Un giorno a Venezia, con e per loro:
Per ascoltarli (anche cantare!), per accoglierne confidenze e paure, per aprire spiragli, per ammirarne, in silenzio o quasi, per una volta, la fragilità e bellezza.
Essere mamma mi fa crescere ogni giorno come insegnante: cerco di essere l'insegnante che vorrei per le mie figlie, capace -anche- di silenzio e di accoglienza, di giudizio che non sia mai mortificazione ma fiducia e incentivo a crescere, capace di amarli, tutti, di vederli, tutti, nella loro interezza, al di là di voti e prestazioni, nelle loro passioni, senza essere invadente ma -insieme- senza calpestarne o, peggio, ignorarne, i sogni.
Essere insegnante mi fa crescere ogni giorno come mamma; mi fa capire l'importanza delle parole, che possono ferire se usate con leggerezza, mi fa capire come sia importante chiarire - a se stessi prima che ai figli- ciò che conta davvero, cosa sia il mezzo e cosa il fine: se i voti o l'impegno e la passione, i miei modelli o il loro desideri; mi fa capire come sia difficile e fondamentale lasciarli andare, tenersi dentro le paure e le ansie, trasformarle in sorrisi e in incoraggiamenti, non forzare ma accettare i limiti, ascoltare, sempre, non solo le parole.
Due giorni a casa, con e per loro:
Condividere, finalmente anche con Diletta, le mani nella terra a primavera, pasticciare con le mani in pasta, chiedere e ottenere la loro pazienza per i miei esperimenti in cucina, esercitare la mia pazienza per le loro richieste di attenzione e di presenza vera.
Tre giorni per me, per crescere e diventare, forse, un po' migliore.