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lunedì 25 dicembre 2006

Si è fatto uomo, ci ha fatto uomini

Quando pensate ad un Dio nascosto, assente, crudele, ricordate questo giorno, ricordate che si è fatto uomo, è entrato nel nostro dolore, l’ha vissuto: è stato esule, immigrato in terra straniera, è rimasto orfano del padre che l’ha cresciuto, ha perso amici, ha pianto, ha riso, è stato vittima della malvagità altrui…Ed è risorto, elevando l’umano a divino.

Quando pensate ad un Dio nascosto, assente, crudele, ricordate che ci ha fatto uomini: "imperfetti", dunque "non compiuti"… ed è in questo che sta la grandezza e la libertà di ciascuno: " Non ti ho dato, Adamo, né un posto determinato, né un aspetto tuo proprio, né alcuna prerogativa tua, perché quel posto, quell’aspetto, quelle prerogative che tu desidererai, tutto appunto, secondo il tuo voto e il tuo consiglio, ottenga e conservi. La natura determinata degli altri è contenuta entro leggi da me prescritte. Tu te la determinerai, da nessuna barriera costretto, secondo il tuo arbitrio, alla cui potestà ti consegnai. Ti posi nel mezzo del mondo perché di là tu meglio scorgessi tutto ciò che è nel mondo. Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale perché di te stesso quasi libero e sovrano artefice ti plasmassi e ti scolpissi nella forma che tu avessi prescelto. Tu potrai degenerare nelle cose inferiori, che sono i bruti; tu potrai rigenerarti, secondo il tuo volere, nelle cose superiori che sono divine". (Pico della Mirandola)

Buon Natale a TUTTI, di cuore.

3 commenti:

  1. - 25/12/2006 19.32.08
    BUON NATALE PROF!!!!!!!!!!!!

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  2. - 05/01/2007 0.52.58
    [è più lungo del post ma è un commento con un suo senso, dimentico della fenomenologia, o almeno penso]

    Venuto da molto lontano
    a convertire bestie e gente
    non si può dire non sia servito a niente
    perché prese la terra per mano
    vestito di sabbia e di bianco
    alcuni lo dissero santo
    per altri ebbe meno virtù
    si faceva chiamare Gesù.

    Non intendo cantare la gloria
    né invocare la grazia e il perdono
    di chi penso non fu altri che un uomo
    come Dio passato alla storia
    ma inumano è pur sempre l'amore
    di chi rantola senza rancore
    perdonando con l'ultima voce
    chi lo uccide fra le braccia di una croce.

    E per quelli che l'ebbero odiato
    nel getzemani pianse l'addio
    come per chi l'adorò come Dio
    che gli disse sia sempre lodato,
    per chi gli portò in dono alla fine
    una lacrima o una treccia di spine,
    accettando ad estremo saluto
    la preghiera l'insulto e lo sputo.

    E morì come tutti si muore
    come tutti cambiando colore
    non si può dire non sia servito a molto
    perché il male dalla terra non fu tolto
    Ebbe forse un po' troppe virtù,
    ebbe un nome ed un volto: Gesù.
    Di Maria dicono fosse il figlio
    sulla croce sbiancò come un giglio.

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  3. - 10/01/2007 22.41.49
    Grazie per questo bel commento, Guglielmo; a De Andrè, però, preferisco sempre Dante:

    Quella circulazion che sì concetta
    pareva in te come lume reflesso,
    da li occhi miei alquanto circunspetta,
    dentro da sé, del suo colore stesso,
    mi parve pinta de la nostra effige:
    per che 'l mio viso in lei tutto era messo.
    (Pd, XXXIII)

    Tanti eroi della storia mostrano quanto l’uomo possa farsi grande: “tu potrai rigenerarti, secondo il tuo volere, nelle cose superiori che sono divine”; in Cristo trovo più affascinante contemplare la risposta di un Dio che ci viene incontro, facendosi piccolo, bambino nato in una stalla, morendo “come tutti si muore” e peggio, poiché tra atroci sofferenze…
    Non in un’esperienza umana si conclude la sua storia, ma in una vittoria sulla morte che ci schiude le porte della speranza e che risponde con un atto d’amore al nostro desiderio di infinito e di eterno.

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