Daisypath Happy Birthday tickers

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Daisypath - Happy Birthday

domenica 13 giugno 2010

Immaginate...

Immaginate di essere in giro con vostro marito/compagno/fidanzato; state sbrigando commissioni ma voi non vi sentite bene: c’è un caldo asfissiante, avete sete e, a dirla tutta, anche fame, e poi siete stanche e anche se state facendo cose utilissime per il menage familiare, tutto quello che desiderate in questo momento è essere a casa vostra…
Ecco, immaginate di manifestare questo disagio alla vostra dolce metà… iniziate con piccoli segnali che lui però è troppo indaffarato per cogliere… seguono le insistenze più esplicite e, alla fine, una sfuriata esasperata, il primo pretesto è buono per esplodere…
Ci siete?
Ok, immaginate ora che lui vi guardi, vi dica con calma e serenità che tornare a casa non è possibile e si allontani. Voi lo inseguite, lo supplicate. Lui vi obbliga a sedervi e se ne va.

Vi calmereste? Vi passerebbe la sete/fame/stanchezza? Vi sentireste amate? Vi sentireste più importanti delle commissioni da sbrigare? Vi sentireste al primo posto nel suo cuore?

Ecco, per favore, spiegatelo a chi dà questo tipo di suggerimenti alle mamme:



14 commenti:

  1. Molto spesso quello che dici è vero ma ricordiamoci che un bambino di 19 mesi è in grado di farsi capire e se ha sete, fame, oppure è stanco può sempre farlo capire. Molto spesso accade che i capricci siano dettati da una voglia di attenzione che, seppur legittima, in alcuni casi è inopportuna. La cosa migliore credo sia di rassicurare il bambino promettendo (e mantenendo!!!) un'attenzione dedicata al momento del ritorno a casa. Ai bambini bisogna insegnare che se si hanno dei bisogni (fame, sete, coccole, ecc) bisogna esprimerli e non fare le sceneggiate (pestaggio dei piedi, pianti isterici, ecc.) per vederli soddisfatti.

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  2. @Lory: non credo che i bimbi di 19 mesi siano così consapevoli, sempre, dei loro bisogni... così come non lo siamo noi, se no sai quanti litigi non avrebbero luogo? Sul fatto di esprimere i bisogni e non fare sceneggiate sono d'accordissimo con te... ma penso che non sia tanto l'indifferenza la strategia corretta quanto l'esempio.

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  3. Con Belvetta funziona solo quando vuole fare qualcosa di improponibile.
    E lo facciamo solo a casa di sicuro non fuori.
    Il massimo è quando per la quarta volta ci guarda mentre cerchiamo di percorrere i 50 m fra casa nostra e casa dei SantiSuoceri e dice "Devo plendele una coooooosaaaaaaa!".
    Al che le diciamo che noi andiamo a casa, ci avviamo e dopo 3 passi parte anche lei.
    In ogni altro caso non si può usare dai è assurdo!
    Ora quando scapriccia scapriccia proprio e fa la scenata buttata per terra a che la prendo la coccolo le spiego che non può fare quel che vuole e perchè e poi la distraggo con qualcosa di carino o con un patto che la invogli.
    Ma se c'è un disagio ingorare un bambino è assurdo!
    E a 19 mesi non sono affatto consapevoli dei propri bisogni!!!

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  4. Ciao che buoni il gelato di gelsi!! :-) non l ho mai mangiato ma deve essere divino!in merito a questo consiglio..penso che aumenti solo la frustrazione nel bambino, che non capirebbe la risposta che gli viene data..e poi perchè allontanarsi?non sarebbe meglio rimanere con lui e cercare di calmarlo?

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  5. Con un bimbo di 19 mesi spesso è difficile capire cosa stiano cercando di dirci con i loro atteggiamenti. Ci sono volte in cui è palesemente un capriccio ed in quel caso effettivamente più gli vado dietro più fa capricci, al contrario se lo ignoro smette (io comunque ignorandolo non sono in pace con me stessa :( ). Ma spesso non riesco ad interpretare e ignorarlo mi sembrerebbe solo una cattiveria. Spesso quando piange e "rogna" me lo metto sulle ginocchia, gli parlo con tono tranquillo e come se stessi parlando ad un adulto gli spiego perchè certe cose non si possono fare... Forse non sarà sempre risolutivo ma "spiegare" mi sembra sempre l'atteggiamento migliore.

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  6. Il fatto è che i capricci non vanno MAI ignorati! Ammesso che esistano... anche i bambini più "capricciosi" hanno sempre un motivo per farli. Ignorarli significa reprimerli così come chi ignora il pianto notturno e via dicendo. La soluzione è cercare di capire cosa li spinge a quel comportamento e riconoscere il loro stato emotivo e i loro sentimenti e rassicurarli

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  7. odio chi mi allontana,ancor più chi mi abbandona in un angolo.
    IO pretendo spiegazioni,le ho sempre pretese.
    mia figlia/o le avrà,sempre.
    a sedere non ci metto neanche il cane figuriamoci un bambino!
    che consigli scemi!
    ma poi non dicono che bisogna Parlare con i bambini o sbaglio?
    mah...

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  8. Non si sta parlando di non dare spiegazioni, ma di bambini che, malgrado le spiegazioni le abbiano avute continuano i capricci.
    Non consideratemi senza cuore, sono come "Una cuccia per gatti e bambini": quando ignoro i miei figli non sono in pace con me stessa. Il problema è che se arrivo ad ignorarli è perché prima c'è stata una spiegazione nei dovuti modi dei motivi di una certa decisione.
    Mi domando se sono solo io ad avere dei bambini poco ragionevoli!

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  9. Mi permetto di dire la mia: ma siete sicure che le spiegazioni che si danno siano inerenti alle richieste del bambino? Nel senso, non è per caso che non si è capito quale azione, a quale interesse il bambino 'capriccioso' ha indirizzato la propria mente? Dando una spiegazione ad un qualcosa che non c'entra niente è ovvio che non si arriva a niente. Se tu stai studiando come fare per fare le orecchiette, viene tuo marito e ti dice:' vieni che andiamo a guardare le moto'. Tu gli spieghi che stai facendo una cosa. Lui ti dice che devi lasciar stare, che gli dà fastidio, perchè lui vuole andare a veder le moto. Tu non capisci da dove cavolo possa originarsi quel fastidio nella mente di tuo marito dato che tu stai studiando come mettere il tuo indice in posizione esatta affinchè le orecchiette abbiano la forma desiderata. Lui ti risponde di non far storie. Tu, dato che non è la prima volta che s'intromette, cosi', di punto in bianco, senza capire quello che stai facendo, e l' importanza che per te ha in quel momento, bensi' presentandosi a te con un atteggiamento di pretesa affinchè tu capisca le sue motivazioni che continuano a non aver niente a che fare con quanto tu stavi osservando e studiando, cosa fai? Ti arrabbi. E se tuo marito ti stringe per il polso portandoti con la forza su interessi che a te non piacciono e che disturbano enormemente quello che stavi facendo, cosa fai? Inizi a fargli resistenza. Ma se ti accorgi che lui s'impone...ti assicuro che verrebbe spontanea anche a te la soluzione violenta nel rapporto.E se poi pensi che prima che lui s'intromettesse eri veramente serena nel tuo osservare e apprendere, che ti stavi proprio divertendo, cosa fai? Ti disperi, pensando al marito insensibile che ti è capitato di trovarti. Quando i bambini hanno quest' età, è scientificamente provato che hanno una predisposiozione a rapportarsi alle cose moooolto diversa da quella di noi adulti. Faccio un esempio: io cammino per andare al supermercato.
    Punto.
    Mio figlio, su questo stesso tragitto, starà osservando come il suo corpo s'inclina per fare una curva, come l' aria gli colpisce il viso, quale motorino è passato, come il motorino cammina ( è proprio come se da ciechi tutt'a un tratto, acquistando la vista, ci si fosse trovati difronte tutto questo popo' di mondo che abbiamo). Nel momento in cui un bambino arriva a reclamare, addirittura stimolando la violenza (pizzicotti e morsi), il suo diritto a compiere un' azione dalla quale è stato disturbato dall' adulto (perchè il bambino, mentre è li' seduto per gli affari suoi, fino a prova contraria, non si alza di scatto per andare intenzionalmente a mordere o picchiare l' adulto. In tal caso il tutto sarebbe sinonimo di un grave disturbo psichico. Quindi il bambino, SOTTOLINEAMOLO, reagisce ad un' intromissione del genitore...il che non è poco) l' adulto dovrebbe immediatamente chiedersi cosa stava studiando suo figlio, in cosa lo ha disturbato.E se non riesce a capirlo, la soluzione a provocargli una disperazione non è sicuramente la piu' adatta e nel nostro futuro ci si ritorcerà contro... Ogni interesse a questa età non è mosso da futili moventi, il bambino non ha passatempi, come noi adulti definiamo il nostro vuoto bighellonare...Il bambino a 19 mesi è mosso, per ogni suo singolo intresse, da un movente VITALE al suo corretto sviluppo psico-motorio. L adulto dietro la parola 'capriccio' traduce la sua incapacità a vedere e ascoltare il bambino. Non metto in dubbio che egli ne soffra di cio', ma devo purtroppo anche asserire che l' adulto denota, atteggiandosi cosi', l' acquisizione di una conclamata cecità unita a sordità non indifferente. Che tristezza...

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  10. mi ha sempre irritato l'indifferenza... sia da adulta che da bambina.
    così certo di evitarla con i miei figli. cmq non mi piace neanche in caso di capricci. meglio un "angolo del capriccio" dove riflettere.

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  11. Ecco, io sarò una pecora nera ma in parte sono d'accordo con Lory che ha lasciato due commenti. Sicuramente l'articolo che hai letto era veramene troppo breve e non cita i casi in cui può essere usata questa, possiamo chiamarla "tecnica"? Io la uso. Quando Topastro fa i capricci, ed è un vero attore da premio nobel, e gli ho spiegato in maniera chiara quello che non deve fare ma lui insiste nel fare dispetti per attirare l'attenzione, si lo ignoro. Così come quando corre come un matto per casa ed è stato avvisato di non farlo, perchè può farsi male, di non usare il martello sui mobili o altre cose che ha divieto assoluto di fare, lo faccio sedere in camera sua fino quando si calma. Sono convinta di non fargli male, esistono delle regole e vanno rispettate. Lui le conosce ma a volte sceglie di non rispettarle. Magari avrà pure i suoi motivi, e certe volte sono comprensiva. Magari è stanco perchè non ha fatto il riposino, oppure vuole un po' di coccole e va bene. Però a mio parere è una tecnica che in certi casi si può usare. Ed è il mio semplice parere, chiaramente ogni mamma può pensare il contrario :-)

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  12. Ma chi è questo cretino che scrive? E lo pubblicano anche?

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  13. L'argomento è delicato, ma credo valga la pena di fare qualche riflessione. La mia generazione è cresciuta con l'ossessione dei 'vizi', dei capricci, e nel lettone no, e in braccio giammai, e così via. Mia madre che mi allattava tranquillamente al seno si sentì dire dal pediatra che dopo i cinque mesi il latte materno non andava bene perchè non conteneva abbastanza ferro...
    Vabbè, questo era ciò che succedeva negli anni settanta e per chi è nato in quel periodo sa di cosa parli.
    La mia piccola compie oggi cinque mesi e quel che ho sperimentato sulla nostra pelle è limitato a questo periodo, però ci siamo resi conto che quando piange, strilla, si lamenta, ha sempre qualcosa che non va e cerca di
    comunicarcelo: parlare di capricci per bambini così piccoli mi sembra veramente mancanza di volontà di ascoltare, di entrare in contatto con un mondo che non è fatto ancora di parole, ma di qualcosa di più sottile, di più profondo, qualcosa che abbiamo perso nell'evoluzione della specie, ma che ogni mamma e credo anche ogni papà riscopre nel momento in cui il suo cucciolo cerca di comunicare: chiamiamolo istinto, chiamiamolo come vogliamo, ma certo la mamma gatta, tanto per dire la prima che mi viene in mente, non ha bisogno di certi consigli per capire cosa vogliano i propri cuccioli quando la chiamano.
    Un bacione a tutti!

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  14. Un bacione a te, Sonia, e grazie! Non avrei potuto dirlo meglio :-)

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