Daisypath Happy Birthday tickers

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Daisypath - Happy Birthday

sabato 30 dicembre 2006

Stelle

20 dicembre, notte, Osservatorio astronomico di St. Barthélemy, Nus, Val d’Aosta. La mente indugia spesso nel ricordo di quel cielo che per noi aveva indossato il vestito più bello di stelle … Più emozionante dell’osservazione al telescopio è stato scoprirle lassù, ammiccanti… misteriosi disegni di storie, di miti… una distesa di personaggi che raccontano di noi, dei milioni di occhi, di popoli, di secoli che si sono levati a contemplarle, a nominarle, a congiungerle in arabeschi… Davvero senti che cultura, scienza, lettere, poesia e matematica sono un’unica cosa, che noi uomini siamo un “uno” armonico come quel movimento ordinato di costellazioni, impercettibile eppure veloce, prevedibile ma pure pieno di mistero...
Senti e scopri, una volta di più, che cultura è amore, meraviglia.
E rifletti: per vedere la bellezza occorre attraversare l’oscurità e il freddo…finché, ad un tratto, si aprono spiragli, da cui traspare la luce dell’infinito…

Tornano in alto ad ardere le favole.

Cadranno colle foglie al primo vento.

Ma venga un altro soffio,

ritornerà scintillamento nuovo.


(UNGARETTI, Stelle 1927 da Sentimento del tempo)

lunedì 25 dicembre 2006

Si è fatto uomo, ci ha fatto uomini

Quando pensate ad un Dio nascosto, assente, crudele, ricordate questo giorno, ricordate che si è fatto uomo, è entrato nel nostro dolore, l’ha vissuto: è stato esule, immigrato in terra straniera, è rimasto orfano del padre che l’ha cresciuto, ha perso amici, ha pianto, ha riso, è stato vittima della malvagità altrui…Ed è risorto, elevando l’umano a divino.

Quando pensate ad un Dio nascosto, assente, crudele, ricordate che ci ha fatto uomini: "imperfetti", dunque "non compiuti"… ed è in questo che sta la grandezza e la libertà di ciascuno: " Non ti ho dato, Adamo, né un posto determinato, né un aspetto tuo proprio, né alcuna prerogativa tua, perché quel posto, quell’aspetto, quelle prerogative che tu desidererai, tutto appunto, secondo il tuo voto e il tuo consiglio, ottenga e conservi. La natura determinata degli altri è contenuta entro leggi da me prescritte. Tu te la determinerai, da nessuna barriera costretto, secondo il tuo arbitrio, alla cui potestà ti consegnai. Ti posi nel mezzo del mondo perché di là tu meglio scorgessi tutto ciò che è nel mondo. Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale perché di te stesso quasi libero e sovrano artefice ti plasmassi e ti scolpissi nella forma che tu avessi prescelto. Tu potrai degenerare nelle cose inferiori, che sono i bruti; tu potrai rigenerarti, secondo il tuo volere, nelle cose superiori che sono divine". (Pico della Mirandola)

Buon Natale a TUTTI, di cuore.

sabato 23 dicembre 2006

16/12/2006 Ottentotti

Sabato, quarta e penultima ora. Gli alunni sono stanchi, i professori –umani al di là di quanto si dica e pensi- anche. Ora di supplenza. Devastante.
Entro nell’aula con le migliori intenzioni: se hanno da studiare, bene; se no, potrò chiarire dubbi, aiutare nel ripasso, simulare interrogazioni, guidare nell’esercizio, aprire un dibattito; insomma, rendermi utile. Qualcuno dirà: chi te la fa fare? Hai compiti da correggere, lezioni da preparare… Già. Ma per me il rapporto umano e ogni occasione di rapporto umano valgono molto di più del farmi “i fatti miei” in cattedra.
Una parte della classe studia. Un gruppetto si accinge a giocare a carte. Amo i giochi di società, soprattutto sotto Natale. Ma non a scuola, non in classe, non in orario di lezione. Vieto il gioco e invito all’impegno. Propongo un dibattito, il ripasso collettivo, individuale… Nulla. Cerco di conoscerli. Nulla. Massima ambizione a 17 anni sembra quella di fare la vita dei pensionati del circolo (con tutto il rispetto per questi ultimi, che sicuramente si saranno guadagnati il meritato riposo).
Non mi aspetto molto, ma qualche sano interesse? Anche solo un po’ di curiosità per la vita, per gli altri, per chi cerca di mettersi in relazione con te? Capisco di appartenere irrimediabilmente alla categoria delle “oppressoresse” (termine coniato dai miei alunni di V, onore al merito) ma sono comunque, prima di tutto, un’altra persona che cerca semplicemente di entrare in relazione… Cosa vengono a fare a scuola, nel pieno della giovinezza, se non sentono, nonostante la fatica, che le relazioni sono in grado di dar loro qualcosa? Giocare a carte coi soliti amici in un’ora di supplenza è il massimo della novità cui si può aspirare per non veder compromesso il proprio equilibrio psico-fisico?
Amarezza e molti interrogativi…
Saranno i professori come i poeti?

Il poeta […] per quanto esimio egli sia, non arriverà mai a scuotere fortemente l’animo de’ lettori suoi […] se questi non sono ricchi anch’essi della tendenza poetica passiva. Ora, siffatta disposizione degli animali umani, quantunque universale, non è in tutti gli uomini egualmente squisita.
Lo stupito Ottentotto, sdraiato sulla soglia della sua capanna, guarda i campi di sabbia che lo circondano, e s’addormenta. Esce de’ suoi sonni, guarda in alto, vede un cielo uniforme stenderseli sopra del capo, e s’addormenta. Avvolto perpetuamente tra il fumo del suo tugurio e il fetore delle sue capre, egli non ha altri oggetti, dei quali domandare alla propria memoria l’immagine, pe’ quali il cuore gli batta di desiderio. Però alla inerzia della fantasia e del cuore in lui tiene dietro di necessità quella della tendenza poetica” (G. BERCHET, Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliuolo).

“I suoi veri lettori stanno a milioni nella terza classe […] che comprende tutti gli altri individui leggenti e ascoltanti […] che ritengono attitudine alle emozioni” (op. cit).

Speranza.

sabato 9 dicembre 2006

Ragnetti virtuali

Plenus sacculus est aranearum”, “il borsellino è pieno di ragnatele”... questa reminiscenza catulliana ben si adatta a questo mio povero blog: i ragnetti proliferano! Così, non essendo in questi giorni riuscita a liberare la mia stanza dalle pile di libri e di carte accumulate, mi gratifico almeno con una spolverata virtuale: aggiorniamo un po’ il calendario degli interventi! L’anno procede intensamente bello, con molte novità alle porte e i soliti ritmi incalzanti; tanti argomenti su cui vorrei scrivere, tanti post incompleti, nella memoria del mio PC, mentre la vita e il lavoro prendono il sopravvento… Questo ponte dell’Immacolata è una boccata d’ossigeno: i ritmi si allentano, qualche ora di sonno in più, il tempo di rivedere gli amici… e anche correggere i compiti sembra più facile! “Se vuoi rinfrancarti di tutto, devi cogliere il tutto nelle piccole cose”, insegna Goethe…

domenica 23 luglio 2006

20/07/2006 Spicchi di Paradiso

Esistono luoghi che in una sola giornata ti rigenerano e ti fanno rimpiangere di non essere pittrice…



13/07/2006 Letture...

E’ strano, complesso, emozionante leggere per diletto quando il tuo lavoro è insegnare a leggere: sono compresenti l’insegnante che scopre le mille potenzialità di un testo, la studiosa che le cerca e si appassiona all’intima tessitura del romanzo, alle coincidenze, ai richiami, e tutto il resto della mia anima che sente la profonda risonanza di una vicenda nella propria vicenda, che dialoga con una visione del mondo, che ne gusta l’essenza, in parte la fa propria e in parte la trasforma…Penso che se i ragazzi capissero quanto la letteratura parli della vita, se osassero fare delle pause nel loro frenetico cercare e agire per scendere nella profondità della propria anima e confrontarsi con le esistenze racchiuse in versi e racconti, non sarebbe così penoso imparare, non sarebbero solo nozioni… Prima di iniziare ad insegnare pensavo che questo fosse naturale, ora so che non è così, non per tutti… e per quelli che lo trovano naturale subentra la vergogna, la timidezza di appassionarsi a qualcosa che hai scoperto a scuola. E so anche che non è un atteggiamento che si possa insegnare, non direttamente… Ma confido nel fatto che quei versi, quelle parole che un giorno la prof. leggeva con ridicola passione possano depositarsi negli animi come fanno le foglie d’autunno e ridestarsi quando l’esperienza che sarà le doterà di un senso più intimo e profondo per ciascuno.

Nei giorni scorsi ho letto il Demian di Hesse la cui eco è già presente in queste pagine. A cavallo tra Otto e Novecento è la storia-diario di un ragazzo, storia di un’anima, come tanta letteratura del secolo appena trascorso, racconto di una vita in fieri, della ricerca/appropriazione del proprio destino, del difficile passaggio dall’infanzia alla vita adulta, col costante filo conduttore del dissidio tra due mondi, quello di “chiarità e pulizia”, di “discorsi amorevoli, mani lavate, abiti lindi e buoni costumi” cui si aderisce fiduciosi nell’infanzia ma che diventa sempre più problematico e angusto col passare del tempo e l’altro mondo “una multiforme fiumana di cose enormi, allettanti, terribili, enigmatiche” con cui, proprio malgrado, bisogna confrontarsi. Storia di un’amicizia, ricerca di senso nella storia individuale e collettiva, abbozzo di un romanzo di formazione che “non conclude”, perché ognuno possa continuarne la ricerca, consapevole del fatto che “la vera vocazione di ognuno è una sola, quella di arrivare a se stesso”. Romanzo che non dà soluzioni, se non quella di una libertà complessa da gestire: “E’ sempre difficile venire al mondo”. Difficile e affascinante. E mai dato una volta per tutte. Lettura che dedico e consiglio a chiunque si senta “uno sparviero che lotta per uscire dall’uovo”.

12/07/2006: Knulp, di H. Hesse. Knulp, “l’amico stravagante che alla vita chiedeva solo il permesso di stare a guardare”, il vagabondo che incarna il desiderio di libertà di ognuno. Da leggere per gustare paesaggi, descrizioni di rara poesia: “Pochi momenti prima le colline erano ancora illuminate dall’aureo riverbero del cielo pomeridiano e sciolte nel nuotante tremolio della luce, ora invece erano già scure e stagliate e disegnavano gli alberi, i dossi e i cespugli come ombre nere sul cielo che conservava ancora un po’ dell’azzurro diurno, ma in gran parte era tuffato nel turchino della notte”. Da leggere per comprendere il fascino e il peso di una vita fuori dagli schemi, senza legami: “Bello era stato, Dio mio, bella la gioia e bella la tristezza, e se qualcuno di quei giorni fosse mancato, sarebbe stata grande iattura”. Da leggere per sentire che anche una vita “buttata via” è preziosa e densa di significato: “Non mi potevi servire se non come sei. In nome mio hai girato il mondo e hai potuto recare ai sedentari un po’ di nostalgia della libertà. In nome mio hai fatto sciocchezze e ti sei fatto schernire: io stesso sono stato schernito e amato in te. Tu sei figlio e fratello mio e una parte di me, e nulla hai gustato e sofferto che io non abbia gustato e sofferto con te”. In una lettera Hesse ha scritto: “quando uomini come Knulp, intelligenti e dotati di un’anima, non trovano posto nel mondo, la colpa è tanto del mondo quanto dello stesso Knulp, e, se posso dare un consiglio, direi di amare gli uomini, anche i deboli, anche i disutili, ma di non giudicarli”.

mercoledì 12 luglio 2006

In sella

Non c’è posto in cui io rifletta meglio e più lucidamente che in sella ad una moto… si dovrebbe poter scrivere mentre si va e i pensieri affiorano limpidi e leggeri; la strada per la Valsesia è una delle più belle, in questi giorni, circondata dal verde brillante delle risaie e da quello più scuro, intenso, dei campi di mais; poi, di notte, rimangono solo le ombre, i contorni diventano definiti e i profumi si risvegliano… non c’è nulla che permanga più vivo nel ricordo che l’odore delle serate in moto: menta, acqua, luna piena: tutto si fonde in un profumo inconfondibile e ogni volta diverso… 

Ieri mi capitava di pensare… a tante cose… al futuro, immaginato nei minimi dettagli, e al passato, con le sue scelte, le mie scelte… Il vento in faccia sdrammatizza e incoraggia il “gioco dei se”: se fossi nata altrove, se avessi studiato Fisica, invece di Lettere, se avessi frequentato il Liceo Scientifico, invece del Classico… e ti rendi conto che questa continua “scelta al bivio” fa la vita che stai vivendo davvero tua e unica… Ma il vento sdrammatizza, dicevamo, e così ti diverti a immaginare le altre vite possibili…e magari capisci la profonda affinità con un’amica, una persona che rappresenta quell’altra te stessa, quell’altro destino che hai avuto la fortuna di incontrare perché completasse e rendesse migliore il tuo… questa si rivela l’essenza dell’amicizia, quando pensi, in sella ad una moto… E pensi anche che forse l’estate, questo tempo sospeso, è il momento in cui potresti abbattere qualche confine, sperimentare qualche alternativa scartata, riprendere in mano quel libro, fare un viaggio in quei luoghi… Chissà. Ma c’è anche il futuro da vivere, e altre scelte da compiere… Allora forse mi immergerò solo in lunghe letture e in sognanti viaggi in moto. 

P.S. Per rassicurare chiunque leggesse… mentre mi perdo in questi pensieri, alla guida della moto non ci sono io

Altro giro, altra corsa…

Un altro contratto scaduto, un altro scrigno che si chiude, tesoro riposto: è stato un anno intenso, combattuto, faticoso e felice; il mio sogno prende forma, anno dopo anno, scrigno dopo scrigno… sogno modesto secondo alcuni, prezioso per me, che credo in questa professione, in questa vita, nei ragazzi e in tutti coloro che con me la condividono.
Ora si riaprono le danze, si attendono le nomine, una nuova avventura si prepara…

A tutti i miei alunni

C’è una bella differenza tra l’avere il mondo dentro di sé ed esserne anche consapevoli! […] In ognuno di loro ci sono possibilità di diventare uomini, ma solo quando lo intuiscono e imparano a rendersene conto, queste opportunità appartengono a loro.” (H. HESSE, Demian, 1919) 
  Buona vita, ragazzi: fate affiorare i vostri sogni, credete in voi stessi per realizzarli... E non abbiate paura della fatica: “non c’è al mondo nulla di così ostico all’uomo, come percorrere la strada che lo conduce a se stesso”. (H. HESSE, Demian, 1919).

giovedì 29 giugno 2006

Attesa...

Sono giorni strani, questi. Giorni di caldo e zanzare; giorni sospesi in un’attesa indefinita: la fine degli esami, le nomine, il trasloco, il futuro… Sono i giorni attesi tutto l’anno: nel grigiore dell’inverno coltivati nel sogno, costellati di progetti che ora perdono consistenza, tra le alternative del reale che lascia spiazzati, nell’afa che taglia le gambe…

29/06/2006 Matteo... un mese

Un dolore sordo, che mi porterò dietro sempre e che riaffiora inaspettatamente, improvviso, negli intervalli di vita e pensiero; un dolore che mi ha reso più adulta e che è ora parte della mia forza: Matteo è morto, a 15 anni; una mattina di maggio la notizia, emorragia cerebrale... e ti ritrovi davanti ad una porta di ospedale, unita in preghiera e speranza a parenti straziati; sguardi smarriti di ragazzi addolorati, un bara bianca, tante lacrime e il ricordo di un sorriso sbarazzino, di uno sguardo malizioso, "Scusi, Prof, non lo faccio più"... il tuo lavoro è spiegare e in questi casi non puoi spiegare, non sai spiegare, ma neppure vuoi unirti a quel mondo adulto che sembra solo saper amplificare lo smarrimento dei ragazzi... non finisce così, la storia di Matteo non finisce qui... e trovi, per la prima volta nella tua vita, la forza di non piangere: a ciò che non sembra aver senso tocca a noi darlo, tocca a noi trasformare una tragedia in una storia che non finisce, che continua non solo nel ricordo ma modificando, giorno per giorno, il nostro stare al mondo... e così ci si stringe in un abbraccio e si va avanti, rivedendo in ogni sorriso quel sorriso, con una marcia in più; correggendo l'ultima sua verifica, la migliore, accompagnando lui e tutti gli altri per quel tratto di strada che ti è dato percorrere con loro, un po' più consapevole del tuo essere guida, un po' più adulta.

28/06/2006: Mare!

Attraverso risaie, colline, campi di grano e girasoli, casette arrampicate sulla montagna… Arenzano: mare. Acqua fresca, cascate di fiori, sole e sale sulla pelle, caldo senza afa, la sabbia che scorre sotto i piedi: mano nella mano, assapori un’altra vita… Grazie Amore!

lunedì 26 giugno 2006

24/06/2006: si comincia

Primo giorno di correzione degli scritti di maturità: è bello veder sbocciare ragazzi. È bello vedervi dare il meglio. Scrivere col cuore. E’ stato bello correggere insieme. E trovare per questa via occasione di conoscersi e confrontarsi. Scienza e senso della vita, amore e scienza: un dono da parte della collega di Inglese… un passo di Bertrand Russell che sento molto vicino al mio cuore: lo condivido con voi, per dirvi un po’ di me; grazie Anna… 

The Prologue to Bertrand Russell's Autobiography: What I Have Lived For.
Three passions, simple but overwhelmingly strong, have governed my life: the longing for love, the search for knowledge, and unbearable pity for the suffering of mankind. These passions, like great winds, have blown me hither and thither, in a wayward course, over a great ocean of anguish, reaching to the very verge of despair.
I have sought love, first, because it brings ecstasy - ecstasy so great that I would often have sacrificed all the rest of life for a few hours of this joy. I have sought it, next, because it relieves loneliness--that terrible loneliness in which one shivering consciousness looks over the rim of the world into the cold unfathomable lifeless abyss. I have sought it finally, because in the union of love I have seen, in a mystic miniature, the prefiguring vision of the heaven that saints and poets have imagined. This is what I sought, and though it might seem too good for human life, this is what--at last--I have found.
With equal passion I have sought knowledge. I have wished to understand the hearts of men. I have wished to know why the stars shine. And I have tried to apprehend the Pythagorean power by which number holds sway above the flux. A little of this, but not much, I have achieved.
Love and knowledge, so far as they were possible, led upward toward the heavens. But always pity brought me back to earth. Echoes of cries of pain reverberate in my heart. Children in famine, victims tortured by oppressors, helpless old people a burden to their sons, and the whole world of loneliness, poverty, and pain make a mockery of what human life should be. I long to alleviate this evil, but I cannot, and I too suffer.
This has been my life. I have found it worth living, and would gladly live it again if the chance were offered me. 


Le cose per cui ho vissuto

Tre passioni semplici, ma immensamente forti, hanno governato la mia vita: la bramosia d'amore, la ricerca della conoscenza e la struggente compassione per la sofferenza umana. Queste passioni, come forti venti, mi hanno spinto in qua e là, in modo imprevedibile, su profondi oceani d'angoscia fino ad arrivare ai margini della disperazione.
Ho cercato per primo, l'amore perché porta all'estasi, un'estasi così grande che sarei pronto a sacrificare il resto della mia vita, per avere poche ore di questa gioia. Ho cercato l'amore perché attenua la solitudine in cui la coscienza guarda tremante oltre l'orlo dell'abisso. Ho cercato l'amore, infine, perché nell'unione d'amore, ho visto, come una miniatura mistica, la prefigurazione del paradiso immaginato da santi e poeti. Questo ho cercato e, benché possa sembrare troppo per una vita, questo è proprio quello che, in fondo, ho trovato.
Con uguale passione ho cercato la conoscenza. Ho cercato di comprendere il cuore dell'uomo. Ho sperato di comprendere perché le stelle brillano, ho cercato di afferrare il potere pitagorico dei numeri che regola il flusso delle cose. Di tutto questo solo una parte ho compreso.
L'amore e la conoscenza, per quanto questo sia possibile, portano in alto, verso il cielo. Ma, sempre, la compassione mi ha riportato sulla terra. Grida di dolore, hanno riecheggiato nel mio cuore., bambini affamati, vittime di oppressori, persone anziane diventate fardello per i loro figli, e il mondo intero della solitudine, della povertà e del dolore che scherniscono la vita umana. Ho desiderato ardentemente di poter lenire il male, ma non ho potuto e soffro anch'io.
Questa è stata la mia vita. L'ho trovata degna di essere vissuta e con gioia la vivrei di nuovo se mi fosse possibile.
(B. Russell - 1967)

domenica 25 giugno 2006

Al davanzale...


Ecco qui la mia finestra sul mondo. Da tempo volevo realizzare un mio sito. Ma come racchiudere in qualche pagina, anche se in fieri, la complessità che ognuno di noi, credo, sente propria? Un blog è diverso: è raccontarsi giorno per giorno, senza pretese di esaustività… è come la vita, una ricerca di senso che prende le strade più strane, non necessariamente coerente, mai conclusa perché le tue carte appartengono anche alla storia, alla vita di altri… Sarà in questi destini incrociati la nostra immortalità? Anche, senza dubbio. Anche per questo un blog, per incrociare o continuare a farlo, etiam per questa via, la mia vita con quella di altri. 

Grazie, intanto, a tutti coloro che già della mia vita fanno parte: grazie ai miei alunni, che mi hanno fatto ritrovare la voglia di raccontarmi che avevo a 18 anni (già, prendetevela con loro!); grazie alla mia collega di Storia e Filosofia, che ha coniato il mio simpatico nick e che mi è stata preziosa compagna e guida (ciao Giuse!); grazie alla Grande Lory, la mia mamma e tutto il mio mondo, grazie al mio babbo tenero e brontolone, grazie a mia sorella, a quella vera e a quella d’elezione, la mia amica del cuore Emanuela, che di cercarmi e scoprirmi non si stanca mai; grazie all’Amore della mia vita, Alberto, per sempre e un giorno al centro del mio mondo… grazie a tutti voi, poeti, scrittori del passato e del presente, che mi avete dato le ali e che non finirò mai di scoprire; a tutti i miei insegnanti, che hanno fatto di me quello che sono; agli amici con cui sono cresciuta, a quelli con cui crescerò… Grazie a tutti coloro che non dico, ma che sono sempre presenti al mio cuore. 


P.S. Leggete Calvino, Il castello dei destini incrociati…

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