Daisypath Happy Birthday tickers

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Daisypath - Happy Birthday

mercoledì 24 dicembre 2008

E' Letizia!

8 dicembre 2008, h. 00.48: é nata Letizia!
E il miracolo si rinnova ogni giorno...
Auguri a tutti alla vigilia di un Natale speciale!
 
 

mercoledì 26 novembre 2008

Diversità e fiducia

Le diversità ci tengono in equilibrio, ci arricchiscono… Le diversità ci fanno sorridere e discutere… Le diversità ci allenano al compromesso e ci fanno decidere per il meglio… Le diversità, di fronte all’ignoto, ci fanno paura, ci rendono tesi e nervosi, ci fanno litigare… Le diversità sono nulla senza Amore… e Fede… fiducia in chi abbiamo scelto, nonostante e anche per le sue diversità, fiducia in Chi ci ha scelti, nonostante tutte le nostre debolezze.


Essere mamma

Giorni fa stavo sistemando la libreria nella stanza della mia bimba: mobilitando consorte, genitori e suoceri ho fatto incetta di tutti i libri di fiabe della mia infanzia e di quella di mio marito, recuperati da scatole e librerie dove erano gelosamente custoditi, li ho spolverati, ordinati, disposti con cura sugli scaffali… Ho sempre amato le fiabe e tengo particolarmente a condividere con la mia bambina questa eredità di ricordi, fantasia e -perché no?- saggezza antica… Ad un tratto l’ho immaginata, quattordicenne: “Mamma, mi hai riempito di questa roba tutta la libreria, dove li metto i miei libri?”…
E ho capito.
Ho capito quanto fanno male le parole pronunciate con leggerezza dai figli, le parole che anch’io ho pronunciato, a volte, non immaginandone neppure lontanamente l’effetto.
Ora l’ho sentito nel profondo del cuore.
Ho capito la frase della mia mamma: “Un giorno capirai…”. Quel giorno è arrivato.
E ho telefonato… alla mia mamma… per chiederle scusa Sorriso

lunedì 17 novembre 2008

Il Male e il dubbio...

Sono rimasta anch’io senza parole… In questi giorni ho meditato nel mio cuore, ho pregato, ho letto… Ho iniziato un libro di Paulo Coelho, uno dei miei scrittori preferiti… Ho trovato delle risposte che desidero qui condividere.
 
Talvolta il Male assume le sembianze di un emissario del Bene, ma la sua intenzione recondita resta quella di provocare un’enorme distruzione”… E’ la conclusione di un racconto in cui Muawiya, primo califfo della stirpe degli Omayyadi, riceve la visita di Lucifero; il diavolo gli ricorda di ottemperare al dovere della preghiera e, di fronte alla perplessità dell’uomo, cerca invano di convincerlo, per un pomeriggio e una notte interi, di essere una creatura del bene, di agire a fin di bene in nome della propria natura in origine angelica… Le argomentazioni sono brillanti ma non scalfiscono la coscienza di chi sa… Alla fine Lucifero cede: “Va bene, hai ragione tu. Ieri pomeriggio, quando sono venuto a svegliarti per non farti perdere la preghiera, non avevo certo l'intenzione di avvicinarti alla Luce Divina. Sapevo perfettamente che, se tu avessi trasgredito quel tuo dovere, saresti stato assalito da una tristezza profonda e, nei giorni successivi, avresti pregato con il doppio della fede, invocando il perdono per aver dimenticato di onorare il sacro precetto. Agli occhi di Dio, ciascuna di quelle preghiere recitate con amore e pentimento vale come duecento orazioni mormorate in maniera automatica e ordinaria. Alla fine, saresti stato più puro e più ispirato, Dio ti avrebbe amato di più e io sarei stato ancora più lontano dalla tua anima.”.
 
Ho sentito parlare di libertà, di autodeterminazione, di amore, a proposito della vicenda di Eluana Englaro… Non giudico chi soffre e senza dubbio agisce pensando di fare il meglio; educo il mio cuore alla compassione, nel suo senso più vero di “condivisione di sofferenza”… Ma alla mia coscienza la morte indotta non può essere spacciata per un Bene; come dice Muawiya: "Mi è impossibile credere a ciò che dici. Tu sei responsabile della distruzione di molte persone sulla faccia della terra."
 
Il dubbio… “In dubio pro reo  è uno dei fondamenti del diritto umano: se sussiste anche un vago sospetto di innocenza non si procede a una condanna… Quanti dubbi sussistono sulla condizione di Eluana? Quanti sulla volontà effettiva, attuale, di una ragazza che – se una volta si è pronunciata- lo ha fatto su una condizione che non conosceva, come non la conosce nessuno di noi, e che è naturale che nessuno si auguri mai?
Anche in questo caso mi soccorre Coelho, con questa preghiera:
 
Signore, proteggi i nostri dubbi, perché il Dubbio è una maniera di pregare. Esso ci fa crescere, perché ci obbliga a guardare senza paura le tante risposte a una stessa domanda. E affinché ciò sia possibile,
 
Signore, proteggi le nostre decisioni, perché la Decisione è una maniera di pregare. Dacci il coraggio, dopo il dubbio, di essere capaci di scegliere tra un cammino e l'altro. Che il nostro sì sia sempre un sì, e il nostro no sia sempre un no. Fa’ che una volta scelto il cammino, non guardiamo giammai indietro, né lasciamo che la nostra anima sia rosa dal rimorso. E affinché ciò sia possibile,
 
Signore, proteggi le nostre azioni, perché l'Azione è una maniera di pregare. Fa’ che il nostro pane quotidiano sia frutto del meglio di quanto abbiamo dentro di noi. Che possiamo, attraverso il lavoro e l'azione, condividere un po' dell'amore che riceviamo. E affinché ciò sia possibile,
 
Signore, proteggi i nostri sogni, perché il Sogno, è una maniera di pregare. Fa’ che, indipendentemente dalla nostra età o dalla situazione, siamo capaci di mantenere accesa nel cuore la fiamma sacra della speranza e della perseveranza. E affinché ciò sia possibile,
 
 Signore, riempici sempre di entusiasmo, perché l'Entusiasmo è una maniera di pregare. È lui che ci unisce ai Cieli e alla Terra, agli uomini e ai bambini, e ci dice che il desiderio è importante, e merita il nostro impegno. È lui che ci dice che tutto è possibile, purché ci impegniamo totalmente in ciò che facciamo. E affinché ciò sia possibile,
 
Signore, proteggici, perché la Vita è l'unica maniera che abbiamo per manifestare il Tuo miracolo. Che la terra continui a trasformare la semente in grano, che noi continuiamo a tramutare il grano in pane.
 
E questo è possibile solo se avremo Amore - dunque, non lasciarci mai in solitudine. Dacci sempre la Tua compagnia, e la compagnia di uomini e donne che hanno dubbi, agiscono e sognano, si entusiasmano e vivono come se ogni giorno fosse totalmente dedicato alla Tua gloria.
Amen.

mercoledì 5 novembre 2008

Costruire insieme

Con grande gioia annuncio che la stanza computer-musica-studio è ufficialmente (e completamente) arredata !
Lunedì mattina –provvidenzialmente nell’unica pausa-pioggia offerta dal cielo  - sono finalmente arrivati i nostri pacchi: in dieci minuti abbiamo avuto l’ingresso invaso, senza vie d’uscita praticabili . Il maritino si è messo subito all’opera: con martello, trapano e cacciavite si è trasformato in un mago della falegnameria  ; ha lavorato senza pause – all’infuori del pranzo – per tutto il giorno mentre io e la piccola cercavamo di renderci utili come potevamo: standogli alla larga il più possibile, evitando (quasi sempre con successo) i consigli non richiesti   e, soprattutto provvedendo al vettovagliamento del nostro eroe: pasta al sughetto di melanzane, bistecca e zucchine grigliate!
Martedì è stato il nostro turno: mentre il paparino riposava esausto sul divano , noi (Letizia dava il tempo con i calcetti) abbiamo montato   i ripiani di tutte le librerie e dei porta cd (per inciso il signor IKEA ha perso un po’ di punti nella nostra stima  quando abbiamo scoperto che su ognuno dei 16 ripiani in vetro era attaccata l’etichetta adesiva!), lavato i mobili, pulito il pavimento; compito nostro è stato anche quello dello “smaltimento scatoloni”, ordinatamente accumulati sul balcone che si è per l’occasione trasformato in una succursale dell’“isola ecologica” della nostra città.…
In serata, gran finale tutti insieme : rimontaggio del PC  e sistemazione dei primi oggetti negli scaffali… non riuscivamo a fermarci, era così bello vedere il nostro progetto prendere forma!
A fine giornata eravamo stanchi ma felici  ; per dirla con l’uomo della mia vita: “E’ stata una faticaccia, ma ne valeva la pena!”… Lo studio è bellissimo, soprattutto perché l’abbiamo progettato e costruito insieme, perché l’abbiamo fatto nell’attesa della nostra bimba  , per rendere la casa più accogliente e pronta a riceverla… Dopo le foto di rito (e la cena, ovviamente) il maritino è andato a lavorare –turno di notte- e io sono rimasta a contemplare e a godermi i nuovi spazi…
Ho imparato. Ho imparato che la fiducia si costruisce giorno per giorno ed è fatta di piccoli gesti che pure richiedono impegno: accettare i propri limiti, lasciar fare, saper affidare all’altro un compito che ci sta a cuore, accettare che lo svolga con metodi diversi dai nostri… ho imparato che lavorare con amore non è sacrificio ma offerta e crescita e potenziamento reciproco… ho imparato, una volta di più, che è bellissimo costruire insieme… anche quando si tratta di mobili IKEA!

sabato 1 novembre 2008

Pediatra e mamma

Ogni venerdì pomeriggio ho l’appuntamento con le lezioni del corso pre-parto organizzato in Ospedale… E’ una bella esperienza: è bello ritrovarsi tra future mamme con le stesse speranze e paure, con le stesse emozioni “un po’ sopra le righe” e con pance… tutte diverse (finché non si ha il pancione non ci si rende conto che non ce n’è uno uguale all’altro… come i bimbi, del resto)! Nascono nuove amicizie, si rinnovano emozioni: ieri è venuta a parlarci la pediatra, la MIA pediatra, quella che mi ha “accolto” in questo mondo e che, quando le ho detto il mio nome, mi ha baciata… ancora si ricordava di me! Una donna straordinaria, medico e mamma di quattro figli, ci ha saputo parlare di malattie terribili e di aneddoti divertenti con la sensibilità che solo esperienza e gran cuore insieme sanno produrre.. e, alla fine della lezione, ci ha fatto un dono: “la preghiera della mamma in attesa”; ce l’ha letta con naturalezza e ne ha consegnata una copia ad ognuna… e le ho voluto bene, una volta di più, per il suo dono e per il coraggio della sua testimonianza:
 
Signore, dal giorno in cui ho avvertito in me la presenza di una nuova vita, sento un rinnovato amore per te e per la tua opera creatrice.
 
La certezza che tu vegli sul mio bambino, con la tua squisita bontà e con il tuo infinito potere di soccorso, mi rende tranquilla nell’attesa. Ti affido il suo sviluppo, la sua intelligenza, la sua indole, la sua nascita, il suo primo avvio alla vita.
 
Tu che conosci a fondo, fin d’ora, la mia creatura, dammi la possibilità di conoscerla, io pure, profondamente, perché ne assapori la purezza e l’innocenza, viva con essa la sua graduale conquista del vero, la genuinità del comportamento, la chiarezza e la sincerità del linguaggio.
 
Rendimi consapevole  dell'eccezionale ricchezza di questo periodo di attesa. Il mio bambino sia il prezioso ponte che mi collega più strettamente a te. Aiutami a vivere in raccolto e sereno affidamento alla tua provvidenza  questa esaltante avventura  che si svolge nel mio essere. Che i timori della gravidanza non sciupino questa mia volontà di abbandono alla tua operosa presenza.
 
Signore, preparami nel frattempo ai grandi compiti della formazione. Predisponi in me tutto ciò che porterà il bambino all’accettazione del bello, al sapore del giusto, al senso vivo di te. Che la tua madre, Maria, mi doni, per questo impegno, la sua fede,il suo coraggio e il suo amore.
 
Così sia.
 
(di Giacomo Perico)

giovedì 30 ottobre 2008

Preghiera

Paola mi ha preso per mano, quando io avevo sei anni e lei ne aveva otto… e siamo andate a scuola insieme; Paola mi ha regalato il suo vestito della Prima Comunione; Paola è stata mia compagna di giochi in cortile e poi mia animatrice; Paola ci aspettava paziente e sorridente, dopo aver salutato il suo fidanzato, conscia dei quattro occhi che l’avevano sorvegliata dietro il muretto, per scoprire com’era “essere grandi”; Paola è mia collega… Paola è mamma di tre splendidi bambini… Paola, oggi, ha perso la figlia più piccola, Maria, di neanche un anno… E io vorrei solo abbracciarla, come quando eravamo bambine… Che la Madonna e il vostro piccolo angelo vi diano la forza, amica cara, di superare questo dolore...

Doni

In questi giorni mi sento ricca… e felice… tante persone –dalla vicina di casa all’amica-  fanno capolino alla mia porta con vestitini, lenzuolini, giochi che i loro bimbi non usano più… “Se non ti offendi…”. Offendermi? Sono onorata e grata. Perché in questa condivisione mi sento amata, perché questa generosità è il dono più prezioso per la mia bambina, perché le nostre storie si intrecciano ed è bellissimo cogliere la trama di questi incontri anche nello scambio, nel dono gratuito di piccole e grandi “cose” con una loro storia d’amore già da raccontare… Grazie di cuore…
 

mercoledì 29 ottobre 2008

Lentamente...

Ho visto un bambino attaccato al seno della mamma. E una coppia di anziani camminare pian piano, sostenendosi a vicenda. Percorro a piedi i kilometri che mi separano da scuola a casa, col ritmo concessomi dal pancione… Osservo la bellezza delle foglie sul viale, le varie sfumature di ognuna, i ragazzi all’uscita della scuola… e mi accorgo, una volta di più, che uno dei segreti per la felicità… è saper rallentare.

martedì 28 ottobre 2008

Pioggia sotto le stelle

Oggi giorno di pioggia, forse il primo di vero autunno: nuvole basse, umidità, gocce dal cielo sempre più insistenti, grosse, scroscianti... il fondo dei pantaloni bagnato… bisognerebbe sempre avere un ombrello nuovo, nascosto nel ripostiglio, per apprezzare giornate così; io ce l’avevo (grazie mamma! Animoticon) e ho passeggiato sotto la pioggia e un cielo trapunto di stelle Sorriso

mercoledì 22 ottobre 2008

Defraudati...

In questo periodo scrivo spesso di scuola… forse perché tra una settimana circa dovrò stare a casa e già il lavoro mi manca… certo perché l’esperienza sul sostegno mi sta fornendo tanti nuovi stimoli e spunti… Complice una bravissima collega, sto amando la chimica; mi piace un sacco: imparo le formule, mi cimento in discussioni con le alunne (oggi a proposito della tecnica di separazione di un composto applicata facendo il caffè con la moka), risolvo i problemi (non al posto della mia “farfalla”, però, sia chiaro Animoticon!), finalmente so chiaramente a cosa si riferisce la percentuale annotata sulle bottiglie di tutti gli alcolici e, ai fornelli, mi diverto pensando a composti, soluzioni e miscele… Perché solo ora? Perché quasi per caso?
Perché, a suo tempo, sono stata defraudata. Non ho mai fatto chimica perché avevo un insegnante che preferiva conversare del più e del meno o portarci a fare giochi di ruolo al PC… Per carità, forse è proprio grazie a lui che ho preso dimestichezza col computer, nulla accade per caso… però.
Però sono stata derubata di un sapere, di una passione, di una via per cogliere la bellezza che mi circonda.
Non lasciatevi derubare, non lasciate che i vostri figli vengano defraudati: non sono gli insegnanti severi ma appassionati i vostri nemici, sono quelli che non fanno il loro lavoro, quelli che non denunciate perché rendono la vita facile, danno voti alti, alleggeriscono un cammino faticoso.

Inutile?

Non l’avrei mai creduto. Eppure è successo anche a me… Ho pensato che fosse inutile. Cesare. E pure l’Ariosto.
Capita di mettersi in discussione quando ci si scontra con la difficoltà di un altro nel camminare eretto, nel soffiarsi il naso, nel lavarsi le mani… Ti senti impotente, con Cesare e Ariosto, e sei portato a riconsiderare le priorità… Eppure, improvvisamente, lì dove non eri riuscita tu con raccomandazioni e inviti, riesce il prode Orlando, disperato per Angelica:
 
Caduto gli era sopra il petto il mento,
la fronte priva di baldanza e bassa
 
“Vedi? Non è il caso di tenere la testa bassa, di stare sempre tutti ingobbiti, se no si assomiglia ad Orlando sofferente, mentre noi vogliamo essere paladini coraggiosi, no?”
E, per la prima volta, non mi arriva la solita risposta  - “non starò mai più dritto”- ma un nuovo atteggiamento, una nuova postura.
E ho rammentato, con rinnovata gratitudine, l’insegnamento di un mio tutor alla scuola di specializzazione: “noi siamo insegnanti di italiano e dobbiamo insegnare italiano; non dobbiamo snaturare la nostra materia usandola come strumento per fare politica o per renderci simpatici; non serve a farli crescere e imparare far ascoltare canzonette o far leggere Moccia… La sfida è far loro capire come negli autori della nostra letteratura, in tutto ciò che studiano, possono trovare nuovi interrogativi e risposte alle loro domande, ai loro bisogni”.

martedì 21 ottobre 2008

La casa (ri)prende forma

Grandi pulizie d’autunno, aspettando Letizia , per quello che il pancione consente di fare; la mente va a mille, tutto il resto la segue un po’ a rilento ! Approfitto dei pomeriggi di lavoro del maritino per rimettere un po’ d’ordine; procedo confusamente, lo so (balcone, cucina, pavimenti, bagni: in ordine sparso dal giardinaggio allo spolverino   ), ma lo faccio con pause ed è l’unico modo per non farmi spaventare dall’impresa… e per non cedere al desiderio di mettermi ai fornelli a confezionare torte! Ogni giorno un’aggiunta nella cameretta, anche solo uno sguardo sognante... Insieme, poi, riorganizziamo gli spazi, colonizzati all’inizio in maniera un po’ selvaggia: nel week-end il maritino ha montato le mensole del ripostiglio e l’armadio del balcone… i lavori di falegnameria hanno uno strano effetto sugli uomini … mi sono trovata a riflettere  sul fatto che la storia abbia eternato –in forme molto diverse, s’intende- le uniche due donne in grado di sopportare un falegname: la Madonna e… la fata turchina! Ed è solo l’inizio: trepidiamo nell’attesa dei mobili IKEA!
Il segreto per affrontare tutto questo? Sempre lo stesso: insieme, offrire…

Tra le pieghe del tempo...

E’ dove mi sono trovata poco fa, credo: imbrunire, supermercato deserto, silenzio…

domenica 19 ottobre 2008

Accendino

Un antidoto al disfattismo alimentato dai media, un sollievo all’amarezza che coglie anche i più appassionati, una bella iniziativa di informazione controcorrente - al di là e prima di ogni riforma le persone - per dimostrare che la scuola non è solo bullismo, polemica, ignoranza: un accendino. Desidero aderire di fatto e nello spirito, raccontando la scuola che amo. E voi?

giovedì 16 ottobre 2008

Letizia

Martedì l’ultima ecografia… e finalmente l’abbiamo vista: è una bimba, sarà Letizia… perché è la nostra gioia, ogni giorno più grande, perché con lei il nostro Amore è diventato laetus, fecondo, e si è aperto alla Vita...  sarà Letizia anche un po’ per questa canzone, che mi ha affascinato a quindici anni ed è riaffiorata ora…
 
E se sapremo pazientare
bagnati, stanchi e bastonati
pensando che così Dio vuole
e il Male trasformarlo in Bene...
Tu scrivi che questa è: Perfetta Letizia...
 
E’ la più bella eredità che vorrei saper lasciare alla nostra bimba: la capacità di non arrendersi mai, di affidarsi, di sorridere sempre e nonostante tutto, “il Male trasformarlo in Bene” e rendere “l’eroico quotidiano, il quotidiano, eroico”…

sabato 11 ottobre 2008

Nei suoi panni

Mettersi nei panni altrui è una cosa che tutti dovremmo fare più spesso.
Mettersi nei panni del proprio marito è una cosa che ogni donna trova intrigante…
Mettersi nei suoi panni quando sei all’ottavo mese di gravidanza e scopri di non avere più pantaloni della tuta nell’armadio… è uno dei (tanti) motivi per cui lo ami una volta di più Sorriso! 

giovedì 9 ottobre 2008

Sorrisi

Avete mai notato come sia semplice rendere migliore la giornata di qualcuno, anche solo per un attimo?
Sarà che quest’anno non ho i soliti pacchi di compiti in agguato su ogni superficie piana di casa (beata me, lo so), sarà che il pancione costringe a rallentare i ritmi… insomma, in questi giorni mi piace far sorridere il mondo.
Sportello della posta, pomeriggio. Dall’altro lato il GGG – il Grande Gigante Gentile- così lo abbiamo soprannominato il maritino ed io: un omone dai modi timidi e gentili… e un campione di efficienza: tempo di pagamento di un bollettino con lui - 5 secondi netti… roba da sentirsi in colpa perché non si conosce il pin a memoria e gli si compromette il record. Bel bella me ne arrivo, felice come una Pasqua poiché il mio dolce consorte –Santo subito- mi ha affidato la sua preziosa poste pay per comprare tante cremine on-line… Ricarico, impelagandomi ovviamente tra carte  e ricevute, intanto non resisto e glielo dico: “Sa che lei è proprio un campione di efficienza?”.
Si intristisce il GGG: in barba al tempo record – ma sempre  procedendo con l’operazione- mi spiega che è per quello che l’hanno trasferito lì mentre a lui piaceva tanto la posta centrale; l’hanno mandato “per mettere un po’ d’ordine e migliorare il servizio”. Capisco cosa si nasconde dietro quella tristezza… una prof. lo sa, è dura la sorte dei “primi della classe”… “Beh –concludo- la capisco, ma, finché resta, noi siamo fortunati e felici di averla qui!”. Pam. Arriva. Il sorriso più luminoso della giornata, e un “grazie, grazie” che mi accompagna fino all’uscita… Felicità.
 

martedì 7 ottobre 2008

Al lavoro... col pancione

Ho sempre pensato che si insegni più con l’esempio che con le parole.
Sono felice, ho il dono di dispensare sorrisi e di suscitarli più del solito, sono all’ottavo mese di gravidanza… e affronto col pancione i corridoi della scuola, una scuola prevalentemente femminile, una scuola che ospitava un tempo l’ospedale in cui sono nata… Qualcuno ironizza sul fatto che io voglia replicare l’esperienza, questa volta “da mamma”, altri mi chiedono chi me lo faccia fare. È l’amore per il mio lavoro e per queste nuove generazioni, il desiderio di insegnare, anche così, che la gravidanza non è una malattia né un handicap ma un’esperienza, un dono che potenzia, e che lavorare è un privilegio e un onore… A volte leggo nei sorrisi delle ragazze i sogni che riavvicinano tutte le generazioni, a volte capisco di aver raggiunto il mio scopo… a volte, semplicemente, porto un sorriso e un po’ di buon umore in sala insegnanti… ed è già bello così.

domenica 21 settembre 2008

Fuso orario

Ora. Che la scuola sia un mondo a parte, una dimensione parallela e via discorrendo, si sa. Se così non fosse, non ci rassegneremmo alla magra busta paga. Che sia dotata di un suo fuso orario, è scoperta di quest’anno.
Già l’anno scorso, a dirla tutta, ne avevo avuto il sentore: il suono della campanella mi prendeva sempre un po’ alla sprovvista, troppo in anticipo (soprattutto quello di inizio giornata)… ma qui entravano in gioco Freud e la mia indole ritardataria; il resto del mondo non protestava più di tanto, a fine mattinata quei vaghi minuti di anticipo rappresentavano un sollievo… insomma, la mia coscienza si era sopita.
Quest’anno il fenomeno è eclatante: 5 minuti, dico 5, di sfasamento col resto del mondo; questa volta sono 5 minuti di ritardo. Se la cosa è confortante all’arrivo –trafelata- a scuola, diventa snervante in tutti gli altri momenti della giornata: il marito attende invano l’uscita puntuale dall’Istituto; il bus non aspetta altrettanto pazientemente e, soprattutto, con l’orologio al polso sincronizzato col fuso orario scolastico, ho sempre l’impressione di essere in ritardo a qualunque altro appuntamento… Sì, perché il maritino ha l’orologio sincronizzato a sua volta con quello dell’ospedale – che non è in una dimensione parallela – quindi si muove con ritmi che a me risultano sempre troppo lenti… aggiungete a questo l’orologio della cucina che a volte si ferma ed è indietro di alcuni minuti (almeno a mio dire) e quello comprato in viaggio di nozze che non si legge proprio chiaramente ma è così bello, e capirete quali siparietti hanno luogo a casa ogni volta che dobbiamo uscire insieme: io con la porta aperta e le chiavi in mano per 5 minuti e il maritino che insegue chiavi della macchina e portafoglio sugli scaffali di casa per poi uscire ancora con le scarpe slacciate al fine di compiacere la snervata consorte…
Oggi, dopo l’ennesima disputa su “che ore sono?”, il mio prode sposo ha afferrato sicuro il telecomando al motto di: “Controlliamo il televideo, che è sincronizzato con Greenwich”…
Ebbene, è ormai certo: l’ospedale condivide l’ora del resto della Nazione, la mia scuola no.
So quale sarà il mio intervento al primo collegio docenti: “Signori, sincronizziamo gli orologi (col resto del pianeta)!”…

Appello

Per una volta non parlo di scuola. No.
Questo è l’appello accorato di una diligente donnina di casa alle prese con il bucato.
Mi rivolgo a voi, cari responsabili delle etichette con le istruzioni di lavaggio: avete deciso di essere internazionali, e va bene. Ci ho messo il mio tempo a collegare un triangolo alla candeggina, a contare i pallini all’interno della commovente illustrazione del ferro da stiro e a scoprire che una P dentro al cerchio corrisponde a “lavaggio a secco”… permangono ancora delle zone d’ombra, ne sono sicura, ma ce la farò.
Però. Che tutti, dico proprio TUTTI i capi, debbano essere lavati a 30°, questo non lo posso accettare: capisco la camicetta di seta, il maglione di lana… ma l’asciugamano del viso o la maglietta bianca di cotone, di quelle che mio marito usa al lavoro - e all’ospedale, si sa, germi ne girano- le mutande, cari signori, e le magliette misto cotone… POSSIBILE CHE IO LE DEBBA LAVARE A 30°???
Perché, scusate il francesismo, l’ascella puzza, soprattutto se il capo è sintetico, e ai bacilli 30° fanno un baffo e dopo mezz’ora che indossi il tuo capo lavato a 30° l’ascella ri-puzza, non importa quanto sia lavata e deodorata, e il napisan ha i suoi limiti…
E poi, cari signori, le lavatrici oggi hanno 1000 programmi e uno solo prevede i 30°… allora mettetevi d’accordo.
Ora voi mi direte: “Anche le automobili arrivano ai 180 Km/h anche se il limite, almeno in Italia, è 130 Km/h…”. Verissimo. Però le automobili sono una passione prevalentemente maschile, la maggior parte delle donne ignora l’esistenza della “quinta” e quando il marito tocca i 70 Km/h si attacca alla maniglia e lo invita a rallentare…
Il rapporto con la lavatrice è diverso. Io voglio bene alla mia lavatrice, la conosco nel profondo del suo oblò, sincronizzo la mia vita sui suoi tempi di lavaggio e VOGLIO lavare anche a 60°… vi dirò di più: l’ho fatto, ho osato. Con i vostri prodotti “lavare a mano a  30°”. E sono usciti sani e salvi e, finalmente, puliti.
Allora vi chiedo: perché solo il signor IKEA (che Dio lo benedica) osa scrivere delle istruzioni veritiere?
Fate quello che dovete fare, Master in Svezia o scorpacciata di salamini di renna, cari signori, ma siate, finalmente, onesti e utili all’umanità.

mercoledì 17 settembre 2008

La formica, il ragno e la farfalla

Sembra il titolo di una fiaba di Esopo… è la grande sfida che mi attende quest’anno, a scuola.
Immaginate una formica, un ragno e una farfalla ai piedi di un albero. Il ragno aspetterà un soffio di vento, lancerà la sua ragnatela e inizierà la scalata; la formica si arrampicherà sul tronco; la farfalla spiccherà il volo.
Ma se la farfalla è sempre vissuta tra le formiche e desidera ardentemente essere una formica come le altre… allora inizierà ad arrampicarsi faticosamente, troppo faticosamente per l’intralcio delle sue ali.
Sarebbe triste se al mondo ci fossero solo formiche, se ci fosse una sola strada, un solo modo, per raggiungere la cima degli alberi…
Ora immaginate una bambina; vede la farfalla e la prende in mano. Le formiche brontolano: “Troppo facile così, anche noi abbiamo i nostri problemi, a volte dobbiamo trasportare venti volte il nostro peso e nessuno ci solleva…”.
Ma la bambina non deposita la farfalla sulla cima dell’albero, non le accorcia il cammino… apre la mano e la lancia nel vuoto, perché spalanchi le ali, perché scopra di essere una farfalla, perché impari a volare.
Volare non è più semplice che camminare, solo diverso.
Quest’anno dovrò essere quella bambina.
Speriamo che la mia farfalla trovi il coraggio di aprire le ali e spiccare il volo.

sabato 13 settembre 2008

Dipartimento

Ci sediamo in cerchio e nel tempo stabilito riusciamo a parlare tutti, avanzare proposte, chiedere chiarimenti e ottenerli. L’o.d.g. assume un significato.
Questa esperienza del sostegno inizia proprio a piacermi.


Si ricomincia...

Lo ammetto, il PRIMO SETTEMBRE il magone ha assalito anche me… sarà che avevo ancora negli occhi il mare e il sole del Salento, sarà che avevo preparato il vestitino-estivo-per-il-primo-giorno-di-scuola e il cielo mi ha accolta con il cipiglio nuvoloso da dove-credi-di-andare-oggi-è-il-primo-giorno-di-scuola… sarà che quest’anno mi attende l’esperienza nuova dell’insegnamento sul sostegno e la veste di prof. di lettere un po’ mi mancherà… sarà quel che sarà ma  mi sono avviata mogia alla fermata dell’autobus, cercando di far inutilmente appello a pensieri positivi e latente entusiasmo, mentre, preoccupata, riflettevo sulla assoluta impreparazione del mio guardaroba di fronte all’autunno imminente…
Ma.
Ma poi sono arrivata a scuola.
E’ vero: ho trovato ad accogliermi un disastroso esame di storia… e non c’erano i moduli per il verbale… e dovevo aver chiesto da un anno i certificati di servizio…
Ma.
Ma la segretaria si è sciolta ai complimenti sul nuovo taglio di capelli e una collega si è schermita quando ho notato la sua bella gonna: “Sì, è troppo frufru per me, ma bisogna pur consolarsi per l’inizio della scuola”, e poi sorrisi, saluti, colleghi che facevano capolino da altre scuole “perquestogiornosoltanto, sai, gli esami”, il rosso dei vestiti, qualche nota d’estate “nonostante la pioggia”… E ho capito che lo stato d’animo era lo stesso per tutti e che, tutto sommato siamo sempre una grande famiglia…
A fine mattinata è spuntato il sole e una nuova, carissima collega mi ha offerto un passaggio a casa, un’offerta non di quelle “vuoipercasounpassaggio” che ti costringono a declinare, ma sincera quanto rara: “vieni, ti do un passaggio”… E ho ritrovato il sorriso… Si ricomincia...

lunedì 4 agosto 2008

Confessione

Il vecchio avanzava incerto nel corridoio. Allo sportello “smistamenti” dell’edificio della Commissione l’occhialuta signorina gli aveva consegnato un biglietto in risposta alla sua richiesta: ufficio 6, sesto piano, corridoio F.
Avanzava incerto… Ricordava l’odore d’incenso, le panche di legno e il silenzio, talvolta cullato da melodie d’organo in filodiffusione… Dicevano di aver semplificato le cose, quelli della Commissione, un solo luogo per ogni esigenza, file rapide, efficienza… Si sentiva triste.
Al tavolo dell’ufficio lo accolse un funzionario con occhialini e pizzetto.
“Prego, si accomodi, mi dica”.
“Mah, niente, vede, un tempo si andava…, mi sembrava tutto più facile… beh, il fatto è che… io vorrei confessarmi, ecco, vorrei un sacerdote per confessarmi”.
“Certo, capisco… e… mi dica… qual è il suo problema?”
Il vecchio non capì, lo metteva a disagio quel funzionario… e quegli occhiali col riflesso…
“No, nessun problema, vorrei solo confessarmi…”
“Sì, certo, ma… vede, noi della Commissione siamo del parere che sia un’usanza un po’ arretrata… no, diciamo, poco efficace… Provi a dirmi, sicuramente la potrò aiutare …”
Il vecchio era disorientato.
“Beh, per esempio, vede, la pigrizia… io tendo a rimandare tutto ma so che non è…”
“Certo, certo, mi faccia vedere…” Il funzionario si mise a digitare sui tasti, la luce del monitor si rifletteva sulle lenti degli occhiali rendendone indecifrabile l’espressione… “Ecco qui, ero certo di poter risolvere il problema, caro signore…”. Un riflesso delle lenti costrinse il vecchio a distogliere lo sguardo. “Procrastinazione. Ecco come si chiama il suo problema. I nostri psicologi potranno aiutarla. Altro?”.
Il vecchio non sapeva cosa fare, la sicurezza e l’indecifrabilità del funzionario lo spiazzavano.
“Beh, si vede, sa, la pancetta, con gli anni… è che sono goloso, non riesco a trattenermi….” “Certo, nulla di più semplice –il funzionario non lo fece finire- obesità e sovrappeso, le fisso un appuntamento con il nostro dietologo. Continui”.
“Con mia moglie, l’altra sera, ho perso la pazienza… insomma, mi sono arrabbiato”.. “Sbalzi d’umore, ecco fatto, ho aggiornato la sua scheda per l’appuntamento con lo psicologo…” fu la risposta.
Il vecchio era stordito, il ticchettio dei tasti… e faceva caldo… “Se non c’è altro, caro signore – sa, i minuti dell’appuntamento stanno per scadere- ecco qui: un’impegnativa per presentarsi da psicologo e dietologo… Era facile, non le sembra?”.
Il funzionario si era alzato in piedi e gli tendeva la mano. Il vecchio prese il foglio, non si decideva ad andare via… “Ma… ecco, lei è stato gentile, però… Ecco, io cercavo un prete, perché, sa, io so che sono solo dei vizi, posso migliorare con l’aiuto di Dio, se Dio mi perdona…”.
Lo sguardo del funzionario brillò per un attimo, inquietante e cattivo, dietro le lenti: “Caro signore, ora capisco di aver sottovalutato la situazione… Lei, evidentemente, non ha seguito i corsi gratuiti organizzati dalla Commissione; la categoria di vizio è superata da un pezzo. IL VIZIO NON ESISTE. Succede di ammalarsi, non dipende da noi. Ed esistono i condizionamenti. La procrastinazione, per esempio, è l’effetto dello stress della vita cittadina; il sovrappeso? Sicuramente genetico, è metabolismo. Sbalzi d’umore? E’ l’età, e poi, mi scusi… ma lei da quanto è sposato?”. “L’anno prossimo sono cinquant’anni”. “E per forza, allora, la routine, la noia… Guardi, LEI NON HA COLPA”.
“Ma, no, guardi, io amo mia moglie e so...”. Ma il vecchio non  poté concludere la frase; ad un cenno del funzionario entrarono tre individui in camice bianco. Il caldo era soffocante. Mentre lo portavano fuori dall’ufficio il vecchio sentì le ultime parole del funzionario: “Non si preoccupi, risolveremo anche questo”.

sabato 2 agosto 2008

Amore è Fedeltà e Libertà

Fedeltà non è solo assenza di tradimento. E' rinnovare ogni giorno il nostro sì, la promessa di amare e onorare l'altro ogni giorno della nostra vita a partire dai piccoli gesti che rassicurano, a partire dal desiderio di mettersi quotidianamente in gioco per migliorarsi, a partire dall'attenzione reciproca...
"La promessa della fedeltà è, oggi, la sfida di ogni storia d'amore: fondare la relazione coniugale sulla fedeltà e sulla libertà. Non è possibile separare l'una dall'altra: l'amore, per continuare ad esprimersi in modo fedele, deve poterlo fare nella pienezza del rispetto reciproco e della libertà di rinnovare continuamente il proprio sì. Il modello più vero è proprio quello offerto da Dio: Egli non fa altro che amare l'uomo e amandolo pienamente lo vuole totalmente libero e nella libertà gli rimane fedele, fedele semplicemente all'amore per lui.
Il Signore, amando l'uomo, ha dato origine a un'avventura sublime che si concluderà con la salvezza dell'umanità; l'uomo e la donna, amandosi, danno vita ogni giorno a un'avventura che può dare il senso ad un'intera vita.
Il Signore benedica tutte le nostre storie d'amore, tutte le nostre famiglie e ci insegni ogni volta  che siamo nella gioia a cantare il magnificat e ogni volta che cadiamo a risollevarci per rendere conto della speranza che è in noi (ibid.)".

Matrimonio è Accoglienza

La promessa dell'accoglienza è l'impegno all'ospitalità piena l'uno dell'altro, nel cuore, nel corpo, nell'anima.
Per questo, per compiere questo percorso, è necessario un tempo molto lungo che richiede non solo amore e passione, ma anche volontà, pazienza, tolleranza, tenerezza per i reciproci limiti, fiducia nell'impegno comune, capacità di riprendere il cammino dopo ogni inevitabile difficoltà e momentanea lontananza.
Nel momento della promessa non a caso siamo circondati dalle persone che ci vogliono bene, dai nostri familiari, dai nostri amici, dalla nostra comunità: non si tratta solo di fare festa in tanti, ma piuttosto di comprendere che anche la nostra vita di sposi è legata alla presenza degli altri. E' infatti proprio grazie all'esercizio continuo dell'accoglienza dell'altro che ognuno di noi diventa veramente capace di fare spazio a quel "tu" che il Signore continuamente ci pone di fronte attraverso il volto del nostro coniuge e di tutti quelli che incontriamo nel nostro percorso divita.
La disponibilità reale a incontrare in profondità il proprio coniuge o la difficoltà ad accoglierlo nella sua specificità e diversità ha quindi legami profondi con la capacità che ognuno di noi ha di fare spazio a ogni altro.
(ibid.)

28 luglio: primo anniversario!

Qui di seguito trascrivo gli spunti di riflessione che ci sono stati donati dalla Provvidenza in occasione di questo giorno… liberamente adattati da “Tu e io: un uomo e una donna. Due sposi “qualunque” per ricordare l’essenza del matrimonio: fedeltà. accoglienza, libertà.” di Maria Carla e Carlo Volpini in Noi Avvenire. Genitori e figli.
Siamo tu e io, l’uomo e la donna che si sono scelti e promessi amore un anno fa e che ancora oggi, nello svegliarci ogni mattino e nell’addormentarci ogni sera l’uno accanto all’altra, rinnoviamo quotidianamente quella scelta e quella promessa, perché il matrimonio ricomincia a “farsi” ogni giorno.
Abbiamo condiviso le esperienze più diverse, abbiamo provato i sentimenti più contrastanti, sperimentato le emozioni più forti sia della pienezza che del vuoto, abbiamo conosciuto l’intensità della felicità e l’angoscia del dolore, abbiamo sentito la forza dell’essere in due e la paura di ritrovarsi soli, abbiamo semplicemente vissuto insieme.
Tutto questo non appartiene al passato ma naturalmente ci accompagna ogni giorno, continuando a costruire i fili della nostra vita.
Il giorno del nostro matrimonio, chiamando a testimoni del nostro sì la comunità in cui viviamo e il Signore Dio Padre, ci siamo reciprocamente fatti un giuramento solenne: “Accogliersi come sposi, nella fedeltà per sempre, in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”, una promessa che da quel giorno ha preso vita… per sempre e un giorno…

martedì 22 luglio 2008

Diritto alla morte?

Inutile (di Berlicche)
 
Ancora un futuro prossimo che spinge una certa visione alle sue illogiche conseguenze...
 
La grande terrazza panoramica era piena di gente.
"Che ne dici tu, Piero, che arrivi da fuori?" chiese Aldo.
"Bè, certamente è una gran bella vista..." replicò Piero, guardandosi attorno.
Il suo sguardo fu attirato da una ragazza. Era male vestita, quasi sciatta. Poteva essere stata anche bella, un tempo, ma adesso il viso era grigiastro e sciupato, con gli occhi troppo grandi cerchiati e pesti. Camminava indifferente, strascicando quasi i piedi, e quando qualcuno l'urtava continuava con il suo passo lento senza neanche voltarsi. La vide avvicinarsi alla balaustra. La vista sulla città era spettacolare, da mozzare il fiato. Piero udì che Aldo gli stava dicendo qualcosa, ma lui non gli prestò attenzione: un presentimento gli attanagliava il cuore. La vide arrampicarsi sul corrimano, con difficoltà. Nessuno di quanti le stavano accanto la degnò di più di un'occhiata casuale, nessuno tentò di fermarla.
Piero si mise a correre. Alle sue spalle Aldo gli gridò qualcosa, ma andò perso nel rumore del sangue che gli rombava nelle orecchie.
Ormai la ragazza aveva scavalcato, e di spalle alla terrazza fronteggiava il vuoto. Lacrime le scorrevano sulle guance. Piero l'afferrò per un braccio.
In seguito Piero non rammentò mai cosa disse in quei minuti. La storia della ragazza era miserevole, malattia, soldi, anche amore, certamente solitudine. Piero offrì, promise, perchè una vita era in gioco. La ragazza piangeva forte, ma la mano di Piero non la lasciava. Poi, lentamente si voltò, e Piero la aiutò a scavalcare ancora la balaustra questa volta verso la salvezza.
"Cosa succede qui?"
Un uomo di media statura, occhialini, impermeabile, scarpe lucide e ufficiali - certo un Funzionario - e due uomini in divisa, robusti come armadi, fissavano con ostilità la coppia accanto al corrimano, la gamba della ragazza ancora alzata a superarne il bordo metallico. Un uomo e una donna di mezz'età, indicando Piero e la ragazza, sussurravano concitatamente all'orecchio del funzionario. Questi alzò la mano a tacitarli.
"Ho chiesto: cosa succede qui?"
Piero sorrise. "Questa ragazza stava...stava per fare qualcosa di disperato. Ma adesso va meglio."
Il Funzionario spalancò gli occhi, come se non credesse a quello che aveva appena udito. "Ho capito bene? La...signora...stava per eutanasizzarsi e lei l'ha fermata?"
"Ma...certo." Piero appariva perplesso. Alle spalle del terzetto Aldo gli faceva strani gesti, come per invitarlo a tacere.
La voce del Funzionario era gelida come i suoi occhi. "E lei ha osato ostacolare la volontà liberamente espressa di una persona?"
"Ma voleva uccidersi!"
"E con ciò? Non ha tutti i diritti di farlo? Evidentemente ha ritenuto di soffrire troppo per continuare a vivere. O crede di essere inutile. In ambedue i casi, impedirle di interrompersi le funzioni vitali non fa altro che prolungare le sofferenze di un essere umano e causare allo Stato una perdita in tempo e denaro. Questo è inaccettabile. Lei è un pericoloso prevaricatore, un violento."
Piero era incredulo. "Ma cosa dite? E' una vita, ha valore..."
"Ma certo che ha valore. Per questo per lo Stato - per tutti - sarebbe meglio smettere di pagare quel valore senza avere in cambio niente." Il Funzionario fece un cenno, e i due uomini in divisa afferrarono Piero per le braccia.
Il Funzionario si accostò alla ragazza. "Dimmi cara" le sorrise parlando con voce suadente "hai scritto qualcosa per giustificare il gesto che vuoi compiere? Che ne spieghi i motivi?"
Lei annuì. "Certo, signore. Un testamento. Ce l'ho qui. Dice ogni..."
L'ometto con l'impermeabile annuì. "Allora è tutto a posto." Si chinò è afferrò il piede della ragazza, sollevandolo fulmineamente. Lei ebbe appena il tempo di dire "Ma non..." che, sbilanciata, cominciò a cadere all'indietro.
L'urlo sembrò non finire mai, ma terminò anch'esso, con un tonfo nauseante. Il Funzionario si sporse. Il corpo giaceva molto in basso, sul marciapiede. La gente frettolosa ci girava attorno, senza fermarsi.
"Ma cos'ha fatto...?" gridò Piero disperatamente, trattenuto a forza dagli agenti.
Il Funzionario si permise un sorrisetto. "Ho eseguito la volontà scritta del soggetto. Eutanasia. E' tutto in regola."
"Ma aveva cambiato idea!"
Il Funzionario fece spallucce. "Le opinioni cambiano, gli scritti restano. Portatelo via."
Mentre Piero veniva trascinato verso l'uscita, Aldo si accostò al Funzionario.
"Mi scusi, dottore, che cosa gli farete adesso? Non è cattivo, solo un pò arretrato...non conosce la Legge."
Il Funzionario lo squadrò freddamente. "La Legge non ammette ignoranza. In ogni caso, da quello che sostiene, il suo...amico...è evidentemente pazzo."
Un lento sorriso, che era quasi un ghigno, gli percorse il volto "E i pazzi sono inutili. Un peso per lo Stato e per la comunità". Battè la mano sulla spalla di Aldo. "Al suo amico penseremo noi. Non soffrirà più."

Relativismo

Fa della libertà il suo vessillo, del confronto e della tolleranza le sue protette.
Ma…
Che senso ha il confronto se tutto è vero, tutto è giusto, tutto e il contrario di tutto? se ognuno è dio di se stesso?
La libertà diventa opinione, il confronto diventa giustapposizione di pareri, tutti ugualmente veri e validi, la tolleranza diventa indifferenza.
Non c'è crescita né progresso verso la verità. Non c'è ricerca. 


sabato 19 luglio 2008

Radiosa: il miracolo della vita

Mi dicono tutti che sono bella, in questi giorni… Radiosa, ha detto qualcuno. Lo dice il marito, lo dice la mamma (e si sa, ogni scarrafone…); lo dicono, però, anche la commessa del supermercato sotto casa e l’amico che non incontravo da mesi… E, in realtà, mi sento davvero radiosa: felice e potenziata nella capacità d’amare…
D’altra parte… ho due cuori che battono dentro di me!

domenica 29 giugno 2008

La lezione del mare - 3

Cena sugli scogli, è ora di salutare quella distesa d’acqua che ci ha accolti e abbracciati e che ancora ci culla, con lo sciabordio delle onde… ne arriva una, tremo, sembra forte, finiremo completamente bagnati? E invece no. Gli scogli assorbono l’urto, usano la forza dell’onda per risolverla in un mulinello. Calma.
Non conta la forza del tuo avversario, se sai usarla a tuo vantaggio.
Non conta la forza delle avversità, se la tua casa è costruita sulla roccia.
Il terzo dono del mare.

La lezione del mare - 2

Conversazione tra mamme; ne colgo uno stralcio, passeggiando con la dolce metà sul lungomare: “Arrivo a sera distrutta: alle 11.00 devo portare il primo figlio in piscina, alle 15.00 il secondo a tennis…”. Penso che la signora sia casalinga. E condivido con il marito una riflessione: spesso si fanno confronti tra mestieri… ma l’oggettività non conta, conta come vivi il tuo lavoro. Quello della casalinga può essere il lavoro più duro, se così è vissuto, se ogni cosa diventa un problema, un ostacolo… così come qualsiasi altro mestiere può essere il più leggero, se ti realizza, se lo vivi con impegno e passione… Morale? Scegliete sempre di assecondare le vostre passioni, vivete ogni esperienza con passione. Il secondo dono del mare.


sabato 28 giugno 2008

La lezione del mare - 1

Due giorni rubati, tra turni, esami e moduli da compilare, due giorni al mare, per riappropriarci di noi… e basta saper ascoltare, per imparare…Conversazione tra bimbe. Una corre nell’acqua, si tuffa… l’altra esita: “Come fai a tuffarti subito?” – chiede. “E’ la regola dell’allegria! Quando sono al mare mi sento allegra, così riesco a fare tutto!”.
La regola dell’allegria, il primo dono del mare.

lunedì 9 giugno 2008

Ritrovarsi...

E’ finita la scuola, quella più vera, quella con i ragazzi… E, dopo le corse, le carte, i numeri, ricomincio a riappropriarmi del tempo.. ricomincio con un libro, un libro anonimo, di quelli per passare il tempo senza troppe complicazioni/interferenze PROFessionali, Il Codice Del Quattro; ricomincio con un CD, Per brevità chiamato artista, di Francesco De Gregori… Non anonimo e ricco di quelle interferenze con la vita di ognuno in cui ritrovarsi, raccontarsi; ritrovare gli snodi e la quotidianità: la quotidianità di dolori, speranze, lotte di Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra:
 
Ogni giorno c’è un pezzo di strada da macinare
Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra
E una lacrima che sa di pioggia e che sa di sale
Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra

Ti aspetterò così come si dice che si deve fare
In ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra
E non sarò mai troppo stanco di stare a aspettare
Un altro giorno di pioggia che Dio manda in terra

E non c’è niente di stabilito tutto può cambiare
Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra
E non esiste un cavallo sicuro su cui puntare
Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra

Ogni giorno metto in tavola qualcosa da mangiare
Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra
E certe volte non trovo parole per ringraziare
Per ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra

E ognuno cerca di fermare il tempo e il tempo non si sa fermare
Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra
Ognuno cerca di passare il tempo e il tempo si vede passare
In ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra

A volte mi sento come un prigioniero da liberare
Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra
Ma non ci sono sbarre e non c’è modo di scappare
In ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra

Ogni giorno c’è un pezzo di strada da ritrovare
Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra
E una lacrima da benedire e da conservare
Per tutti i giorni di pioggia che Dio manda in terra
 
Ritrovare gli snodi e le scelte, quelle che hanno fatto di te quello che sei:
 
Ci sono posti dove sono stato
Posti dove non tornare
[…]
certe stanche stanze...
Dove discutono di poesia
Di architettura e di democrazia
Ascoltami...
Parlare e lacrimare insieme
Parlare e lacrimare insieme...
 
La scelta: insegnare… insegnare a vedere e apprezzare la vita in tutti i suoi colori, nelle sfumature più sottili, nei contrasti… far sviluppare senso critico e, con esso, uno sguardo attento alla vita che salvaguardi la capacità dei ragazzi di stupirsi e di interrogarsi al di là del cinismo di un mondo adulto che spesso censura la meraviglia; la capacità di costruire, su queste basi, esistenze che sappiano vivere e cercare e, al contempo, sottrarsi a quelle tristezze pericolose e maligne (…) che si portano tra la gente, per soverchiarle col ru­more; come malattie, che, se vengono trattate superficialmente e in maniera sconsiderata, fanno solo un passo indietro e dopo una bre­ve pausa erompono tanto più paurosamente; e si raccolgono nell’intimo e sono vita, sono vita non vissuta, avvilita, perduta, di cui si può morire (Lettere ad un giovane poeta di R.M.RILKE).
 
Continuiamo a provarci… Godendo anche delle pause, cullati da questa musica che spazia dal classico al country, dal rock alle antiche nenie popolari… mai banale, come la vita.

venerdì 6 giugno 2008

Vita in vaso

Quest’anno, il primo di matrimonio, finalmente ho potuto realizzare un mio piccolo sogno: l’orto sul balcone. Sin da quando ero piccola ho immaginato di coltivare da me insalata, pomodori, zucchine, fragole… anche in vaso, perché no? Così, questa primavera, complice un adorabile, collaborativo marito, ho fatto incetta di vasi, terra, semi e piantine e mi sono messa al lavoro! 
Oggi il balcone è un tripudio di verde… e non solo! I primi frutti fanno capolino tra le foglie!
Osservandoli mi sono trovata a pensare che, in fondo, quel balcone rappresenta una metafora della vita; di alcune esperienze abbiamo già assaporato i frutti: le fragole rosse e succose della primavera; altre ci accompagnano quotidianamente, come basilico, rosmarino, menta… talvolta per questo sono trascurate, nonostante sia loro il sapore e il profumo della quotidianità; poi ci sono i frutti attesi della vita, vegliati ogni giorno con ansia crescente: i pomodorini che, ancora verdi, occhieggiano  sui rami… Le sorprese: chi si aspettava che i fiori di cetriolo fossero così profumati? E, già, anche le delusioni: i miei poveri peperoni attaccati dagli afidi L… delusioni, contro cui, tuttavia, lotti fino alla fine!
Infine c’è la bellezza della vita, quella senza un fine altro, in sé perfetta e che dà un senso a tutto: l’Amore… la prima rosa rossa…

giovedì 29 maggio 2008

I vantaggi della pioggia...

Dopo un mese (o forse più) di pioggia pressoché ininterrotta, occorre ricordarli per iscritto, visto che far mente locale ogni mattina diventa sempre più difficile (sigh, sob, grunt)… Così, da una fedelissima al gioco della felicità di Pollyanna, ecco qui i vantaggi della pioggia:
 
1.      Posso correggere le ultime verifiche, lavorare a medie, programmi, relazioni finali senza troppi rimpianti (e alternative);
2.      allo stesso modo (spero) gli “studenti dell’ultimo minuto” non saranno distratti nella loro volata finale al recupero e i maturandi potranno prepararsi senza distrazioni per l’Esame di Stato (ci siamo capiti??!);
3.      posso ancora concedermi senza boccheggiare un piatto di pasta e lenticchie (de gustibus…);
4.      posso ancora non  boccheggiare (e dite poco? Al primo timido raggio di sole si palesa l’inconfondibile afa padana e sembra di trovarsi nel pieno della foresta pluviale!);
5.      le zanzare non hanno ancora fatto significativa comparsa!!!!
6.      non devo innaffiare tutte le sere le piante sul balcone (un contributo ai  lavori domestici!);
7.      e infine… il profumo dei fiori è intenso come non mai sotto la pioggia… l’avete mai notato?

venerdì 9 maggio 2008

Gubbio

Ponte del primo maggio, qualche giorno lontani da tutto, nuovi orizzonti per riappropriarsi del tempo… di questa pausa mi resteranno il profumo di miele della nostra casetta, quello del bosco e delle passeggiate sotto le frasche, aroma di brace e carne alla griglia, tartufo, ambrosia, notte in montagna…
Il verde del grano sulle pendici dei colli, l’oro già estivo delle pianure, il rosso acceso dei papaveri nei campi, quello caldo e antico di tetti e palazzi…
Le passeggiate tra storia e natura, le marmellate di pere e di prugne, la triplice corsa intorno alla fontana, la patente di “matti di Gubbio”, i ceri, le grida festose e il silenzio rapito, le strade di Assisi, la commozione e la preghiera…
Le strade umbre piene di buchi, le file interminabili in autostrada, le risate ad ogni ora, le nostre lotte con i millepiedi, le foto, tantissime, per catturare ogni scorcio e momento, i progetti reali e immaginari, l’agnello alla scottadito e la grigliata più buona mai mangiata, le crespelle con ricotta e ortica, l’accoglienza cordiale e i volti sereni di gente in vacanza...
E un Amore sempre più grande.


Primavera

Non ci si può sentire esclusi dalla bellezza del creato, in primavera… anche tra l’asfalto, nelle crepe in cui la città si ritira di pochi millimetri, ecco che la natura prorompe: distese di margherite, foglie appena nate che brillano di verde, incuranti dello smog, merli che, sulla sommità di camini e antenne, gorgheggiano il canto d’amore al nuovo giorno o alla sera che avanza… E la pioggia, anche la pioggia, ha un nuovo profumo, di terra e d’estate, di risveglio, di fiori, un nuovo ritmo, irregolare, impetuoso o sottile ma non più monotono e grigio come quello invernale… La terra si risveglia, la campagna si allaga per ricevere il riflesso del cielo… E appaiono le rondini, frecce in danza all’orizzonte…
 

lunedì 17 marzo 2008

Oltre il confine

Qualche giorno fa la prima “passeggiata di primavera” in bicicletta, in dolce, dolcissima compagnia…



Insieme, sui pedali, abbiamo varcato il confine invisibile oltre il quale la città diventa campagna… Ad unire i due mondi, quel nastro di asfalto sempre più stretto sotto le nostre ruote:
 
                                                                            

E’ stato bellissimo, tra cascine, fossi, la promessa d’estate di campi arati di fresco e di un cielo traboccante di luce e d’azzurro, raggiungere un paesino a 11km di distanza, uno di quei luoghi in cui il tempo non ha smesso di scorrere ma procede amico, armonico, col ritmo lento delle stagioni… ci siamo diretti al circolo, l’unico bar del posto -facce anziane segnate dal sole e dalla terra come i campi intorno- sorridendo nel rivedere le stesse biciclette di un anno fa parcheggiate all’esterno: bici d’altri tempi e immortali grazielle; in un rito noto  e complice abbiamo comprato due lattine  e siamo usciti a passeggiare, armati di cannuccia, per le vie del paese, immaginando una vita alternativa, passando in rassegna in pochi minuti anni, mesi e stagioni… Anche i discorsi appartengono a quei posti… Poi siamo rimontati in sella, le gambe più pesanti sulla via del ritorno, il cuore rigenerato e felice, desideroso di catturare ogni scorcio di quel mondo -così vicino, così diverso-oltre il confine …


venerdì 14 marzo 2008

Nella casa del Padre

Ecco la grande attrattiva del tempo moderno: penetrare nella più alta contemplazione e rimanere mescolati fra tutti, uomo accanto a uomo
 
Ne avevo conosciuto la storia e il carisma solo qualche settimana fa, attratta dalla bellezza delle sue parole… Oggi è morta Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focolari, e il mondo è un po’ più triste… È stato bello sapere di lei quando ancora era qui, testimonianza tangibile di santità per chi troppo spesso è sordo all’Amore; ora è tornata alla casa del Padre ma le sue parole e le sue opere restano: eredità per tutti e nutrimento dell'anima.
 
 
" Hai mai visto
come in una strada abbandonata,
ma accarezzata dalla primavera,
spunti l'erbetta e rifiorisca, senza tregua, la vita ?
Così é dell'umanità che ti circonda,
se tu trascuri di guardarla con l'occhio della terra
e la ristori col raggio divino della carità.
L'amore soprannaturale nel tuo animo
é un sole,
che non ammette sosta al rifiorir della vita.
E' una vita,
che fa pietra d'angolo nel tuo angolo di vita.
Non occorre altro per sollevare il mondo,
per ridonarlo a Dio."

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