Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath - Happy Birthday

mercoledì 30 giugno 2010

C'era una volta...

…una bambina che, un bel giorno, ricevette in dono una grande bambola di stoffa. La sua mamma la trovò subito bruttina ma per la bimba fu amore a prima vista: non se ne separò più. Bimbina (questo il nome della bambola) da quel giorno la seguì ovunque, sempre presente in ogni foto, in ogni avventura, in ogni viaggio… la mamma della bambina dovette rassegnarsi, provò ad abbellire la bambola ricamandole ciglia e sopracciglia; arrivò anche, con grande pazienza, a confezionarle vestitini… soprattutto, ne fu voce e pensiero durante tutti gli estenuanti viaggi in auto…
Anno dopo anno, Bimbina vide crescere la sua padroncina, ma l’affetto che le legava non venne meno… al punto che quando la bambola fu reclamata a gran voce da una cuginetta treenne, fu sacrificato alla causa un altro giocattolo…
Un brutto giorno, però, la mamma della bambina, che era divenuta nel frattempo ragazza, pensò di arginare il trascorrere del tempo lavando Bimbina in lavatrice… l’esperimento non riuscì e, sotto lo sguardo impotente della sua padrona in lacrime, Bimbina finì tra i rifiuti…
Ma ci sono storie destinate a continuare oltre il tempo…
E così, accadde che Bimbina tornò. Fu un attimo, lo sguardo distrattamente lanciato, durante una passeggiata col fidanzato, alla vetrina di una cartoleria che svuotava il magazzino in vista della prossima chiusura… Tra altri vecchi giocattoli uno sguardo noto, era proprio Bimbina!! Certo, un po’ diversa; mancava il velcro alle manine; e i due dentini della prima edizione… e questa volta ci avevano pensato i produttori alle ciglia… ma era comunque lei!
La bambina di un tempo non ebbe tuttavia il coraggio di cedere al desiderio puerile di riabbracciare la sua bambola… fu il suo fidanzato, che leggeva nel profondo del suo cuore come nessun altro mai, a presentarsi, il giorno dopo, con un pacco regalo dal contenuto speciale… la bambola e la bambina si erano ritrovate!
Inutile dire che la bambina di un tempo quel fidanzato se lo sposò e dopo poco più di un anno di matrimonio i due ebbero una bellissima bimba… Bimbina restò nella loro casa di sposi, nell’armadio delle coperte, ancora semichiusa nella carta regalo… fino a quando la bambina di un tempo, indecisa su cosa fare, decise di ritirare finalmente le coperte di un inverno durato fin troppo a lungo… e fu così che se la ritrovò tra le mani, la sua Bimbina… e non ci pensò due volte a tirarla fuori dalla carta e a farla accomodare sul triciclo che troneggiava nell’ingresso in attesa della sua Letizia… e
fu così che… questa storia conobbe un nuovo inizio:




lunedì 28 giugno 2010

Da che parte iniziare

Se, come me, non sapete da che parte iniziare... vi dedico questa risposta, appena letta in un magnifico libro per bambini che ho trovato tra i tesori del mercatino dell'usato:

"Invece possiamo sbagliare, Madurer. Basterà tenere gli occhi aperti, e accorgersi degli errori. Forma cancella forma, e colore copre colore. Però ora bisogna cominciare. Se non cominciamo non possiamo fare le cose giuste, e nemmeno quelle sbagliate."
[...]
"Non stai sbagliando, Madurer. Stai decidendo. Questo è sempre difficile: ma si può fare."

Buon lavoro e buona settimana a noi!

http://www.robertopiumini.it/binary_files/biblio/stralisco_41831.gif

domenica 27 giugno 2010

Incontri

Capita che scopri un blog appena aperto; e ti sta subito simpatica quella mamma che leggi tanto simile a te… capita di incontrarsi anche su FB e di trovarsi a cercare una destinazione per le vacanze estive… capita, così, di scoprire che abitiamo ad “un tiro di schioppo” l’una dall’altra, non solo, ma che le nostre strade si sono più volte sfiorate e inconsapevolmente incrociate… capita che d’impulso la chiami, questa mamma, perché il topino sta poco bene… e quel gesto istintivo, quella voce ora nota, confermano l’affinità, rafforzano il desiderio di vedersi… e giovedì, mentre tutta l’Italia trepidava davanti alla partita della Nazionale, zitte zitte ed emozionate come solo le donne sanno essere, ci siamo finalmente incontrate!!
E’ stato un pomeriggio bellissimo e intenso, fatto di giochi, di altalene, di scivolate e arrampicate, e di chiacchiere complici rubate alle corse dietro ai nostri bimbi, di conversazioni fugaci, a volte interrotte, tenacemente riprese… ma a cosa servono le parole, a volte?
Letizia e Ricky si sono scrutati col sorriso, salutati, rincorsi, contesi altalene e macchinine… entrambi solari e sorridenti, felici e scatenati!
Le loro mamme hanno riso come matte nell’impossibile tentativo di fare una foto tutti insieme, hanno recuperato palloni, trepidato insieme durante le arrampicate dei pargoli, moltiplicato braccia e mani per tenere (utopia!) tutto sotto controllo e… nell’inquadratura!
Soprattutto, è stato l’inizio di un’amicizia non più solo virtuale, un dono grande del web… L’estate ora ci aspetta, densa di progetti!!
Grazie Roberta e Riccardino!!


sabato 26 giugno 2010

Capelli... made in China

Stamattina i miei suoceri si sono offerti di tenere Letizia; all’inizio ero riluttante a delegare, come lo sono sempre quando non si tratta di “questioni di vita o di morte”… poi mi sono guardata allo specchio… e ho stabilito che, in effetti, era un questione di vita o di morte: dovevo darci un taglio (ai capelli, ovviamente!)…
Consegnata la pargola -che, alla prospettiva di una mattinata al parchetto col nonno, mi ha salutato con uno squillante “ciao mammaaaa!!”, senza risparmiarmi i buffetti sulle guance accompagnati da “bella bella”- mi sono trovata a tu per tu con la mia pigrizia.
Alternative:
  1. Centro Commerciale: non serve appuntamento, vado, è sabato mattina, non so quando torno… questa volta mi devo ricordare di non dire che non taglio i capelli da sei mesi, se no, a mo’ di investimento per il futuro, fanno di nuovo finta di sforbiciare e finito l’effetto messa in piega mi trovo tale e quale a prima… spesa complessiva prevista: 32 Euro… se non approfittano dello stordimento da sono-in-carenza-di-sonno-e-adoro-quando-mi-massaggiano-la-testa per rifilarmi qualche magica lozione da 10 Euro a goccia… A pensarci bene sono ancora arrabbiata per la truffa del finto taglio della volta scorsa. Bocciati.
  2. Il parrucchiere storico, quello dell’acconciatura del matrimonio. Senza appuntamento, di sabato mattina, è impossibile. Programmare manco a parlarne, bisogna cogliere l’attimo (l’avete capito che non mi limito a cucinare sull’onda dell’ispirazione del momento?)… spesa prevista da lui: 25 Euro… ma sulla ricevuta scrive sempre 12 Euro… e ha una sola assistente che si lamenta di non poter tenere costantemente sotto contratto di apprendistato… e non l’ho mai vista con le forbici in mano, relegata a messe in piega e tinte… Bocciato.
  3. Infine, loro: cinque ragazzi cinesi che hanno aperto un negozio in centro da un annetto. L’ho sperimentato con il marito mesi fa, col timore di ritrovarmi con un caschetto molto orientale… E mi hanno fatto il taglio migliore che io abbia mai portato. Mi hanno salvato più volte dallo stato di “incuria da mamma disorganizzata”; per shampoo, taglio e piega a capelli corti prendono 8 Euro (con ricevuta) e ti mettono la stellina sulla carta fedeltà.
Volo, letteralmente, sui pedali, dismettendo l’abito di mamma per tornare la ciclista spericolata di un tempo; mi sento libera e felice, per una volta con la missione di prendermi cura solo di me stessa.
Arrivo; c’è parecchia gente ma, nonostante questo, l’attesa è di cinque minuti; lo shampoo profuma di mandorle, il taglio, accurato come sempre, dura dieci minuti in cui mi rilasso ipnotizzata dal movimento delle mani del ragazzo e dalle parole in quella lingua tanto diversa dalla nostra… piega, lacca… e sono come nuova, in testa e nello spirito!


venerdì 25 giugno 2010

Io mi svezzo da solo!



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Ecco il mio consiglio di lettura del venerdì!
“Io mi svezzo da solo” di Lucio Piermarini: un libro che considera l’alimentazione del bambino come parte integrante di un sistema educativo fatto di ascolto; una riflessione a tutto tondo sulla genitorialità che fa piazza pulita di molti luoghi comuni (bambini “estivilizzati” o forzati a mangiare) svelando, tra l’altro, gli interessi di mercato che fanno da sfondo ad un errato concetto di svezzamento e incoraggiando all’ascolto dei propri figli; ne deriva una pratica di avvezzamento ai cibi solidi più semplice e più complessa allo stesso tempo rispetto alla tradizione: più semplice perché libera i genitori e i bambini dalla schiavitù di doppie preparazioni, da ansie da prestazione e da alimentazione; più complessa perché implica l’ascolto dei desideri del bambino, l’incoraggiamento della sua curiosità e un approccio responsabile all’alimentazione da parte dei genitori: i bambini dai sei mesi di vita, ma, soprattutto, da quando ne manifestano il desiderio, possono mangiare tutto quello che mangiano gli adulti, senza eccezioni – questa la tesi dell’autore- purché si tratti di alimenti sani… accettare questa sfida significa scontrarsi spesso con nonni e con i pediatri stessi, ma anche mettere in discussione se stessi, rivedendo la propria alimentazione… e il risultato è un giovamento per tutta la famiglia!
Letizia si è autosvezzata con pasta e broccoli; all’inizio frullavo la sua porzione o semplificavo la cottura dei suoi cibi; via via ha imparato a mangiare bocconi sempre più grandi e a masticare (anche se aveva solo due dentini) e ora...




Se siete interessati potete approfondire qui!

giovedì 24 giugno 2010

Un pranzo speciale

Mi piace cucinare, l’avete capito… non so se sono brava ma mi piace, mi rilassa, mi ricrea… ieri avevamo a pranzo due amici e subito il mio cervello ha iniziato a girare a mille! Ecco cosa ho prodotto, alla fine:






La cosa più bella di questo mio sperimentare? E’ che in questo pranzo c’eravate anche voi, di ognuna un po’: il pesto di Unacucciapergattiebambini, il labneh sperimentato in tandem con mamma C… di ognuna un’idea, un suggerimento, una suggestione, di tutte l’incoraggiamento che mi date sempre apprezzando i miei pasticci :-)!
L'ultima foto e la ricetta associata, così, la dedico a voi; una ricetta semplice e veloce che potete preparare anche il giorno prima, se il successivo avete in programma di non dedicarvi ai fornelli!

Insalata di polpo (rigorosamente con pentola a pressione, la mia preziosissima alleata!):

Ingradienti per la cottura:

due polpi (1kg ca. in totale)
un gambo di sedano (tagliato a rondelle)
una carota (tagliata a rondelle)
una cipolla affettata
un rametto di rosmarino
due foglie di alloro
"un goccio" di aceto balsamico

Dopo aver lavato bene i polpi, mettete tutto in pentola a pressione con un dito d'acqua; non indulgete alla fiamma vivace, rende il polpo duro, tenetela sempre moderata; al fischio riducetela al minimo e calcolate 30 minuti... Scolate subito il polpo, tagliatelo a pezzetti, ripescate le verdurine dalla pentola e condite con queste l'insalata; aggiungete olio, aceto balsamico o limone; aglio sminuzzato, olive verdi denocciolate... Et voilà!
Squisito è anche il letto di riso Venere, io l'ho cotto sempre in pentola a pressione (10 minuti dal fischio, sempre riducendo al minimo la fiamma, mi raccomando!) riciclando l'acqua del polpo... squisito!


martedì 22 giugno 2010

Fare il pane...

…è un modo per dire a chi amo: “vi voglio bene”, un modo per prolungare il piacere di un momento libero, un modo per coltivare l’attesa, sbirciando curiosa l’impasto che lievita… fare il pane è riprendere contatto con le origini, è occasione per rallentare, coccolare e coccolarsi… fare il pane è dare forma, è solleticare l’olfatto, soddisfare il tatto, appagare il gusto… fare il pane è sperimentare… fare il pane è preghiera e, per me, una forma d’amore…

Stanotte, come una vera panettiera -ma, in realtà, solo perchè seguo sempre l'ispirazione e non bado a considerazioni pratiche tipo "tempi di lievitazione e cottura"- ho fatto questo:



Ispirata da questa ricetta, rivisitata a modo mio, con, in parte, farina manitoba, dosi "a occhio" e cipollotti che non trovavano una destinazione culinaria che mi aggradasse... guardare la macchina del pane che "fa la palla" è un rito, per me e Letizia, una parte del nostro rito "di pane e d'amore".
..

lunedì 21 giugno 2010

Un giorno felice

Addormentarsi con la pioggia scrosciante, buio plumbeo, vento freddo che penetra nelle ossa… e risvegliarsi con il sole che accarezza le montagne all’orizzonte e le pozzanghere che restituiscono ad occhi increduli un cielo ridente d’azzurro: oggi è un giorno felice…

Ogni mattina è una giornata intera che riceviamo dalle mani di Dio. Dio ci dà una giornata da Lui stesso preparata per noi. Non vi è nulla di troppo e nulla di “non abbastanza”, nulla di indifferente e nulla di inutile. È un capolavoro di giornata che viene a chiederci di essere vissuta. Noi la guardiamo come una pagina d’agenda, segnata da una cifra, da un mese. La trattiamo alla leggera come un foglio di carta. Se potessimo frugare il mondo e vedere questo giorno elaborarsi e nascere dal fondo dei secoli, comprenderemmo il valore di un solo giorno umano.

Madeleine Delbrel


domenica 20 giugno 2010

Sognando il mare...


...sotto la pioggia... un grazie speciale a Mamma C!








E, per l'occasione, abbiamo anche scoperto il piacere di punteggiare!





E adesso... musica, maestro!


sabato 19 giugno 2010

Esperimenti d'estate

Labneh:



Buonissimo, una scoperta, una conquista!



Falafel al forno;




E pomodori ispirati a questi ma con riso basmati cotto al vapore e variante di pecorino nel ripieno:




Viva l'estate!

venerdì 18 giugno 2010

Letture e ricordi... Essere prof...

Il consiglio di lettura di oggi è un po' speciale, legato ai ricordi... un giorno di scuola di qualche anno fa ho scorto una mia alunna piangere, all'ultimo banco... Il giorno dopo, in risposta a quel pianto, le ho portato le fotocopie di qualche pagina del mio libro preferito, Lettere ad un giovane poeta, di Rainer Maria Rilke.
Anni dopo, le parole di quel libro (e non solo) mi sono tornate, come commento ad un post, un commento che mi ha commosso e scaldato il cuore:

Mio caro Friedrich, ho dovuto fare l’esperienza che non c’è davvero nulla di più arduo che amarsi. È un lavoro, un lavoro a giornata, Friedrich, a giornata. Com’è vero Dio, non c’è altro termine. Come se non bastasse, i giovani non sono assolutamente preparati a questa difficoltà dell’amore; di questa relazione estrema e complessa, le convenzioni hanno tentato di fare un rapporto facile e leggero, le hanno conferito l’apparenza di essere alla portata di tutti. Non è così. L’amore è una cosa difficile, più difficile di altre: negli altri conflitti, infatti, la natura stessa incita l’essere a raccogliersi, a concentrarsi con tutte le sue forze, mentre l’esaltazione dell’amore incita ad abbandonarsi completamente...
... Prendere l’amore sul serio, soffrirlo, impararlo come un lavoro: ecco ciò che è necessario ai giovani. La gente ha frainteso il posto dell’amore nella vita: ne ha fatto un gioco e un divertimento, perché scorgono nel gioco e nel divertimento una felicità maggiore che nel lavoro; ma non esiste felicità più grande del lavoro, e l’amore, per il fatto stesso di essere l’estrema felicità, non può essere altro che lavoro. Chi ama deve cercare di comportarsi come se fosse di fronte a un grande compito: sovente restare solo, rientrare in se stesso, concentrarsi, tenersi in pugno saldamente; deve lavorare deve diventare qualcosa”.

(Da una lettera del poeta Rainer Maria Rilke ad un giovane amico)

...è un insegnamento davvero grande, del quale ho fatto tesoro e per questo la ringrazio!
Conservo ancora le fotocopie di alcune pagine di quel libro, che lei mi diede in quarta (dal quale, poi, è tratto il mio intervento) e che ora credo di riuscire a leggere con occhi diversi e, forse, lo spero, con mente più matura. Ho ancora molto da imparare e penso che questo sia valido per ogni persona, perchè non si è mai arrivati, perchè è un cammino lunghissimo, stupendo, che porterà ognuno alla realizzazione di se stesso.

Volevo lasciare alcune parole di Baden Powell, fondatore dello scoutismo, personaggio che ammiro molto.

"Ricorda che sei tu, sei tu quello che deve vivere la sua vita e se ci vuoi riuscire devi essere tu a guadagnartela. Nessun altro può farlo per te. Guida te stesso con la tua canoa, non contare sull'aiuto degli altri.
Incontrerai sulla tua rotta difficoltà e pericoli, banchi e tempeste, ma senza avventura la tua vita non avrebbe successo. Se saprai manovrare con cura, navigando con gioiosa persistenza, non c'è ragione perchè il tuo viaggio non debba essere un completo successo".

con affetto
Franci

Ancora grazie, Francesca...

giovedì 17 giugno 2010

Essere mamma



Il post di mugs for two prima e il commento a questo mio post di Daniela VS poi, mi hanno fatto riflettere sul mio essere mamma. Non credo di appartenere alla categoria di chi ha idealizzato la maternità, ne ha fatto un totem, come dice mugs for two… amo ancora il mio lavoro, forse più di prima, amo mio marito, la mia famiglia, i miei spazi, ho anche ripreso a scrivere :-) ! Però non sono più solo quella di prima; il giorno del mio ventottesimo compleanno scrivevo questo:

14 gennaio, toccata soglia 28! Bel numero, tondo, pari, il doppio del giorno del mio compleanno… mi piace… non vi dico quando poi ho appurato che è la somma di tutti i suoi divisori … la scoperta mi ha messo di buon umore per tutta la giornata (grazie Pie’)! Ventotto anni pieni, bellissimi, che rivivrei proprio così, con tutti i momenti belli e quelli brutti, le gioie e i dolori, le fatiche, le soddisfazioni… ventotto anni di cui vado fiera e ancora, anche nelle loro due cifre (vero Amore? ) densi di promesse. Grazie a tutti quelli che li hanno condivisi con me, anche solo per un giorno, per un breve tratto di strada… E grazie a tutti coloro che con me hanno festeggiato… anche senza saperlo !

Ecco, tutto è ancora verissimo, ma si è arricchito di una nuova prospettiva… perché tutto quello che di buono ho fatto e conquisto ogni giorno diventa anche eredità, eredità di valori, di esperienze, di un personale sguardo sulla vita che vorrei trasmettere a Letizia, perché lei possa costruirci sopra il suo mondo, come, spero, ho fatto e continuo a fare io con quello che mi hanno insegnato e mi insegnano la mia mamma e il mio papà… i racconti più belli della mia infanzia erano quelli che avevano come protagonisti i miei nonni, i miei genitori bambini e questa “corrispondenza di amorosi sensi” credo sia l’aspetto prezioso, unico della vita, del dare la vita… E non sono più quella di prima anche perché non potrei pensare la mia vita senza Letizia… come dicevo qui, mi è capitato di ripercorrere il tragitto che mi portava alla prima scuola in cui ho insegnato… e mi sembrava che quell’esperienza appartenesse ad un tempo tanto remoto…

In questa nuova prospettiva la maternità mi ha reso migliore, mi rende migliore, ogni giorno, più consapevole sotto molti punti di vista, di me stessa, delle mie risorse, del mondo che mi circonda, perché ho un bene prezioso di cui prendermi cura, che è altro da me e per cui, ora come ora, sono il centro del mondo… ecco, a questo proposito, spezzo una lancia a favore delle mamme che non hanno mai tempo: credo sia per lo più un condizione mentale… il fatto è che prima potevo fare tre lavori contemporaneamente e un corso e i preparativi del matrimonio e le pulizie… ma sapevo che questa somma di impegni aveva una “data di scadenza”… e il tempo, almeno in parte, sarebbe tornato tutto mio, tutto nostro… Il “lavoro” di mamma, invece, non conosce vacanze… è giusto così, è spesso bellissimo, non sempre è facile… di qui quel senso di “intensità” mai provato prima…

Quanto agli argomenti di conversazione… beh, riuscire ad avercela, una conversazione! Mi ritrovo molto in quello che scrive qui mamma in 3D! E, in ogni caso, appartengo ad una categoria senza speranza, quella delle proff… e voi sapete che le proff finiscono per parlare sempre… DI SCUOLA!!



lunedì 14 giugno 2010

E allora?

Grazie a tutte per i vostri commenti al precedente post, speravo proprio si aprisse un confronto! Le vostre parole mi hanno dato modo di riflettere.

Non si tratta di assecondare, ovviamente. Ma di ascoltare, sempre. Ascoltare i bisogni nascosti dietro ai “capricci”: sonno, sete, caldo, stanchezza, fame, coccole… ascoltare i nostri figli, anche quando urlano… a non urlare glielo insegneremo giorno dopo giorno, con l’esempio. Glielo insegneremo anche, sicuramente, parlando, spiegando, anche nelle occasioni critiche, anche se non capiscono tutto quello che diciamo… sapete da cosa intuisco se un ragazzo sta copiando, in classe? Me lo dice lui, con il suo corpo. Il 70% della comunicazione è non verbale: il tono della nostra voce manda un messaggio ai nostri bimbi, molto più sensibili di noi da questo punto di vista: parliamo, dunque, senza farci contagiare dalla loro agitazione ma contagiandoli con la nostra calma…

E poi?
Se non possiamo rispondere con tempestività ai loro bisogni? Se casa è lontana? E la spesa sul rullo della cassa?

Ci sono mille modi diversi dall’indifferenza e dall’isolamento per gestire i bisogni dei bambini… Prima di tutto: prevenire. Pianificando le attività compatibilmente con i ritmi dei nostri cuccioli, portando sempre con sé una bottiglietta d’acqua e un pezzo di pane per le urgenze (io ho il sacchettino dei taralli in borsa…); poi c’è il diversivo. Quando siamo al supermercato capita che Letizia non voglia stare nel carrello a lungo… scende e inizia ad esplorare gli scaffali… la sua passione sono le scatole di pasta, vuole consegnarmele, tutte. Allora le chiedo di aiutarmi a spingere il carrello, a portare la borsa… di accompagnarmi a comprare l’acqua, di portare il dentifricio al papà… e se proprio non si stacca dal banco frigo… me la carico in spalla e inizio a correre per le corsie… perché, sempre, c’è il gioco come strumento privilegiato di comunicazione con i bambini, come scacciapensieri… ed è un’occasione anche per noi… Certo, non siamo meno rumorosi di bimbi e genitori urlanti e piangenti… però siamo più allegri!

Penso che i consigli della famosa Tata -sì, è sua la risposta fotografata nel precedente post- mettano al centro le esigenze di noi adulti, non quelle dei bambini… capita a tutti, a volte, di non farcela diversamente… ma farne una regola no, per favore.



Certo che funziona, ma a quale prezzo?

domenica 13 giugno 2010

Immaginate...

Immaginate di essere in giro con vostro marito/compagno/fidanzato; state sbrigando commissioni ma voi non vi sentite bene: c’è un caldo asfissiante, avete sete e, a dirla tutta, anche fame, e poi siete stanche e anche se state facendo cose utilissime per il menage familiare, tutto quello che desiderate in questo momento è essere a casa vostra…
Ecco, immaginate di manifestare questo disagio alla vostra dolce metà… iniziate con piccoli segnali che lui però è troppo indaffarato per cogliere… seguono le insistenze più esplicite e, alla fine, una sfuriata esasperata, il primo pretesto è buono per esplodere…
Ci siete?
Ok, immaginate ora che lui vi guardi, vi dica con calma e serenità che tornare a casa non è possibile e si allontani. Voi lo inseguite, lo supplicate. Lui vi obbliga a sedervi e se ne va.

Vi calmereste? Vi passerebbe la sete/fame/stanchezza? Vi sentireste amate? Vi sentireste più importanti delle commissioni da sbrigare? Vi sentireste al primo posto nel suo cuore?

Ecco, per favore, spiegatelo a chi dà questo tipo di suggerimenti alle mamme:



sabato 12 giugno 2010

Felicità... è colore!

Il viola di mani e manine che raccolgono i gelsi al parchetto, gli stessi gelsi con cui facevo scorpacciate quando ero piccina...



Tra una scivolata e l'altra



Un bel cestino...



Diventato gelato da gustare tutti insieme:
175 gr di gelsi
115 gr di latte
70 gr di zucchero



Ancora grazie a MammaC per l'ispirazione :-)!

Felicità è anche l'arancione delle lenzuola estive appena stese ad asciugare: conoscete gioco più rinfrescante?



Buona domenica a tutti!

venerdì 11 giugno 2010

Ancora Hesse

Knulp, “l’amico stravagante che alla vita chiedeva solo il permesso di stare a guardare”, il vagabondo che incarna il desiderio di libertà di ognuno.
Da leggere per gustare paesaggi, descrizioni di rara poesia: “
Pochi momenti prima le colline erano ancora illuminate dall’aureo riverbero del cielo pomeridiano e sciolte nel nuotante tremolio della luce, ora invece erano già scure e stagliate e disegnavano gli alberi, i dossi e i cespugli come ombre nere sul cielo che conservava ancora un po’ dell’azzurro diurno, ma in gran parte era tuffato nel turchino della notte”.
Da leggere per comprendere il fascino e il peso di una vita fuori dagli schemi, senza legami: “
Bello era stato, Dio mio, bella la gioia e bella la tristezza, e se qualcuno di quei giorni fosse mancato, sarebbe stata grande iattura”.
Da leggere per sentire che anche una vita “buttata via” è preziosa e densa di significato: “
Non mi potevi servire se non come sei. In nome mio hai girato il mondo e hai potuto recare ai sedentari un po’ di nostalgia della libertà. In nome mio hai fatto sciocchezze e ti sei fatto schernire: io stesso sono stato schernito e amato in te. Tu sei figlio e fratello mio e una parte di me, e nulla hai gustato e sofferto che io non abbia gustato e sofferto con te”.
In una lettera Hesse ha scritto: “
quando uomini come Knulp, intelligenti e dotati di un’anima, non trovano posto nel mondo, la colpa è tanto del mondo quanto dello stesso Knulp, e, se posso dare un consiglio, direi di amare gli uomini, anche i deboli, anche i disutili, ma di non giudicarli”.

giovedì 10 giugno 2010

E Dio disse IKEA! E IKEA fu. E vide che era cosa MOLTO buona. Della serie: tutto quello che la Bibbia non dice. (Indovinate dove siamo stati oggi?)

Dopo aver creato le utenze – luce, gas, acqua e telefono- Dio disse IKEA! E IKEA fu. E vide che era cosa MOLTO buona.
A quel punto il Signore Dio pensò che tutto quel “ben di Dio”, appunto, doveva pur goderlo qualcuno, e creò l’uomo, a sua immagine e somiglianza perché continuasse il lavoro di creazione… Ora le mie lettrici penseranno che lì fu il primo errore, ché se avesse creato prima la donna tanti guai non sarebbero successi… ma riflettete: chi avrebbe poi montato tutti i mobili imprecando, inseguito da noi che cerchiamo di renderci utili con scopa e paletta e, ovviamente, intralciamo il tutto?
Dio, che tutto sa, sapeva anche questo –una donna non si sarebbe mai divertita, da sola, all’IKEA- e dunque creò prima l’uomo.
Dio, dicevamo, vide che era cosa buona e lo chiamò… Ingvar Kamprad.
Il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di mobiletto, li condusse all'uomo e gli disse: divertiti a montarli, poi vedi come chiamarli: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno dei mobili e degli accessori quello doveva essere il suo nome.
Così Ingvar montò e impose nomi a tutto.
Qui seguì il primo momento di imbarazzo tra l’uomo e il suo Creatore poiché Ingvar si era inventato nomi proprio impronunciabili: il divano Karlstadt, la libreria Leksvik, la vetrina Bjursta… insomma solo le mitiche Billy si salvavano (per l’occasione anche Dio ne prenotò un congruo numero per la sua biblioteca, chè, si sa, in nessuna casa può mancare una Billy)… il Signore Dio aveva programmato di aspettare un po’ per la torre di Babele quindi chiamò in causa il suo vice, lo Spirito, per risolvere l’empasse.
Lo Spirito Gli fece notare che se Uno chiama un uomo Ingvar poi non si può lamentare, Dio convenne e, dopo molto discutere, decisero di riprovare da capo.
Fu a quel punto che Dio creò Adamo.
Il resto della storia è noto: da una costola di Adamo Dio creò Eva (ché ormai quella storia di smontare e rimontare gli piaceva proprio). Eva fece subito amicizia con Ingvar, Adamo non lo poteva soffrire dacché non perdeva occasione di rinfacciargli il suo primato… quest’antipatia spiega perché tutt’ora “il seme d’Adamo” odi visceralmente l’IKEA…
Poi Adamo ed Eva combinarono il noto pasticciaccio e nel paradiso terrestre rimase solo Ingvar. Ingvar allora chiese a Dio di seguire i suoi fratelli sulla terra, per alleviare le loro pene di esiliati. Il Signore Dio vide che era cosa buona (anche perché, senza l’IKEA, come avrebbe potuto Noè costruire l’arca?) e inviò Ingvar sulla terra; poiché egli non aveva peccato gli consentì di portare con sé un pezzetto di Eden da seminare per il mondo -l’IKEA, appunto- ma gli raccomandò che i mobili li vendesse sempre smontati… chè Adamo doveva pur scontare le sue colpe, ecchecavolo. Ingvar rimase sempre il preferito di Dio… per questo, quando il Signore decise di scendere tra noi… nacque falegname.

mercoledì 9 giugno 2010

Fine anno

Crescerete. E guardando le foto del primo anno di Liceo vi ritroverete a ridere di quelle forme un po’ goffe in cui ora vi sentite tanto sicuri. Crescerete. Sta già accadendo anche se non ve ne rendete conto, anche se vorreste fermare il tempo, o vi sembra che non passi mai. Crescerete. E la vostra prof. di italiano, le spade di carta, la collezione di lattine nell’armadio della scuola, le ore passate parlando di eroi e destino saranno solo uno sbiadito ricordo… Crescerete. E forse mi imbarazzerò ad incontrarvi ormai adulti o mi troverò a sorridere nel riconoscere per strada sguardi, gesti ed espressioni di quando eravate adolescenti.
Un anno è passato e vorrei dirvi che è stato bello, con voi. Anche se siete una classe di scalmanati, anche se mi avete fatto impazzire (sì, lo so, è stato reciproco), vi voglio bene, a tutti e a ciascuno. E sono fiera di voi… perché, tutti, vi siete messi in gioco.
Non so cosa mi riserverà l’anno prossimo, non so se sarò ancora con voi. So che ognuno di voi, come tutti quelli che vi hanno preceduto e che vi seguiranno, occuperà un posto speciale nel mio cuore… e so che crescerete. E mi illudo che a ciò che diventerete un po’ avrò contribuito anch’io… Se non altro, quando impedirete ai vostri figli di annaffiare le begonie con la pepsi-cola. Buona vita, ragazzi.

martedì 8 giugno 2010

Speedy cenetta d'estate...

...perchè quando si torna dal parchetto non c'è scusa che tenga, la fame è tanta e la pazienza poca!
Eccovi così un'altra cenetta speedy, i nostri "abbracci di zucchine" (non quelle del mercatino, eh!): semplici fettine di zucchina cotte al vapore al microonde per qualche minuto e arrotolate su se stesse con ripieno di mozzarella, un filo d'olio e contorno di pomodorini...



Se poi trovate, come me, degli avocado molto maturi in offerta, frullateli con aglio, cipolla, succo di limone, pomodori, basilico e prezzemolo freschi, un pizzico di sale... e la vostra cenetta sarà insaporita da una gustosa salsa Guacamole! Noi l'abbiamo gustata con i finocchi crudi!



E, tanto per tenervi aggiornati sui nostri esperimenti culinari, Letizia (e non solo lei!) ha gradito moltissimo questi asparagi al miso che abbiamo rivisitato usando il miso di riso tradizionale, l'aceto balsamico al posto della salsa di soia e l'olio d'oliva, con l'aggiunta di semi di sesamo... non ho fatto in tempo a fotografarli :-)! Prossimamente, invece, voglio cimentarmi con questo formaggio spalmabile autoprodotto, un'illuminazione!
E voi? Quali sono i vostri esperimenti d'estate?

domenica 6 giugno 2010

Delusa

Ecco. Magari sono superficiale e non tengo in dovuta considerazione tutte le variabili… però, caspita, “prodotti a km zero”, genericamente “genuini” (ma di certificazioni bio, per quello che vale, non ne ho viste)… e poi vendi le zucchine a 3,00 €/kg??

Oggi sono andata entusiasta al mercatino di “campagna amica”, nella mia città: filiera corta, finalmente a due passi da casa e in giorno festivo per tutti (finora il mercatino era solo di sabato e non l’avevo mai potuto visitare)… I prezzi erano quelli citati di sopra. Sono delusa. Delusa perché ciò che è genuino (o presunto tale) resta sempre un lusso e quelle che potrebbero essere delle buone occasioni si trasformano in fin troppo noti strumenti di raggiro e speculazione. Vi prego, se ho trascurato qualcosa, fatemi vedere ciò che, forse, nella mia amarezza non riesco a notare.

Ho vinto!!

Ho passato l’infanzia a vincere ai banchi di beneficenza della scuola presine fatte all’uncinetto dalle suore… ora, adesso, probabilmente, farei salti di gioia all’idea di un premio simile ma, si sa, le priorità cambiano… così accadeva che, mentre le suore sferruzzavano durante il pranzo di noi bambini, io iniziassi a familiarizzare mestamente con i miei futuri premi… E le cose sono peggiorate crescendo, quando i banchi di beneficenza si sono riempiti di spugnette dei negozietti “tutto ad un euro”… Ci credete se vi dico che non ho mai comprato una spugnetta? Ebbene sì, anche in quel caso erano tutte mie… ultimamente credo di aver toccato il fondo con i fazzoletti di carta… Le spugnette erano finite… Tutto questo per dirvi che cosa? Che potete immaginare la mia euforia nello scoprire che HO VINTO IL GIVEAWAY DI GO-MAMMA, con tanto di estrazione in diretta video! Domani tenetemi lontana dai banchi di beneficenza, che mi sento fortunata :-))!!!!

venerdì 4 giugno 2010

In bicicletta


"La bicicletta provoca quello stesso cambiamento di stato, che non si può cogliere se si resta con i piedi inchiodati a terra. Il ciclismo è nuotare nello spazio.
"

E, in questi giorni di fatiche scolastiche, la bicicletta mi permette di riappropriarmi del tempo con mia figlia… relazioni finali, verifiche da correggere, programmi da stilare, compiti delle vacanze, recuperi, medie… nei giorni scorsi è stato ben poco il tempo che abbiamo potuto trascorrere insieme, ma, grazie alla bicicletta, anche il viaggio verso la casa dei nonni è diventato speciale: tempo prezioso sui pedali, cantando, godendo della brezza, osservando e raccontandoci il panorama a vicenda…

"...tanto, la bici va da sola, registra la vita come un sismografo. Incontri di scacchisti e contadini, ragazze e pescatori, grilli e stelle filanti, zanzare e malinconie, pellicani e paludi, vento forte e cieli bassi, pesanti, quasi scozzesi. Fango e paglia, cavalli e cani nella sera. La bicicletta in solitario, strumento di conoscenza alternativo in un mondo governato da una fretta insensata..."
Paolo Rumiz

Consigli di lettura... del venerdì


E’ strano, complesso, emozionante leggere per diletto quando il tuo lavoro è insegnare a leggere: sono compresenti l’insegnante che scopre le mille potenzialità di un testo, la studiosa che le cerca e si appassiona all’intima tessitura del romanzo, alle coincidenze, ai richiami, e tutto il resto della mia anima che sente la profonda risonanza di una vicenda nella propria vicenda, che dialoga con una visione del mondo, che ne gusta l’essenza, in parte la fa propria e in parte la trasforma…Penso che se i ragazzi capissero quanto la letteratura parli della vita, se osassero fare delle pause nel loro frenetico cercare e agire per scendere nella profondità della propria anima e confrontarsi con le esistenze racchiuse in versi e racconti, non sarebbe così penoso imparare, non sarebbero solo nozioni… Prima di iniziare ad insegnare pensavo che questo fosse naturale, ora so che non è così, non per tutti… e per quelli che lo trovano naturale subentra la vergogna, la timidezza di appassionarsi a qualcosa che hai scoperto a scuola. E so anche che non è un atteggiamento che si possa insegnare, non direttamente… Ma confido nel fatto che quei versi, quelle parole che un giorno la prof. leggeva con ridicola passione possano depositarsi negli animi come fanno le foglie d’autunno e ridestarsi quando l’esperienza che sarà le doterà di un senso più intimo e profondo per ciascuno.

Nei giorni scorsi ho riletto il Demian di Hesse la cui eco è già presente in queste pagine. A cavallo tra Otto e Novecento è la storia-diario di un ragazzo, storia di un’anima, come tanta letteratura del secolo appena trascorso, racconto di una vita in fieri, della ricerca/appropriazione del proprio destino, del difficile passaggio dall’infanzia alla vita adulta, col costante filo conduttore del dissidio tra due mondi, quello di “chiarità e pulizia”, di “discorsi amorevoli, mani lavate, abiti lindi e buoni costumi” cui si aderisce fiduciosi nell’infanzia ma che diventa sempre più problematico e angusto col passare del tempo e l’altro mondo “una multiforme fiumana di cose enormi, allettanti, terribili, enigmatiche” con cui, proprio malgrado, bisogna confrontarsi. Storia di un’amicizia, ricerca di senso nella storia individuale e collettiva, abbozzo di un romanzo di formazione che “non conclude”, perché ognuno possa continuarne la ricerca, consapevole del fatto che “la vera vocazione di ognuno è una sola, quella di arrivare a se stesso”. Romanzo che non dà soluzioni, se non quella di una libertà complessa da gestire: “E’ sempre difficile venire al mondo”. Difficile e affascinante. E mai dato una volta per tutte. Lettura che dedico e consiglio a chiunque si senta “uno sparviero che lotta per uscire dall’uovo”.

mercoledì 2 giugno 2010

Partecipo!

Si avvicina l'estate... accadrà che io ritrovi finalmente il tempo di leggere qualcosa di diverso dalle mirabolanti produzioni dei miei alunni? E allora... partecipo all'invitante candy di Mammachetesta... nella speranza di avere più fortuna di quanto non mi capiti ai banchi di beneficenza, dove, in questi giorni, mi sono riempita (eh sì, sono una giocatrice d'azzardo compulsiva ;-)) di fazzoletti di carta, sob!!

http://www.arealocale.com/images/attualita/2007/20070514concita_de_gregorio.jpg

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