Daisypath Happy Birthday tickers

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Daisypath - Happy Birthday

domenica 21 settembre 2008

Appello

Per una volta non parlo di scuola. No.
Questo è l’appello accorato di una diligente donnina di casa alle prese con il bucato.
Mi rivolgo a voi, cari responsabili delle etichette con le istruzioni di lavaggio: avete deciso di essere internazionali, e va bene. Ci ho messo il mio tempo a collegare un triangolo alla candeggina, a contare i pallini all’interno della commovente illustrazione del ferro da stiro e a scoprire che una P dentro al cerchio corrisponde a “lavaggio a secco”… permangono ancora delle zone d’ombra, ne sono sicura, ma ce la farò.
Però. Che tutti, dico proprio TUTTI i capi, debbano essere lavati a 30°, questo non lo posso accettare: capisco la camicetta di seta, il maglione di lana… ma l’asciugamano del viso o la maglietta bianca di cotone, di quelle che mio marito usa al lavoro - e all’ospedale, si sa, germi ne girano- le mutande, cari signori, e le magliette misto cotone… POSSIBILE CHE IO LE DEBBA LAVARE A 30°???
Perché, scusate il francesismo, l’ascella puzza, soprattutto se il capo è sintetico, e ai bacilli 30° fanno un baffo e dopo mezz’ora che indossi il tuo capo lavato a 30° l’ascella ri-puzza, non importa quanto sia lavata e deodorata, e il napisan ha i suoi limiti…
E poi, cari signori, le lavatrici oggi hanno 1000 programmi e uno solo prevede i 30°… allora mettetevi d’accordo.
Ora voi mi direte: “Anche le automobili arrivano ai 180 Km/h anche se il limite, almeno in Italia, è 130 Km/h…”. Verissimo. Però le automobili sono una passione prevalentemente maschile, la maggior parte delle donne ignora l’esistenza della “quinta” e quando il marito tocca i 70 Km/h si attacca alla maniglia e lo invita a rallentare…
Il rapporto con la lavatrice è diverso. Io voglio bene alla mia lavatrice, la conosco nel profondo del suo oblò, sincronizzo la mia vita sui suoi tempi di lavaggio e VOGLIO lavare anche a 60°… vi dirò di più: l’ho fatto, ho osato. Con i vostri prodotti “lavare a mano a  30°”. E sono usciti sani e salvi e, finalmente, puliti.
Allora vi chiedo: perché solo il signor IKEA (che Dio lo benedica) osa scrivere delle istruzioni veritiere?
Fate quello che dovete fare, Master in Svezia o scorpacciata di salamini di renna, cari signori, ma siate, finalmente, onesti e utili all’umanità.

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