia appartiene ad altri culti: la storia di Babbo Natale viene raccontata ai bambini, certo i loro genitori non ci credono, eppure questo non offende nessuno, non credo che bambini cosi' piccoli siano gia' in grado di distinguere tra le cose in cui si crede perche' si e' bambini e quelle in cui si crede per fede, ma non ho figli, quindi magari mi sbaglio...

    Per quanto riguarda la questione insegnamento della religione cattolica versus storia delle religioni, una volta ho letto che mi pare Cacciari sosteneva non fosse una buona idea fare storia delle religioni dal momento che la nostra cultura e' strettamente legata a quella cattolica. Pero' riflettevo che in fondo anche l'insegnamento della storia approfondisce maggiormente quella legata all'Italia, dando pero' comunque un quadro generale della storia nel mondo. Forse sarebbe saggio cercare un approccio analogo per l'ora di religione. Anche qui questo sarebbe ovviamente piu' faticoso e oneroso per la scuola che presentare le immagini dei santi cattolici e insegnare ai bambini a mandarci bacini, come a volte viene fatto, specie con i piu' piccoli.

    Scusa per il commento lunghissimo e grazie per questo post e per le belle riflessioni che ne sono nate!

    Alice

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  27. Sai che mi hai fatto pensare che non so come la pensano a scuola di mio figlio in proposito. So che oggi hanno lavorato sul tema perchè è uscito dalla classe tutto verde e mi ha detto che ha colorato l'albero. Non ho idea però se stiano pensandoa nche al Presepe. A casa stiamo preparando tutto (quest'anno non ci facciamo mancare niente): corona dell'avvento, calendario, albero e presepe. Cerco di spiegare tutto al mio bambino treenne, che chissà poi cosa capisce, però domani chiedo alla maestra.

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  28. ciao, manco da un pò ma ho recuperato leggendo tutto

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  29. Ciao a tutte, mi intrometto volentieri nella discussione. Vedo che più o meno tutte concordiamo sull'insopportabilità del rito ormai strettamente commerciale. Ho letto da voi molte buone idee e con alcune opinioni sono d'accordo. Posto che, dopo un'infanzia protestante ed una ricerca spirituale che mi ha portata ad esplorare verie religioni ora posso dirmi atea, continuo ad essere -mio malgrado- affascinata dalla figura di Gesù; non amo però l'idea che spesso passa di "italiani=cristiani/cattolici" e vorrei ricordarvi che, tra gli stessi cristianio, vi sono svariate confessioni che non accettano l'uso di simboli quali il crocefisso e le immagini venerabili. Chiuso l'argomento croce, vi copio-incollo quello che ho scritto a Stima:
    Tanto per cominciare, qui mi chiedono sempre se possono parlare di Gesù bambino ai miei figli, visto che non fanno religione. Io rispondo sempre che non è un problema la natività, quello che mi da più fastidio è l'onnipresenza di babbo natale! Quello non è una nostra tradizione, e non l'abbiamo certo introdotto noi atei, ma gli stessi bravi cattolici l'hanno imposto anche a noi; io personalmente lo sopporto poco, perché è una figura totalmente commerciale e il fatto di ritrovarmelo anche a scuola, e in dosi massicce, mi irrita davvero! E le origini della festa di dicembre sono più che pagane, si sa che la data di festeggiamento della nascita di Cristo è stata decisa a tavolino per soppiantare vecchi culti altrimenti non cancellabili.
    Ecco, questo per portarvi, in breve, il mio punto di vista.
    Noemi (nome ebraico che significa felicità, gioia).

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  30. condivido il tuo punto di vista... ed ammetto che io per prima ho perso un pò di vista lo spiegare a mia figlia il senso del natale... oggi a casa nostra è arrivato il calendario dell'avvento... oggi le ho detto di babbo natale che porta ai bimbi un regalo...
    sono sincera... ultimamente con la religione non vado molto d'accordo, sono arrabbiata e senza risposte, ma questo è un problema mio... mia figlia ha il diritto di conoscere, perchè conoscenza significa libertà di scelta, significa rispetto per chi la pensa diversamente da noi...
    lei va in una scuola ad orientamento cattolico, le stanno insegnando preghierine e canzoncine, ma io in tutto questo io che ruolo sto avendo? che ruolo voglio avere?... non di certo quello di una mamma che "inneggia" al consumismo ed al materialismo, che sono davvero lontani dal mio modo di vivere e pensare!...
    grazie per queste tue parole, mi hai fatto riflettere...
    è che penso di non trovare il modo, le parole per spiegare di gesù che viene tra gli uomini... di farle avere un'idea... immagino che la maestra di religione le starà raccontando la "favola di gesù"... ma io sento di non avere il modo... voglio fare un giro in libreria, magari trovo un libricino che potrà aiutarmi...
    grazie!

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  31. @simplymamma: è vero, a una certa età si sceglie da sé ma sarà una scelta davvero libera solo se consapevole... non solo, come ben scrivi tu, il rischio è di soffocare la domanda di senso che ci accompagna tutti, censurando la spiritualità. Grazie a te!
    @Pollon: esatto, nessuna chiusura, ma arricchimento reciproco, grazie!

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  32. Ciao! io vivo a Madrid. Intanto il Natale è vissuto solo come nascita di Gesù perchè i regali vengono portati dai Re Magi.
    Alessandra frequenta una scuola internazionale con 53 nazionalità diverse e festeggiano tutti gli avvenimenti di ogni cultura. Per cui un po' più di un mese fa ha festeggiato il Capodanno Ebraico (una mamma è andata in classe a spiegare la festività e ha portato i dolci specifici dell'evento), qualche giorno fa è arrivato in classe Saint Nichlaus della cultura olandese, per Natale proporrò di spiegare la nascita di Gesù. Sono molto contenta di questo scambio interculturale..apre la mente!

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  33. Tema delicatissimo, figurati che ci fanno corsi all'università (il mio assistente di tesi se ne occupava). Ho sempre pensato che fosse un peccato tutto questo difendere il proprio piccolo mondo culturale senza capire che apertura significa sempre arricchimento, ne ho parlato spesso sul mio blog, tag "differenze".

    Personalmente mi ritengo laica, cosa che traduco con un approccio che abbraccia tutto quello che sento affine, senza preoccuparmi molto di quanto possa "snaturarmi", allontanarmi dalla mia matrice culturale, ma anzi certa che possa lasciarmi qualcosa di positivo.

    Al liceo ho avuto un professore di religione illuminato, un prete con vera vocazione missionaria, che ci ha fatto lezione di "religioni". Molto del mio percorso e della mia apertura le devo a lui.

    Nel quotidiano però difficilmente ho incontrato persone così aperte, è un peccato.
    ciao

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  34. @6cuori: ecco, il tuo smarrimento è un po' anche il mio, non capisco proprio perché il rispetto debba passare dalla banalizzazione :-(, buon lavoro nonostante tutto :-)!
    @Alice: ti sono grata per il tuo commento lunghissimo, altrochè! Secondo me non si tratta di sostituire l'ora di religione con un'ora di storia delle religioni; come ho scritto prima, l'ora di religione cattolica credo rimanga importante come momento in cui calare la dimensione religiosa specifica nella vita e nella realtà... la conoscenza dell'altro non dovrebbe avere confini orari determinati, dovrebbe rappresentare un approccio trasversale, che colga ogni occasione per esplicarsi, in primis le festività, tanto più alla scuola dell'infanzia dove il programma è organizzato in maniera "fluida". Quanto alla capacità dei bambini di distinguere tra fede e fantasia... sta poi ai genitori guidarli, ma che almeno sia data loro a scuola la possibilità di conoscere!

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  35. @cartacanta: non deve necessariamente capire tutto, certo ricorderà con piacere e su questa gioia ci sarà modo di costruire anno dopo anno, giorno per giorno :-), grazie della testimonianza, facci poi sapere!
    @Cioccomamma: bentornata ;-)!
    @Noemi: grazie a te del contributo alla discussione! Proprio perché è sempre meno valida l'equazione italiani=cattolici è doveroso fare cultura anche in ambito religioso; certo il Natale è stato introdotto ed è contemplato nel calendario scolastico come festa cattolica e da lì sarebbe bene partire, magari ripercorrendo anche le tradizioni pagane antecedenti, perchè no? Già le scuole steineriane credo favoriscano un approccio di questo tipo. quanto a Babbo Natale, no, ti devo smentire: il "vecchietto pancione vestito di rosso" (per intenderci :-D) è un'invenzione, un'icona della Coca Cola; cattolico è San Nicola, festeggiato il 6 dicembre (per esempio a Bari) ma non così invasivo e "commerciale" come figura, anche se spesso sovrapposto a Santa Claus. A mio avviso, in ogni caso, di ogni tradizione si può salvare un aspetto positivo, anche delle più commerciali, basta non indulgere al consumismo sfrenato noi per primi!

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  36. @Kikka: grazie a te per queste parole "a cuore aperto" :-), credo che sia assolutamente comprensibile essere a volte arrabbiati, anche con Dio :-), magari ripercorrere con tua figlia la natività ti potrà aiutare. Per parte mia ti consiglio questo libro che da quando sono madre mi ha aiutato a vivere il Natale in modo ancora più ricco, un abbraccio!

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  37. @Maddalena: quello che mi racconti è un sogno, mi riempie di speranza! Speriamo che essere cittadini europei ci arricchisca anche da questo punto di vista!
    @Cì: in rete invece ne sto incontrando tante, speriamo ;-)!

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  38. Ciao, sono tornata, concordo pienamente con te! Il mio bimbo se ricordi ha solo due anni eppure oggi abbiamo fatto il presepe e mi rattrista sapere che questo sarà un rito solo domestico. Da piccoli noi a scuola con la maestra ne allestivamo uno bellissimo, facevamo delle recite che erano tutte incentrate sulla nascita di Gesù. Personalmente spesso mi sono definita un po' pagana.... nel senso che il mio modo di credere è più vicino ad un San Francesco che all'ottica attuale della nostra religione, tuttavia ho battezzato mio figlio e lo crescerò con valori cristiani, dandogli un'etica e una morale. Come giustamente poi dici tu... è meglio che piuttosto i bimbi conoscano più tradizioni, abbiano più occasioni di festeggiare e celebrare qualcosa, riflettendoci, piuttosto che il nulla... perchè la scuola è fonte di conoscenza e ha in mano il futuro che si spera sia più tollerante. Poi laicità o non laicità la storia di Gesù si può anche narrare come una Favola, come se non fosse un fatto religioso, così come avviene con Esopo o Fedro... semplici storie da cui ognuno però può trarre una sua morale ;)

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  39. sai, anch'io fatico ad accettare questo stato di cose... nonostante sia tollerante, aperta di idee e di vedute.
    credo che la religione cattolica cristiana sia comunque una radice forte e importante nel nostro paese...
    poi però penso che infondo la tolleranza sia un principio altrettanto importante e così scalmisco e mi accontento dei "nostri" riti casalinghi.

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  40. Ho letto il tuo post e il tuo commento sul mio blog. Non sono riuscita invece a leggere tutti i commenti qui sopra, ma vedo che hai suscitato molto interesse!
    Per come la vedo io, la questione è in ostaggio a un piccolo gruppo di iper-laicisti (quasi gli adepti di una sorta di anti-religione), che nulla hanno a che fare con la vera laicità. La laicità significa rispettare e promuovere l'identità di ognuno, il laicismo significa cancellare ogni identità. Non credo affatto che i musulmani, ad esempio, ci chiedano di non festeggiare il Natale. Se sono credenti, inorridiscono di più della nostra mancanza di religione che della nostra fede.
    Il punto è che le minoranze vanno davvero rispettate, ma ciò non è possibile se non si inizia intanto con il rispetto della maggioranza.
    Voglio dire che siamo in un paese che ha una tradizione cattolica: nessuno deve ovviamente essere forzato a fare scelte non sue, ma perché non possiamo rendere pubblici e condivisi alcuni momenti particolari (come il Natale, la Pasqua, ecc.?). Allora siamo coerenti e mandiamo i bambini a scuola il 25 dicembre! (E gli insegnanti anti-presepe a lavorare!).
    Quello che dici sul conoscere la nostra tradizione religiosa insieme alle altre mi trova d'accordo con dei distinguo. Intanto, bisogna dire che in Italia, per via di un concordato tra la Chiesa e lo Stato, c'è l'ora di Insegnamento della Religione Cattolica. Ovviamente questo non è il catechismo, ma intanto proverei a insegnare davvero un po' di religione cattolica (cosa che quasi nessuno fa). Voglio dire che in teoria un bambino, ad esempio, può imparare molte lingue, in pratica però ne dobbiamo scegliere una o due e concentrarci su quelle. Te li vedi i genitori che non vogliono "imporre" nessuna lingua particolare ai propri figli, quindi parlano loro ogni giorno in una lingua diversa? Secondo me, soprattutto con i più piccoli, e solo se i genitori fanno tale scelta, va insegnata davvero un po' di religione cattolica, non "volemosebbene comparato". Poi, crescendo è normale che l'orizzonte si allarghi e che i ragazzi abbiano degli elementi di cultura religiosa anche aldilà dell'orizzonte cattolico. Se, in quel momento, sapranno davvero qual è la fede cattolica, sapranno anche cogliere meglio affinità e differenze con le altre. Se non sapranno niente di sé, non sapranno niente dell'altro. E' inevitabile. Inoltre c'è la sensazione che la questione sia trascurata perché non le diamo vera importanza. Dal mio punto di vista, io so che "impongo" ai miei figli molte cose: lavarsi, prendere le medicine se sono malati, andare a letto a un'ora che mi sembra conveniente, non alimentarsi soltanto a cioccolata e patatine fritte... Ogni volta che sono convinta di fare il loro bene profondo, io mi prendo la responsabilità di imporre qualcosa. Forse, semplicemente, in molti non ritengono più che la fede sia il bene profondo dei loro figli, proprio per questo permettono che sia insegnata poco, male o anche niente.

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  41. @MissMeletta: a proposito di ricordi scolastici mi hai fatto tornare in mente le impronte di Gesù bambino nella farina che la mia maestra ci faceva trovare sul banco... :-)
    @Rossella: a me invece la tolleranza non piace, mi sembra un modo per alimentare l'indifferenza reciproca, preferisco l'accoglienza, che non può prescindere dalla conoscenza.
    @D.: completamente d'accordo con te, sperando che la tua conclusione non sia vera e che, semplicemente, la gente sia un po' confusa... riguardo all'ora di religione, come ho scritto già in risposta a qualcuno, non penso assolutamente che vada eliminata, anzi, per esperienza diretta concordo con te nel dire che debba essere (e purtroppo non sempre è) autentica occasione di usare la fede come chiave di lettura della realtà e viceversa... ma in prospettiva trasversale, senza limiti orari, dovrebbe essere promossa anche la conoscenza dell'altro, senza censurare alcuna religione.

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  42. Mia figlia frequenta un asilo steineriano, noi siamo agnostici eppure ci troviamo bene perché nulla viene spiegato ai bambini, ma solo presentato attraverso canzoni, filastrocche e festeggiamenti in molte occasioni durante l'anno, non ha senso mettersi a parlare ad un bimbo piccolo della storia di Gesù come non l'avrebbe raccontare la storia dell'impero romano. I bimbi ricevono l'aspetto legato alla spiritualità, ai valori importanti che accomunano quasi tutte le fedi e anche chi la fede non ce l'ha.
    Viviamo in Italia, far finta che il cristianesimo non esista equivale a lobotomizzarsi il cervello, noi spesso andiamo a visitare chiese e musei e cerco di far cogliere gli aspetti artistici , far guardare i colori , le forme , senza soffermarmi sulla storia del tal santo , su come è vissuto e morto, posso però raccontare che era una persona importante e che ha aiutato chi aveva bisogno.

    Manu

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  43. @Manu: Perchè non ha senso parlare ad un bambino piccolo della storia di Gesù? Penso che spesso sottovalutiamo i nostri figli che sanno invece essere profondissimi... certo, come fai tu con le storie dei santi, può essere raccontata come una storia d'amore, di generosità, la storia di una mamma e di un papà... credo che non ci sia storia più adatta, poi sta alle famiglie dotarla del senso che vogliono lasciare ai loro figli. Le feste senza nulla di chiaro da festeggiare invece non le capisco e non credo che semplici riti possano lasciare un segno che tocchi l'interiorità o insegni la spiritualità, ma posso sbagliarmi.

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