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Daisypath - Happy Birthday

venerdì 8 febbraio 2008

Crescere

Come ci si accorge di essere diventati adulti?
La maturità, l’Università, la Laurea, i primi lavori, IL lavoro, il matrimonio: questa è la vita che si snoda, giorno per giorno, sotto i nostri occhi, nelle nostre mani scorre; giorni epici e giorni ordinari ci fortificano, uniscono, dividono, tracciano il profilo del Disegno che ci riguarda… Eppure in questo flusso è difficile percepire di essere diventati “grandi”…
Poi, un sabato sera, nella bacheca di un pub, trovi frasi scritte da qualcuno… frasi che raccontano con il sorriso un passato di piccole cose dimenticate: emozioni, giochi, abitudini, ricordi; un’infanzia che non c’è più, l’infanzia che avevamo così fretta di abbandonare e che ora guardiamo, “leggiamo” con dolce malinconia e con lo stupore di saperla tanto cambiata, tanto diversa…
Alla mia generazione, dunque, divenuta adulta:
 
Noi che la penitenza era 'dire fare baciare lettera testamento'.
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo 'Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini'.
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.
Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.
Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città (e la città con la D era sempre Domodossola)…
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.
Noi che avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto'.
Noi che ci divertivamo anche facendo 'Strega comanda color.'
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.
Noi che avevamo i cartoni animati belli!!
Noi che 'Sì  ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe più forte di Holly...'
Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o un francese, un tedesco e un italiano
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo,e più era rosso più eri figo.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.
Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che il 'Disastro di Cernobyl' vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
Noi che però sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c'era Happy Days.
Noi che il primo novembre era 'Tutti i santi', mica Halloween.
Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso.
Noi che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo.
Noi che all'oratorio le caramelle costavano 10-20 lire.
Noi che si suonava la pianola Bontempi.
Noi che il Commodore64 e il registratore lentissimo s´inceppava sempre.
Noi che la merenda era la girella e il Billy all´arancia.
Noi che vedevamo i biscotti della Bistefani "e chi sono io Babbo Natale?"
Noi che il guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari.
Noi che abbiamo visto 15 volte i Goonies, Ritorno al Futuro e La Storia Infinita.
Noi che le All star le compravi al mercato a 10.000 lire.
Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine.
Noi che ci facevamo i risvolti alle maniche come Brandon Walsh
Noi che Robin Hood è indiscutibilmente una volpe
Noi che non importava cosa indossassi alle elementari perché tanto un grembiule copriva tutto
Noi che chiamavamo a casa degli altri con vergogna quando eravamo assenti per farci dire i compiti e rispondeva sempre il padre del nostro amico
Noi che scrivevamo la letterina con la domanda ti vuoi mettere con me con i due quadratini sì e no
Noi che dicevamo hai detto una parolaccia tutti i cani vanno a caccia
Noi che sulle confezioni findus vedevamo un marinaio anziano
Noi che con tremila lire ti facevi un mega-gelato
Noi che sognavamo di avere i videogames della sala giochi
Noi che a scuola creavamo palloni con scotch e carta
Noi che per un anno impazzivamo per i ciondoli a forma di ciuccio
Noi che se sapevi intrecciare uno scoobydoo eri un figo
Noi che arrivavamo in classe con un mazzo così di doppie aspettando l'intervallo
Noi che per 5 anni non trovavi il coraggio di dichiarati a  chi ti piaceva.
Noi che la cassetta del Sega arrivava a Natale e al compleanno
Noi che se ti muovevi alla prima finta dovevi "pagare", e che se ti muovevi ancora dovevi "pagare doppio".

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