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lunedì 4 agosto 2008

Confessione

Il vecchio avanzava incerto nel corridoio. Allo sportello “smistamenti” dell’edificio della Commissione l’occhialuta signorina gli aveva consegnato un biglietto in risposta alla sua richiesta: ufficio 6, sesto piano, corridoio F.
Avanzava incerto… Ricordava l’odore d’incenso, le panche di legno e il silenzio, talvolta cullato da melodie d’organo in filodiffusione… Dicevano di aver semplificato le cose, quelli della Commissione, un solo luogo per ogni esigenza, file rapide, efficienza… Si sentiva triste.
Al tavolo dell’ufficio lo accolse un funzionario con occhialini e pizzetto.
“Prego, si accomodi, mi dica”.
“Mah, niente, vede, un tempo si andava…, mi sembrava tutto più facile… beh, il fatto è che… io vorrei confessarmi, ecco, vorrei un sacerdote per confessarmi”.
“Certo, capisco… e… mi dica… qual è il suo problema?”
Il vecchio non capì, lo metteva a disagio quel funzionario… e quegli occhiali col riflesso…
“No, nessun problema, vorrei solo confessarmi…”
“Sì, certo, ma… vede, noi della Commissione siamo del parere che sia un’usanza un po’ arretrata… no, diciamo, poco efficace… Provi a dirmi, sicuramente la potrò aiutare …”
Il vecchio era disorientato.
“Beh, per esempio, vede, la pigrizia… io tendo a rimandare tutto ma so che non è…”
“Certo, certo, mi faccia vedere…” Il funzionario si mise a digitare sui tasti, la luce del monitor si rifletteva sulle lenti degli occhiali rendendone indecifrabile l’espressione… “Ecco qui, ero certo di poter risolvere il problema, caro signore…”. Un riflesso delle lenti costrinse il vecchio a distogliere lo sguardo. “Procrastinazione. Ecco come si chiama il suo problema. I nostri psicologi potranno aiutarla. Altro?”.
Il vecchio non sapeva cosa fare, la sicurezza e l’indecifrabilità del funzionario lo spiazzavano.
“Beh, si vede, sa, la pancetta, con gli anni… è che sono goloso, non riesco a trattenermi….” “Certo, nulla di più semplice –il funzionario non lo fece finire- obesità e sovrappeso, le fisso un appuntamento con il nostro dietologo. Continui”.
“Con mia moglie, l’altra sera, ho perso la pazienza… insomma, mi sono arrabbiato”.. “Sbalzi d’umore, ecco fatto, ho aggiornato la sua scheda per l’appuntamento con lo psicologo…” fu la risposta.
Il vecchio era stordito, il ticchettio dei tasti… e faceva caldo… “Se non c’è altro, caro signore – sa, i minuti dell’appuntamento stanno per scadere- ecco qui: un’impegnativa per presentarsi da psicologo e dietologo… Era facile, non le sembra?”.
Il funzionario si era alzato in piedi e gli tendeva la mano. Il vecchio prese il foglio, non si decideva ad andare via… “Ma… ecco, lei è stato gentile, però… Ecco, io cercavo un prete, perché, sa, io so che sono solo dei vizi, posso migliorare con l’aiuto di Dio, se Dio mi perdona…”.
Lo sguardo del funzionario brillò per un attimo, inquietante e cattivo, dietro le lenti: “Caro signore, ora capisco di aver sottovalutato la situazione… Lei, evidentemente, non ha seguito i corsi gratuiti organizzati dalla Commissione; la categoria di vizio è superata da un pezzo. IL VIZIO NON ESISTE. Succede di ammalarsi, non dipende da noi. Ed esistono i condizionamenti. La procrastinazione, per esempio, è l’effetto dello stress della vita cittadina; il sovrappeso? Sicuramente genetico, è metabolismo. Sbalzi d’umore? E’ l’età, e poi, mi scusi… ma lei da quanto è sposato?”. “L’anno prossimo sono cinquant’anni”. “E per forza, allora, la routine, la noia… Guardi, LEI NON HA COLPA”.
“Ma, no, guardi, io amo mia moglie e so...”. Ma il vecchio non  poté concludere la frase; ad un cenno del funzionario entrarono tre individui in camice bianco. Il caldo era soffocante. Mentre lo portavano fuori dall’ufficio il vecchio sentì le ultime parole del funzionario: “Non si preoccupi, risolveremo anche questo”.

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