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Daisypath - Happy Birthday

venerdì 4 giugno 2010

Consigli di lettura... del venerdì


E’ strano, complesso, emozionante leggere per diletto quando il tuo lavoro è insegnare a leggere: sono compresenti l’insegnante che scopre le mille potenzialità di un testo, la studiosa che le cerca e si appassiona all’intima tessitura del romanzo, alle coincidenze, ai richiami, e tutto il resto della mia anima che sente la profonda risonanza di una vicenda nella propria vicenda, che dialoga con una visione del mondo, che ne gusta l’essenza, in parte la fa propria e in parte la trasforma…Penso che se i ragazzi capissero quanto la letteratura parli della vita, se osassero fare delle pause nel loro frenetico cercare e agire per scendere nella profondità della propria anima e confrontarsi con le esistenze racchiuse in versi e racconti, non sarebbe così penoso imparare, non sarebbero solo nozioni… Prima di iniziare ad insegnare pensavo che questo fosse naturale, ora so che non è così, non per tutti… e per quelli che lo trovano naturale subentra la vergogna, la timidezza di appassionarsi a qualcosa che hai scoperto a scuola. E so anche che non è un atteggiamento che si possa insegnare, non direttamente… Ma confido nel fatto che quei versi, quelle parole che un giorno la prof. leggeva con ridicola passione possano depositarsi negli animi come fanno le foglie d’autunno e ridestarsi quando l’esperienza che sarà le doterà di un senso più intimo e profondo per ciascuno.

Nei giorni scorsi ho riletto il Demian di Hesse la cui eco è già presente in queste pagine. A cavallo tra Otto e Novecento è la storia-diario di un ragazzo, storia di un’anima, come tanta letteratura del secolo appena trascorso, racconto di una vita in fieri, della ricerca/appropriazione del proprio destino, del difficile passaggio dall’infanzia alla vita adulta, col costante filo conduttore del dissidio tra due mondi, quello di “chiarità e pulizia”, di “discorsi amorevoli, mani lavate, abiti lindi e buoni costumi” cui si aderisce fiduciosi nell’infanzia ma che diventa sempre più problematico e angusto col passare del tempo e l’altro mondo “una multiforme fiumana di cose enormi, allettanti, terribili, enigmatiche” con cui, proprio malgrado, bisogna confrontarsi. Storia di un’amicizia, ricerca di senso nella storia individuale e collettiva, abbozzo di un romanzo di formazione che “non conclude”, perché ognuno possa continuarne la ricerca, consapevole del fatto che “la vera vocazione di ognuno è una sola, quella di arrivare a se stesso”. Romanzo che non dà soluzioni, se non quella di una libertà complessa da gestire: “E’ sempre difficile venire al mondo”. Difficile e affascinante. E mai dato una volta per tutte. Lettura che dedico e consiglio a chiunque si senta “uno sparviero che lotta per uscire dall’uovo”.

7 commenti:

  1. Hesse è stato un pilastro delle mie letture. Demian è bellissimo, il mio preferito però "Il gioco delle perle di vetro" ho pianto come una fontana quando è finito...e non è proprio leggero leggero. Bellissima recensione la tua!

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  2. Mi vergongo quasi a dire che questo libro di Hesse non l'ho letto...
    la tua recensione appassionata mi ha decisamente incuriosita, penso proprio che sarà uno dei prossimi acquisti!
    Io ho adorato/odiato una prof... Aveva un pessimo carattere e un modo di fare che a volte mi infastidiva... ma quando iniziava a spiegare sarei stata ad ascoltarla per ore.. riusciva a trasmettere tutto il suo amore per la letteratura... e a stimolare approfondimenti e ricerche!!! Da questo punto di vista mi sa che tu le somigli, solo che lei non aveva il dono della tua dolcezza che non sarebbe guastato con il mio carattere :-) buon week end, un abbraccio

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  3. ehm... che non avrebbe.... ma come scrivo??? voto... 3 :)

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  4. l'ho letto credo più di 15 anni fa senza capirlo proprio per quel senso di incompiutezza di cui scrivi... Sarebbe bello rileggerlo adesso alla luce di 15 anni di vita vera, fuori dalla casa dei genitori, tra grandi paure e piccole conquiste, ma soprattutto alla luce di un evento che ti sconvolge la vita come la maternità! Grazie!

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. @Silvia: grazie a te del consiglio!
    @Roby: ehi, non mi iniziare con l'ansia da prestazione del "mi legge la prof", eh? ;-)... Grazie, piuttosto, per il complimento, spero proprio di riuscirci, almeno un po', almeno a volte :-)
    @Carciofo e cavolfiore: Sì, ogni libro ha il suo momento, ecco perchè non mi piace imporre un'unica lettura! Grazie a te!

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  7. Io detetestavo la Divina Commedia.
    E mi detestavo perchè la detestavo.
    Così ho amndato affanculo i compiti e mi sono letta tutto l'inferno in tre giorni. Fantastico!!!
    Ho bissato l'esperienza con i Promessi Sposi (non ho mai comprato le edizioni consigliate dai professori e quella votla mi andò alla grande: i commenti erano mille volte migliori!!!).
    Leggere a scuola può essere meraviglioso se lo fai...sottobanco! ;-)

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