Daisypath Happy Birthday tickers

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Daisypath - Happy Birthday

mercoledì 26 maggio 2010

Facce della stessa medaglia...

Bambini lasciati piangere, costretti ad una innaturale e precoce indipendenza costruita sull’indifferenza… e adolescenti ribelli e insicuri, pieni di dipendenze: dal cibo, dal fumo, dalla pubblicità, dal giudizio degli altri…

16 commenti:

  1. Sapessi quante volte vorrei fiondarmi su un bambino lasciato li' a sgolarsi, la mamma a pochi centimetri con il cell. in mano sorride all' amica, prenderlo e chiedergli dolcemente cosa gli serve, di cosa ha bisogno... Molto spesso mi chiedo: e se per strada o al supermercato o dovunque si voglia fosse un adulto ad urlare perchè seriamente arrabbiato e o addolorato? Sono sicura che quanto meno ci si avvicinerebbe o lo si guarderebbe... E allora perchè le urla di un bambino, il suo grido di dolore, è stato memorizzato nel nostro cervello di società avanzata come qualcosa da vivere normalmente, con assoluuuuta calma, perchè tanto è solo un bambino... Non so... ma come tu ben dici la medaglia ha la stessa faccia del bambino urlante quando la si gira e si vede la società piangente...poveri noi, che fatichiamo a capire! Grazie per questo momento di riflessione...

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  2. Almeno non sono l'unica che pensa sia un mondo di pazzi che non valuta le conseguenze.
    Certo anche io a volte mi faccio prendere dalla disperazione per ic apricci di Belvetta e dico "mo' basta!" e la faccio sfogare, ma è occasionale e soprattutto poi si ricomincia da zero con coccole e bacini.
    E poi di sciuro MAI per dormire. Ma cos'è 'sta fissa che i bambini devono IMPARARE a dormire? Dormire mica si impara!!! Mah...sarò retrò io...

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  3. @rocciajubba:sono d'accordo!quando edo era piccolo leggevo"fate la nanna" e trovavo assurdo il fatto di chiudere il bimbo nella sua camera a piangere!ma che maniere sono...e' un bimbo piccolo caspiterina!!!!

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  4. @RJ:inizialmente ho trovato difficile distinguere i pianti veri dal capriccio, ma al capriccio palese non ho ceduto, al pianto sì..

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  5. Grazie a voi per i vostri contributi!
    @Rj: sì, il mio bersaglio era Estivill, il suo metodo dannoso oltre che crudele per mamme e bambini e privo di alcun fondamento scientifico... ma me la prendo anche con tutti coloro che etichettano qualunque gesto d'amore e di cura attenta come "vizio": l'allattamento oltre i sei mesi, il portare in braccio/fascia, il dormire insieme...
    @Raffa: esatto, si pretende di trattarli come adulti già quando hanno pochi mesi... e poi li si tratta da bambini per il resto della vita!!
    @Mamma C: sono d'accordo, vanno date regole. Però centrali devono essere sempre la spiegazione e il dialogo... non mi piace tanto l'etichetta di "capriccio", anche se sono la prima a "caderci" spesso, perchè sono convinta che dietro ad ogni manifestazione di cocciutaggine/insofferenza dei bimbi stia comunque un messaggio, spesso di stanchezza o di fame o di insofferenza... magari sono stati forzati a seguire tempi e regole di un mondo adulto già per noi frenetico e difficile da gestire... mi riferisco, per esempio, ai pianti dei bimbi al supermercato: si fissano su un gioco o su un posto... da mamma non li assecondo in quello ma nel messaggio di stanchezza che il "capriccio" nasconde...

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  6. Leggo quanto scrivi e mi trovo perfettamente concorde con te, trovo che l'assenza dei genitori sia alla base di questa società che sta crescendo sempre più priva o latitante di valori e questa è cosa tristissima. Si vorrebbe che i bambini fossero già adulti, li si lascia crescere in balia di tv e videogiochi, si sostuisce l'affetto che non si ha tempo di dare con regali più o meno costosi, non si dialoga, non ci sono regole e tutto questo ci lascia esterrefatti, lascia esterrefatti sentire quanto vuoto c'è dentro le parole degli adolescenti!
    Un abbraccio da Sabrina&Luca
    P.S. Ti ho lasciato un commento anche nel post sotto perchè avrei bisogno di sapere una cosa!

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  7. Quanti bambini così incontriamo. Dobbiamo essere responsabili anche di chi non è nostro figlio e noi che abbiamo a che fare con ragazzi o bambini almeno in parte possiamo farlo.
    Un caro abraccio

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  8. @Sabrina&Luca: benvenuti, vi ho risposto anche nel post precedente... Non in tutti gli adolescenti c'è vuoto, per fortuna... e nella maggior parte dei casi, per fortuna, è un vuoto che ha sete di essere riempito :-). E' vero quello che dite, per alcuni genitori... Ma ciò che proprio non sopporto è una società, una mentalità comune, che avalla come corrette queste pratiche di "distacco" e che si permette di giudicare, se ci fate caso, quasi esclusivamente i comportamenti delle neomamme scoraggiandole dal seguire il loro istinto... su quello che è vizio vero, poi, cala l'indifferenza!

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  9. Parole sante Lori, io ci credo fermamente!!! E non mi sembra di viziare mia figlia coccolandola, perchè so che io stessa non vorrei essere lasciata sola in un momento di disagio!!!

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  10. Non avevo idea di cosa fosse il metodo Estivill e andando a cercare sono innorirdita. E mi è venuto in mente che quando avevo i figli piccoli e uno dei tre mi svegliava ogni 15 minuti sempre, tutta la notte, qualcuno mi aveva proposto qualcosa del genere. Io i miei figli non li ho mai lasciati piangere, e ora che sono grandi mi sembra che siano più che indipendenti. E che fretta c'è a farli diventare adulti, a lasciarli soli?

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  11. @lory, sono d'accordo, l'indifferenza MAI. io quel metodo, come tante altre, l'ho provato. le ho lasciate piangere le prime due sere, e il risultato è stato assolutamente temporaneo. niente magie per intenderci. però a volte ci sono mamme che sono sfinite, che non vengono aiutate praticamente da nessuno, che hanno gemelli, che non dormono da mesi e rischiano di buttar fuori dalla finestra i bambini al prossimo richiamo ( e non è una battuta)...e allora si fa anche quel tentativo...siamo umane. e non credo che ciò si traduca nella mancanza di amore verso il figlio e nella mancanza di ascolto negli anni a venire. io sto costruendo un ottimo rapporto con le mie figlie, ma non sono nata imparata e, nella loro gestione, sono stata spesso sola fisicamente, quasi sempre sola emotivamente.

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  12. @Polly: grazie per la tua preziosa testimonianza! Non mi riferivo certamente a situazioni di stanchezza estrema o di solitudine, a quelle situazioni occasionali in cui ti dici: "chiudo le orecchie e conto fino a dieci perchè non ce la faccio più"... le abbiamo sperimentate tutte e penso che tu sia stata coraggiosissima e molto in gamba... e neppure me la prendo con le mamme, a dirla tutta; come dici tu "non siamo nate imparate"... piuttosto me la prendo con chi propina queste condotte come "stile educativo", anzi, come l'unico stile educativo ammissibile... magari ammantandosi dell'autorità di pediatra, senza aver condotto neppure uno studio scientifico su ciò che propone e sugli effetti... l'ultimo caso è quello della SS TATA (non ho sbagliato a scrivere) che nella trasmissione di ieri sera ha costretto una madre in lacrime a negare il seno alla figlia di 11 mesi e a sostituirlo col biberon... ecco, questo lo trovo agghiacciante, proprio perchè si tratta di gente senza scupoli che si riveste di autorità a spese dei genitori in cerca di conferme... "La madre è la sola persona che può in modo appropriato presentare il mondo al bambino in una forma che abbia un senso per lui. Sa come farlo, non perchè sia addestrata e abile, ma solo perchè è la madre." D.W.Winnicott

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  13. @piccola lory: certo, sull'indifferenza come metodo educativo concordo pienamente con te. ho sentito mamme all'apparenza perfette, rispondere tranquillamente "la lascio urlare" quando io chiedevo "come fai ad addormentare la tua piccola?". e, similmente, una volta in piscina un bambino mi ha avvicinato dicendomi che la mia bambina stava facendo malestri che non ricordo e che forse avrei dovuto picchiarla. io ho cercato di fargli capire che per chiarire un concetto non c'è bisogno delle sberle e lui è rimasto stupito. la sua mamma era medico, mica una povera emarginata. cioè, io credo che con i tuoi figli devi seguire il tuo cuore ( anche quando dice: tappati le orecchie perchè sennò potresti fare qualcosa di cui ti pentirai) :)

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  14. Ciao a tutte! Bel blog, l'ho scovato da poco passando per casa di Simo e questo post mi ha colpita particolarmente: sono mamma da quattro mesi e mezzo di una bimba dolcissima e sin dai primi giorni sono rimasta stupita dalla quantità di persone, spesso perfette sconosciute incontrate per strada, che si sentono in dovere di darti consigli non richiesti. Io la porto nella fascia e non avete idea di quante volte mi sia sentita dire: 'Ma non soffoca?' (secondo te se soffocasse si addormenterebbe??) oppure 'Ma poi non si abitua a stare in braccio?' (aspetta che vedo se ha imparato a camminare...), per non parlare di quando capita che pianga 'Ah, ma poverina, sta lì dentro...' (ti piacerebbe che ti portassero in giro così, vero?).
    Non parliamo del cosiddetto "cosleeping"? Sì, dorme nel lettone con noi, e allora? Avete mai visto un cucciolo che dorme in una cuccia a parte, lontano dalla sua mamma?
    Per la serie 'Siamo tutti puericultrici'.

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  15. E' proprio così, Sonia, ma vedo che hai già capito cosa fartene, di tanti consigli ;-)! Benvenuta!
    @Polly: sulla stessa lunghezza d'onda :-)

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