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Daisypath - Happy Birthday

martedì 8 febbraio 2011

Tra streghe e fate... come proviamo a gestire l'insuccesso

Da qualche tempo Letizia si scoraggia molto facilmente quando qualcosa non le riesce al primo colpo... "Mamma, fai tu che Letizia non è brava!"... di fronte alla difficoltà a pedalare sulla macchinina che le ha proposto il papà ha addirittura avuto una crisi di pianto... 
Da insegnante mi hanno sempre spaventato quei ragazzi che non riaffrontano neppure una volta un esercizio non riuscito, che si barricano dietro una facciata di indifferenza e disinteresse... 
Da mamma ho riso sin da subito dei miei pasticci di fronte e insieme a Letizia: "Vedi? Anche mamma fa  pasticci!"... 
Però evidentemente questo non basta... Mi sono messa in discussione: forse i "brava" con cui penso di incoraggiarla la condizionano?
Leti è impetuosa, come tutti i bimbi; spesso le ricordo che, come dice il nonno di Heidi ;-), nelle cose ci vuole pazienza... e spesso lei lo ricorda a me :-D...  
Allora ho pensato di renderla più tangibile, questa pazienza... e sono nate e nostre fatine: "Pazienza e Costanza", quelle che chiamiamo quando non ci riesce qualcosa, quelle che chiamiamo per contrastare le brutte streghe "Fretta e Furia" che tanto spesso ci ostacolano... 

Fretta...
...e Furia

Spero che questo non induca Letizia ad attribuire a qualcosa al di fuori di lei i suoi successi e insuccessi; piuttosto, la guidi nell'interiorizzare pian piano i concetti... e le mostri come non c'è nulla di male a chiedere aiuto senza sentirsi inadeguati... 
E voi? Avete riscontrato lo stesso problema con i vostri bambini? Come lo gestite?

18 commenti:

  1. Il Mostrillo è quello che si scoraggia, si sottovaluta, tende a delegare (che sia perchè è in mezzo a due femmine dal carattere di ferro?)... soprattutto ha poca autostima... abbiamo imparato che il più delle volte (soprattutto con i compiti), dobbiamo lasciare stare, insistere perchè riprovi subito è controproducente (si arrabbia, diventa "ingestibile"), meglio permettergli di andare a giocare, far finta di lasciare che sfoghi la sua rabbia e poi dopo un po', parlargli, fargli capire che può farcela e che noi siamo accanto a lui e con lui, allora pian pianino, torna sui suoi passi e le cose "magicamente" riescono! Non è sempre facile, non lo nascondo, a volte stare pomeriggi interi sui libri per queste "impunture" è demoralizzante per noi... ma cercare d'intervenire prima che sia lui del parere di riprovare, abbiamo visto che non serve, ed esaspera ancora di più la situazione. Pazienza ci vuole...

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  2. "la Pazienza" e "il Controllo" erano diventati protagonisti di infinite spiegazioni, tante me tante volte con santa pazienza mi mettevo li (e mi ci metto ancora) a parlarne delle difficoltà e dei modi di superarle imparando nel tempo due cose per niente facili, il controllo e la pazienza.
    Un lavoro duro e lungo ma che con il tempo da i suoi frutti.
    I disegni strappati,le costruzioni quasi finite abbattute con la rabbia nel tempo diminuivano.
    perciò tanta pazienza e buon esempio è quello che ti consiglio.

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  3. E' difficile e in certi momenti ho la sensazione di fare la cosa sbagliata, qualunque essa sia. Spronare, incoraggiare spesso generano solo insofferenza e anche premiare con i tanti"bravo" alla lunga provocano un po' di ansia, di paura di non essere poi così bravo.
    In genere non sono una "da manuale" o "da metodo educativo" ma di recente ho letto Amarli senza se e senza ma e mi ha confermato il mio pensiero.
    E' un libro interessante, da prendere con il giusto spirito critico, che però offre buoni spunti di riflessione. Senza propinare metodi da seguire.Quelli a parer mio stanno già nel cuore di ogni mamma, nel suo istinto.
    Penso che di fronte a crisi di pianto e sconforto non ci sia niente di più incoraggiante di un sorriso e un abbraccio.

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  4. Che bella idea hai avuto!
    Quasi quasi te la copio.. anche Filippo spesso si arrende alle difficoltà, forse può essere utile e costruttivo ricordargli con un pupazzo che con la perseveranza e la pazienza le cose si possono ottenere. Ci proverò!
    Grazie

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  5. Anche Alice era così, ora molto meno.E al grido di "nessuno nasce imparato" cerchiamo di sdrammatizzare.
    Sono sicura che saprai gestire al meglio la situazione. Sei o nono sei la mia Anna???
    Smuack!

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  6. Per il momento il mio piccolo è ancora troppo piccolo. Però diciamo che le fate Pazienza e Costanza possono aiutare al momento almeno me!
    Sono delle ottime considerazioni le tue... le terrò a mente! Grazie!

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  7. che fantastica idea... sei proprio unica!

    vedrai che saranno un ottimo aiuto

    baciuzzi

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  8. io non ho avuto questo problema, sarà che per necessità cerco di fare arrangiare le mie figlie su tantissime cose e dico spessissimo "brava" (ma mica sono perfetta, urlo anche tantissimo! :( ). però noto che la più piccola (1 anno in meno delle gemelle), nota che i suoi disegni non sono come i loro e ci rimane male. in questi casi le spiego che lei è molto sportiva, mentre camilla disegna molto bene e lucia ha molta fantasia: ognuno ha le sue doti. spero in effetti che questo non le induca a lasciare perdere quello che non sanno fare. mi stai mettendo il dubbio ;)

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  9. Grazie ragazze, siete preziose e ricche di spunti sempre! Per ora le fatine sembrano sortire il loro effetto, riproviamo a fare le cose dopo averle chiamate in causa e di solito "magicamente" riusciamo nelle imprese più disparate :-)! In compenso si sono aggiunte alla schiera degli amici immaginari, non vi dico in auto che affollamento :-DD!
    @Polly: anch'io dico assai spesso "brava", non mi ero mai posta il problema che potesse essere controproducente, abituata a relazionarmi a ragazzi "grandi"; leggendo però il post che ho linkato sopra (questo) ho capito che forse devo precisare meglio la lode e dire piuttosto "Come l'hai fatto bene!"...

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  10. gabariele se non riesce si arrabbia e butta tutto all'aria...se lo lasci tranquillo cambi gioco lui ci ritornerà e supererà i suoi ostacoli altre volte se è meglio disposto cerco di fargl vedere come ottenere quello che vuole...la pazienza per me è diventata una canzoncina...melodia e parole fai da te

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  11. quoto chicca, anche BUH quando non riesce a fare una cosa come vorrebbe spesso si arrabbia e butta tutto all'aria... noi cerchiamo di aiutarlo spiegandogli i piccoli trucchi che servono per raggiungere l'obbiettivo, ma non sempre è facile...

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  12. io ho questo problema con mia figlia valentina, lei è così scoraggiata che se non le riesce subito non ci prova nemmeno, le sembradi avere un muro davanti e sto cercando di lavorare su questa cosa, facendole capire che non è cosi, comunque è anche questione di carattere, mio marito è così, io invece sono l'esatto opposto...credo e sottolineo credo, la colpa sia di un insegnante che le faceva rifare tutti i compiti anche quelli già rifatti, ci mettevamo ore a correggere e rifare, anche per la scrittura li faceva rifare, un giorno lei mi disse io non li faccio piu tanto non va mai bene
    e io sinceramente ti dico che aveva ragione, ma mia figlia non vuole piu ascoltarmi
    ho pensato di andare da una psicologa per superare tutto cio, non voglio che da grande si senta una fallita, o che abbia questo senso di inadeguatezza che avvolte accompagna anche me

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  13. anna... essere creativi è anche questo! mi piaccio le vostre fatine e le vostre streghe ;-)

    per quanto riguarda i "brava" e l'articolo che hai linkato non mi convince al 100%, è sacrosanto che un "bravo" detto a vuoto, senza ascoltare o prestare attenzione non serva a nulla, anzi... però non condivido l'idea che quando diciamo "bravo" a nostro figlio, cito testualmente, . è un'equazione sbagliata, secondo me. pensiamoci un attimo: se dico "questa matita è rossa" vuol forse dire che tutte le altre non lo sono? non credo: ci saranno matite gialle, blu, verdi e anche ALTRE MATITE ROSSE. l'esempio è sciocco ma, ho reso l'idea?
    in ogni caso ho capito e condivido il senso del post, motivare e circostanziare i complimenti (e i rimproveri)è necessario e utile.
    comunque, secondo me le "insicurezze" di lety possono essere dovute a un momento (sai i terrible two...)continuate a incoraggigarla, spronarla ed elogiarla quando fa bene!
    tienici aggiornate ;-)
    spero di essermi spiegata...

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  14. Bello questo tema.
    G. in questa cosa va un po' a momenti. Se è riposata e tranquilla ride dei suoi pasticci e riprova finchè non è contenta del risultato. Se è stanca si arrabbia e abbandona, ma mi sembra più uno sfogo che sfiducia nelle proprie capacità. Però da quando è alla materna osserva molto i grandi e nota che loro sanno fare cose che lei non fa ancora. Dal momento che sembrava un po' triste quando me lo raccontava, le ho consigliato di stare con quei "grandi" che non la escludono. Ne ha individuati alcuni con i quali interagisce. Memorabile quando mi ha detto "Alessio è bello ma non mi insegna niente". Ecco, forse più che gratificarli con i complimenti è utile spingerli all'imitazione, trasmettendo il fatto che tutti ce la fanno anche con tempi e modi diversi...

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  15. dimenticavo: streghe e fate, belle!

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  16. bella idea...il mio stefano di 4 anni si scoraggia spssisimo...dice non ci riesco...cerco di spiegargli che può riuscirci o almeno provarci...dopo un po se non si calma faccio la sua stessa attività,quella che non riusciva e comincio a dire che ho bisogno del suo magico aiuto...e lui risolve tutto da solo(visto che ci riesci?)con lui funziona così...ne ho provate tante,ma penso sia anche il carattere

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  17. Mi avete dato tutte suggerimenti preziosi, grazie!
    @MammaPapera: mi auguro che Valentina incontri nuove insegnanti che le diano coraggio e le facciano dimenticare quell'approccio... ma la migliore insegnante, psicologa e amica sei tu, ne sono certa :-)!

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  18. Mi piace molto quest'idea...sul mio blog un pensiero per te!

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