Daisypath Happy Birthday tickers

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Daisypath - Happy Birthday

venerdì 31 dicembre 2010

Grazie, 2010

...che mi hai fatto ritrovare la voglia di raccontarmi, di riprendere in mano questo blog come un vecchio amico di quelli che ti aspettano e ti restano fedeli anche se li trascuri un po’, di quelli che crescono con te, di quelli che non dimenticano…
Grazie 2010 che, così, di Amiche me ne hai fatte trovare tante, vicine e lontane, con cui condividere racconti, risate, sogni e speranze (e, beh, diciamolo, anche pappe, pipì, avventure e disavventure :-))...
Grazie 2010 che ogni giorno hai intonato con noi il tuo inno alla vita, che mi hai visto crescere, che un'altra vita hai visto germogliare dentro di me... 
Grazie 2010 che, attraverso Letizia, ci hai insegnato nuove parole, nuovi giochi, nuovi sguardi sulle cose e ogni giorno, fino all'ultimo, ci colmi di Amore infinito...
Grazie 2010 che porti con te anche paure e momenti difficili... senza i quali non saresti altrettanto prezioso...
Grazie 2010 che, come l'anno che verrà, sei un Dono che voglio meritare ogni giorno, accettando, sorridendo, imparando, crescendo, amando e condividendo tutto questo con chi mi sta accanto...
Grazie 2010 che nei progetti non finiti, nei sogni, nell'attesa e nella sorpresa prometti che quella che salutiamo con malinconia come una fine, sarà soltanto l'ennesima opportunità di un nuovo inizio...



giovedì 30 dicembre 2010

Il nostro Natale

...è stato tenero, intimo, laborioso fino alle 4 del mattino ma anche romantico... e chiassoso di risate, di famiglie, di chiacchiere...
E' stato inaugurato dal film della Vigilia, guardato tutti insieme sul divano... poi, messa a nanna Letizia, il maritino ed io ci siamo concessi un altro film di Natale, abbiamo scartato con calma i nostri pacchetti, abbiamo riso e ballato, abbiamo fotografato le nostre facce buffe, assonnate... e tanto felici! Abbiamo messo mano agli ultimi regali, abbiamo risistemato il caos di carte e fiocchi, la cucina abbandonata dopo cena... siamo crollati al calduccio dei nostri due piumoni... E siamo stati risvegliati dal trillo della voce di Letizia... di corsa a posizionare gli ultimi pacchetti davanti alle porte dei vicini di casa e poi a Messa, tra i disegni di Leti, le strette di mano e i canti... 
Alla luce di albero e Presepe abbiamo  aperto la penultima casellina del calendario dell'avvento (nel nostro è previsto anche il 6 gennaio!), abbiamo fatto nascere Gesù bambino nei presepi, scartato i regali di Letizia, gioito della sua meraviglia e dei suoi balli...

 

E poi dai nonni: un buon pranzo, i regali, il pisolino di Leti e papà, le chiacchiere della mamma e della zia... e dagli altri nonni, ancora affetto, sorrisi, abbracci... e una corsa in ospedale, perchè il Natale fosse davvero completo... perchè il nostro Natale ha avuto anche il suo miracolo, un miracolo per cui non smettiamo di pregare ogni giorno... forza, amica mia!

Il nostro è stato un Natale di regali annunciati e di sorprese che scaldano il cuore, di doni acquistati e di pensieri  e biglietti confezionati a mano, dalle mie mani inesperte ma grate e piene d'affetto, per amiche speciali, per affetti vicini e lontani... 
Il nostro Natale (ri)comincia in questi giorni... e mai finisce!


Il nostro Natale

Regalini fai da me

Da voi... GRAZIE!!

martedì 28 dicembre 2010

#6 Il diritto ad un buon inizio

"...a mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura".

"Mi riferisco alla problematica dell’inquinamento. L’acqua non è più pura, l’aria è intrisa di pulviscoli di ogni genere, la terra è inquinata dalla chimica di sintesi. Si dice sia il frutto non desiderato dello sviluppo e del progresso. Eppure oggi è importante anche “tornare indietro”. Ritrovato il gusto del camminare per la città, lo stare insieme in maniera conviviale. Ed è questo che spesso i bimbi e le bimbe ci chiedono. Da qui l’importanza dell’attenzione a quello che fin da piccoli “si mangia”, “si beve” e “si respira”." 19 novembre 2009 - Gianfranco Zavalloni

Anche in questo, diventare mamma mi ha resa più consapevole... Da sempre lotto contro il fumo, anche all'aperto... è insopportabile fare una passeggiata respirando in continuazione il fumo delle altrui sigarette, non poter passare davanti ad un locale o uscire da un centro commerciale, senza dover attraversare "la nube"... Chiamatemi intollerante, lo ammetto. 
La vera rivoluzione dell'essere mamma è stata sul piano alimentare... Della nostra esperienza di allattamento vi ho raccontato, dell'autosvezzamento anche... cosa aggiungere? Che prima non leggevo quasi mai le etichette, mi fidavo...  e che ora non acquisto nulla senza leggere l'etichetta... e spesso esco dal supermercato senza aver trovato quello che cercavo, come lo cercavo... e non riesco più a mangiare tante cose: cotolette pronte, cordon bleau, spinacine e chi più ne ha più ne metta... la pizza surgelata ha resistito fino all'autosvezzamento di Leti, poi è stata sfrattata dal carrello anche quella... Quando riesco faccio da me: yogurt, pane, verdura... quando non riesco, almeno cerco di comprare "pulito", il meno elaborato possibile: prosciutto crudo (carne suina e sale), per esempio, invece che cotto (ricco di conservanti), ... la mia ricerca è ancora in atto per i biscotti, non una marca che non contenga olii vegetali (come la maggior parte delle preparazioni alimentari, del resto), soprattutto quelli per bambini! Avete qualche ricetta da consigliarmi :-D?


Il menù del compleanno scelto dalla festeggiata: pasta e cime di rapa!

Quanto al resto, di acqua beviamo quella del rubinetto... abbiamo auto a gpl... ma soprattutto... non vedo l'ora di tornare a pedalare, questa volta con due zavorrine :-)!

Comincia un nuovo anno, iniziamolo bene :-)!

lunedì 27 dicembre 2010

Knulla e Light

Knulla a tutti quelli che ci "deliziano" con queste perle: " Un'altra femmina??" o "Dopo la femmina ci voleva il maschio!" e all'annuncio di una sorellina per Letizia si mostrano delusi: i figli  E LE FIGLIE sono sempre una gioia, un dono, una benedizione!!
E per un bis (tris e chi più ne ha più ne metta...) di questo


ci metto la firma!!

sabato 25 dicembre 2010

Auguri!

Ci ho messo un po' a riprendermi dall'emozione che mi ha dato sentirmi abbracciata dal vostro calore... e ora sono qui, proprio nel giorno Santo, quello che si passa con chi si Ama, per dirvi che vi porto tutte nel cuore: 

a voi, che accompagnate e arricchite la mia quotidianità con sorrisi, idee, pensieri, esperienze... 
a voi che sapete Ascoltare e capire... e dopo una giornata di lavoro dentro e fuori casa avete ancora voglia di confrontarvi, interrogare, raccontarvi... 
a voi che mi state vicine con parole che scaldano il cuore... 
a voi che mi avete stupita e commossa con i vostri auguri... 
a voi, Amiche, che mi fate sorridere e riflettere, GRAZIE... e l'augurio di un Natale che ci accompagni ogni giorno con la sua luce di speranza e d'Amore!

Natale di Madre

"...sudavo. appoggiata di schiena mi tenevo il pancione con due mani per aiutare le mosse del bambino. L'incoraggiavo a bassa voce, col respiro corto. Lo chiamavo.
Le bestie alle spalle mi davano forze. Le gambe mi facevano male per la posizione. Mi inginocchiai per farle riposare. "Affacciati bimbo mio, vienimi incontro, mamma tua è pronta a prenderti al volo appena spunta la tua testolina"... parlavo e soffiavo, a un colpo più forte, una spallata di Ieshu, mi alzai di nuovo in piedi appoggiandomi alla mangiatoia.
Le bestie ruminavano tranquille, c'era pace. Iosef aveva scelto un buon posto per noi. "Bel colpo Ieshu, un altro così e sei fuori, ecco ti aiuto, spingiamo insieme, le mani sono pronte a raccoglierti, via?" Via, è uscita la spalla, l'ho toccata, poi è rientrata, ma subito dopo di slancio Ieshu ha messo fuori la testa, l'ho avuta tra le mani, mi sono commossa, mi è scappato un singhiozzo e sul singhiozzo è venuto fuori tutto e l'ho afferrato al volo...
L'ho alzato per i piedi per liberare i polmoni e fare spazio al primo vento che forza l'ingresso chiuso del respiro. Ieshu ha inghiottito aria senza piangere.
Faccio mosse esperte senza conoscerle. il mio corpo fa da solo, esegue. Non l'ho istruito io. Odoro la creatura perfetta che mi è nata, posso allentare il nervo attorcigliato del sospetto: è maschio, è la certezza, non più una profezia. È maschio primogenito in terra di Iosef e Miriàm, carne da circoncidere, oggi a otto. È maschio, l'ho fatto io. sgusciato sano in mezzo all'acqua e al sangue, il corpo esulta insieme a quello di ogni donna che mette al mondo l'altro sesso, perchè è un regalo a noi. 
Ho tagliato il cordone, un solo taglio, ho fatto il nodo del sarto e ho strofinato il suo corpo in acqua e sale. Eccolo finalmente. L'ho palpato da tutte le parti fino ai piedi. L'ho annusato e per conferma gli ho dato una leccatina. "Sei proprio un dattero, sei più frutto che figlio."  Ho messo l'orecchio sul suo cuore, batteva svelto, colpi di chi ha corso a perdifiato. Al poco lume della stella l'ho guardato, impastato di sangue mio e di perfezione. "Somiglia a Iosef." Così ho voluto vederlo. "Tuo padre in terra è uomo coraggioso, tu gli assomiglierai." Mi sono stesa sotto la coperta di pelle e l'ho attaccato al seno. 
Il bue ha muggito piano, l'asina ha sbatacchiato forte le orecchie. E' stato un applauso di bestie il primo benvenuto al mondo di Ieshu, figlio mio. Non ho chiamato Iosef. Gli avevo promesso un figlio all'alba ed era ancora notte.
Fino alla prima luce Ieshu e' solamente mio. E' solamente mio: voglio cantare una canzone con queste tre parole e basta. Stanotte qui a Bet Lehem e' solamente mio. Succhiava e respirava, la mia sostanza e l'aria: "Non potrai avere niente di piu' bello di questo bimbo mio. Il respiro di una notte di kislev scarsa di luna te l'offre la tua terra d'Israele, il succo di madre-patria lo spremi tu da me. Questo e' il meglio che potremo darti, la tua terra e io".

Fuori c'e' il mondo, i padri, le leggi, gli eserciti, i registri in cui iscrivere il tuo nome, la circoncisione che ti dara' l'appartenenza a un popolo. Fuori c'e' odore di vino. Fuori c'e' l'accampamento degli uomini. Qui dentro siamo solo noi, un calore di bestie ci avvolge e noi siamo al riparo dal mondo fino all'alba. Poi entreranno e tu non sarai piu' mio.
"

da
"In nome della madre"
di Erri De Luca

venerdì 24 dicembre 2010

Trepida l'attesa...

Egli non aveva affatto bisogno di noi.
Ed anche Gesù non aveva che da restare ben tranquillo, nel cielo [...] . 
Egli era proprio tranquillo nel cielo e non aveva affatto bisogno di noi. 
Perché Egli é venuto?
Perché é venuto al mondo?
Bisogna credere, amico mio, che io ho una certa importanza, io una donna da niente. Bisogna credere che lo scaglionamento del tempo, lo scaglionamento nel tempo aveva una certa importanza. Bisogna credere che l’uomo e la creazione e la destinazione dell’uomo e la vocazione dell’uomo ed il peccato dell’uomo e la libertà dell’uomo e la salvezza dell’uomo avevano una certa importanza, tutto il mistero, tutti i misteri dell’uomo. Diversamente, contrariamente, era così semplice, e così presto fatto [...]. C’era solo da non creare l’uomo, c’era solo da non creare il mondo. Allora non ci sarebbe stata più la decadenza, non ci sarebbe stata più la caduta, non ci sarebbero state né caduta né redenzione. Non ci sarebbe stata più alcuna storia, non ci sarebbe stata più alcuna seccatura. Tutto il mondo sarebbe restato a casa propria. Come é possibile che io non sia grande, amico mio, se ho messo fuori posto tante cose, disordinato tante cose, e un così gran mondo?
Per aver avviato una storia così tragica.
Un Dio, amico mio, Dio si é scomodato, Dio si é sacrificato per me.
Ecco il cristianesimo. Ecco il punto di origine, di assemblamento del meccanismo.

CHARLES PÉGUY, Veronique


mercoledì 22 dicembre 2010

La nostra giornata... oggi! Pomeriggio

Il pomeriggio è inaugurato dal pisolino di Leti... nulla di più variabile: può durare un'ora e mezza o semplicemente mezz'ora, può stendersi e crollare o ingaggiare estenuanti braccio di ferro con mamma e papà... Qualche settimana fa abbiamo anche provato ad eliminarlo, viste le difficoltà ad addormentarsi... ma l'effetto di crollo serale ha avuto breve durata... ed era evidente che Letizia avesse ancora bisogno di riposare il pomeriggio dal momento che bastava metterla in macchina per un qualunque spostamento per vederla cadere addormentata... così l'abbiamo ripristinato e cerco di rimanere inflessibile al riguardo... 

Quello del pisolino è il tempo che dedico a risistemare la cucina, a programmare (ed eventualmente preparare in anticipo) la cena, a rilassarmi un po' sul web, leggendo i blog che seguo e/o scrivendo qualcosa... Ovviamente se dura più di mezz'ora, se no tutte queste attività slittano alla nottata.
Due pomeriggi a settimana, dopo il pisolino, trascorriamo il pomeriggio allo spazio gioco... Qui facciamo merenda, giochiamo, impastiamo, dipingiamo, incolliamo e saltiamo dalle 16.00 circa, fino alle 18.00... Negli altri giorni facciamo lo stesso al parco, se è una bella giornata e c'è ancora luce, in casa, con qualche amichetto se siamo fortunate, in trasferta dai nonni o semplicemente insieme, noi due... Quando c'è papà, invece, si esce quasi sempre, anche solo per fare la spesa tutti insieme...
Confesso: il bagnetto non lo facciamo tutte le sere! E' il momento di gioco col papà e io sono ben felice di intromettermi il meno possibile!

martedì 21 dicembre 2010

#5 Il diritto all'uso delle mani

"...a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare, plasmare la creta, legare corde, accendere un fuoco."

"La tendenza del mercato è quella di offrire tutto preconfezionato. L’industria sforna ogni giorno miliardi di oggetti “usa e getta” che non possono essere riparati. Nel mondo infantile i giocattoli industriali sono talmente perfetti e finiti che non necessitano dell’apporto del bambino o della bambina. L’abitudine al video-gioco è spesso incentivata dalla stessa scuola che, nel proporre l’introduzione del computer, ne suggerisce l’accattivante utilizzo ludico. E nel contempo mancano le occasioni per sviluppare le abilità manuali ed in particolare la manualità fine. Non è facile trovare bambini e bambine che sappiano piantare chiodi, segare, raspare, cartavetrare, incollare... anche perchè è difficile incontrare adulti che vanno in ferramenta a comprare i regali ai propri figli. Quello dell’uso delle mani è uno dei diritti più disattesi nella nostra società post-industriale." 19 novembre 2009 - Gianfranco Zavalloni

Nulla di più adatto a farci riflettere, a pochi giorni dal Natale, la festa di un bimbo che fu anche falegname, no ;-)?

In attesa di crescere un po', noi abbiamo iniziato con questi chiodi(ni):




Partecipano: 



lunedì 20 dicembre 2010

Di giocattoli e linguaggi d'amore

La sera stessa del giorno in cui avevo scritto e pubblicato questo post è arrivato mio suocero... entusiasta come solo lui -che travestiva l'attaccapanni da befana per i suoi bimbi e non manca ogni anno di addobbare la casa a festa per Natale- sa essere... Mi annuncia l'acquisto del regalo di Natale per Leti: un cane... un giocattolo... che abbaia e cammina...
...
Indovinate?
All'inizio mi sono infuriata, gli avevo detto due giorni prima di evitare regali del genere... 
Poi ho pensato... e ripensato... e ricordato... e riflettuto...
Mi è tornato in mente questo  bellissimo post di Daniela... Ecco, in occasione delle Feste, il linguaggio dell'amore di mio suocero e, di conseguenza, di mio marito è quello dei doni... Ed è uno dei motivi per cui mi sono innamorata di lui, questa capacità di stupirmi con regali sempre indovinati... io, che, proprio in occasione delle Feste e Ricorrenze vedevo questo linguaggio bandito dalla mia famiglia... 
A casa mia i doni si sono sempre fatti tutto l'anno, quando serviva, quando se ne sentiva il bisogno o il desiderio... Non durante le ricorrenze, quando tutto sembra diventare un obbligo... Nella mia infanzia non c'è stato Babbo Natale nè Gesù Bambino, non c'erano letterine... c'erano i regali di amici che si accumulavano sotto l'albero pian piano... e c'erano loro, i miei padrini, che non perdevano un compleanno, un Natale, un onomastico... e i loro pacchetti li aspettavo con ansia e desiderio di bimba... io, che ora capisco e condivido lo spirito dei miei genitori ma che pure sono felice di aver avuto chi ne "faceva le veci" sotto l'albero...
Ecco, questo mi ha portato a pensare che quando due persone, due famiglie, due storie si incontrano non può che scaturirne ricchezza d'affetti e di esperienze, se ognuno accetta il linguaggio dell'altro e se si cerca di venirsi incontro e  di capirsi a vicenda...
E mi è affiorato alla memoria anche un altro particolare: la mia bambola preferita, ve l'ho già raccontato, è stata Bimbina per quasi tutta l'infanzia... ma c'è stata anche Michela, la bambola di plastica che parlava in virtù di un disco inserito nella schiena... e c'era Tobia, il gatto di peluche racconta-storie... 
In conclusione: chi sono io per scegliere con quali giocattoli/materiali deve divertirsi mia figlia? 
Il mio spirito è senza dubbio quello di D. in questo post... eppure mia figlia, per quanto io la conosca profondamente, sa sempre stupirmi... Ha le costruzioni di legno e le ignora... adora disegnare, spingere il suo "carrello delle scarpe", ama le bambole di stoffa... ma, allo stesso modo credo che le piacerà la bambola neonato che le ha donato la ragazza che mi dà una mano in casa e che conto di sfoderare all'arrivo della sorellina ;-)... le piace manipolare, ma anche ballare al ritmo delle canzoncine dei più insopportabili giocattoli sonori... Insomma, ben venga anche questo cagnolino, se le piacerà... ben venga, soprattutto, come espressione di quell'Amore che deve restare il fulcro di queste Feste...

domenica 19 dicembre 2010

Presepe vivente

Nelle vie del centro, oggi, presepe vivente: una testimonianza corale che ha coinvolto, commosso, stupito, in un momento in cui si vuole a tutti i costi “denatalizzare” il Natale, privarci della sua bellezza, del suo significato e del suo grande Mistero…

“Gli atti indicavano manifestamente una fretta e una gioia comune; e quel rimbombo non accordato ma consentaneo delle varie campane, quali più, quali meno vicine, pareva, per dir così, la voce di que’ gesti, e il supplimento delle parole che non potevano arrivar lassù. Guardava, guardava; e gli cresceva in cuore una più che curiosità di sapere cosa mai potesse comunicare un trasporto uguale a tanta gente diversa.” A. MANZONI, I Promessi Sposi, cap. XXI

venerdì 17 dicembre 2010

This Moment


A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember. 

giovedì 16 dicembre 2010

La nostra giornata... oggi! Mattina

Cosa è cambiato, rispetto ad un anno fa?
Prima di tutto, in questi mesi almeno, la mia situazione: mamma a tempo pieno, mamma che dovrebbe stare a riposo (se solo mi ricordassi cosa significa) ma pur sempre mamma a tempo pieno... Questo ha ridotto molto, nonostante tutto, il contributo dei nonni, che, escludendo le visite, tengono Leti , quando va bene una mattina al mese... tutto il resto del tempo è  tête-à-tête con mamma!
Cosa è rimasto invariato? 
Oltre all'intensità del rapporto (della serie: "se gioco ad impastare, mamma devi impastare con me", "se cucini, cucino con te", "se azioni la lavastoviglie: no ferma, schiaccio io"... e così via), l'assenza, nel bene e nel male, di routine: i turni del papà rendono le nostre giornate e i nostri ritmi sempre variabili... con poche costanti che la mamma cerca periodicamente di salvaguardare. E veniamo alla nostra giornata, oggi: 

Ore 8.00: Dopo le consuete tappe in edicola e al bar (per comprare la brioche alla moglie golosa), il papà fa rientro a casa dal turno di notte... sbircia nella cameretta di Letizia e la trova seduta sul letto con in braccio il suo coniglietto: "Ciao papà!!"... E la mattina si accende... Leti, ovviamente, corre subito a svegliare mamma, normalmente profondamente immersa in qualche sogno, visti gli orari a cui è andata a dormire: "Mamma, sono sveglia! Dai, alziti, ti a(i)uta Titizia, ooooooplààààà!!" e mi prende per la mano... Ecco, io non so da chi abbia preso in questo mia figlia ma la mattina lei gira subito a mille... IO NO. Mi trascino fuori dalle coperte ma subito devo reagire poichè scatta l'allarme "Mamma, pipìììììì"!! Per fortuna il papà è ancora in azione, e supporta il faticoso risveglio, il primo pipì-libro tocca a lui... poi, giustamente e meritatamente, crolla addormentato...
Mea culpa ma prima di tutto, per me, viene la colazione: prima di vestirsi, prima di lavarsi... solo la pipì ha la precedenza :-)! Così vado con Leti in cucina e preparo la colazione ad entrambe: cappuccino per me (con la brioche che mi ha portato il maritino... ma di solito solo tre biscotti, eh!), yogurt con i biscotti o succo d'arancia e una banana per lei (queste, ultimamente, le colazioni più gettonate)... a meno che non ci sia in giro qualche segno della cena della sera prima che le faccia avanzare richieste tipo: "mamma, vojo la pizza /il pro(s)ciutto/l'uva bella bella"... dopo le contrattazioni di rito, i compagni di sonno coinvolti nel pasto, le telefonate all'amica immaginaria Bimbilla (che, vi comunico, vive al mare e gioca tutto il giorno con la sabbia), le richieste di bis salvo poi ripensamento, la colazione può dirsi conclusa: andiamo a lavarci... 
h. 9.30 ca: Pulita e vestita la figlia (tra rincorse, saluti ai piccioni fuori dalla finestra e relative conversazioni con i volatili, bollettino meteo, ascese e discese dal letto, giochi con la palla, tuffi sui cuscini e girotondo con le bambole)... confesso, arriva il momento Heidi/Pimpa/Barbapapà/Cars: sono più serena al riguardo, Leti è diventata molto interattiva, mi racconta, commenta, associa alla vita reale quello che vede ( il nonno si sente improvvisamente chiamare "nonnino" :-))... mentre guarda ,  non è raro che intraprenda altre attività, che balli e canti sulla sigla o si metta a fogliare un libro... nel frattempo io mi lavo, avvio il PC, apro le finestre, sistemo i letti, do un'occhiata all'orogenesi del bucato ;-), faccio partire, eventualmente, una lavatrice o lavastoviglie, elimino il disordine evidente, passo l'aspirapolvere sui tappeti, inizio a pensare a cosa preparare per pranzo... Quanche volta, fatto questo, usciamo anche per un giretto veloce al mercato, magari approfittiamo per  darci appuntamento con la mia mamma e per rimpinguare le scorte di frutta e verdura... In tarda mattinata iniziano i preparativi per il pranzo, Leti mi affianca impastando (abbiamo una palla di impasto sempre pronta all'occorrenza), e collaborando in vario modo (azionando il robot, facendo domande: "Mamma, cos'è questo?",  scegliendo il menù); di solito a pranzo opto per un solo piatto, un primo, ma che contenga tutti i nutrienti (pasta al tonno/ con la ricotta/ con i broccoli/ con le cime di rapa/ risotto e così via)... Quando è quasi pronto Leti è mandata in missione per fare la "magia risveglia papà"... e si pranza tutti insieme.

mercoledì 15 dicembre 2010

Guest post - A proposito di "tate"

"Lei strillerà, ma tieni duro"... Ecco, di fronte a questo ennesimo consiglio che non condivido, che invita a non ascoltare i bambini, a forzarli nei nostri tempi e ritmi, cedo la parola a Rachele, mamma e ostetrica, stimatissima amica di web e co-fondatrice dell'associazione Abbracciami... Uno spunto di riflessione critica per un atteggiamento più vigile di fronte alla pervasività dei Media... e non solo:

Sono una mamma e un'ostetrica. Oggi desidero scrivere a proposito di un fenomeno dilagante che mi preoccupa ogni giorno di più. Scrivo, infatti, sia in merito alle trasmissioni televisive che hanno come scopo precipuo quello di far recare presso il domicilio delle famiglie che ne fanno richiesta delle non meglio identificate "tate", sia in merito ai siti internet che offrono, tra i loro servizi alla famiglia, l'aiuto delle "tate". Quello che mi preoccupa è il tono canzonatorio e negativo con il quale vengono trattati i bambini che, si legge, sono "vivaci e disubbedienti" e che rendono i genitori allo stremo...
La prima domanda è: quali bambini non sono vivaci e disubbedienti? La risposta è, ahimé, semplice. I bambini che non sono vivaci e disubbedienti sono i bambini "bravi" laddove questo aggettivo, quanto mai utilizzato dagli educatori moderni, è visto come sinonimo di "ubbedienti". Obbedire: questo sembra essere il compito dei bambini. Fin dalla nascita devono obbedire: devono imparare che si mangia ad un determinato orario, si dorme ad un determinato orario, si può piangere ad un determinato orario e chissà quante altre cose che i nostri bambini, vezzeggiati in mille e un modo da trine e svolazzi delle varie parure e degli stilisti più in voga, devono/non devono fare. E ciò di cui hanno realmente bisogno? Dov'è? Dove sono l'amore, il contatto e le coccole? Non desidero alimentare la schiera degli specialisti che meglio assai di me interpretano e spiegano questa necessità dei nostri figli, rispetto a ciò che la moda ci indica, ma desidero effettuare un discorso da sanitario, quale io sono, perché la situazione è importante e ci sta scivolando di mano.
All'inizio è la delega. Sin dal test di gravidanza la donna è spinta a credere che senza un medico che le dice cosa bisogna fare o cosa non bisogna fare, è impossibile essere una "brava partoriente". La donna delega su tutto, è spinta a farlo. Se questa donna decide di fare da sola, magari appellandosi a un'ostetrica, è additata come "incoscente" e l'ostetrica come "talebana"... misteri della scienza e della psicologia.
Torniamo alle nostre famigerate "tate". Furbescamente chi utilizza questo termine sa bene che non c'è un organismo che controlla che la tata in questione stia dentro a un profilo professionale... non ci sono Albi delle Tate, Ordini delle Tate eccetera. La tata può dire e fare ciò che vuole. Può consigliare e può ordinare ai genitori, ormai lasciati soli da qualsiasi servizio sociale in balìa di una genitorialità sempre più contrastata dalle leggi sul lavoro e dalle spese, come comportarsi coi propri figli. I genitori, già avvezzi a obbedire ai ginecologi durante la gravidanza e ai pediatri subito dopo la nascita del griffatissimo frugoletto, si lasciano guidare, plasmare e criticare aspramente -anche con toni che toccano il sarcasmo- dalla "tata" di turno. "Tata" che si sostituisce anche al genitore, quando è mandata dal team di vari siti internet, soprattutto la notte, ovviamente non prima di aver fatto frequentare agli sprovveduti genitori un corso per impostare i neonati (un po' come per i decoder!!)
La mia intenzione è quella di segnalare alcuni aspetti negativi della trasmissione che documenterò in seguito:
1) Il programma si rivolge a genitori di bambini di una fascia d’età compresa tra gli 0 e i 12 anni: l’età più delicata è quella dalla nascita ai 3 anni che vede implicate problematiche non solo di carattere psicologico, ma anche relative alla sfera medica e alla salute dell’individuo. Nello specifico mi riferisco agli ambiti dell’allattamento materno, del sonno e dell’alimentazione infantile.
2) I consigli e le prescrizioni vengono forniti da personaggi che si presentano in veste di “tata” (ricordo che il termine “tata” non corrisponde ad alcuna professione, ovvero rappresenta il mero frutto di un’operazione di marketing), e che non hanno alcuna autorità né qualifica di ordine scientifico e medico o professionale specifica circa gli argomenti trattati nel reality.
3) Gli stessi consigli e prescrizioni sono spesso assai divergenti da quanto riportato da linee guida autorevoli e dall’opinione scientifica dei massimi specialisti nel settore.
Ciò che chiedo, molto semplicemente, è che venga apposta una segnalazione in testa alla trasmissione che circoscriva i limiti dei consigli forniti e specifichi che le indicazioni delle “tate” non hanno valenza pediatrica, psicologica né medica in generale in quanto non compare né una commissione scientifica né un responsabile scientifico del programma televisivo. Infatti, senza tale segnalazione, tali consigli e prescrizioni, quando sconfinano negli ambiti medici, si possono configurare come vero e proprio reato di esercizio abusivo della professione medica. In altre parole occorrerebbe definire con chiarezza che la trasmissione è un reality show e un semplice programma d’intrattenimento e non una trasmissione scientifica, e oltre a ciò chiarire che i siti internet ad essa collegati svolgono la stessa funzione e non divulgano materiale scientifico.

Per quanto riguarda il programma televisivo. Esso consta della presenza di tre signore che vengono definite e si autodefiniscono “tate”. Tale titolo, sottolineo di nuovo, non dipende da nessuno studio superiore o accademico e l’uso che se ne fa mi desta dei dubbi. La prima vanta un’esperienza in Attention Deficit Hyperactivity Disorder (altrimenti detta “sindrome da deficit d’attenzione”) e svariate collaborazioni con scuole e ospedali ove tiene corsi di terapia comportamentale ai genitori. La terapia comportamentale è - in psicologia - la terapia che si occupa esclusivamente del comportamento che - secondo il punto di vista dei terapisti - viene appreso naturalmente all'interno del proprio ambiente. Piuttosto che analizzare le ragioni inconsce che motivano il comportamento dell'individuo, il terapista comportamentale vuole solamente aiutare il paziente a cambiare del tutto o a modificare i suoi comportamenti problematici. La seconda "tata" possiede un blog personale e ha una laurea in scienze motorie ed è laureanda in scienze dell’educazione (sostanzialmente un'insegnante di ginnastica che ha studiato filosofia e pedagogia: ben lungi da conoscere il sonno infantile o l'allattamento). Consulente esperta di disagio infantile e relatrice a numerosi convegni. La terza "tata" è fornita anch’essa di un blog personale e di altri contatti oltre il sito internet del programma in questione. Alla destra della pagina iniziale di questo blog troviamo numerosi sponsor e link, a partire da quello della ditta Chicco.
Tra i responsabili della trasmissione non figurano, oltre che i produttori e coloro che gestiscono normalmente le trasmissioni televisive, esperti che conoscono i seguenti argomenti: allattamento materno, sonno infantile, alimentazione infantile. Non ci sono responsabili scientifici che possano verificare, laddove si toccano argomenti delicati che riguardano la salute infantile, che le “tate” (dato che sono inesperte sui sovracitati argomenti) non sbaglino le indicazioni sanitarie che diffondono o che controllino il rispetto delle linee guida o le indicazioni internazionali.
Come si evince, nessuna di queste signore ha un chicchessia titolo che possa farci intendere che conosce gli argomenti di cui abbiamo parlato e che personalmente mi stanno a cuore. Mi rivolgo quindi a coloro che, invece, di allattamento e sonno infantile ne sanno (o ne dovrebbero sapere) di più: alle mie colleghe ostetriche, alle consulenti IBCLC, alle consulenti de La Leche League e agli specialisti in pediatria che promuovono l'allattamento materno. Mi rivolgo, soprattutto, alle madri.

Care Mamme, ciò che fate ogni giorno per i vostri meravigliosi bambini è magnifico. Non fatevi ingannare da chi sembra che sappia ciò che dice solo perchè ha scritto magari dei testi (come Eduard Estivill) o perchè è famoso. Non fatevi ingannare da chi vi dice che il vostro bambino è "cattivo", "viziato", "birbone", "furbo", "capriccioso", "noioso" eccetera. È una sciocchezza. Amate i vostri bambini: coccolateli, rispondete ai loro bisogni, allattateli quanto desiderate (voi e loro) e non preoccupatevi di dormirci insieme: nessun bambino ha portato nel letto di mamma e papà la promessa sposa!
E soprattutto fidatevi di chi di allattamento e amore per i bambini ha fatto una bandiera, fidatevi dei vostri bambini!!!

martedì 14 dicembre 2010

#4 Il diritto al dialogo

"ad ascoltatore e poter prendere la parola, interloquire e dialogare".
 
"Dobbiamo constatare sempre di più la triste realtà di un sistema di comunicazione e di informazione “unidirezionale”. Siamo spettatori passivi dei tanti mass media: soprattutto la televisione. In quasi tutte le case si mangia, si gioca, si lavora, si accolgono gli amici “a televisione accesa”. E la televisone trasmette modelli culturali, ma soprattutto plasma il consumatore passivo. Con la televisione non si prende certo la parola. Cosa diversa è il raccontare fiabe, narrare leggende, vicende e storie, fare uno spettacolo di burattini. In questi casi anche lo spettatore-ascoltatore può prendere la parola, interloquire, dialogare." 19 novembre 2009 - Gianfranco Zavalloni

E anche una  lunga attesa in posta diventa un'occasione (il cellulare personalizzato di Leti è ritagliato da un catalogo Poste-Mobile!):



Ed ecco il sonoro:

  "Pronto? Bimbilla? Stai bene? Sì sì, io sto bene, sì sì, ciao ciao!"
"Pronto? Bimbilla? Sei al mare? Eh, sì, ma è già buio al mare... fai i tuffi? Sì, sì, ciao, ciao"
"Pronto, Piccopè, sei lì? Non devi scappare, eh? Dai, vieni!"

E ancora:

Papà: "Leti, cosa hai fatto oggi con i bimbi?"
Letizia: "Ho fatto girotondo, i tuffi... e la pizza, e il caffè..."

Mamma: "Leti... e quella carta igienica sul pavimento? Ti è caduta?"
Letizia: "Ma no, mamma, è un bruco!!!!"

E, per finire, la versione riveduta e corretta di questa canzone: "C'era una volta una gatta... carinaaaaaaa... con una coda cosììììììì... che andava al mareeeeeeee... faceva il bagnetto... e aveva i capelli tutti babatiiiiii!!"


Direi proprio che questo diritto è il nostro preferito :-D!


Parlano con noi:


lunedì 13 dicembre 2010

La nostra giornata... un anno fa

Mi è piaciuta tanto l'iniziativa cui hanno partecipato, tra le altre, Claudia de Lacasanellaprateria e Mammafelice, raccontandoci le loro giornate... Ha contribuito a renderle ai miei occhi più "vere" e vicine; scrive, per esempio, Mammafelice:

"Ogni tanto compro le buste di insalata pronta" ... anch'io! Particamente sempre! Ora, con lo spauracchio Toxoplasmosi, la rilavo anche... Però compro quelle che scadono il giorno dopo, così le pago 50 centesimi ed evito che vengano buttate!

"Metto i vestiti non stirati "... non solo: io li faccio indossare non stirati a tutta la famiglia! L'emancipazione dal ferro da stiro è realtà in casa mia :-P!

"Ho comprato il piumino con copripiumino Ikea per non dover rifare il letto" e le mie foto lo attestano anche, vero Linda ;-)?

"non riesco certamente a fare il pane in casa tutte le mattine, ad avere la casa splendidamente in ordine e a preparare tutti i giorni dei pranzetti succulenti"... sottoscrivo anche qui, Roby ha visto a che livello di aberrazione può arrivare la mia zona cottura ;-)... 

E poi i loro post mi hanno spronato a migliorarmi... anche se l'organizzazione di Claudia la perseguo invano da una vita!
Vi dico di più, a gennaio avevo avuto proprio al riguardo uno scambio di mail con lei, le avevo scritto per chiederle come fosse "una giornata nella prateria" e avevo avuto in anteprima un assaggio di quello che abbiamo letto tutte giorni fa... 

Insomma, tutto questo per dire che forse, qualcuno si chiede la stessa cosa delle mie giornate... perchè penso sia capitato a tutte di domandarsi: "Ma come fa a scrivere (quasi) un post al giorno?" o "Quando trova il tempo per l'albero delle stagioni?" (eh eh, quello ve l'ho confessato, però ;-))...
Così, visto che in quello scambio di mail con Claudia ci eravamo reciprocamente raccontate le nostre giornate... vi ripropongo, per ora, la mia giornata di quasi un anno fa... e tra qualche giorno, se vi interessa, scoprirete cosa è e cosa non è cambiato... 
E voi? Vi va di raccontare le vostre giornate?

Nei giorni di lavoro, mi sveglio con Letizia normalmente nel lettone; mio marito, a seconda del turno di lavoro  è già andato a lavorare o sta ancora dormendo, o, ancora, è appena arrivato dalla notte... se Letizia dorme tranquilla la metto nel lettino accanto e mi preparo per andare a scuola ... ho bisogno di carburare lentamente alla mattina e non posso assolutamente iniziare la giornata senza il mio cappuccino con biscotti! Il maritino mi prende in giro perchè sono capace di prenderlo anche a mezzogiorno, se è il caso!
Mi sveglio almeno con un'ora di anticipo rispetto all'orario di uscita perchè spesso Letizia si agita e mi cerca e devo allattarla per calmarla... Infine esco e inizia la mia giornata di lavoro.
Ah, questo ovviamente se lascio papà e figlia a dormire; se mio marito non c'è, a seconda dei casi, arrivano i nonni a casa o sveglio Letizia e gliela porto io; se Alberto ha fatto il turno di notte aspetta il risveglio di Letizia per andare a dormire, dopo averla portata dai nonni.
Quando torno da scuola, se trovo Letizia a casa, ci salutiamo con una poppata... non mi dà tempo nè modo di prepararle altro pasto e si addormenta al seno... così io ho tempo di pranzare e di prepararle qualcosa da mangiare... se, invece, è a casa dei nonni, normalmente ha già pranzato e ugualmente ci ritroviamo con una poppata che inaugura il sonnellino pomeridiano.
In questa oretta di sonno io devo infilare di tutto, dalle faccende domestiche alla correzione dei compiti in classe, dalla preparazione di lezioni e verifiche al PC  (a cui ormai si sono ridotte le mie relazioni sociali!)... nel corso del pomeriggio, infatti, è difficile che Letizia riposi ancora, e, di fatto, mi monopolizza! In effetti, a parte i rari casi in cui è collaborativa, non ammette che la mia attenzione sia rivolta altrove... quindi finiamo a giocare sul tappeto, a gattonare per casa... ma, di fatto, io riesco a fare ben poco, di solito coinvolgendola (tipo facendomi passare le mollette per il bucato) o tenendola addosso col mei tai... ma per non più di venti minuti!
In un modo o nell'altro preparo la cena (mi salvano i surgelati) e poi iniziano le danze: a volte Letizia si addormenta per le nove e mezza... a volte resiste fino a mezzanotte!
Nei giorni in cui sono a casa (giovedì e domenica) le cose non cambiano molto, a parte il risveglio più tranquillo con coccole nel lettone... di fatto combino ancora meno perchè voglio stare tutto il giorno con lei (dei nonni approfitto solo per lo stretto necessario)... Alberto, quando c'è, mi aiuta, ma se ci sono io nei paraggi Letizia non vuole stare con lui nè mi consente di allontanarmi... devo letterarmente scappare e nascondermi!
Nei pomeriggi in cui lui non c'è, capita poi che io vada dai miei genitori con Letizia e allora i ritmi sono più gestibili e regolari (e non devo pensare alla cena)...
Insomma, non c'è un giorno uguale all'altro e, probabilmente, (anche se non immagino come potrei fare diversamente), questo risulta un po' destabilizzante per una bimba...

sabato 11 dicembre 2010

Le cose che contano...

...Ce le insegnano i bambini, ogni giorno, ogni istante, se solo troviamo il coraggio di abbandonare i nostri ritmi frenetici per accogliere i loro, per ascoltarli, aspettarli, guardarli, semplicemente guardarli, crescere... Le cose che contano me le insegna Letizia, la mia Letizia disinteressata ai regali ma affezionatissima alle persone, tanto da rendersi immediatamente conto di chi ha lasciato la stanza, anche solo per un attimo... Le cose che contano sono i momenti di festa trascorsi insieme, sono il tempo, le risate, i racconti, le canzoni, le emozioni, i giochi condivisi, sono i gesti d'Amore come questo: gesti di ascolto, di attenzione, gesti che non aspettano richieste d'aiuto... il dono più prezioso!
Queste saranno le nostre Feste, questi i nostri regali... 
No, non parlo di un Natale senza pacchetti, ogni eccesso è da biasimare... ma non voglio coltivare l'ansia da "letterina", da apertura di pacchetti, da indigestione di oggetti... per noi e per Leti, l'Attesa sarà il desiderio di posizionare il bambinello nella culla, di trascorrere una giornata speciale con gli affetti più cari, di cantare canzoncine, ascoltare storie, stare insieme... i regali faranno da contorno a tutto questo, utili e magari duraturi, come la sponda per il letto o un abbonamento ad una rivista per bambini, un dono per tutto l'anno... di giocattoli ne abbiamo così tanti, ereditati o acquistati/regalati e ancora nascosti nell'armadio... e Leti si diverte con così poco! Di libri facciamo incetta ad ogni visita al mercatino dell'usato, anche se sono sempre graditi!  
Sento il cuore pieno del desiderio di recuperare la semplicità e l'essenzialità di queste Feste... e anche il nostro Albero  come vi avevo annunciato, partecipa di questo spirito di ritorno alle origini:


In realtà, dovrei dire i "nostri" alberi... visto che anche Leti ha il suo, realizzato insieme, con i rotoli di carta igienica che conservavamo da mesi, carta crespa opportunamente sfrangiata e le formine in pasta di sale realizzate e dipinte allo spazio gioco... 



Stelle e alberelli fatti da noi a casa accompagneranno invece i pacchetti che confezioneremo, anche in questo caso improntati alla semplicità e il più possibile al "fai da noi"!
E l'Attesa continua e si rinnova ogni giorno!


venerdì 10 dicembre 2010

This moment

 
A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember. 

mercoledì 8 dicembre 2010

Due anni di noi

A te, a cui un anno fa e ogni giorno dal primo dedicavo queste parole:

Piccola mia,
un anno fa i nostri sguardi si incontravano, le nostre dita si sfioravano per la prima volta
un anno fa il mio cuore si apriva all’Amore più grande
un anno fa rapita ti osservavo dormire e, ancora incredula, prendevo atto del miracolo che mi aveva attraversato
un anno fa non eravamo più una cosa sola… e allo stesso tempo, lo diventavamo per sempre
un anno fa iniziavamo a lottare fianco a fianco
un anno fa capivo il senso della mia esistenza
un anno fa mi hai dato la Vita, piccola mia,
un anno fa e ogni giorno da allora…
TI AMO!!
 Un anno fa scoprivo di essere fragile e, insieme, sperimentavo una nuova forza… un anno fa vivevo il giorno più bello della mia vita, ne ricevevo il Dono più grande… da allora ogni giorno mi rendi migliore, piccola mia.
(8 Dicembre 2009)

A te che ancora dormi con il culetto all'insù, come quando eri nel pancione...
A te, con cui ora è bellissimo chiacchierare e disegnare bimbi e bimbe e papà e nonni a non finire...
A te, che sai stupirmi ogni giorno con la tua dolcezza e memoria e parlantina... e con le tue pazze corse tra gli scaffali del supermercato, con i tuoi g(i)ochi, con i tuoi tuffi, con le tue canzoni e le telefonate agli amici immaginari, Piccopè e Bimbilla, che vivono al mare...
A te, che: "Mamma, ti sei fatta male? Ti curo io!"...
A te che sai capirmi al volo, a te che senti quello che io sento...
A te che improvvisamente mi abbracci...
A te che: "Mamma, mi racconti una storia? Mamma, stai con me?"...
A te che presenti a tutti la tua sorellina...
A te, che dai un senso alla mia vita e della Vita sei il dono più prezioso,

AUGURI, AMORE MIO!

Non dimenticherò mai 

…il primo attesissimo e intenso sguardo che ci siamo scambiate, quando ti hanno appoggiata sul mio petto ancora calda del mio stesso calore;
…il tuo coraggioso rifiuto del latte artificiale imposto dall’infermiera: anche se non mangiavi da due giorni hai preferito continuare a lottare con me… e ho capito che saremmo sempre state una squadra…
…il tuo sonno accanto a me, nel letto: la prima volta fuori dalla pancia con i tuoi piedini che ancora cercavano il mio corpo…
…il coraggio di mamma che ho scoperto in me nell’affrontare con determinazione medici e operatori per il tuo bene…
…la nostra comunicazione silenziosa, al di là di gesti e parole…
…E ognuno di questi giorni: faticosi, intensi e unici… 
(27  Febbraio 2009) 

martedì 7 dicembre 2010

#3 Il diritto agli odori

"...a percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura"
 
"Oggi rischiamo di mettere tutto sotto vuoto. Abbiamo annullato le diversità di naso, o meglio le diversità olfattive, tipiche di certi luoghi. Pensiamo alla bottega del fornaio, all’officina del meccanico delle biciclette, al calzolaio, al falegname, alla farmacia. Ogni luogo ha un proprio odore: nei muri, nelle porte, nelle finestre. Oggi una scuola, un ospedale, un supermercato o in una chiesa hanno lo stesso odore di detergente. Non ci sono più differenze. Eppure chi di noi non ama sentire il profumo di terra dopo un acquazzone e non prova un certo senso di benessere entrando in un bosco ed annusando il tipico odore di humus misto ad erbe selvatiche? Imparare fin da piccoli il gusto degli odori, percepire i profumi offerti dalla natura, sono esperienze che ci accompagneranno lungo la nostra esistenza." 19 novembre 2009 - Gianfranco Zavalloni



Annusano con noi:

domenica 5 dicembre 2010

Due candele...

... brillano da oggi nella nostra corona dell'Avvento: l'Attesa si intensifica, si intensificano i preparativi, il nostro presepe-calendario si popola ogni giorno con grande giubilo di Letizia che non manca mai di fermarsi a contemplarlo...


Ieri pomeriggio siamo stati ai primi mercatini di Natale: nella corte di un castello bancarelle con prodotti  artigianali, palloncini, musica che ha fatto danzare Letizia tutta la sera, incurante del freddo e dei ciottoli irregolari sotto i piedini... siamo tornati col cuore in festa!
Oggi il papà aveva il turno più duro, mattino-notte, con pomeriggio di sonno, per reggere il ritmo... Siamo stati insieme solo un'oretta la sera: il tempo di mangiare una pizza preparata da noi "donnine di casa" e di aprire la finestrella del calendario, ascoltando la fiaba del giorno...
Leti ed io siamo andate a Messa, al mattino... sempre una sfida, ma quanto è bello sentire la sua vocina garrula intonare i canti, ballare battendo le mani, rispondere "fuori dal coro"... quanto è bello vederla riconoscere i diversi momenti della Celebrazione, imitare i grandi e precipitarsi con slancio a porgere la manina a tutti al momento dello scambio della pace... Una sfida che accolgo con gioia... perchè in Chiesa possa sentirsi a Casa, sempre, fin da ora...
A pranzo siamo state dai nonni, non senza aver prima dovuto rincorrere il nostro amico immaginario Piccopè, un vero "birbo", sapete... uno che la mattina, al risveglio, è capace di presentarsi senza piedini, perchè li ha dimenticati al mare... e che al mare scappa sempre... quando non rimane chiuso in auto, costringendo la sottoscritta a tornare a prenderlo nel parcheggio, sotto la neve :-D!
Eh, sì, la neve, che adesso sta fioccando fitta, a coronare questa splendida giornata... e che ha profumato di sè l'aria per tutto il giorno, facendosi attendere con ansia!

La seconda candela ricorda la chiamata universale alla salvezza... è la candela di Betlemme... la prima ad aver rifiutato il Bambin Gesù, come capita di rinnegarlo ad ognuno di noi, tanto spesso, senza che quella chiamata cessi di farsi sentire...

E se domenica scorsa  aveva preso forma la nostra stella cometa in pasta di sale, oggi pomeriggio è stata la volta proprio di Betlemme... le casette del presepe sono nate dalle confezioni in tetrapak di latte e succhi di frutta che da settimane si accumulavano sul davanzale... da quando Leti, la mente creativa di casa, ne aveva afferrata una dicendo: "Mamma, guarda che bella casetta! La metto vicino al treno!"... Da allora nulla è stato più buttato, l'accumulo di kipple ha rasentato la follia (vero Roby?)... ma ne è valsa la pena, non credete?

La nostra Betlemme a quattro mani, work in progress e in fase di asciugatura sul davanzale

sabato 4 dicembre 2010

Letizia

Tra qualche giorno sarà il compleanno di Letizia... così accolgo l'invito di Palmy riproponendo il post in cui annunciavo la scelta del suo nome, legata ad una canzone che amo molto...

Martedì l’ultima ecografia… e finalmente l’abbiamo vista: è una bimba, sarà Letizia… perché è la nostra gioia, ogni giorno più grande, perché con lei il nostro Amore è diventato laetus, fecondo, e si è aperto alla Vita...  sarà Letizia anche un po’ per questa canzone, che mi ha affascinato a quindici anni ed è riaffiorata ora…
 
E se sapremo pazientare
bagnati, stanchi e bastonati
pensando che così Dio vuole
e il Male trasformarlo in Bene...
Tu scrivi che questa è: Perfetta Letizia...
 
E’ la più bella eredità che vorrei saper lasciare alla nostra bimba: la capacità di non arrendersi mai, di affidarsi, di sorridere sempre e nonostante tutto, “il Male trasformarlo in Bene” e rendere “l’eroico quotidiano, il quotidiano, eroico”…

(16 Ottobre 2008)

venerdì 3 dicembre 2010

This moment

 
A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember. 

giovedì 2 dicembre 2010

Fiabe e colori

Un'altra occasione di creatività a quattro mani per noi, grazie al giveaway di S. Lucia di Vogliounamelablu!
E in realtà, questo candy ci offre molto di più: un regalo immediato, la bellissima storia di Zi, e la possibilità di coniugare due nostre grandi passioni: fiabe e disegno! 
"Mamma, mi racconti una storia?" è ormai il ritornello della nanna, anche se, come già vi ho raccontato, il grande narratore di casa è papà, che improvvisa meravigliosamente al punto che a volte, mentre riordino la cucina, accendo a tradimento la radiolina per ascoltare anch'io le sue storie... peccato che non abbiano mai una conclusione, visto che molto prima subentra un concerto di... profondi respiri :-)))! 
Altrettanto frequente è la richiesta: "Mamma, mi disegni una bimba? Anche un bimbo... E un nonno... E una nonna!"... Trascorriamo a disegnare interi pomeriggi...
Insomma, il concorso di Vogliounamelablu ci calza a pennello! 
Ora, Leti, che, come sapete, è la direttrice artistica dei lavori qui a casa, è già avanti... diciamo che Picasso non è nessuno a confronto, come avete potuto notare qui e come potete vedere da questi disegni di... bimbi (ovviamente!):



Tuttavia, per un libro per bambini, abbiamo pensato che la grafica ferma alla V elementare della mamma fosse più indicata... bisognava trovare un modo perchè potesse dare anche Letizia il suo contributo... ed eccolo qui:


Pezzettini di carta crespa strappati e incollati per la mongolfiera, spaghetti arricciati a riprodurre gli intrecci di vimini del cesto, polvere di pastello per il cielo accuratamente spalmata col ditino... Il resto è opera di mamma (no comment, please, vi dico solo che l'unica insufficienza presa in vita mia è stata in Ed. artistica, in I media... perchè mi sono ostinata a disegnare il sole con occhi e bocca nonostante le esplicite minacce del Professore!)... 

Non abbiamo voluto tralasciare nessun personaggio, da Punteggiatura la giraffa (ok, le macchie a forma di segni di interpunzione sono frutto di mia deformazione professionale, lo ammetto), al cacciatore col fucile "tappato"... a sinistra la costellazione del cane minore, in alto a destra la terra che "sembrava un piatto con dentro l'insalata e la bistecca tagliata"... quanto mi è piaciuta questa similitudine :-)?  E poi ovviamente ci sono Zi e Boby, i protagonisti!
Grazie, Lucia, per il bel pomeriggio che ci hai regalato!

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