Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath - Happy Birthday

lunedì 17 marzo 2008

Oltre il confine

Qualche giorno fa la prima “passeggiata di primavera” in bicicletta, in dolce, dolcissima compagnia…



Insieme, sui pedali, abbiamo varcato il confine invisibile oltre il quale la città diventa campagna… Ad unire i due mondi, quel nastro di asfalto sempre più stretto sotto le nostre ruote:
 
                                                                            

E’ stato bellissimo, tra cascine, fossi, la promessa d’estate di campi arati di fresco e di un cielo traboccante di luce e d’azzurro, raggiungere un paesino a 11km di distanza, uno di quei luoghi in cui il tempo non ha smesso di scorrere ma procede amico, armonico, col ritmo lento delle stagioni… ci siamo diretti al circolo, l’unico bar del posto -facce anziane segnate dal sole e dalla terra come i campi intorno- sorridendo nel rivedere le stesse biciclette di un anno fa parcheggiate all’esterno: bici d’altri tempi e immortali grazielle; in un rito noto  e complice abbiamo comprato due lattine  e siamo usciti a passeggiare, armati di cannuccia, per le vie del paese, immaginando una vita alternativa, passando in rassegna in pochi minuti anni, mesi e stagioni… Anche i discorsi appartengono a quei posti… Poi siamo rimontati in sella, le gambe più pesanti sulla via del ritorno, il cuore rigenerato e felice, desideroso di catturare ogni scorcio di quel mondo -così vicino, così diverso-oltre il confine …


venerdì 14 marzo 2008

Nella casa del Padre

Ecco la grande attrattiva del tempo moderno: penetrare nella più alta contemplazione e rimanere mescolati fra tutti, uomo accanto a uomo
 
Ne avevo conosciuto la storia e il carisma solo qualche settimana fa, attratta dalla bellezza delle sue parole… Oggi è morta Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focolari, e il mondo è un po’ più triste… È stato bello sapere di lei quando ancora era qui, testimonianza tangibile di santità per chi troppo spesso è sordo all’Amore; ora è tornata alla casa del Padre ma le sue parole e le sue opere restano: eredità per tutti e nutrimento dell'anima.
 
 
" Hai mai visto
come in una strada abbandonata,
ma accarezzata dalla primavera,
spunti l'erbetta e rifiorisca, senza tregua, la vita ?
Così é dell'umanità che ti circonda,
se tu trascuri di guardarla con l'occhio della terra
e la ristori col raggio divino della carità.
L'amore soprannaturale nel tuo animo
é un sole,
che non ammette sosta al rifiorir della vita.
E' una vita,
che fa pietra d'angolo nel tuo angolo di vita.
Non occorre altro per sollevare il mondo,
per ridonarlo a Dio."

martedì 4 marzo 2008

Scoperte

Oggi, grazie a Fausto, ho scoperto questa bellissima canzone di Rosanne Cash... La musica commuove, il video fa capire quanto grande sia il dono della vita, quanto sia bello accettarne ogni giorno le sfide, lasciare eredità d'amore, far venire al mondo...


lunedì 3 marzo 2008

Non c'è peggior cieco...

«Se sia un peccatore, non lo so; una cosa so: prima ero cieco e ora ci vedo». (da Gv 9,1-41)
 
Un incontro che cambia la vita, riempie l’anima…
 
Mi emoziona
Pensare
Sapere 
Credere
 
Un incontro, al di là di mille sofismi
 
Mi emoziona 
Amare.
 
Non servono domande fine a se stesse nella ricerca della verità, basta guardare…
 
Le tre sfide (di Berlicche)
Era una bella mattina, e il sentiero si snodava tra i pini. Il filosofo camminava, e mentre camminava pensava.
"Ma insomma, di questo Dio, che prova ho? Dicono che è onnipotente, che ha creato il cielo e la terra, ma sono solo fandonie, chiacchere...Non esiste un Dio del genere. Se esistesse, dovrebbe rivelarsi a me; se veramente amasse gli uomini, e volesse salvarmi come dicono i preti, allora dovrebbe accogliere la mia sfida...la sfida che io gli lancio. Se mi esaudirai, Dio, io crederò in te!"
Il filosofo aprì le braccia, alzò la testa e urlò: "Dio, fatti vedere! Mostrami tutta la tua potenza!"
L'eco del suo grido si spense lentamente. Una coppia di uccellini lo commentò con un vivace ciangottìo e volò via, nell'aria tersa. Tutt'intorno le montagne continuarono ad innalzarsi indifferenti e i pini a stormire leggeri nella brezza profumata dei fiori primaverili, che ricoprivano i prati d'intorno come un manto. Lo studioso cercò nel cielo un segno, qualcosa, ma questo rimaneva ostinatamente azzurro e sereno. Niente sembrò cambiato all'occhio del filosofo.

"Ecco, si disse, avevo ragione. Dio non risponde alla sfida. Ma - pensò il filosofo, avviandosi verso le quattro case del vicino borgo - io so essere generoso, e quindi voglio dare a Dio un'altra possibilità. Se non può rivelarsi personalmente, magari può mandarmi un santo. Ecco quello che ci vuole. Un santo: lo conoscerò e gli farò le domande su Dio a cui la divinità non vuole rispondere di persona. Quindi, Dio: se ci tieni veramente a salvarmi, mandami uno dei tuoi, un santo: se me lo manderai io crederò in te!"
Il filosofo si guardò attorno, ma non v'era nessuno. Solo una vecchierella, seduta accanto alla soglia della sua povera abitazione, filava la lana biascicando non si capiva quale filastrocca con la bocca sdentata. Nessun santo veniva per il sentiero, e anche la chiesetta era chiusa, serrata. Forse, aspettando qualche minuto...
La giornata era calda e il filosofo era già sudato per il gran pensare. "Signora, scusi, avrebbe un po' d'acqua?" La vecchierella interruppe la sua occupazione, si alzò a fatica ed entrò in casa, uscendone poco dopo con un bicchiere d'acqua fresca. Il filosofo lo prese, mormorando un ringraziamento. Lo sorseggiò, continuando a guardarsi in giro. Non arrivava nessuno. Finì l'acqua, e restituì il bicchiere alla vecchietta in attesa. "Grazie, buona donna. Arrivederci".
"Che Dio la benedica", gracchiò l'anziana, rientrando zoppicante in casa. Il filosofo guardò l'orologio. Si stava facendo tardi, inutile aspettare ancora. Occorreva arrendersi all'evidenza: Dio aveva fallito anche la seconda prova.
Il sentiero portava all'antico ponte in pietra, che si diceva eretto dal diavolo. Superstizioni, ovviamente: come Dio non esisteva, anche il diavolo era una invenzione, pensò il filosofo. Però, per esserne proprio certo, avrebbe lanciato la sua terza sfida a Dio. Se Dio non era stato capace di rivelarsi, e neanche di trovargli un santo, forse con un dannato la cosa sarebbe riuscita. Ecco, quindi, la terza richiesta: Dio, se esisti, allora fammi vedere un dannato. Una di quelle creature infelici che ti sono distanti, ti disprezzano e che sono destinate all'inferno, rifiutando la tua salvezza. Magari la vista di uno di quei miserabili potrebbe convincermi della tua esistenza. Un dannato, su questo ponte: in modo che, vedendolo, possa credere in te."
Il filosofo salì sul ponte. Si guardò a destra, si guardò a sinistra: nessuno. Sul ponte c'era soltanto lui. Guardò anche in basso, verso il torrente che in quel punto scorreva tranquilllo, e l'acqua gli rimandò la sua immagine corrucciata e nient'altro.
Il filosofo sospirò. Come prevedeva, Dio non aveva raccolto neanche questa sfida. Si avviò verso l'albergo, fischiettando più leggero, cancellando dalla sua mente l'idea balzana di una divinità che parla all'uomo.
Senza rendersi conto che Dio aveva risposto a tutte e tre le sfide.  

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails