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sabato 29 maggio 2010

Matteo... era un mese e sono già quattro anni

29/06/2006
Matteo... un mese

Un dolore sordo, che mi porterò dietro sempre e che riaffiora inaspettatamente, improvviso, negli intervalli di vita e pensiero; un dolore che mi ha reso più adulta e che è ora parte della mia forza: Matteo è morto, a 15 anni; una mattina di maggio la notizia, emorragia cerebrale... e ti ritrovi davanti ad una porta di ospedale, unita in preghiera e speranza a parenti straziati; sguardi smarriti di ragazzi addolorati, un bara bianca, tante lacrime e il ricordo di un sorriso sbarazzino, di uno sguardo malizioso, "Scusi, Prof, non lo faccio più"... il tuo lavoro è spiegare e in questi casi non puoi spiegare, non sai spiegare, ma neppure vuoi unirti a quel mondo adulto che sembra solo saper amplificare lo smarrimento dei ragazzi... non finisce così, la storia di Matteo non finisce qui... e trovi, per la prima volta nella tua vita, la forza di non piangere: a ciò che non sembra aver senso tocca a noi darlo, tocca a noi trasformare una tragedia in una storia che non finisce, che continua non solo nel ricordo ma modificando, giorno per giorno, il nostro stare al mondo... e così ci si stringe in un abbraccio e si va avanti, rivedendo in ogni sorriso quel sorriso, con una marcia in più; correggendo l'ultima sua verifica, la migliore, accompagnando lui e tutti gli altri per quel tratto di strada che ti è dato percorrere con loro, un po' più consapevole del tuo essere guida, un po' più adulta.

So che ero solo la tua insegnante di storia, che le nostre vite si sono sfiorate appena, ma sei sempre qui, nel mio cuore, nel mio impegno, in ognuno di loro…

9 commenti:

  1. non ci sono parole per una tragedia cosi'.ho amiche insegnanti e tutti hanno una passione per i loro ragazzi che va al di la dell'insegnamento..una passione che e' e' affetto e legame-penso di capire in parte il tuo smarrimento..un'abbraccio

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  2. porca miseria, anche mia madre insegnava, lettere alle medie e quei ragazzi erano come dei figli, li sgridava, certo, ma per spronarli a migliorarsi.. e quando era il caso li elogiava.. A distanza di anni, quando la incontrano per strada le corrono incontro ad abbracciarla. E' un rapporto strettissimo quello che si crea e perdere uno di loro è un dolore fortissimo. Ti stringo forte forte, magari passa prima :)

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  3. Lory il tuo lavoro è di una improtanza che non riesci nemmeno a immaginare!
    Non dimenticarlo mai perchè in queste tue parole sta l'essenza di chi sei, di come sei e di come stai cambiando il mondo.

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  4. Grazie a tutte, vi abbraccio :-*

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  5. sei proprio una grandissima prof!
    un abbraccio :x

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  6. ...davvero, mitica prof! E te lo dice una che ha insegnato (solo 3 anni in università ma vale no?) e che ha avuto 2 genitori prof... ripeto: FANTASTICA!

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  7. Mamma mia, certe storie mi lasciano senza fiato! Ma quanta forza e impegno nel tuo guardare avanti per i tuoi ragazzi. Io PREGO che il mio Orlando nel futuro trovi quante più insegnanti VERE come te. Grazie!

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  8. Mi sono commossa. Stasera guardavo i miei due bambini cenare e ripensavo all'uccellino che mi è morto tra le mani qualche giorno fa. Sembrava stare bene, che volesse volare, e in un'ora era lì steso, rigido, freddo...la vita è fragile..siamo legati a questa esistenza da un filo sottile e ci vuole rispetto e delicatezza, soprattutto verso questi nostri bambini, fragili, piccoli, stupendi.

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