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lunedì 17 maggio 2010

La bocciatura...

Cari genitori, non è una tragedia… non lo sarà se non ne farete una tragedia, non lo sarà se diventerà occasione di dialogo per capire che forse non era il caso di obbligare vostro/a figlio/a a intraprendere una strada che non sentiva sua, non lo sarà se lui/lei impererà dagli errori e affronterà il nuovo anno, e i successivi, con responsabilità e maturità… è meglio fermarsi un anno e affrontare poi gli altri con fiducia e consapevolezza piuttosto che arrancare e dover ricorrere a psicologi e farmaci per tenere a bada il senso di inadeguatezza e l’ansia di non farcela… i figli hanno i loro tempi, quando imparano a camminare, quando iniziano a svezzarsi anche quando imparano a studiare… se le superiori saranno davvero una palestra, quell’anno di sosta sarà il miglior investimento… avete paura dello “scandalo”? E nessuno si scandalizza per facoltà universitarie fatte nel doppio del tempo previsto perché il Liceo superato a stento non ha consentito di maturare adeguati strumenti cognitivi? L’anno che i figli perdono oggi è un anno, se valorizzato nell’esperienza, risparmiato domani… Soprattutto, vi prego, non cercate scorciatoie… non fateli promuovere a tutti i costi… e parlo proprio di COSTI… non insegnate loro che i soldi comprano tutto e valgono più dell’impegno, della costanza, dell’assumersi responsabilità… una lezione del genere, sì, è una tragedia.

15 commenti:

  1. ma sai, essere bocciati credo sia una gran delusione per i ragazzi e anche per i genitori. però credo che tutti (alunni, genitori, ma anche insegnanti), dovremmo imparare a dare ai voti il peso che meritano. io credo, lo dico da mamma e da ex studentessa, che vada valorizzato l'impegno, superato l'eventuale disagio, e non etichettato un ragazzo come un 6, un 4 o un 8, uno poco intelligente perchè va male, uno intelligente perchè va bene.
    spero comunque che le bimbe abbiano un'insegnante "di cuore" come te. abbraccio.

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  2. Piccolalory, Ali fa solo la 4° (quarta!) elementare e ti posso già dire che ho visto cose che voi umani...non hai idea.Grandi aspettative anche in un bambino di 9 anni, che c'hanno un'ansia da prestazione nemmeno dovessero dare l'esame di Genio dell'anno.E' vero, la bocciatura non è un dramma anche perché, almeno alle superiori, so cosa vuol dire ;-)

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  3. ottimo post, mi trovi d'accordissimo.. certi tipi di scuole non possono che far danni..

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  4. @Polly: i voti non sono MAI ai ragazzi; e chi si potrebbe permettere di dare voti ad un'altra persona? I voti sono sempre legati a determinate conoscenze/competenze, sono indicazioni di rotta, accompagnate da precisazioni su come/cosa fare per migliorare... di solito la bocciatura arriva per mancanza d'impegno adeguato (le occasioni di recupero sono tante e anche il supporto metodologico); e può in questo senso essere un'occasione di crescita...

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  5. @Simona: davvero, è importante che i genitori non considerino gli insuccessi dei figli proprie sconfitte... quando è così davvero si rischia di far danni...

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  6. io sono stata bocciata in prima superiore... e i miei hanno pensato di farmi fare i famosi 2 anni in uno per "non perdere il turno"... per carità i miei sono stati dei genitori fantastici, ma qui hanno proprio toppato. allora non ero abbastanza matura e forte da dire lasciatemi fare. ho studiato e ho recuperato, ma poi in seguito ho lasciato perdere perchè non era il mio momento... sono errori che si pagano. ora col senno del poi so che un giorno in futuro se accadrà a mio figlio magari rifletterò sulla mia esperienza e andremo avanti coi nostri tempi!

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  7. fantastico, sono riuscita a ricommentare!!!!
    cmq volevo dire che sono d'accordo con te

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  8. parole sante le tue!!!!!!
    brava!

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  9. Sono superdaccordo con questo post.

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  10. Brava Lory!!
    Parole sante anche per me!

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  11. Affronti un argomento molto serio con la tua senibilità Anche io ho sempre pensato che fermarsi potrebbe essere un'opportunità. Il rpoblema è il significato generale che è passato, il messaggio che la società ha impresso nelle menti. La valutazione dovrebbe essere all'interno di un percorso, di un cammino di dialogo tra chi insegna e chi impara, ma dovrebbe essere moento di dialogo con i ragazzi per far capire che ognuno ha i suoi tempi e chi va in fretta, o fa certe scuole non è pù bravo degli altri.
    Ma viviamo in un mondo molto sfasato e la scuola spesso ne è lo specchio. Ci sono insegnanti che fanno la differenza come te, ma possiamo dire che sia sempre così?
    Ho visto ragazzi perdersi anche se potevano essere recuperati... Ma sarebbe un discorso molto lungo. Scusa lo sfogo...
    Un abbraccio

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  12. @Chicca: grazie della tua preziosa testimonianza, per te è stata comunque una lezione di cui hai saputo fare tesoro... benvenuta!
    @Giulia: spero che sia sempre così... immagino ci siano eccezioni ma mi auguro che rimangano tali... anche perchè la collegialità del corpo docenti dovrebbe tutelare da fraintendimenti... il dialogo è un diritto/dovere, i ragazzi dovrebbero sempre chiedere il perchè dei voti (anzi, non dovrebbero neanche aver bisogno di chiedere) che dovrebbero essere sempre accompagnati da indicazioni di metodo... Poi, purtroppo, magari questo non accade... ma, nella mia esperienza, nonostante tutte le imperfezioni di questo sistema di debiti/crediti/recuperi, posso affermare che davvero le occasioni ci sono, bisogna solo sapersi mettere in gioco totalmente...

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  13. cara piccolalory, mi fa piacere che nella tua situazione ci sia un dialogo anche fra insegnanti centrato sui ragazzi e sui bambini.
    Io ho lavorato e lavoro ancora nella scuola, con in ragazzi ho avuto grandi soddisfazioni. E' difficile, a volte sono sfide, soprattutto con i ragazzi che hanno alle spalle situazioni troppo difficili per loro. Ma non dobbiamo mollarli, a volte hanno solo noi. Una volta una mia allieva mi ha detto che io ero stato un gangio a cui aggrapparsi per fare il passo successivo. Aveva auto una storia terribile. E' nostro compito insegnare, ma anche trattarli con grande rispetto. Quello che dici mi fa capire che tu ce l'hai, ma davvero tutti ce l'hanno?
    Bisogna mettersi in gioco, hai ragione.
    Un abbraccio

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  14. E' verissimo Giulia, e a volte il senso di impotenza è tanto, quando la mancanza di tempo e i numeri non consentono di dedicarsi a ciascuno come meriterebbe... ma non si molla, assolutamente :-)

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