Daisypath Happy Birthday tickers

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Lilypie - Fourth Birthday

domenica 27 luglio 2014

Ne è valsa la pena

Quelli trascorsi sono stati i sei giorni più lunghi di questa estate, sei giorni che mi hanno vista aggirarmi stanca e febbricitante per casa, con la consapevolezza di poter contare su me stessa solo per le due ore di lucidità regalatemi dalla tachipirina. 
Dopo l'otite, la bronchite e le placche di Letizia, mi sono ammalata io: polmonite, perché quando faccio le cose, si sa, le faccio bene :-). 



Ma ne è valsa la pena.

Ne è valsa la pena per vedere le bimbe alzarsi al mattino da sole, accendere lo stereo con le fiabe sonore e mettersi a colorare; ne è valsa la pena per tutte le volte che mi guardavano di sottecchi e mi chiedevano: "Ora stai un po' meglio, mamma?"; ne è valsa la pena per gli abbracci e i disegni; ne è valsa la pena per le levatacce alle 5 del mattino a colpi di tosse e per le due ore di pace che ne son seguite, ne è valsa la pena perché riuscivo a leggere solo fumetti e ne avevo un po' in attesa sul comodino, ne è valsa la pena perché ho potuto mangiare spaghetti aglio, olio e peperoncino in quantità e senza sensi di colpa :-D.




Ne è valsa la pena per poter poi iniziare a guarire, riprendere ad apprezzare l'ordinario come se non lo fosse, recuperare i giorni di trascuratezza con un nuovo taglio di capelli per Letizia e due nuovi abitini per la casa per le mie bambine.
Ne è valsa la pena. 




Intanto questa estate strana, che in certi giorni sembra immobile e stagnante, piano piano procede, regalandoci una sezione e un elenco di nomi, adesso ancora quasi tutti sconosciuti, che diventeranno la nuova classe di Letizia per i prossimi cinque anni: siamo in Prima B e ancora stento a rendermene conto. 

Intanto ancora aspetto di sapere qualcosa sul mio futuro lavorativo sempre più incerto e ancora tanto dovrò aspettare, però ho inoltrato l'ultima delle domande, ho fatto la mia scelta e ora mi sento leggera, nella consapevolezza che non mi resta che affidarmi...

Intanto mi hanno rotto il vetro e rubato l'autoradio, pare che succeda ancora.

Intanto provo a riprendermi dalla stanchezza e dalla tosse rifugiandomi, anche solo nei riposi del marito, tra le mie montagne, dove il mio cuore si sente a casa, la mia anima respira e un solo giorno basta a rimettersi in pari con la vita... 














Perché devono arrivare anche per noi i giorni della spensieratezza, tutti insieme, che sia ai piedi delle montagne o in riva al mare e allora, davvero, ne sarà valsa la pena.



venerdì 11 luglio 2014

L'inventastorie con le macchie di colore

E' un gioco che ci siamo inventate quasi per caso, in questi giorni di convalescenza a casa; è iniziato con delle gocce di colore su foglietti di carta poi piegati a metà; in questa fase le bimbe (e non solo loro) si sono divertite moltissimo a sperimentare le varie combinazioni dei colori primari e i diversi effetti di una pressione più o meno diffusa sui fogli. 



Poi abbiamo fatto asciugare le macchie e, con le nostre carte-macchie, è cominciato il gioco; le varianti dipenderanno dall'età dei giocatori: si potranno mettere le carte in tavola e stabilire un tempo massimo in cui tutti i giocatori dovranno inventarsi una storia che coinvolga il maggior numero di carte/personaggio: qui il divertimento sta nello scoprire quali personaggi si celino per ognuno dietro le macchie di colore, nell'interpretare da sé e guardare poi con gli occhi degli altri; vincerà... la storia che coinvolge più personaggi? Quella più fantasiosa? A voi la scelta!
Per i più piccoli il gioco può essere quello di girare le carte tra le mani per scoprire cosa si nasconde nelle macchie guardate da prospettive diverse... e, infine, comporre insieme una storia, magari da rappresentare con il kamishibai; questa è la nostra:

C'era una bimba dal rosso giubbino
che passeggiava col suo palloncino...

... Ma una folata di vento arrivò
e dalla mano glielo strappò...

...Il palloncino volò lontano
e fu agganciato da un aeroplano,
la bimba gridò: "Aspetta, aspetta!"
ma l'aeroplano aveva fretta...

A pianger si mise la bella bambina,
ma ecco su un fiore una farfallina:
"Cara piccina, ti voglio aiutare;
dal saggio gufo dobbiamo andare,
egli di certo dir ci saprà
se il palloncino mai tornerà!"

"Molta speranza non ti posso dare
che il palloncino possa tornare..."
Ma mentre il gufo stava parlando,
un lupo feroce giunse ansimando!

La nostra bimba si mise a gridare
ed ecco subito la mamma arrivare:
mani sui fianchi, voce tonante
il lupo uggiolò e sparì in un istante.
Mano nella mano con la sua mammina,
felice è tornata la nostra bambina:
"Il palloncino non tornerà
ma l'Amore di mamma è sempre qua,
non c'è aeroplano che lo possa rubare,
non c'è lupaccio che lo possa mangiare:
tra le sue braccia sono sicura,
tra le sue braccia non avrò mai paura."




martedì 8 luglio 2014

Scelgo la felicità

Potremmo lamentarci perché piove e tira vento... ma preferiamo sfornare biscotti per merenda e ceci speziati per cena:

Per la ricetta dei biscotti -che trovate qui- ringrazio la mia amica Germana: ogni volta che li preparo immagino di gustarli insieme davanti ad una tazza di caffè 

Per la ricetta un grazie speciale a Elisabetta anche se adesso mi tocca prepararli ogni sera (o quasi) perché sono buonissimi :-D : ceci lessi, rotolati in farina (1 o 2 cucchiai), paprika, curry e salati, messi in pirofila con abbondante olio e tostati in forno a 200° per 20/30 minuti.
Potremmo dirci stufi, al terzo ciclo di antibiotico e alla terza settimana a riposo in casa, ma ne approfittiamo per rifarci il guardaroba estivo, 

Tutorial per la gonna qui, i leggins li ho realizzati con lo stesso metodo illustrato qui




In questo caso niente tutorial in rete, il modello è nell'enciclopedia della maglia e del cucito Curcio 

per giocare con trucchi e travestimenti, 











per realizzare lanterne con i barattoli di latta,





Prima di forare i barattoli (noi abbiamo usato un chiodo e il martello) ricordate di riempirli di sabbia o di terra per non farli deformare!

per disegnare puzzle 


e raccogliere pomodori sul balcone:



Potremmo essere spaventati, dopo che i ladri hanno svaligiato la casa dei nonni, ma abbiamo deciso di non farci rubare anche il sorriso.



Potrei sentirmi avvilita per quello che si dice della scuola (vi invito a firmare questa petizione e a leggere, per capire meglio, per esempio qui - altri interventi li ho segnalati sulla pagina fb del blog) perché ancora non so che ne sarà di me a settembre, perché dopo dieci anni di insegnamento ancora non posso dire ai miei alunni: "Ci rivediamo il prossimo anno", perché vengo "palleggiata" e "utilizzata" ogni anno in un'istituzione scolastica diversa, perché non mi è dato di conoscere il mio destino lavorativo prima dell'ultima settimana di agosto, così da poter fare progetti, programmare, pensare al mio lavoro con la cura che i ragazzi meritano vi sia dedicata... ma preferisco gioire per la felicità di una ex alunna che festeggia l'ottenuta cittadinanza italiana; per il blog di due ex alunne che inseguono insieme i loro sogni e hanno deciso di "fare" la moda e non di subirla; per l'abbraccio sulla banchina della stazione di un giovane uomo in cui riconosco le fattezze dell'adolescente arruffato di qualche anno fa; per ogni libro che dopo anni riprendono in mano con affetto, dopo che lo abbiamo scoperto insieme, per ogni loro piccolo grande successo, traguardo, sorriso.


E queste... 


Potrebbero sembrare solo macchie, ma per noi diventano i personaggi di una storia appassionante:

(to be continued...)

Scelgo la felicità,  giorno per giorno.





venerdì 27 giugno 2014

Kamishibai per le maestre

Avevo conosciuto il Kamishibai grazie al web, qualche anno fa. Poi, nel corso di quest'anno, tante belle iniziative, promosse all'interno del progetto Creativicittà, ne hanno rilanciato nella mia città la tradizione, valorizzandolo come strumento didattico e di intrattenimento per grandi e piccini. Due settimane fa ho seguito il workshop di creazione albi illustrati per Kamishibai a cura di Petra Probst, illustratrice di libri per bambini, che ci ha insegnato a giocare con il colore su grandi fogli e a realizzare successivamente le tavole attraverso la tecnica del collage: un modo bellissimo, ho pensato, per riutilizzare tutti i disegni e i dipinti dei bambini che non trovano posto sulle pareti di casa. 
I giorni a casa con le bimbe malate hanno fatto il resto: improvvisamente abbiamo deciso che quest'anno, per la conclusione del percorso al nido di Diletta, il nostro regalo per le educatrici che ci hanno raccontato storie, hanno realizzato teatrini, ci hanno insegnato tanto e con tanto amore, sarebbe stato un Kamishibai "fai da noi" con il racconto di questi anni.




Ho realizzato il teatrino con quello che avevo in casa, cornici Ikea unite con un distanziatore di compensato (ricavato da pezzi di risulta avanzati dalla mia cucina dopo il montaggio del frigorifero nuovo), cerniere per realizzare le ante/sipario richiudibili. 







Abbiamo ritagliato i soggetti delle schede dai nostri giochi di colore di questi giorni mentre dal mio cuore e dai racconti di Diletta nasceva la storia in rima di questi anni.





Abbiamo raccontato la storia il pomeriggio della festa conclusiva del nido e ci sono stati tanti sorrisi e tante lacrime di commozione. Le stesse che affioravano stamattina ai miei occhi, mentre la mia bimba piccina ripeteva la nostra filastrocca fingendo di leggerla sul suo "libro delle fantasie" e saltellava poi davanti a me, avviandosi l'ultima volta verso l'asilo, con tutta la gioia e l'inconsapevolezza festosa dei suoi tre anni... 



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