Daisypath Happy Birthday tickers

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Lilypie - Fourth Birthday

sabato 18 aprile 2015

Immersa nella vita

A volte faccio fatica a trovare un senso al tutto e, nondimeno, mi perdo nei dettagli, nelle fatiche, negli imprevisti, nelle inezie quotidiane. 
Allora mi immergo con più e più fiducia nella vita, nel fare, nei giorni che, come fili, intrecciano il mio disegno. Mi sono appassionata al fair isle, questo inverno, e pensato che, in fondo,  vivere è proprio questo: un intrecciare fili e colori con fiducia, nell'attesa di ammirare il disegno che, come inaspettatamente, quasi imprevedibilmente tra le mani concentrate sui singoli punti, prenderà forma, sempre più bello di quanto uno se lo aspetti.


Qui le mie note raverly

Qui le mie note Raverly

Mi immergo nella vita, mi immergo nel fare e nel colore, soprattutto quando sono triste, e trasformo così la mia tristezza: nei colori nuovi sul muro della mia stanza da letto, dipinta nell'ultimo pomeriggio delle vacanze di Pasqua, con le bimbe che mi scattavano foto e controllavano che le righe fossero dritte, un lavoro di squadra, una lavoro di donne, perché non c'è nulla che una donna non possa fare, se lo vuole.



Mi immergo nella primavera che sboccia, mani nella terra, nella cura del giardino di cui si occupava mio padre e che era rimasto dormiente dopo che lui aveva tagliato l'erba per l'ultima volta. Abbiamo raccolto l'erba, le bimbe ci si sono tuffate e rituffate, abbiamo interrato i bulbi sfioriti dei nostri vasi, che dormiranno fino alla prossima primavera. E il glicine è tutto in fiore, per la prima volta, il fico carico di piccoli frutti.




Letizia ed io ci siamo innamorate de "Il giardino segreto", lo centelliniamo ogni sera anche se non ci aiuta a prendere sonno, tante sono le emozioni che fa riverberare nel nostro cuore. E alla vigilia di quello che sarebbe stato il suo compleanno, è proprio attraverso questo libro che mio padre mi ha fatto arrivare la sua voce, io credo, ne sono sempre più convinta, come già qui: l'Amore sceglie le vie più affini al nostro cuore per non smettere di essere Presenza.

"Sì - ammise subito il ragazzo- lui è morto, però vedi come i rosai si sono arrampicati sul suo tronco e sui suoi rami? Quando sbocceranno le rose sarà tutto fiorito.... non si vedrà più neanche un pezzetto del vecchio albero, anche se sarà lui a sostenere la bellezza delle rose"

"Hai ragione, non ci potrebbe essere incantesimo più grande di quello che ci fa vivere, che fa sbocciare i fiori, che rinnova la vita in primavera."


"Quando Mary ha trovato questo giardino sembrava del tutto morto," l'oratore continuò. "Poi qualcosa ha cominciato a spingere le piantine fuori del suolo facendole spuntare dal nulla. Un giorno non c'erano e l'indomani eccole lì (...) Ecco, non conosco il nome di tale fenomeno, perciò lo chiamo magia . Non ho mai visto il sole sorgere, ma Mary e Dickon lo hanno visto e da quello che mi raccontano sono sicuro che anche in quel caso si tratti di magia. Qualcosa lo spinge dal basso e qualcosa lo tira verso l'alto. Da quando vengo qui in giardino tante e tante volte ho guardato il cielo attraverso i rami e gli alberi e ogni volta ho provato la strana sensazione di essere felice come se qualcosa si agitasse nel mio petto facendomi respirare più velocemente. La magia è forte e non fa che spingere e tirare e creare le cose dal nulla. Tutto è creato dalla magia, foglie e alberi, fiori e uccelli, tassi e volpi e scoiattoli e le persone. Quindi la magia deve essere tutto intorno a noi, in questo giardino, in ogni luogo. "

"Il sole splende, splende il sole. Questa è Magia. I fiori crescono-le radici si stanno muovendo. Questa è Magia. Essere vivo è Magia -essere forte è Magia. La magia è in me-la Magia è in me. E 'in me-è in me. E 'in ognuno di noi."







sabato 4 aprile 2015

Vicina alla terra, vicina al cielo

Ci sono giorni in cui mi sento vuota e spenta, come dovevano essere i cuori il venerdì santo; allora esco all'aperto: mi basta un prato o una manina nella mia mano che mi invita a saltare e torno a sentirmi vicina alla terra, vicina al cielo. 
Tra chi c'era, ai piedi della croce, alcuni hanno scelto di vedere, altri hanno tenuto gli occhi chiusi; e in ogni momento siamo chiamati a scegliere se fermarci al limite o valicarlo, se restare chiusi a piangere o correre al sepolcro e gioire nel trovarlo vuoto, e piena la terra, pieno il cielo. 
Chiedo questo alla mia Pasqua, questo auguro a voi; che sia nuovo inizio, che sia sguardo nuovo, che sia quell'uscire più spesso da me stessa, all'aperto, e sentirmi nuovamente vicina al cielo e alla terra, alla vita, rinnovata dall'Amore che non conosce limiti.


martedì 24 marzo 2015

Insegnate ai vostri figli l'entusiasmo

Insegnate ai vostri figli l'entusiasmo, non solo davanti a una partita a pallone, insegnate loro la meraviglia della primavera che sboccia sui rami, insegnate loro ad entusiasmarsi perché sono vivi, ad apprezzare il profumo dei fiori, fermatevi con loro ad ammirare un tramonto, a contemplare il mare in tempesta, a respirare la bonaccia, ad assaggiare la nebbia con la lingua e con la pelle; insegnate loro a commuoversi di fronte a un libro, non solo di fronte a un film, al risuonare di una musica e di una poesia, fate cultura con i vostri figli, anche solo parlando loro della storia di famiglia, anche solo condividendo una passione, ma condividendola davvero, come un gioco, non imponendola come uno sport in cui primeggiare. 

Smettetela di soffocarli con i vostri sogni infranti, a schiacciarli con un cinismo che non meritano, con il peso di un futuro non ancora scritto, con il pessimismo di chi "la crisi sempre e comunque"; sorridete, sorridiamo di più, sempre e comunque. 

Insegnate loro a pretendere l'entusiasmo, nulla di meno, dalla scuola; insegnate loro a guadagnarsi l'entusiasmo con la fatica e l'impegno, ma insegnate loro soprattutto a desiderarlo, l'entusiasmo, a sperimentarlo ogni giorno. 

Perché il senso di impotenza di un'insegnante è grande quando parla, legge, spiega con passione, cercando e sperimentando ogni strada per raggiungere i cuori e li trova rassegnati, inerti, impermeabili alla bellezza, spaventati all'idea di confrontarsi con la grandezza e la complessità della vita attraverso l'arte e la letteratura, perché pensano che non ci sia nessuna grandezza ad aspettarli; è come proiettare il più bello dei film a spettatori che cambiano canale, è come regalare le scarpe più comode a chi non sa camminare. 




P.S. Ho scritto di scuola anche qui, ospite di Genitoricrescono!

giovedì 19 marzo 2015

A mio padre

Eppure so 
che ci ritroveremo, dovessi arrivare
nel ventre più fondo 
del pescecane. Sarai lì
ad aspettarmi come il gigante 
non più egoista delle nostre fiabe, 
sarai lì sorridente 
come sempre, lupaccio e lupetto, 
principe sul cavallo
bianco, Artù,
ed io la tua Ginevra.


venerdì 13 marzo 2015

Quattro anni

Quattro anni fa sbocciavi tu, mia Diletta, al suono delle ninne nanne che avevamo a lungo ascoltato insieme, quando ancora eravamo una cosa sola; sbocciavi con i fiori di pesco, nella stagione in cui il cielo torna a cantare e, da allora, da prima, sei il mio fiore e il mio uccellino: ancora capace di farti piccina, accoccolata tra le mie braccia eppure così grande e consapevole nelle nostre conversazioni, mai banali. 



A te, che col ditino mi aggiusti gli occhiali, a te, che con i tuoi occhi cerchi i miei con un'intensità e un'attenzione che vanno dritte al cuore; a te, che ancora addormentata segui la mia voce e mi salti in braccio al mattino; a te che "Mi racconti una storia?" e non te ne sazi mai; a te che prendi tutto così sul serio; a te che sei curiosa di tutto e tutto devi sperimentare e conoscere; a te che sei inarrestabile e determinata; a te che sei cucciola e non finisce pasto senza che tu sia in braccio a mamma o a papà; a te che ami amare e sai "sentire" il cuore degli altri; a te, mia straordinaria, dolcissima bambina, grazie di esistere, grazie per i fiori sul muro e per i mazzolini dal gambo troppo corto,  grazie per le nostre fughe al parco dopo la scuola, grazie per i sassi magici e per gli arcobaleni accanto al cuscino, e auguri, Amore mio, che tu sappia sempre, come ora, riempire i cuori e il mondo di Amore e colori.









sabato 28 febbraio 2015

Arriverà la primavera

Siamo alle soglie di marzo ma ancora non vedo i segni della primavera intorno a me: gli alberi sono ancora spogli, spenti i colori del paesaggio dormiente, sullo sfondo la catena luminosa di neve del Monte Rosa; certo, c'è stato qualche giorno più caldo - forse dovrei fidarmi più della mia pelle che dei miei occhi-, la luce mi saluta al mattino, dove prima c'era ancora l'oscurità della notte; ma i colori appartengono per ora solo al cielo: a quello arrossato da albe e tramonti, alle mattine nitide d'azzurro, e ancora attendono di scendere.

Eppure so che improvvisamente, inaspettatamente, ingiustificatamente esploderanno le gemme, torneranno il verde tenero delle prime foglie, il giallo delle forsizie e con loro comincerà il risveglio.

E toccherà anche il mio cuore questa bellezza che già mi circonda ma si ferma agli occhi, si fa strada nei pensieri... e ancora non scende nella mia anima stropicciata.
Perché anche il mio cuore è un po' spento e ogni ritorno, nel ciclo dei giorni e delle stagioni, sottolinea l'assenza. 

Aspetto la primavera, fuori e dentro, e con la gioia del canto degli uccelli risuonerà l'eco della voce e dell'Amore di mio padre, che mi ha insegnato ad ascoltarla.



venerdì 20 febbraio 2015

Offro i miei dubbi

Guido attraverso la campagna grigia e bianca di brina, mentre vado a scuola, la testa e il cuore pieni di domande. Cerco risposte: in questi rami spogli che fanno ala al mio passaggio e che, nel loro sonno, già contengono promesse di risveglio e nuova vita; in questa terra che tace, mostrandomi quanto sarebbe orribile se nulla cambiasse, se tutto restasse fermo, immobile, sempre; nei libri che mi capitano tra le mani (questo - una storia delicatissima letta con le bimbe prima di dormire), in quelli che ritornano, al momento giusto: 


"Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!" E rise ancora"E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere... E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: "Si, le stelle mi fanno sempre ridere!" e ti crederanno pazzo. "T'avrò fatto un brutto scherzo..." E rise ancora. "Sarà come se t'avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere..." ( Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe).

"Il primo sogno intero che Michael non poté dimenticare (...) fu quello su una macchina che arrestava il tempo, inventata giustappunto dal nonno. Questi accendeva la macchina e tutti erano felici e  contenti, tanto da incoronarlo imperatore. Se non che a poco a poco l'entusiasmo generale si spegneva, dato che gli anni passavano e non succedeva niente di nuovo. (...) Michael non seppe spiegare con le parole quel pianto. Il problema era che non sapeva più che cosa voleva: se crescere e diventare forte, guidare una macchina sportiva e non aver più paura dei mostri la notte, o invece restare sempre un undicenne per non far mai morire il suo nonno." (Uri Orlev, L'aggiustasogni)


Mi sento divisa tra raziocinio e cuore, tra fede e ragione.

Il raziocinio incalza, toglie sicurezze, fa risaltare contraddizioni, ha una risposta per tutto, pare, ma una è una risposta che non accontenta mai, che disillude, distrugge; nulla pare avere più senso. Ma se mi rivolgo al cuore vedo, di nuovo, segni e fili sottili che attraversano la mia vita, vedo risposte in ogni cosa, in ogni cosa Amore, nell'Amore il senso, l'unica risposta possibile, l'unica che mi appaga pienamente. 

Inizio così la mia Quaresima. Offro i miei dubbi, la mia paura, le mie lacrime; li sublimo in Amore: Amo in tutto e per tutto, esercito l'Amore che è, qui e ora, la più irrazionale, irragionevole, appagante esperienza di infinito data all'uomo.   
Lauretta, Il bosco dei lillà


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