Daisypath Happy Birthday tickers

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Daisypath - Happy Birthday

martedì 26 ottobre 2010

Perchè su certe cose non si scherza...

Proprio ieri ho avuto con Antonella un confronto (garbato, eh?) su un suo post che toccava il tema dell'allattamento... Mi è stato detto che non avevo colto l'ironia... e così ho deciso di spiegarvi perchè non la so cogliere, perchè su certi argomenti non so proprio scherzare... Ho deciso di fare quello che mi propongo da tanto: raccontare la storia del mio allattamento.

Ho sognato di attaccare Letizia al seno due settimane prima del parto... credo sia stato il sogno più bello e intenso della mia vita... Allora quello che sapevo dell'allattamento era ciò che mi era stato detto al corso pre-parto; buona teoria, tesa a sfatare molti luoghi comuni, ma necessariamente generica... nulla più. Prima di diventare mamma, ero infatti convinta che le uniche fonti di informazioni fossero le riviste femminili... e dopo averne comprate tre in cui si parlava di tutte le possibili complicanze e malattie legate alla gravidanza avevo deciso di crogiolarmi nella mia ignoranza (non fatelo!! Esistono libri utilissimi e siti altrettanto validi, forum specializzati e altro ancora)!
Quando Letizia è nata sono cominciati i problemi.
Allattare il proprio bambino è ricostituire il legame simbiotico, fisico, reciso con il taglio del cordone ombelicale; è, per entrambi, un modo per ritrovare odori, calore, pienezza… E tutte queste sensazioni sono potenziate da quel gioco di sguardi tanto atteso; perché ogni  mamma lo sa, non è vero che i bambini non guardano, appena nati: la mia bimba mi ha guardato, ed è uno sguardo che porterò nel cuore per tutta la vita.
Ti dicono, a quel punto, che saprai capire il tuo bambino, che l’istinto ti guiderà… E’ verissimo, ma ci vuole tempo… e, nel frattempo una mamma è assillata dai dubbi… dubbi che si placano solo quando risponde al pianto o all’agitazione del suo bambino avvicinandolo al seno… 
Ecco perché per me è stato lacerante sentirmi dire che attaccare al seno mia figlia non serviva, perché, a causa dei miei  capezzoli piatti e della sua tendenza ad attaccarsi in punta, pare non riuscisse a nutrirsi... 
Nonostante tutto la mia piccola ce la metteva tutta e io con lei: una notte è arrivata una infermiera armata di biberon, dicendo che affamavo mia figlia: glielo ha infilato in bocca a forza mentre io piangevo disperata… Letizia, che a detta loro non mangiava dalla nascita, ha dato due ciucciate e lo ha rifiutato determinata; dopo si è attaccata al mio seno e ha ciucciato per due ore filate; è stato allora che ho capito che, in un modo o nell’altro, ce l’avremmo fatta, insieme… 
Dopo tre giorni di veglie, poppate interminabili e seno sanguinante per le ragadi, arriva il pediatra del nido a dirmi che mi dimetteva ma che mia figlia aveva perso peso più del previsto e che "visto che mi rifiutavo di usare il tiralatte" dovevo darle l'artificiale perché da me non prendeva nulla... A quel punto ho urlato al pediatra che per mia figlia "me le sarei tagliate, le tette" (gli ho urlato proprio così, deve essere traumatizzato tuttora) ma che in tre giorni mi era stato detto tutto e il contrario di tutto, compreso il fatto che non serviva il tiralatte (un modello desueto che perdeva aria e faceva il rumore di una locomotiva, per la gioia della mia compagna di stanza e dell’intero reparto) perché Letizia ormai si attaccava bene... 
Me ne sono tornata a casa "istruita a puntino" con un tiralatte professionale e ho tirato giorno e notte per quindici giorni (non ho mai saputo se fosse realmente necessario o no, dal momento che, se al quarto giorno, davanti all'incredulo pediatra di cui sopra, producevo 70 ml per seno, qualcuno doveva avermi indotto la montata nei giorni precedenti); dopo due settimane ho deciso di provare ad attaccare Letizia con i paracapezzoli, per ovviare al problema dei capezzoli piatti... e lei, dopo 15 gg di biberon, si è attaccata senza difficoltà; ho allattato per tre mesi con i paracapezzoli ma le ragadi dei primi giorni, lungi dal guarire, si moltiplicavano...  Le lacrime sono state tante, le paure anche... (quasi) tutti  (il maritino no, mi ha sempre sostenuta) mi incoraggiavano a smettere... e io... ho tolto i paracapezzoli! 
Ancora una volta la mia bimba è stata la mia migliore amica: ricordo ancora la prima poppata a seno nudo alle 3 di notte! 
I problemi, però, non erano finiti; le ragadi sono sparite da un lato e comparse dall'altro! E' stato a qual punto che, disperata, ho cercato conforto in un gruppo di mamme sul web... grazie ai loro incoraggiamenti ho tenuto duro tra dolori e tentativi di attacco corretto fino al quinto mese quando, finalmente, la situazione si è risolta, i capezzoli si sono incalliti e io ho iniziato a godermi l'allattamento! 

Tuttora per me ogni poppata è un dono... e vedo il Senso di quella sofferenza iniziale... che mi ha reso più consapevole e vigile come mamma, mi ha fatto capire il valore impagabile dell'istinto materno e, dopo la fragilità scoperta al momento del parto, mi ha fatto sperimentare una nuova forza, diversa da quella "di testa" che mi ha contraddistinto in tutte le altre sfide della vita, una forza che affonda le radici "nella pancia e nel cuore"... la forza di ogni mamma.


17 commenti:

  1. Ciao! Questo tuo racconto mi ha aperto un mare di ricordi, per certi versi molto simile al mio... nn so se quello lo hai letto ;) eccolo qui: http://bastaunsoffiodivento.blogspot.com/2010/05/le-gioie-dellallatamento.html
    Quello che ci rende diverse è il modo di esternare questi sentimenti, ma non vuol dire che nn provo le stesse cose! ;) Comunque, spero sia tutto ok :)

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  2. Eh, se ti conoscevo tre anni prima era meglio...porca miseria! (Mamma F: due mesi scarsi di allattamento mal guidato e mal sentito)

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  3. un post meraviglioso cosi carico di emozioni, di voglia, di determinazione e di amore. io mi ritengo incredibilmente fortunata di aver avuto due allattamenti da manuale ma anche di esser stata seguita (almeno per quanto riguarda l'allattamento) dalle ostetriche bravissime.

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  4. Mio Dio ceh post meraviglioso. Sensazionale piccolalory, sensazionale...

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  5. @Antonella: ma scherzi? Certo che è tutto ok! Anzi ti ringrazio, perchè grazie al tuo post e al nostro confronto ho finalmente dato voce alla mia esperienza... il che rende forse più comprensibile la mia "sensibilità" all'argomento :-)

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  6. Io non ho mai avuto problemi di "quabntitativi" e infatti Belvetta ha ripreso peso già in ospedale.
    Il mio problema (oltre a un po' di ragadi durate per fortuna poco) è sempre stato la frequenza. Lei si attaccava praticamente ogni ORA.
    E vivevo fra due estremi deleteri entrambi. Mio marito e i suoi (sua madre non ha mai allattato e credo "si sia rifatta" attraverso me...è stata di sostegno am a volte fin troppo) che andavano avantia suon di "Ma come sei stanca! Ma se sei così FORTUNATA (fortunata 'sti cazzi! ci vuole impegno ad allattare come dimostri tu) da poter allattare! Dalle da mangiare! Piange? Allora ha fame? Deve dormire? Dalle la tetta!" e la mia famiglia che viaggia con Estivill &co e che sosteneva che BElvetta era un tiranno che mi avrebbe distrutta.
    Nessuno mi ha davvero appoggiata, così quando è arrivata la rogna vera ovvero la piccola che a 5 mesi aveva 5 denti e mi mordeva fino a farmi staccare la carne dal capezzolo (giuro, c'erano i pezzi penduli) i miei a dirmi "te lo avevamo detto di darle anche il biberon e viziarla meno!" e DeddyBear a insistere perchè allattassi "Vedi che il bibe (col mio latte) non lo vuole?" (ci ha provato per 15 minuti non di più e ha preteso che stessi lì di fianco a lui...molto utile e soprattutto di aiuto psicologico per me).
    Superato questo è andata benone fino ai 14 mesi. Poi ero stanca. Ma lei dormiva solo con la tetta e sempre mio marito a insitere e farmi sentire in colpa per voler smettere.
    Per fortuna (lo so sono orribile) le è venuta una gastro che non le faceva tenere i liquidi così in due giorni gliel'ho tolta.
    Il vero problema dell'allattamento è la mancanza di supporto e comprensione da parte di chi circonda le madri.

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  7. Bellissimo post! Brava sei stata molto coraggiosa e determinata e questo ha prodotto un grande risultato!!

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  8. anche per me l'allattamento è stato un momento molto delicato, tra dubbi e false informazioni. quindi ritengo utile (per le future mamma, visto che io ho già dato!) leggere di altre esperienze: tenendo presente che non esiste il Verbo dell'allattamento, ma solo il nostro istinto e magari anche i nostri sbagli, di cui ci assumiamo le responsabilità. se sono gli altri, a farci sbagliare, paghiamo comunque noi e i nostri figli.

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  9. :) sei tosta, ragazzina!! Anche la tua mamma, però! ;)

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  10. Hai ragione, io sono partita informata grazie ad uno di questi forum on line di cui parlavo. Se avessi dato retta al pediatra di turno sarebbe stato deleterio. Qualcuno è anche bravo, ma ne ho incontrati troppi che mi davano consigli sbagliati.

    PS: Se passi da me ti ho lasciato un compitino... se hai tempo ;)

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  11. brava amica mia,
    io ho allattato finchè ho potuto e tornassi indietro farei di più,
    è un momento unico e irripetibile, un contatto meraviglioso, che poi diaciamolo pure, lo ricerchi per tutta la vita!

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  12. @tutte: grazie per aver condiviso anche le vostre esperienze!
    @Polly: verissimo, non esiste il Verbo sull'allattamento, L'arte dell'allattamento materno della Leche League, dice proprio questo, un'arte non si insegna... però esistono informazioni corrette e utili e luoghi comuni dannosi e controproducenti... Soprattutto manca, a mio avviso, una figura specializzata integrata nel sistema sanitario nazionale e troppo spesso le mamme si trovano allo sbando, esposte alla disinformazione e agli interessi commerciali celati dietro gli allattamenti falliti...

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  13. ..belle le tue parole..sei sensibile a questo argomento...e si capisce:)
    io sono stata fortunata..ho fatto il mio primo corso preparto con un'ostetrica davvero preparata...che oltre a darci "informazioni" tecniche e pratiche ci parlava anche col cuore...ci dava forza...
    ci tranquillizzava...ci dava suggerimenti giusti per affrontare i primi eventuali problemi.....
    .mi sa che ci vuole anche tanta fortuna sai piccolalory..!!.
    di ostetriche ce ne sono tante...ma è come pr i professori...a volte si incontrano quelli speciali...:)
    a presto.

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  14. Sai sono d'accordo con te... l'inizio del mio allattamento è stato faticosissimo... le ragadi erano dolorosissime... troppe voci intorno mi dicevano di lasciar perdere... ma io sono stata ostinatissima... Nonostante il dolore, nonostante una corsa in ospedale per un rigurgito con il sangue (mio) alla fine la saliva del mio cucciolo ha guarito le ferite e piano piano ce l'abbiamo fatta! E' stata un'esperienza bellissima... una delle più belle insieme al primo sguardo di mio figlio (è vero che ti guardano) un secondo dopo essere venuto al mondo!
    Un abbraccio

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  15. sono passata di qui mentre cercavo un altro blog...e ho letto tutto d'un fiato il tuo post....e volevo dirti che sei stata brava...non ha ceduto, non hai ascoltato le mille voci esterne, ma solo quelle tue e della tua bimba...
    ecco questo dovrebbero dire ai corsi pre-parto...e per quanto riguarda le riviste ...io credo che anche quelle raccontino castronerie. I consigli migliori riescono a darteli ostetriche fidate o mamme...ma i migliori ce li danno i nostri figli

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  16. Ciao, sono capitata qui per caso... bellissimo post e pieno di emozioni! dovrebbero leggerlo molte donne che uscite dall'ospedale sono stordite e confuse da tutto quello che gli viene detto e non detto all'ospedale o al corso pre parto!

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