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Daisypath - Happy Birthday

domenica 23 luglio 2006

20/07/2006 Spicchi di Paradiso

Esistono luoghi che in una sola giornata ti rigenerano e ti fanno rimpiangere di non essere pittrice…



13/07/2006 Letture...

E’ strano, complesso, emozionante leggere per diletto quando il tuo lavoro è insegnare a leggere: sono compresenti l’insegnante che scopre le mille potenzialità di un testo, la studiosa che le cerca e si appassiona all’intima tessitura del romanzo, alle coincidenze, ai richiami, e tutto il resto della mia anima che sente la profonda risonanza di una vicenda nella propria vicenda, che dialoga con una visione del mondo, che ne gusta l’essenza, in parte la fa propria e in parte la trasforma…Penso che se i ragazzi capissero quanto la letteratura parli della vita, se osassero fare delle pause nel loro frenetico cercare e agire per scendere nella profondità della propria anima e confrontarsi con le esistenze racchiuse in versi e racconti, non sarebbe così penoso imparare, non sarebbero solo nozioni… Prima di iniziare ad insegnare pensavo che questo fosse naturale, ora so che non è così, non per tutti… e per quelli che lo trovano naturale subentra la vergogna, la timidezza di appassionarsi a qualcosa che hai scoperto a scuola. E so anche che non è un atteggiamento che si possa insegnare, non direttamente… Ma confido nel fatto che quei versi, quelle parole che un giorno la prof. leggeva con ridicola passione possano depositarsi negli animi come fanno le foglie d’autunno e ridestarsi quando l’esperienza che sarà le doterà di un senso più intimo e profondo per ciascuno.

Nei giorni scorsi ho letto il Demian di Hesse la cui eco è già presente in queste pagine. A cavallo tra Otto e Novecento è la storia-diario di un ragazzo, storia di un’anima, come tanta letteratura del secolo appena trascorso, racconto di una vita in fieri, della ricerca/appropriazione del proprio destino, del difficile passaggio dall’infanzia alla vita adulta, col costante filo conduttore del dissidio tra due mondi, quello di “chiarità e pulizia”, di “discorsi amorevoli, mani lavate, abiti lindi e buoni costumi” cui si aderisce fiduciosi nell’infanzia ma che diventa sempre più problematico e angusto col passare del tempo e l’altro mondo “una multiforme fiumana di cose enormi, allettanti, terribili, enigmatiche” con cui, proprio malgrado, bisogna confrontarsi. Storia di un’amicizia, ricerca di senso nella storia individuale e collettiva, abbozzo di un romanzo di formazione che “non conclude”, perché ognuno possa continuarne la ricerca, consapevole del fatto che “la vera vocazione di ognuno è una sola, quella di arrivare a se stesso”. Romanzo che non dà soluzioni, se non quella di una libertà complessa da gestire: “E’ sempre difficile venire al mondo”. Difficile e affascinante. E mai dato una volta per tutte. Lettura che dedico e consiglio a chiunque si senta “uno sparviero che lotta per uscire dall’uovo”.

12/07/2006: Knulp, di H. Hesse. Knulp, “l’amico stravagante che alla vita chiedeva solo il permesso di stare a guardare”, il vagabondo che incarna il desiderio di libertà di ognuno. Da leggere per gustare paesaggi, descrizioni di rara poesia: “Pochi momenti prima le colline erano ancora illuminate dall’aureo riverbero del cielo pomeridiano e sciolte nel nuotante tremolio della luce, ora invece erano già scure e stagliate e disegnavano gli alberi, i dossi e i cespugli come ombre nere sul cielo che conservava ancora un po’ dell’azzurro diurno, ma in gran parte era tuffato nel turchino della notte”. Da leggere per comprendere il fascino e il peso di una vita fuori dagli schemi, senza legami: “Bello era stato, Dio mio, bella la gioia e bella la tristezza, e se qualcuno di quei giorni fosse mancato, sarebbe stata grande iattura”. Da leggere per sentire che anche una vita “buttata via” è preziosa e densa di significato: “Non mi potevi servire se non come sei. In nome mio hai girato il mondo e hai potuto recare ai sedentari un po’ di nostalgia della libertà. In nome mio hai fatto sciocchezze e ti sei fatto schernire: io stesso sono stato schernito e amato in te. Tu sei figlio e fratello mio e una parte di me, e nulla hai gustato e sofferto che io non abbia gustato e sofferto con te”. In una lettera Hesse ha scritto: “quando uomini come Knulp, intelligenti e dotati di un’anima, non trovano posto nel mondo, la colpa è tanto del mondo quanto dello stesso Knulp, e, se posso dare un consiglio, direi di amare gli uomini, anche i deboli, anche i disutili, ma di non giudicarli”.

mercoledì 12 luglio 2006

In sella

Non c’è posto in cui io rifletta meglio e più lucidamente che in sella ad una moto… si dovrebbe poter scrivere mentre si va e i pensieri affiorano limpidi e leggeri; la strada per la Valsesia è una delle più belle, in questi giorni, circondata dal verde brillante delle risaie e da quello più scuro, intenso, dei campi di mais; poi, di notte, rimangono solo le ombre, i contorni diventano definiti e i profumi si risvegliano… non c’è nulla che permanga più vivo nel ricordo che l’odore delle serate in moto: menta, acqua, luna piena: tutto si fonde in un profumo inconfondibile e ogni volta diverso… 

Ieri mi capitava di pensare… a tante cose… al futuro, immaginato nei minimi dettagli, e al passato, con le sue scelte, le mie scelte… Il vento in faccia sdrammatizza e incoraggia il “gioco dei se”: se fossi nata altrove, se avessi studiato Fisica, invece di Lettere, se avessi frequentato il Liceo Scientifico, invece del Classico… e ti rendi conto che questa continua “scelta al bivio” fa la vita che stai vivendo davvero tua e unica… Ma il vento sdrammatizza, dicevamo, e così ti diverti a immaginare le altre vite possibili…e magari capisci la profonda affinità con un’amica, una persona che rappresenta quell’altra te stessa, quell’altro destino che hai avuto la fortuna di incontrare perché completasse e rendesse migliore il tuo… questa si rivela l’essenza dell’amicizia, quando pensi, in sella ad una moto… E pensi anche che forse l’estate, questo tempo sospeso, è il momento in cui potresti abbattere qualche confine, sperimentare qualche alternativa scartata, riprendere in mano quel libro, fare un viaggio in quei luoghi… Chissà. Ma c’è anche il futuro da vivere, e altre scelte da compiere… Allora forse mi immergerò solo in lunghe letture e in sognanti viaggi in moto. 

P.S. Per rassicurare chiunque leggesse… mentre mi perdo in questi pensieri, alla guida della moto non ci sono io

Altro giro, altra corsa…

Un altro contratto scaduto, un altro scrigno che si chiude, tesoro riposto: è stato un anno intenso, combattuto, faticoso e felice; il mio sogno prende forma, anno dopo anno, scrigno dopo scrigno… sogno modesto secondo alcuni, prezioso per me, che credo in questa professione, in questa vita, nei ragazzi e in tutti coloro che con me la condividono.
Ora si riaprono le danze, si attendono le nomine, una nuova avventura si prepara…

A tutti i miei alunni

C’è una bella differenza tra l’avere il mondo dentro di sé ed esserne anche consapevoli! […] In ognuno di loro ci sono possibilità di diventare uomini, ma solo quando lo intuiscono e imparano a rendersene conto, queste opportunità appartengono a loro.” (H. HESSE, Demian, 1919) 
  Buona vita, ragazzi: fate affiorare i vostri sogni, credete in voi stessi per realizzarli... E non abbiate paura della fatica: “non c’è al mondo nulla di così ostico all’uomo, come percorrere la strada che lo conduce a se stesso”. (H. HESSE, Demian, 1919).

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