Daisypath Happy Birthday tickers

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Daisypath - Happy Birthday

martedì 22 luglio 2008

Diritto alla morte?

Inutile (di Berlicche)
 
Ancora un futuro prossimo che spinge una certa visione alle sue illogiche conseguenze...
 
La grande terrazza panoramica era piena di gente.
"Che ne dici tu, Piero, che arrivi da fuori?" chiese Aldo.
"Bè, certamente è una gran bella vista..." replicò Piero, guardandosi attorno.
Il suo sguardo fu attirato da una ragazza. Era male vestita, quasi sciatta. Poteva essere stata anche bella, un tempo, ma adesso il viso era grigiastro e sciupato, con gli occhi troppo grandi cerchiati e pesti. Camminava indifferente, strascicando quasi i piedi, e quando qualcuno l'urtava continuava con il suo passo lento senza neanche voltarsi. La vide avvicinarsi alla balaustra. La vista sulla città era spettacolare, da mozzare il fiato. Piero udì che Aldo gli stava dicendo qualcosa, ma lui non gli prestò attenzione: un presentimento gli attanagliava il cuore. La vide arrampicarsi sul corrimano, con difficoltà. Nessuno di quanti le stavano accanto la degnò di più di un'occhiata casuale, nessuno tentò di fermarla.
Piero si mise a correre. Alle sue spalle Aldo gli gridò qualcosa, ma andò perso nel rumore del sangue che gli rombava nelle orecchie.
Ormai la ragazza aveva scavalcato, e di spalle alla terrazza fronteggiava il vuoto. Lacrime le scorrevano sulle guance. Piero l'afferrò per un braccio.
In seguito Piero non rammentò mai cosa disse in quei minuti. La storia della ragazza era miserevole, malattia, soldi, anche amore, certamente solitudine. Piero offrì, promise, perchè una vita era in gioco. La ragazza piangeva forte, ma la mano di Piero non la lasciava. Poi, lentamente si voltò, e Piero la aiutò a scavalcare ancora la balaustra questa volta verso la salvezza.
"Cosa succede qui?"
Un uomo di media statura, occhialini, impermeabile, scarpe lucide e ufficiali - certo un Funzionario - e due uomini in divisa, robusti come armadi, fissavano con ostilità la coppia accanto al corrimano, la gamba della ragazza ancora alzata a superarne il bordo metallico. Un uomo e una donna di mezz'età, indicando Piero e la ragazza, sussurravano concitatamente all'orecchio del funzionario. Questi alzò la mano a tacitarli.
"Ho chiesto: cosa succede qui?"
Piero sorrise. "Questa ragazza stava...stava per fare qualcosa di disperato. Ma adesso va meglio."
Il Funzionario spalancò gli occhi, come se non credesse a quello che aveva appena udito. "Ho capito bene? La...signora...stava per eutanasizzarsi e lei l'ha fermata?"
"Ma...certo." Piero appariva perplesso. Alle spalle del terzetto Aldo gli faceva strani gesti, come per invitarlo a tacere.
La voce del Funzionario era gelida come i suoi occhi. "E lei ha osato ostacolare la volontà liberamente espressa di una persona?"
"Ma voleva uccidersi!"
"E con ciò? Non ha tutti i diritti di farlo? Evidentemente ha ritenuto di soffrire troppo per continuare a vivere. O crede di essere inutile. In ambedue i casi, impedirle di interrompersi le funzioni vitali non fa altro che prolungare le sofferenze di un essere umano e causare allo Stato una perdita in tempo e denaro. Questo è inaccettabile. Lei è un pericoloso prevaricatore, un violento."
Piero era incredulo. "Ma cosa dite? E' una vita, ha valore..."
"Ma certo che ha valore. Per questo per lo Stato - per tutti - sarebbe meglio smettere di pagare quel valore senza avere in cambio niente." Il Funzionario fece un cenno, e i due uomini in divisa afferrarono Piero per le braccia.
Il Funzionario si accostò alla ragazza. "Dimmi cara" le sorrise parlando con voce suadente "hai scritto qualcosa per giustificare il gesto che vuoi compiere? Che ne spieghi i motivi?"
Lei annuì. "Certo, signore. Un testamento. Ce l'ho qui. Dice ogni..."
L'ometto con l'impermeabile annuì. "Allora è tutto a posto." Si chinò è afferrò il piede della ragazza, sollevandolo fulmineamente. Lei ebbe appena il tempo di dire "Ma non..." che, sbilanciata, cominciò a cadere all'indietro.
L'urlo sembrò non finire mai, ma terminò anch'esso, con un tonfo nauseante. Il Funzionario si sporse. Il corpo giaceva molto in basso, sul marciapiede. La gente frettolosa ci girava attorno, senza fermarsi.
"Ma cos'ha fatto...?" gridò Piero disperatamente, trattenuto a forza dagli agenti.
Il Funzionario si permise un sorrisetto. "Ho eseguito la volontà scritta del soggetto. Eutanasia. E' tutto in regola."
"Ma aveva cambiato idea!"
Il Funzionario fece spallucce. "Le opinioni cambiano, gli scritti restano. Portatelo via."
Mentre Piero veniva trascinato verso l'uscita, Aldo si accostò al Funzionario.
"Mi scusi, dottore, che cosa gli farete adesso? Non è cattivo, solo un pò arretrato...non conosce la Legge."
Il Funzionario lo squadrò freddamente. "La Legge non ammette ignoranza. In ogni caso, da quello che sostiene, il suo...amico...è evidentemente pazzo."
Un lento sorriso, che era quasi un ghigno, gli percorse il volto "E i pazzi sono inutili. Un peso per lo Stato e per la comunità". Battè la mano sulla spalla di Aldo. "Al suo amico penseremo noi. Non soffrirà più."

Relativismo

Fa della libertà il suo vessillo, del confronto e della tolleranza le sue protette.
Ma…
Che senso ha il confronto se tutto è vero, tutto è giusto, tutto e il contrario di tutto? se ognuno è dio di se stesso?
La libertà diventa opinione, il confronto diventa giustapposizione di pareri, tutti ugualmente veri e validi, la tolleranza diventa indifferenza.
Non c'è crescita né progresso verso la verità. Non c'è ricerca. 


sabato 19 luglio 2008

Radiosa: il miracolo della vita

Mi dicono tutti che sono bella, in questi giorni… Radiosa, ha detto qualcuno. Lo dice il marito, lo dice la mamma (e si sa, ogni scarrafone…); lo dicono, però, anche la commessa del supermercato sotto casa e l’amico che non incontravo da mesi… E, in realtà, mi sento davvero radiosa: felice e potenziata nella capacità d’amare…
D’altra parte… ho due cuori che battono dentro di me!

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