Daisypath Happy Birthday tickers

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Daisypath - Happy Birthday

giovedì 30 luglio 2015

Estate

Chiudo gli occhi e mi concentro sul canto delle cicale, che arriva anche qui in città, in queste giornate d'estate; faccio miei anche il caldo e il sole, nella penombra della stanza, un libro tra le mani, li assorbo lentamente, come scorta per il lungo inverno che verrà. 

E' iniziata, finalmente, l'estate di giorni caldi e pigri, nella penombra di casa, con un buon libro o con i ferri tra le mani e le audiofiabe a tenerci compagnia; estate di giorni allegri in piscina o alle feste di paese, che sono quasi mare e già vacanza; estate di pasta fatta in casa, di colori, estate senza orari. 













Scorrono lenti questi giorni, eppure ognuno mi lascia un po' diversa: perché ho trovato il coraggio di portare le bimbe in piscina e al lago da sola, perché sono riuscita a vincere le resistenze di mia madre e a tagliare tutto il prato come faceva mio padre... e mi sono sentita con lui, nella gioia e nella fatica al mio fianco; perché una visita oculistica mi ha obbligato a fermarmi, a dedicarmi qualche ora di solitudine, a chiacchierare con sconosciuti in sala d'attesa, a contemplare una distesa di tetti; ogni incontro, ogni piccolo grande traguardo lascia un segno. 




Piano piano allento le redini, sciolgo i ritmi frenetici, lavo via un po' di tensione ogni giorno, re-imparo a divertirmi con le mie bimbe, a lasciarmi andare, a ridere a squarciagola, a innaffiarmi e innaffiarle con la canna in giardino, a ignorare i programmi, a gioire degli imprevisti... mentre loro crescono, ridacchiano nel "boc doccia" lavandosi da sole, tentano immersioni e sfoggiano improbabili travestimenti.

Penso che potrebbe bastarmi tutto questo per sentirmi in vacanza; questo, e la certezza, riconquistata dopo anni, di sapere dove sarò a settembre, finalmente, di avere di nuovo una patria, scolasticamente parlando, un anno già davanti da programmare e preparare. 

Ma ancora ci aspetta il mare, tutta l'Italia da attraversare e il profumo di una terra che mi fa sempre sentire a casa, vicina alle mie radici; quest'anno, credo, un po' di più.

Intanto tra le mie mani prendono forma collane a forma di corallo, magliette traforate con filati che sono un dono di mia madre:


Qui il collegamento su raverly al modello

Qui il collegamento su raverly al modello

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Leggo libri leggeri ed estivi  -ho terminato la trilogia di Veronica Roth (Divergent, Insurgent, Allegiant) e tornerò all'amato Camilleri- anche questi hanno il sapore della vacanza. 
Vivo con gratitudine l'estate, giorno per giorno. 
E buona estate auguro a voi, dovunque, comunque, buona estate!



mercoledì 1 luglio 2015

Dieci giorni

Ci sono mesi immobili e giorni rapidissimi che coprono distanze, segnano tappe memorabili e progressi; gli ultimi dieci giorni di questo bel giugno fresco e azzurro sono stati così, di quelli che lasciano il segno; Letizia ha ricevuto la sua prima pagella 



e perso il suo primo dentino, 



ha fatto pochi compiti delle vacanze e ha giocato tanto; il centro estivo si è rivelato una stupenda occasione di crescita e di libertà responsabile, con le prime uscite in piscina e al mare da sola; l'ho pensata tanto, le ho scritto il mio numero di telefono sul braccio e, complice la mancanza di alternative per gli impegni di lavoro e l'assenza di orari certi in questi giorni, l'ho lasciata andare... per scoprire una volta di più che della mia bimba posso fidarmi, che sa riconoscere limiti e pericoli e osare quando si sente sicura. Lo confesso, per un attimo mi ha sfiorato l'idea di riesumare un vecchio telefono e di consegnarglielo... poi mi sono detta che la fiducia e le ali per volare valgono molto di più di qualsiasi telefono e batticuore di mamma; 



"Ci sono i vostri uccellini, - dicevano allora le vecchine alla vecchia zia Ada, con un po' d'invidia. E lei correva, per modo di dire, a passettini passettini, fino al suo cassettone, scovava un biscotto secco tra il cartoccio del caffè e quello delle caramelle all'anice e intanto diceva:

- Pazienza, pazienza, sono qui che arrivo.

- Eh, - mormoravano le altre vecchine, - se bastasse mettere un biscotto sul davanzale per far tornare i nostri figli. E i vostri, zia Ada, dove sono i vostri?

La vecchia zia Ada non lo sapeva più: forse in Austria, forse in Australia; ma non si lasciava confondere, spezzava il biscotto agli uccellini e diceva loro: - Mangiate, su, mangiate, altrimenti non avrete abbastanza forza per volare.

E quando avevano finito di beccare il biscotto: - Su, andate, andate. Cosa aspettate ancora? Le ali sono fatte per volare.

Le vecchine crollavano il capo e pensavano che la vecchia zia Ada fosse un po' matta, perché vecchia e povera com'era aveva ancora qualcosa da regalare e non pretendeva nemmeno che le dicessero grazie."  (G. RODARI, La vecchia zia Ada, in Favole al telefono)



Così, questi ultimi dieci giorni di giugno hanno visto crescere un po' di più anche questa mamma, come mamma e come insegnante, un po' più consapevole del fatto che, quando si è mamma, lo si è per sempre e per tutti, un po' più consapevole della delicatezza e della fermezza necessarie per "lanciare" i figli, tutti i figli, al mondo.

domenica 21 giugno 2015

Vita, di cui essere grati

Se c'è una cosa che il Dolore mi ha insegnato è che gli imprevisti della quotidianità, anche i più fastidiosi, sono Vita di cui essere grati, quando non addirittura balsamo e terapia... Così accolgo questi giorni densi di impegni e di incastri tra turni e prove d'Esame, di malanni imprevisti ma pure di primi dentini che dondolano, di esperienze nuove di indipendenza (il centro estivo dell'oratorio, la prima volta di Letizia in piscina da sola, la sottoscritta che per l'emozione prepara tutto, ma proprio tutto... e dimentica i braccioli!), di struggenti corrispondenze d'amorosi sensi: la voce di Letizia che legge le filastrocche che mio padre leggeva a me quando avevo quattro anni, con pazienza e abilità infinite, tanto che ancora ne ricordo a memoria quasi ogni verso... 


E se una giornata è particolarmente dura, un pranzo salta, il buon umore scarseggia... cosa c'è di meglio di un gelato? 


Non fatevi ingannare dalla confezione riciclata, quello che vedete è un gelato fatto in casa, senza gelatiera e realizzabile con un minimo di due ingredienti e poco più di due ore in freezer! L'ho scoperto attraverso un video e ho sperimentato fino a trovare l'equilibrio perfetto nelle dosi tra gli ingredienti, che ora condivido con voi: basteranno 

200 gr di panna da montare e 
80 gr di latte condensato già zuccherato; 

si monta la panna con le fruste e si aggiunge il latte condensato e ogni ingrediente che vi venga in mente; noi abbiamo sperimentato, in alternativa: 

due cucchiaini di caffè istantaneo (per il gusto caffè); 
due cucchiaini di cacao amaro (per il cioccolato); 
bacche di vaniglia (per il fiordilatte vanigliato o la base per la stracciatella);

dopo aver rimescolato tutto con le fruste aggiungo pezzetti di cioccolato e metto in freezer per due/tre ore... il gelato così ottenuto è il migliore che io abbia mai fatto, cremoso e più corposo di quello ottenuto con la gelatiera; ha un'unica controindicazione: dà dipendenza!



mercoledì 10 giugno 2015

Il canto dei tigli

E' arrivato giugno, col profumo dei tigli che sfonda le finestre aperte e si insinua nel cuore, come una litania dolcissima, più intensa quando la luce tace e la notte copre tutto di silenzio.
E' arrivato giugno con gli adempimenti di fine anno, gli scrutini, le ultime interrogazioni, i compiti delle vacanze, il tempo ostinatamente rubato per le lezioni più belle, quelle fuori programma; è arrivato giugno con le incombenze fiscali, il tanto da fare, il poco tempo per farlo. E' arrivato giugno e sono arrivate le nomine a commissario agli esami di maturità; e mentre pensavo alla conclusione di un percorso, un altro si apre all'orizzonte più prossimo.

C'è da sentirsi sopraffatti.

E così mi sento, spesso, mentre la quotidianità si dipana veloce tra le mani, gli incastri di impegni si susseguono senza respiro, il lavoro a maglia giace abbandonato in un angolo per giorni, i piumoni invernali sono ancora sui letti e gli armadi sono ridotti ad ammassi informi di vestiti di tutte le stagioni.

Eppure. 

Eppure c'è il profumo dei tigli, ci sono i pomeriggi rubati con gli amici che valgono una vita, ci sono i frutti caldi di sole sugli alberi e quelli, rossi, del nostro balcone; c'è il canto delle spighe nei campi e quello dei merli sui tetti; ci sono gli istanti che restano nel cuore a dare forza, per conclusioni e nuovi inizi, per mettere ordine negli armadi e per sfrattare, finalmente, i piumoni dai letti; ci sono le ultime ore del giorno, le prime della notte, quando, con le finestre aperte, tutto, tranne la voce dei tigli, tace; e c'è ancora tempo per qualche giro di maglia.






lunedì 11 maggio 2015

Le mie rose

"Cose assai sorprendenti possono accadere a chi, avendo nella mente un pensiero sgradevole e scoraggiante, abbia semplicemente il buonsenso di accorgersene e scacciarlo via in tempo, sostituendolo con un altro pensiero piacevole e ottimista. Due cose non possono occupare contemporaneamente lo stesso posto. 

Lì dove coltivi la rosa, ragazzo mio, 
non può crescere il cardo. "

Abbiamo finito di leggere "Il giardino segreto", Letizia ed io, e lo abbiamo ricominciato; perché la mia bimba grande  -che tanto sta crescendo in questi giorni, che, al mercatino dell'usato, passa il tempo con me a scegliere libri e li porta a scuola per leggerli alle sue compagne, che si emoziona mentre leggo, la sera, e mi guarda con occhioni grandi grandi, tutta raggomitolata al suo cuscinetto - non poteva accettare che questo libro che abbiamo tanto amato, fosse già finito! Così lo abbiamo ricominciato, alternandolo con le fiabe di streghe, principi e orchi che tanto piacciono a Diletta. 

Intanto, da quando ho letto lì queste parole, le ho rese il mio scopo e la mia regola di condotta per ogni momento della giornata: riempio il mio cuore di cose belle, scegliendole come pietre preziose nelle mie giornate e investendo su quelle tutte le mie energie, le cerco, le coltivo amorevolmente come farei con una pianta di rose: 

:: il panorama che attraverso al mattino, nuvole grigie e montagne turchine all'orizzonte, a dividerle un arcobaleno di colori; la primavera che, da timida, diventa uno sfrontato tripudio di verde nella vita disordinata che esplode ovunque, a stento disciplinata nelle file di piantine di granturco diligentemente disposte dai contadini... e, a bordo campo, anarchici e battaglieri si piegano al vento i primi papaveri; il mondo diventa duplice bellezza nel riflesso delle risaie, che portano il cielo sulla terra ::



:: un nuovo lavoro a maglia ::


:: un nuovo libro che mi fa ridere e piangere e riflettere ::

:: un giro in moto rubato tra gli impegni, con il marito ::



:: e poi loro, sempre::





C'è tanto bene di cui essere grati, tante rose a rendere profumato il mio giardino!

sabato 18 aprile 2015

Immersa nella vita

A volte faccio fatica a trovare un senso al tutto e, nondimeno, mi perdo nei dettagli, nelle fatiche, negli imprevisti, nelle inezie quotidiane. 
Allora mi immergo con più e più fiducia nella vita, nel fare, nei giorni che, come fili, intrecciano il mio disegno. Mi sono appassionata al fair isle, questo inverno, e pensato che, in fondo,  vivere è proprio questo: un intrecciare fili e colori con fiducia, nell'attesa di ammirare il disegno che, come inaspettatamente, quasi imprevedibilmente tra le mani concentrate sui singoli punti, prenderà forma, sempre più bello di quanto uno se lo aspetti.


Qui le mie note raverly

Qui le mie note Raverly

Mi immergo nella vita, mi immergo nel fare e nel colore, soprattutto quando sono triste, e trasformo così la mia tristezza: nei colori nuovi sul muro della mia stanza da letto, dipinta nell'ultimo pomeriggio delle vacanze di Pasqua, con le bimbe che mi scattavano foto e controllavano che le righe fossero dritte, un lavoro di squadra, una lavoro di donne, perché non c'è nulla che una donna non possa fare, se lo vuole.



Mi immergo nella primavera che sboccia, mani nella terra, nella cura del giardino di cui si occupava mio padre e che era rimasto dormiente dopo che lui aveva tagliato l'erba per l'ultima volta. Abbiamo raccolto l'erba, le bimbe ci si sono tuffate e rituffate, abbiamo interrato i bulbi sfioriti dei nostri vasi, che dormiranno fino alla prossima primavera. E il glicine è tutto in fiore, per la prima volta, il fico carico di piccoli frutti.




Letizia ed io ci siamo innamorate de "Il giardino segreto", lo centelliniamo ogni sera anche se non ci aiuta a prendere sonno, tante sono le emozioni che fa riverberare nel nostro cuore. E alla vigilia di quello che sarebbe stato il suo compleanno, è proprio attraverso questo libro che mio padre mi ha fatto arrivare la sua voce, io credo, ne sono sempre più convinta, come già qui: l'Amore sceglie le vie più affini al nostro cuore per non smettere di essere Presenza.

"Sì - ammise subito il ragazzo- lui è morto, però vedi come i rosai si sono arrampicati sul suo tronco e sui suoi rami? Quando sbocceranno le rose sarà tutto fiorito.... non si vedrà più neanche un pezzetto del vecchio albero, anche se sarà lui a sostenere la bellezza delle rose"

"Hai ragione, non ci potrebbe essere incantesimo più grande di quello che ci fa vivere, che fa sbocciare i fiori, che rinnova la vita in primavera."


"Quando Mary ha trovato questo giardino sembrava del tutto morto," l'oratore continuò. "Poi qualcosa ha cominciato a spingere le piantine fuori del suolo facendole spuntare dal nulla. Un giorno non c'erano e l'indomani eccole lì (...) Ecco, non conosco il nome di tale fenomeno, perciò lo chiamo magia . Non ho mai visto il sole sorgere, ma Mary e Dickon lo hanno visto e da quello che mi raccontano sono sicuro che anche in quel caso si tratti di magia. Qualcosa lo spinge dal basso e qualcosa lo tira verso l'alto. Da quando vengo qui in giardino tante e tante volte ho guardato il cielo attraverso i rami e gli alberi e ogni volta ho provato la strana sensazione di essere felice come se qualcosa si agitasse nel mio petto facendomi respirare più velocemente. La magia è forte e non fa che spingere e tirare e creare le cose dal nulla. Tutto è creato dalla magia, foglie e alberi, fiori e uccelli, tassi e volpi e scoiattoli e le persone. Quindi la magia deve essere tutto intorno a noi, in questo giardino, in ogni luogo. "

"Il sole splende, splende il sole. Questa è Magia. I fiori crescono-le radici si stanno muovendo. Questa è Magia. Essere vivo è Magia -essere forte è Magia. La magia è in me-la Magia è in me. E 'in me-è in me. E 'in ognuno di noi."







sabato 4 aprile 2015

Vicina alla terra, vicina al cielo

Ci sono giorni in cui mi sento vuota e spenta, come dovevano essere i cuori il venerdì santo; allora esco all'aperto: mi basta un prato o una manina nella mia mano che mi invita a saltare e torno a sentirmi vicina alla terra, vicina al cielo. 
Tra chi c'era, ai piedi della croce, alcuni hanno scelto di vedere, altri hanno tenuto gli occhi chiusi; e in ogni momento siamo chiamati a scegliere se fermarci al limite o valicarlo, se restare chiusi a piangere o correre al sepolcro e gioire nel trovarlo vuoto, e piena la terra, pieno il cielo. 
Chiedo questo alla mia Pasqua, questo auguro a voi; che sia nuovo inizio, che sia sguardo nuovo, che sia quell'uscire più spesso da me stessa, all'aperto, e sentirmi nuovamente vicina al cielo e alla terra, alla vita, rinnovata dall'Amore che non conosce limiti.


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