Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath - Happy Birthday

sabato 30 ottobre 2010

Ognissanti &c.

E' da qualche giorno che mi arrovello con questo quesito: Ognissanti, commemorazione dei defunti e Halloween... è un connubio possibile? 

Poi è arrivata la mia Simo, l'unica che davanti allo schermo mi fa piangere dalle risate, l'unica la cui ironia non stanca mai , perchè è parte di lei, non artificiale, non forzata... semplicemente è il sorriso contagioso con cui sa guardare alla vita e raccontarla, anche nella sua profondità... 
Ecco, dicevo, é arrivata la mia Simo con il suo Zuccandy... e come al solito ha fatto centro: 

"Insomma, il mio Halloween dei primi anni 80 era così. Na roba tristissima e senza senso per i miei 7 anni.
L’Halloween di Alice invece è fatto di zucche svuotate, di fantasmi fatti coi fogli e appiccicati alla parete, di ragni finti che manca poco con sto scherzo facciamo fuori mia suocera, di storie raccontate alla luce fioca di un lumino dell’Ipercoop, e di cappelli a punta che vi giuro sto ‘na favola."

Ecco... i miei ricordi della ricorrenza di Ognissanti sono più dolci di quelli di Simona...
Sarà che l'aria profuma di castagne perchè qui c'è la tradizione di acquistare il cartoccio di caldarroste all'uscita del cimitero, sarà che lì si è immersi nel verde, nei colori dell'autunno, nel silenzio e che i pensieri corrono... sarà che, quando ero piccola, non avevamo praticamente nessun defunto da visitare se non la mia sorellina, che mia madre ha perso appena nata... e così visitavo un'ala particolare del cimitero, quella dei bimbi... e mentre mia madre sistemava la tombetta, io facevo il giro delle altre, per mettere fiori a tutte quelle che non li avevano; e rimanevo incantata dalle statue e immaginavo di giocare con tutti questi bimbi... ecco, lo so che ora sembra di una tristezza infinita questo racconto, ma credo che lo sguardo dei bambini sia davvero in grado di entrare in profondità, nelle cose... e a suo modo era bello... ed era bello fermarsi al parco accanto al cimitero a raccogliere le noci e a giocare col mio papà a re Artù, nascondere Excalibur tra i rami del pino gigante vicino all'ingresso... mangiare i dolci tipici, le "ossa dei morti", o andare in montagna, se c'era il ponte, a fare scorta di castagne... 
Ora la malinconia è maggiore,  c'è qualche tomba in più da visitare... che però parla comunque della nostra appartenenza ad un luogo... un legame d'affetto e memoria che si rinnova... e mi è rimasta la voglia di prendermi cura di tutte le tombe abbandonate che incontro...

E poi c'è Halloween: una festa che ancora non mi appartiene , una festa che, non lo nego, fino all'anno scorso guardavo con sospetto, come una trovata per alimentare il consumismo, ma che ora, per la creatività che ho visto sbocciare sul web (tutt'altro che commerciale e consumistica), ho scoperto nel suo spirito più autentico, come momento per esorcizzare le paure e per unire il divertimento alla malinconia del ricordo, come occasione per fare lavoretti con i bambini, per tornare un po' bambini in omaggio alla vita, per stare insieme, con più consapevolezza di quanto siano preziosi e unici questi momenti di condivisione... 

Ecco, su questo mi ha fatto riflettere il post di Simona: siamo anche cittadini del mondo, ben vengano le nuove tradizioni se si affiancano alle vecchie! 
Halloween non è necessariamente occasione per recidere quella "corrispondenza di amorosi sensi" che ci lega a chi non c'è più, ma può diventare spunto per affiancare un po' di leggerezza ad una commemorazione vissuta con  altrettanta autenticità e lontano da sterili abitudini, una commemorazione finalmente spiegata ai bambini e non da loro subita... Perchè sappiano che c'è la morte... ma anche che essa è nulla di fronte all'Amore che sperimentano nello stare insieme a chi li ama, nella fantasia che è dono che sboccia spontaneamente nei loro cuori, nella cura che, se coinvolti, non esito a credere che dedicheranno alle tombe... anche di quelli che sono sconosciuti, ma comunque Fratelli...

giovedì 28 ottobre 2010

L'albero delle stagioni...

Autunno è anche andare a dormire alle 2,30 dopo aver trascorso la serata accanto al marito intento a montare la ruspa a energia solare che gli abbiamo regalato per il compleanno, altrettanto impegnata a colorare e ritagliare gli "abitanti" del nostro "albero delle stagioni": due scoiattoli, un uccellino con il suo nido, un gufo che fa capolino dal tronco e tante tante foglie di tutti i colori, realizzate con la tecnica del frottage inaugurata a inizio settembre con Letizia...
L'ispirazione mi è arrivata leggendo questo post di mammamichi: è riaffiorato alla memoria giorni fa,  non mi rassegnavo a buttare queste foglie ormai secche e così...
Ecco come appare l'albero dopo che  Leti ed io lo abbiamo decorato:



Abbiamo attaccato il nostro albero delle stagioni  nell'ingresso, sulla porta che dà accesso al corridoio; starà lì ad accoglierci mentre lentamente le sue foglie cadranno, i rami si copriranno con la prima neve, gli scoiattoli andranno in letargo e l'uccellino troverà ristoro grazie alle briciole che gli faremo trovare nel nido... Leti ne è entusiasta, lo ha descritto ai nonni nei minimi particolari... e, quando siamo uscite, mi ha fatto notare le foglie colorate e secche come quelle del nostro albero... 
Così, anche se in città, impariamo a guardarci intorno e a scoprire le meraviglie della natura che silenziosamente si trasforma sotto il nostro sguardo troppo spesso distratto...

martedì 26 ottobre 2010

Perchè su certe cose non si scherza...

Proprio ieri ho avuto con Antonella un confronto (garbato, eh?) su un suo post che toccava il tema dell'allattamento... Mi è stato detto che non avevo colto l'ironia... e così ho deciso di spiegarvi perchè non la so cogliere, perchè su certi argomenti non so proprio scherzare... Ho deciso di fare quello che mi propongo da tanto: raccontare la storia del mio allattamento.

Ho sognato di attaccare Letizia al seno due settimane prima del parto... credo sia stato il sogno più bello e intenso della mia vita... Allora quello che sapevo dell'allattamento era ciò che mi era stato detto al corso pre-parto; buona teoria, tesa a sfatare molti luoghi comuni, ma necessariamente generica... nulla più. Prima di diventare mamma, ero infatti convinta che le uniche fonti di informazioni fossero le riviste femminili... e dopo averne comprate tre in cui si parlava di tutte le possibili complicanze e malattie legate alla gravidanza avevo deciso di crogiolarmi nella mia ignoranza (non fatelo!! Esistono libri utilissimi e siti altrettanto validi, forum specializzati e altro ancora)!
Quando Letizia è nata sono cominciati i problemi.
Allattare il proprio bambino è ricostituire il legame simbiotico, fisico, reciso con il taglio del cordone ombelicale; è, per entrambi, un modo per ritrovare odori, calore, pienezza… E tutte queste sensazioni sono potenziate da quel gioco di sguardi tanto atteso; perché ogni  mamma lo sa, non è vero che i bambini non guardano, appena nati: la mia bimba mi ha guardato, ed è uno sguardo che porterò nel cuore per tutta la vita.
Ti dicono, a quel punto, che saprai capire il tuo bambino, che l’istinto ti guiderà… E’ verissimo, ma ci vuole tempo… e, nel frattempo una mamma è assillata dai dubbi… dubbi che si placano solo quando risponde al pianto o all’agitazione del suo bambino avvicinandolo al seno… 
Ecco perché per me è stato lacerante sentirmi dire che attaccare al seno mia figlia non serviva, perché, a causa dei miei  capezzoli piatti e della sua tendenza ad attaccarsi in punta, pare non riuscisse a nutrirsi... 
Nonostante tutto la mia piccola ce la metteva tutta e io con lei: una notte è arrivata una infermiera armata di biberon, dicendo che affamavo mia figlia: glielo ha infilato in bocca a forza mentre io piangevo disperata… Letizia, che a detta loro non mangiava dalla nascita, ha dato due ciucciate e lo ha rifiutato determinata; dopo si è attaccata al mio seno e ha ciucciato per due ore filate; è stato allora che ho capito che, in un modo o nell’altro, ce l’avremmo fatta, insieme… 
Dopo tre giorni di veglie, poppate interminabili e seno sanguinante per le ragadi, arriva il pediatra del nido a dirmi che mi dimetteva ma che mia figlia aveva perso peso più del previsto e che "visto che mi rifiutavo di usare il tiralatte" dovevo darle l'artificiale perché da me non prendeva nulla... A quel punto ho urlato al pediatra che per mia figlia "me le sarei tagliate, le tette" (gli ho urlato proprio così, deve essere traumatizzato tuttora) ma che in tre giorni mi era stato detto tutto e il contrario di tutto, compreso il fatto che non serviva il tiralatte (un modello desueto che perdeva aria e faceva il rumore di una locomotiva, per la gioia della mia compagna di stanza e dell’intero reparto) perché Letizia ormai si attaccava bene... 
Me ne sono tornata a casa "istruita a puntino" con un tiralatte professionale e ho tirato giorno e notte per quindici giorni (non ho mai saputo se fosse realmente necessario o no, dal momento che, se al quarto giorno, davanti all'incredulo pediatra di cui sopra, producevo 70 ml per seno, qualcuno doveva avermi indotto la montata nei giorni precedenti); dopo due settimane ho deciso di provare ad attaccare Letizia con i paracapezzoli, per ovviare al problema dei capezzoli piatti... e lei, dopo 15 gg di biberon, si è attaccata senza difficoltà; ho allattato per tre mesi con i paracapezzoli ma le ragadi dei primi giorni, lungi dal guarire, si moltiplicavano...  Le lacrime sono state tante, le paure anche... (quasi) tutti  (il maritino no, mi ha sempre sostenuta) mi incoraggiavano a smettere... e io... ho tolto i paracapezzoli! 
Ancora una volta la mia bimba è stata la mia migliore amica: ricordo ancora la prima poppata a seno nudo alle 3 di notte! 
I problemi, però, non erano finiti; le ragadi sono sparite da un lato e comparse dall'altro! E' stato a qual punto che, disperata, ho cercato conforto in un gruppo di mamme sul web... grazie ai loro incoraggiamenti ho tenuto duro tra dolori e tentativi di attacco corretto fino al quinto mese quando, finalmente, la situazione si è risolta, i capezzoli si sono incalliti e io ho iniziato a godermi l'allattamento! 

Tuttora per me ogni poppata è un dono... e vedo il Senso di quella sofferenza iniziale... che mi ha reso più consapevole e vigile come mamma, mi ha fatto capire il valore impagabile dell'istinto materno e, dopo la fragilità scoperta al momento del parto, mi ha fatto sperimentare una nuova forza, diversa da quella "di testa" che mi ha contraddistinto in tutte le altre sfide della vita, una forza che affonda le radici "nella pancia e nel cuore"... la forza di ogni mamma.


lunedì 25 ottobre 2010

Rosso come un rubino

"Tutti gli alberi del giardino erano carichi di frutti straordinari. Ogni albero ne aveva di diversi colori: ce n'erano di bianchi; di lucenti e trasparenti come il cristallo;di rossi; alcuni più scuri, altri meno; di verdi, di azzurri, di viola, e alcuni che tendevano al giallo; e di molti altri colori. Quelli bianchi erano perle; quelli lucenti e trasparenti, diamanti; quelli rossi più scuri, rubini; quelli meno scuri, rubini balasci; quelli verdi, smeraldi; quelli azzurri, turchesi; quelli viola, ametiste; quelli che tendevano al giallo, zaffiri; e così di seguito. E questi frutti erano tutti di una grandezza e di una perfezione come non si era ancora visto al mondo."   
(da Le mille e una notte, Aladino e la lampada meravigliosa)

Un gioiello da fiaba, questa settimana, per l'appuntamento con il colore inaugurato da Mammagiramondo... La perfezione racchiusa in un frutto: ogni grano gelosamente custodito, saldamente ancorato, preziosamente incastonato tra gli altri...



domenica 24 ottobre 2010

Cento, diecimila... blog candy per dirvi grazie!

In questi giorni questo blog ha raggiunto e superato i cento sostenitori, le diecimila visite... grazie a tutti! 
Sono commossa, mai e poi mai avrei pensato che a tanti potesse interessare quello che scrivo, mai e poi mai avrei immaginato quanta ricchezza in termini di amicizie, confronti, esperienze mi avrebbe dato questa finestra sul mondo che si è aperta così, nel lontano giugno 2006...
Insomma, tra i motivi per festeggiare c'è solo l'imbarazzo della scelta e così... al via il mio primo blog candy!!



In palio, un pensiero semplice ma che ho trovato subito bellissimo e adatto a rappresentarmi: i fiammiferi dei fiori! Due confezioni di quelli che hanno tutta l'aria di essere fiammiferi ma che, piantati, faranno germogliare fiori di campo (fiordalisi, margherite, calendula e papaveri) e piante aromatiche (basilico, erba cipollina, prezzemolo e timo) nei vostri vasi o giardini! Insieme a questi un libro di filastrocche... per tutte le età :-)!

Per partecipare:

- inserite il banner del blog candy sul vostro blog  (o profilo FB se non avete un blog) con il link a questo post*;
-lasciate un solo commento qui sotto (se non siete rintracciabili tramite profilo blogger precisatemi l'indirizzo del vostro blog/profilo FB );
- fate fiorire le vostre giornate! Raccontate qui nel commento o in un post un "episodio-no" riletto "in positivo"! Mi spiego meglio?


Qualche sera fa. Mi addormento addormentando Leti. Il maritino torna dal lavoro e pensa bene di svegliarmi. Alle 2.30 ciondolo ancora per casa senza riuscire a prendere sonno... e mi si è anche scatenato il raffreddore... beh, è stato uno dei momenti più belli della settimana: ho preso un libro, sono andata nella cucina pulita e silenziosa, mi sono fatta una tisana rilassante col miele... e me la sono goduta!!! E voi? Facciamo questo "gioco della felicità"?

Il blog candy scadrà domenica 14 novembre a mezzogiorno, seguiranno estrazione e spedizione!!


*Per inserire il banner con il link è sufficiente cliccare su design, aggiungi un gadget, foto... e lì copiare l'immagine del blog candy e l'indirizzo associato al post :-)!

sabato 23 ottobre 2010

Come quando fuori piove...

Qualche idea (poco sporchevole ;-)), per ringraziarvi di tutte quelle che mi avete dato qui!
Il parco-giochi degli omini: bastano delle costruzioni,  un filo di spago e la fantasia dei piccoli!



Il tunnel: sedie della cucina e una torre da costruire, gli anelli da una parte del tunnel, la base dall'altra...



 La spesa di carta: un volantino del supermercato, colla stick , un cartoncino (nel nostro caso recuperato da una confezione di lenzuola ;-))... e tanta voglia di strappare, schiacciare e attaccare!


 Mi piacciono tanto i lavoretti creativi che propongono molte di voi... ma mi rendo anche conto che, per bimbi dell'età di Leti, venti minuti di applicazione in un'attività sono già tanti... e, spesso, ci vuole coraggio a mettere in discussione con farine, colori a dita, acqua, la parvenza d'ordine domestico duramente conquistata... così ho pensato di raccogliere qualche proposta di giochi semplici, economici (perchè no?) e poco "sporchevoli" da proporre ai bambini nei giorni di pioggia... E voi? Cosa avete in repertorio?

venerdì 22 ottobre 2010

giovedì 21 ottobre 2010

Voglia di tenerezza

Voglia di donare, intrecciare, accarezzare tenerezza: anche questo è autunno... tepore, intimità, raccoglimento, abbracci... da portare con sè...

lunedì 18 ottobre 2010

Tam tam... in rosa

Ci preoccupiamo tutta la vita per le sue dimensioni, per l'azione della forza di gravità e la sua distanza dalle ginocchia ;-)... ma una sola cosa importa veramente e prima di tutto: che il nostro seno sia sano... ad ogni età, per essere serene bastano pochi minuti sotto la doccia... e questa settimana l'autunno si tinge di rosa grazie all'iniziativa della Lega italiana contro i tumori pubblicizzata da Mammafelice e accolta in un tam tam da molte/i blogger: ambulatori in tutta Italia saranno disponibili per visite senologiche e controlli; non trascuriamoci, per noi e per coloro che amiamo.


domenica 17 ottobre 2010

Microonde... cosa, come e perchè

In questi giorni ho preparato questo:


Questi




E poi bistecche con contorno di friggitelli grigliati, peperoni, zucca...
Tutto al microonde. 

E' stato il primo regalo per il nostro matrimonio, il primo articolo "spuntato" dalla lista nozze... un forno con mille funzioni, che, di fatto, può sostituire in tutto quello tradizionale... ma allora questo non lo sapevo :-)!
In questi tre anni abbiamo imparato a conoscerci, pian piano... e ultimamente mi ci sono messa di impegno :-)!
Perchè?
Per i tempi rapidi di cottura... Per una come me, che ha il marito che deve scappare a lavorare a orari poco ortodossi, a ridosso dei pasti, e che, soprattutto, all'organizzazione preventiva del menù preferisce l'improvvisazione sull'onda ispirazione, la rapidità è tutto!
Non si tratta poi solo di velocità... il microonde semplifica la preparazione di molti piatti; un esempio? La zucca.
Mia madre la prepara in un modo semplice ma che io trovo gustosissimo: al forno, a fette, distribuite in un solo strato in una pirofila; la base è un semplice filo d'olio "allungato" con un po' d'acqua, la copertura va realizzata con pangrattato, formaggio grattugiato, aglio a pezzettini, olive nere  e prezzemolo, ancora un filo d'olio e via in forno per 30-40 minuti! Però ricordo che affettare e sbucciare la zucca era una fatica non da poco, per non parlare del tempo necessario e del rischio di incidenti domestici...
Ora metto la zucca, (è preferibile utilizzare quella lunga per questa preparazione) semplicemente sciacquata in superficie, tagliata in due e privata dei semi, nel microonde... in questo modo la buccia e la parte più esterna si ammorbidiscono e sbucciarla e affettarla risulta molto più agevole... poi la preparazione resta invariata, nel mio caso sempre al microonde con la funzione crisp per 15 minuti... ma anche col forno tradizionale i tempi si riducono poichè  la polpa è già morbida...
Lo so, ci vorrebbe una foto a completare il tutto... ma in questo non sono stata abbastanza veloce ;-)!

La semplificazione riguarda anche il dopo-cena, altrettanto noto come momento di "repulisti" raramente delegato al marito :-). Sere fa abbiamo trovato al supermercato una busta di friggitelli già grigliati e surgelati... il contorno perfetto per le bistecche in programma per cena. Con la cottura tradizionale avrei messo in campo (e avrei avuto da ripulire a posteriori): pirofila per scaldare i friggitelli, padella per la carne, piano cottura... Invece ho messo tutto nel microonde, funzione crisp, con un filo d'olio ed erbe aromatiche in abbondanza... il risultato sono state bistecche morbidissime e insaporite dalla cottura con i friggitelli... da ripulire unicamente una teglia... ed è una cottura che consiglio anche alle mammine in attesa condannate a mangiare bistecche carbonizzate per scongiurare il pericolo toxoplasmosi: la carne era perfettamente cotta...
In aggiunta, particolare non trascurabile, abbreviando i tempi... si risparmia anche energia!

Infine: microonde per la qualità della cottura, più rispettosa delle sostanze nutritive dei cibi; ogni volta che posso sfrutto la vaporiera integrata, per verdure e anche per la carne di pollo e tacchino che adagio in un bagnetto di acqua e limone e ricopro con fettine di limone, cuocendo per 10 minuti ca. al vapore!

E, per finire... ci sono i dolci! Dei nostri biscotti speedy ho già
scritto... ma anche i muffins si possono cuocere al microonde... poi, a volte, basta fondere un po' di cioccolato:



E se non siete ancora convinti, guardate qui: un post di mammagiovane che mi ha illuminato... soprattutto per le patatine senza grassi :-D!!

giovedì 14 ottobre 2010

Una stagione: l'autunno

Ancora, seguendo Ester, autunno: stagione splendida, nella sua malinconia colorata di foglie e saporita di frutta tardiva; il sole accelera le sue corse, anche lui forse stanco dopo gli estivi tuffi  in mare; riprende a inondare di raggi il salotto, nel tardo pomeriggio in cui si prolunga il tramonto; il viale della scuola si fa soffice di foglie, compaiono i maglioncini e i primi foulard colorati, le finestre abbassano pian piano le difese, i vetri tornano limpidi, senza più il velo delle zanzariere… Gli zaini si fanno pesanti, gli sguardi assonnati nella foschia del mattino, indefinita … riprende la danza, riprende la vita.

lunedì 11 ottobre 2010

Ottobre

E’ stato un attimo, un profumo, quel noto aroma d’autunno nell’aria... sono tornati: con i loro bidoni fumanti, caldi, con le torri di palloncini che svettano nelle fredde serate d’inverno, con i bicchieri di latta e i sacchetti di carta che riscaldano le mani e il cuore: i venditori di caldarroste sono tornati per le strade del centro e, con loro, il profumo e il colore della nuova stagione che avanza. 


Senza sensi

Oggi, giorno di raffreddore. Eh sì, perché oltre ai raffreddori canonici, a me capitano giorni isolati – a volte anche solo qualche ora- di naso chiuso e sonori starnuti… E mi accorgo di quanto mi manchino i profumi e i sapori… Di quanto mi manchino per l’umore e per le piccole necessità quotidiane (il soffritto sta bruciando?)… E’ storia vecchia: quando qualcosa viene a mancare ci si accorge di quanto sia importante, ci si pente di averlo così spesso dato per scontato… E così anche un raffreddore può aiutare a ricordarsi della bellezza della vita, a rivalutarla, anche se fuori piove e se il fondo dei pantaloni è bagnato…
Un raffreddore può far riflettere… Quanto è complesso ascoltare! Lo facciamo solo con le orecchie e molto raramente… e perdiamo tanto: informazioni che scivolano via, sapori inascoltati nell’ingordigia sorda del davanti-tv, volti, espressioni… Poi quel profumino che ci accoglie sulle scale e rinfranca l’anima… “Speriamo che venga da casa mia”… Saper ascoltare.

sabato 9 ottobre 2010

Pasticciando si impara!

Narra la leggenda che così risposi a mamma che mi rimproverava per qualche pasticcio... E non mi sono mai smentita :-))! 

Ma procediamo con ordine: l'ispirazione per il menù di oggi mi è arrivata dal piccolo Ale di EquAzioni, tutto concentrato nel fare la pizza... Per me e Leti impastare è attività ormai consueta, ogni settimana allo spazio gioco e spesso a casa, per divertimento e sul serio sin da quando era piccina... Però non l'avevo mai coinvolta in tutte le fasi della preparazione di una ricetta, convinta che alla lunga si sarebbe annoiata e avrebbe preteso di fare di testa sua... Dopo il post di EquAzioni mi sono detta che forse la sottovalutavo... perchè non provare?
E qui arriva il pasticcio, non della figlia ma della mamma!
Perchè, ultimamente, ho creato "l'armadio delle farine", ordinatamente disposte in barattoli trasparenti con etichetta... beh, quasi tutti con etichetta... sta di fatto che nell'impasto della pizza è finita la farina di ceci... e sapete che vi dico?
La "pizza pasticciata" era buonissima e anche più facile del solito da lavorare, l'impasto era più compatto, meno appiccicoso, e la farina di ceci si avvertiva solo nell'aroma sprigionato dal forno durante la cottura... Credo proprio che l'ingrediente segreto ritornerà nell'impasto!


Ecco il mio promemoria, se qualcuno velesse cimentarsi:

300 gr di acqua tiepida
150 gr di farina di ceci
150 gr fi farina di semola di grano duro
200 gr di farina 00 (e circa 50 gr aggiunti in fase di impasto)
mezzo cubetto di lievito di birra (quello standard da 25gr)
un pizzico di zucchero sul lievito
un cucchiaino di sale (lontano dal lievito)
40gr di olio

Ho inserito gli ingredienti nell'ordine nella macchina del pane e ho avviato il programma "impasto e lievitazione"... dopo un'ora e mezza (in cui abbiamo spesso controllato "la palla" che cresceva) ci siamo messe al lavoro... inutile dire che Leti mi ha stupita: ha eseguito tutto perfettamente, dal taglio della mozzarella, all'impasto, al condimento (avevo preparato all'occorrenza questa salsina di peperoni con gli ultimi frutti del nostro balcone)... giudicate voi:


Mi spiace solo di essermi persa qualche fase negli scatti... tipo quella in cui (degna figlia di suo padre) di nascosto assaggiava la salsa e la mozzarella dopo averle disposte sulla pizza... Però non immaginate la soddisfazione quando ha visto la sua pizza sfornata e pronta da mangiare!


Vi dico solo che l'unico boccone avanzato è stato quello regalato al suo papà per l'assaggio iniziale!
Credo davvero che l'esperienza di oggi abbia avuto un valore aggiunto, rispetto al solito: perchè Leti non si è solo divertita  a manipolare ma ha sperimentato tutte le fasi della preparazione, odori, sapori... per un risultato tangibile, concreto e gustoso!
Al primo assaggio ha commentato: "Sono stata brava!" (A proposito, per rispondere a Mikela, sì, è già una chicchierona, in questo degna figlia di sua madre :-)!)... 
 Grazie ancora agli amici di EquAzioni per l'ispirazione!

venerdì 8 ottobre 2010

Il mostro dentro di noi

Della storia di Sarah sono venuta a conoscenza solo in questi giorni, un po' fuori dal mondo come sono nell'ultimo periodo... quello che trovo agghiacciante è che tutti urlino violenza contro la violenza, invochino la pena di morte contro lo zio della ragazza... e pochissimi si scandalizzino dell'ulteriore violenza inferta all'intimità di questa quindicenne, messa in pubblico nelle sue fragilità di adolescente, nei suoi sogni, nei suoi amori, nelle sue insicurezze... lo penso da insegnante, che gelosamente avrebbe protetto dai mass-media i temi, i diari di un'allieva... da mamma non riesco a pensare... ma quelle urla di rabbia, quella sete di vendetta che ciascuno di noi sente nel cuore dovrebbero forse farci tacere, consapevoli che il mostro è tragicamente e umanamente in ognuno di noi, bisognoso di Redenzione...

Non gridate più

Cessate d'uccidere i morti,
Non gridate più, non gridate
Se li volete ancora udire,
Se sperate di non perire.

Hanno l'impercettibile sussurro,
Non fanno più rumore
Del crescere dell'erba,
Lieta dove non passa l'uomo.

(GIUSEPPE UNGARETTI 1888 - 1970)


giovedì 7 ottobre 2010

Piccole conquiste...

...grandi soddisfazioni!
Un proposito formulato durante le passeggiate serali, al mare: riprendere ad uscire più spesso, ritagliarci dei momenti di svago a tre che non naufragassero sistematicamente tra gli scaffali del supermercato o fagocitati dalle mille commissioni incombenti… Ce l'abbiamo fatta! Abbiamo vinto stanchezza e pigrizia e abbiamo approfittato delle sagre che, nei dintorni, salutano l'estate e inaugurano la nuova stagione: feste di paese, di parrocchia, feste per la raccolta delle mele e notti bianche ci hanno visto partecipi e divertiti... E abbiamo rivisto cari amici, che ci hanno riservato questa golosa accoglienza e regalato una bellissima giornata!
E poi casa...  dopo tre anni di matrimonio le pareti iniziano a colorarsi di quadri e riflessi di specchi:  


Ho sistemato la dispensa (tutto merito dell'ispirazione di RJ!):


L'armadio del bagno, reso inaccessibile dal fasciatoio, è stato sostituito da un mobile più basso ma multifunzionale, regalatoci da carissimi amici... spazio riconquistato!


Il cestone dei giochi della mia infanzia, recuperato in cantina, è tornato a nuova vita con nuovi ospiti... e anche la sala è più ordinata...


Sono riuscita a programmare la spesa e a smaltire tutta la frutta e verdura senza sprechi e con sperimentazioni nuove come questa e questa:



 E sono andata a farla da sola (la spesa), vincendo la mia paura da guidatrice inesperta, nel supermercato fuori città che vende tutta la frutta e verdura a 0.99 Euro... un'iniezione di autostima :-)!

Ho fatto esperimenti culinari a base di farina di farro...



E, dulcis in fundo, le sedie della cucina: le ho finalmente trovate, arancioni, ovviamente:-)!


mercoledì 6 ottobre 2010

Questo è Amore

...e questa volta senza ironia, perchè, se c'è ancora di mezzo l'Ikea, c'è soprattutto un marito (sì, quello che l'ultima volta che ci siamo andati insieme girava tutti i pomelli del gas nelle cucine, sperando di farla saltare in aria) che, dopo una mattina e un pomeriggio di corso di aggiornamento, si è fatto un viaggio da solo nel traffico delle tangenziali milanesi e ha girato ben DUE Ikea sapendo che sua moglie desiderava tanto vedere la casa "finita", gli specchi tutti al loro posto... e si era messa in testa quell'ideuzza del carrellino del bagno... e dei cestini... e del tappeto... E' rientrato alle 22.30... con tutto il bottino e un sacchetto da 1Kg di polpette come risarcimento... Come non amarlo?


P.S. La vignetta geniale è sua!

lunedì 4 ottobre 2010

Tutto come un gioco...

Sarà che quando ricevi tanto, in qualche modo ti devi sdebitare.
E se non ci riesci con un gesto concreto, almeno lo devi fare con le parole.

E' un attimo per fermarsi e dire grazie.

E' un attimo per pensare non solo a chiedere, non solo a pretendere.
E' un attimo per osservare le piccole cose che arrivano da se', in sordina.
E' un attimo per imparare ad apprezzarle.
  
Questo invito di mammamichi mi ha toccato il cuore... 
Ed eccomi qui, grata, oggi, per questa pioggia scrosciante che è diventata occasione per "invertire le parti", per lasciare da parte tutto e tornare bambina con la mia bambina, prendendo la vita con leggerezza, senza fretta, come fosse un gioco...
Piove a dirotto... E' il giorno dell'appuntamento con gli altri bimbi, in un locale irraggiungibile in auto... impossibile trovare un parcheggio nelle vicinanze... tutto mi suggerisce di restare a casa... E invece no. Perchè abbiamo già saltato un giorno, la settimana scorsa, per una minaccia di raffreddore... perchè se ci siamo iscritte per la brutta stagione, con la brutta stagione bisogna imparare a fare i conti... o no?
E così, orario dei bus alla mano, abbiamo trasformato l'uscita in un'avventura divertente: con matella rossa ed ombrellino (rigorosamente chiuso, perchè a noi piace così) abbiamo fatto una corsa per salire sul pullman "grande grande", Leti ha imparato a stare in equilibrio, si è divertita a salutare tutti e  a prendersi sorrisi e complimenti, a fare i saltoni per evitare le pozzanghere, a salutare tutti gli autobus che incrociavamo... e poi i giochi, il giro-girotondo, la cartelletta su cui abbiamo colorato e incollato insieme... Siamo tornate a casa un po' umide ma felici, entrambe euforiche... perchè basta prendere la vita con spensieratezza...  è davvero un dono quando riusciamo a  farci contagiare dai bambini... Per finire, abbiamo fatto anche una tappa al supermercato, si era fatto tardi e ci siamo comprate un pollo allo spiedo per cena!
Letizia si è addormentata raccontandomi del pullman, "c'erano tanti signori ma devo stare attenta, perchè cado!"...
E io sento il cuore pieno di gratitudine e di tenerezza...

Arancione... in un boccone!

Oggi, al risveglio, ci ha accolto una coltre di nuvole grigie che lasciava cadere una pioggerellina fitta ma costante... mi sentivo un po' come i piccioni che abitano le grondaie del caseificio di fronte, raggomitolati nelle loro piume, al riparo dalle intemperie... 


Alla ricerca del colore con mammagiramondo, Leti ed io abbiamo individuato un antidoto potente:


E ci siamo messe subito al lavoro, mani in pasta:


...E poi in bocca :-)!


Buona settimana a tutti!

venerdì 1 ottobre 2010

Odi et amo: la Pimpa

Ok, mi prendo la licenza PROFessionale ;-) e, disturbando Catullo, affronto la questione-Pimpa...
La odio... perchè è uno dei primi pensieri di Letizia quando si sveglia, perchè se c'è una pausa in qualunque attività, lei punta sicura lo schermo: "Mamma, vediamo Pimpa bella bella?"... Ed era l'ultima cosa che volevo, che pensavo, quando le ho proposto qualche filmato su youtube, il tempo di riuscire a lavarmi, la mattina, senza troppe acrobazie... 
E la amo, mio malgrado e anche se ogni giorno mi ripropongo di farla sparire, di resistere... perchè ci sono dei momenti in cui, fisicamente, non ce la faccio: ho il pranzo sul fuoco, il bucato da lavare/da piegare, la cucina da risistemare... e la Pimpa mi permette di farlo senza affanno...
Stamattina, per farvi un esempio: Leti mi ha svegliato alle 7.00; abbiamo fatto colazione, abbiamo pulito ciascuna il proprio posto, poi colorato e disegnato, giocato sul tappeto con le costruzioni, fatto il girotondo con le bambole, letto un libro... poi ho pensato di preparare con lei gli gnocchi... ma dovevo prima cuocere zucca e patate... e come intrattenerla? 
Ed ecco che la Pimpa è venuta in mio soccorso...
Ma il senso di colpa urla... perchè Leti mi sembra ancora troppo piccola, perchè inevitabilmente si imbambola (anche se poi le faccio delle domande e lei coglie tutti i riferimenti), perchè sono gli ultimi giorni di sole e dovrei portarla in giro quanto più possibile... però non sempre ce la faccio.
Ieri pomeriggio un piccolo successo, ho eluso la tentazione-Pimpa trasformandola in un gioco: ho disegnato a Leti una Pimpa grande quanto un foglio A4 (da quando sono mamma le mie capacità grafiche sono decisamente migliorate... ma questa è un'altra storia ;-)) e l'ho incollata su un cartoncino... potremmo decorarci la stanza, appenderla, non so ancora... so che vorrei trasformare la Pimpa in una compagna di gioco e non necessariamente di schermo... 
La spada di Damocle della Tv, però, rimane...  Voi come la gestite?



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