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Daisypath - Happy Birthday

mercoledì 22 ottobre 2008

Inutile?

Non l’avrei mai creduto. Eppure è successo anche a me… Ho pensato che fosse inutile. Cesare. E pure l’Ariosto.
Capita di mettersi in discussione quando ci si scontra con la difficoltà di un altro nel camminare eretto, nel soffiarsi il naso, nel lavarsi le mani… Ti senti impotente, con Cesare e Ariosto, e sei portato a riconsiderare le priorità… Eppure, improvvisamente, lì dove non eri riuscita tu con raccomandazioni e inviti, riesce il prode Orlando, disperato per Angelica:
 
Caduto gli era sopra il petto il mento,
la fronte priva di baldanza e bassa
 
“Vedi? Non è il caso di tenere la testa bassa, di stare sempre tutti ingobbiti, se no si assomiglia ad Orlando sofferente, mentre noi vogliamo essere paladini coraggiosi, no?”
E, per la prima volta, non mi arriva la solita risposta  - “non starò mai più dritto”- ma un nuovo atteggiamento, una nuova postura.
E ho rammentato, con rinnovata gratitudine, l’insegnamento di un mio tutor alla scuola di specializzazione: “noi siamo insegnanti di italiano e dobbiamo insegnare italiano; non dobbiamo snaturare la nostra materia usandola come strumento per fare politica o per renderci simpatici; non serve a farli crescere e imparare far ascoltare canzonette o far leggere Moccia… La sfida è far loro capire come negli autori della nostra letteratura, in tutto ciò che studiano, possono trovare nuovi interrogativi e risposte alle loro domande, ai loro bisogni”.

3 commenti:

  1. - 24/10/2008 20.25.45
    capisco bene... anche io insegno italiano e storia e far amare i "programmi" non è facile... beh, cerco sempre di far gustare gli autori ricondando che noi e loro abbiamo lo stesso desiderio di bellezza, di verità di soddisfazione...

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  2. - 25/10/2008 16.44.14
    Hai proprio ragione, è anche il mio motto ;-)! Grazie Merins, anche per aver condiviso il tuo giorno a scuola e la bellezza che hai saputo trarne!

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  3. - 25/10/2008 19.05.28
    La differenza tra un valido insegnante e un mediocre insegnante è la capacità di far "Pensare" lo studente e non solo farlo studiare. Se tutti gli insegnanti fossero come te, Cara Piccolalori, ci sarebbero più esseri "pensanti" sul pianeta terra!!

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