Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath Happy Birthday tickers

Daisypath - Happy Birthday

giovedì 28 febbraio 2008

W la bicicletta!

Video eccezionale, trovato per caso in rete e che "racconta la bicicletta"... nella mia città! 


lunedì 25 febbraio 2008

Voce di poesia

Scrivo poco di attualità. Mi sembra di assecondare una moda, un condizionamento occulto che farebbe perdere genuinità a questa mia finestra sul mondo; preferisco che lo sguardo sia “mio”, una realtà di scorcio, talvolta quotidiana, sempre meditata, in cui il mondo e l’attualità si affacciano, sempre, ma come discreti riflessi.
Faccio un’eccezione, forse non del tutto, riportando questa intervista alla poetessa Alda Merini: intensa voce di donna, voce di poesia... Non potrei trovare parole più belle.

merini


DI LUCIA BELLASPIGA
Avvenire, 17 febbraio 2008

Bestemmie che lasciano senza parole. Così la poetessa Alda Merini, 'reclutata' insieme ad altre dieci 'donne autorevoli' come firmataria di una lettera pro aborto (titolo 'Il Papa oscurantista contro le donne e contro la scienza', in uscita nel prossimo numero di Micromega e già abbondantemente reclamizzata), prende radicalmente le distanze dal testo e, anzi, nega di averlo mai sottoscritto.

«Mi ha telefonato una voce femminile e mi ha chiesto se sarei stata d’accordo con un appello a favore delle donne e dei loro diritti fondamentali. Ho risposto che ovviamente i diritti vanno salvaguardati, ma non ho firmato alcunché e d’altra parte mai mi sognerei di annoverare l’aborto tra i diritti. Semmai posso arrivare ad accettare che sia una dolorosa necessità in casi davvero estremi, ma figuriamoci se Alda Merini, la cui biografia è tutto un inno alla maternità, chiede la pillola abortiva libera alla portata delle ragazzine... ».
Dunque nessun appello ai partiti del centro-sinistra? Figuriamoci, se c’è una cosa che proprio non conosco è la politica!
Io non parlo di cose che non conosco... L’errore della politica è proprio questo, vuol parlare di cose che non sa e che non le competono, come la vita e la morte di un figlio.
La lettera parla di 'offensiva clericale contro le donne', di una 'vera e propria crociata bigotta'... Non è un mistero che la Chiesa in passato è stata anche più che bigotta nei confronti delle donne, per secoli cacciate, esorcizzate, viste come demoni. Ma questi sono gli errori degli uomini, Cristo invece è andato loro incontro, le ha amate, una delle colpe che lo ha portato alla crocifissione è di aver parlato con le donne quando ancora era loro vietato toccare i testi sacri, di aver accolto le peccatrici dando scandalo ai farisei. Della Maddalena ha fatto la sua discepola diletta, la prima che lo vide risorgere. E, per tornare ai nostri giorni, Papa Wojtyla ha abbracciato le donne, ha chiesto loro perdono per gli errori del passato.
Quanto al diritto all’aborto? Io non giudico una madre disperata che, di fronte all’ipotesi di mettere al mondo un figlio gravemente deforme, non si sente in grado di accettarlo. Non giudico perché posso capire la debolezza umana.
Ma il vero diritto di una donna è quello alla maternità: il figlio è il più grande atto d’amore e il suo mistero resta intatto. L’occasione che la madre dà al suo bambino è ogni volta un miracolo, ed è una bestemmia negare tutto questo in nome di un femminismo che è l’opposto dell’essere femmina, nel senso più alto del termine.
Lei ha avuto quattro figli... Mi avevano detto che ero sterile, così ho fatto ogni genere di cura, a quei tempi non c’erano che trattamenti termali e poco altro... Fatto sta che grazie a Dio sono diventata madre. Eppure quando aspettavo mia figlia Barbara stavo malissimo, ero stata in manicomio, avevo subìto l’elettrochoc, tanto che un medico mi 'consigliò' di rinunciare alla gravidanza: rifiutai naturalmente l’aborto (clandestino) e lottai con i denti per la mia creatura.
Una vera madre di fronte alle difficoltà non rinuncia al figlio, combatte come una leonessa per lui.
Donne come la Dama Bianca e Mina per la maternità hanno sfidato il mondo, il giudizio della società, perfino il carcere, e i pregiudizi anche da parte della Chiesa, questo è vero, ma io penso che se non facciamo capo alla misericordia di Dio non abbiamo capito nulla.
La lettera chiede anche che ai bambini fin dalle elementari sia insegnata l’educazione sessuale.
Per carità, lasciamo ai bambini i loro sogni, lasciamo che crescano nello stupore. Sarà la vita a svegliarli anche troppo in fretta.
Qual è il suo contro-appello alle firmatarie della lettera, donne famose come Margherita Hack, Dacia Maraini, Fiorella Mannoia, Lidia Ravera? La creazione del mondo si ripete ad ogni nascita, il bambino non si può annientare, nasce da un atto di poesia... Davide Maria Turoldo, quando prese in braccio la mia prima figlia Manuela, mi disse «è la tua poesia più bella». Queste donne se la prendono con la Chiesa, ma io dico che certi rigori invernali sono caduti o stanno cadendo, ora è primavera, tempo di mandorli in fiore. Della Chiesa si può rifiutare l’autoritarismo, non l’autorevolezza.
Morale? Queste controversie su vita o morte di un figlio mi lasciano senza parole. Noi un tempo ci donavamo al nostro compagno con tutta la dedizione corpo-spirito e il bambino era una benedizione. Non so niente di pillola abortiva o del giorno dopo: non erano di moda... Le donne giovani che mettono in bocca all’anziano certe parole sbagliano, perché noi eravamo ben lontani da questo 'utilizzo' del bambino. Posso soltanto dire che dopo i dolori del parto subito dimenticavo quella crocifissione per gioire della vita nuova. Non sono in grado di dare altri giudizi e sono ben lontana dal fare politica o dall’essere femminista, solo vorrei che tra uomo e donna si stabilisse quell’intesa meravigliosa che si chiama amore, in cui il figlio rappresenta la chiave della verità.

Ritorno sui pedali

Dopo cinque giorni a Parigi il rientro a scuola… E mi scopro emozionata nel sollevare il portellone del garage per ritrovare la mia bici, lì, in fiduciosa attesa: rimontare in sella, riprendere la corsa contro il tempo, lacrime agli occhi per il freddo ma sorriso sotto la sciarpa mentre mi intrufolo tra macchine in coda e volti tirati, incorniciati dai finestrini...
 
La bicicletta provoca quello
stesso cambiamento di
stato, che non si può
cogliere se si resta con i
piedi inchiodati a terra. Il
ciclismo è nuotare nello
spazio.
 
Didier Tronchet

venerdì 15 febbraio 2008

Oggi pulizie

Fare le pulizie è davvero un duro lavoro, lo “sporco lavoro” per eccellenza… Perché, checché se ne dica, le pulizie non le puoi programmare. La mattina spazzi i pavimenti e la sera stessa sembra che ti abbiano scotennato in casa la fata turchina… Lo so, l’espressione è truce ma, come ho detto, fare le pulizie è uno sporco lavoro… La sera la casa ti pare ordinata, il giorno dopo la legge dell’entropia si mostra in tutta la sua terribile evidenza e non sai da che parte iniziare. Il fatto è che non esistono “grandi pulizie” e “pulizie ordinarie”, queste ultime sono palliativi perché o pulisci tutto o il kipple prolifera.
Eppure un rimedio alla disperazione c’è: offrire. Se lotti contro l’entropia sei destinato a perdere, se quello che fai è un dono per chi ami, tutto diventa più bello; se sei da solo soccombi, se hai vicino chi ti sostiene, anche solo con un sorriso, hai già vinto.  

giovedì 14 febbraio 2008

Ogni vita...

Ho ricevuto una mail che mi ha toccato il cuore. Conteneva una poesia, non scritta da una ragazza malata di cancro (vd.), come diceva la catena, ma dallo psicologo dell’infanzia David Weatherford… In ogni caso quel messaggio, questo messaggio che qui trascrivo, mi ha riempito di commozione; non importa quanto duri una vita perché sia significativa, può durare pochi secondi o molti anni, è eterna se si apre all’amore, se è accolta con amore e con il senso, unico, che ognuna racchiude… Grazie a chi ha scritto questa poesia… Finché saremo capaci di tanto, l’umanità avrà speranza.

DANZA LENTA
 
Hai mai guardato i bambini in un girotondo?
O ascoltato il rumore della pioggia
quando cade a terra?
O seguito mai lo svolazzare
irregolare di una farfalla?
O osservato il sole allo
svanire della notte?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce.
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
 
Percorri ogni giorno in volo?
Quando dici "Come stai?"
ascolti la risposta?
Quando la giornata è finita
ti stendi sul tuo letto
con centinaia di questioni successive
che ti passano per la testa?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
 
Hai mai detto a tuo figlio,
"lo faremo domani?"
senza notare nella fretta,
il suo dispiacere?
Mai perso il contatto,
con una buona amicizia
che poi finita perché
tu non avevi mai avuto tempo
di chiamare e dire "Ciao"?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
 
Quando corri cosi veloce
per giungere da qualche parte
ti perdi la metà del piacere di andarci.
Quando ti preoccupi e corri tutto
il giorno, è come un regalo mai aperto . . .
gettato via.
La vita non è una corsa.
Prendila piano.
Ascolta la musica.

venerdì 8 febbraio 2008

Crescere

Come ci si accorge di essere diventati adulti?
La maturità, l’Università, la Laurea, i primi lavori, IL lavoro, il matrimonio: questa è la vita che si snoda, giorno per giorno, sotto i nostri occhi, nelle nostre mani scorre; giorni epici e giorni ordinari ci fortificano, uniscono, dividono, tracciano il profilo del Disegno che ci riguarda… Eppure in questo flusso è difficile percepire di essere diventati “grandi”…
Poi, un sabato sera, nella bacheca di un pub, trovi frasi scritte da qualcuno… frasi che raccontano con il sorriso un passato di piccole cose dimenticate: emozioni, giochi, abitudini, ricordi; un’infanzia che non c’è più, l’infanzia che avevamo così fretta di abbandonare e che ora guardiamo, “leggiamo” con dolce malinconia e con lo stupore di saperla tanto cambiata, tanto diversa…
Alla mia generazione, dunque, divenuta adulta:
 
Noi che la penitenza era 'dire fare baciare lettera testamento'.
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo 'Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini'.
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.
Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.
Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città (e la città con la D era sempre Domodossola)…
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.
Noi che avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto'.
Noi che ci divertivamo anche facendo 'Strega comanda color.'
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.
Noi che avevamo i cartoni animati belli!!
Noi che 'Sì  ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe più forte di Holly...'
Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o un francese, un tedesco e un italiano
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo,e più era rosso più eri figo.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.
Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che il 'Disastro di Cernobyl' vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
Noi che però sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c'era Happy Days.
Noi che il primo novembre era 'Tutti i santi', mica Halloween.
Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso.
Noi che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo.
Noi che all'oratorio le caramelle costavano 10-20 lire.
Noi che si suonava la pianola Bontempi.
Noi che il Commodore64 e il registratore lentissimo s´inceppava sempre.
Noi che la merenda era la girella e il Billy all´arancia.
Noi che vedevamo i biscotti della Bistefani "e chi sono io Babbo Natale?"
Noi che il guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari.
Noi che abbiamo visto 15 volte i Goonies, Ritorno al Futuro e La Storia Infinita.
Noi che le All star le compravi al mercato a 10.000 lire.
Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine.
Noi che ci facevamo i risvolti alle maniche come Brandon Walsh
Noi che Robin Hood è indiscutibilmente una volpe
Noi che non importava cosa indossassi alle elementari perché tanto un grembiule copriva tutto
Noi che chiamavamo a casa degli altri con vergogna quando eravamo assenti per farci dire i compiti e rispondeva sempre il padre del nostro amico
Noi che scrivevamo la letterina con la domanda ti vuoi mettere con me con i due quadratini sì e no
Noi che dicevamo hai detto una parolaccia tutti i cani vanno a caccia
Noi che sulle confezioni findus vedevamo un marinaio anziano
Noi che con tremila lire ti facevi un mega-gelato
Noi che sognavamo di avere i videogames della sala giochi
Noi che a scuola creavamo palloni con scotch e carta
Noi che per un anno impazzivamo per i ciondoli a forma di ciuccio
Noi che se sapevi intrecciare uno scoobydoo eri un figo
Noi che arrivavamo in classe con un mazzo così di doppie aspettando l'intervallo
Noi che per 5 anni non trovavi il coraggio di dichiarati a  chi ti piaceva.
Noi che la cassetta del Sega arrivava a Natale e al compleanno
Noi che se ti muovevi alla prima finta dovevi "pagare", e che se ti muovevi ancora dovevi "pagare doppio".

giovedì 7 febbraio 2008

Per te

Grazie a Chi quattro anni fa ha iniziato ad intrecciare con Amore i fili delle nostre vite; ora siamo una cosa sola, ognuno per l’altro la via verso l’Infinito: nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, con la Grazia di Dio, per sempre e un giorno… TI AMO!
 

mercoledì 6 febbraio 2008

Il senso e l'essenziale

Vivere nell’essenzialità per riscoprire il senso della vita: ecco il significato della Quaresima.
Rinuncia per capire, perché solo quando sperimenti la difficoltà di rinunciare a qualcosa di insignificante comprendi l’Amore di Chi ha rinunciato a tutto, perfino alla divinità, per noi…
Rinuncia per imparare, imparare ad amare con i gesti, i silenzi, l’offerta di sé e della propria libertà…
Rinuncia che rende più forti, perché se rinunci solo per te stesso puoi cedere, se rinunci per Amore arrivi fino in fondo…
Rinuncia che rende più consapevoli della gerarchia delle cose, di quali siano veramente importanti, indispensabili, e di quante siano superflue…

martedì 5 febbraio 2008

Abbraccio

Fermate il tempo adesso, in questo abbraccio, in questo bacio: che duri… tutta la vita.


LinkWithin

Related Posts with Thumbnails